Notizie e rubriche dal mondo che non troverete nei vostri media. Qualcuna sì ma non a lungo.
Un progetto di Barbara Schiavulli e Alessia Cerantola.

 RUBRICHE

Mani Nude

E’ la voce della Roma multietnica di Radio Bullets, ma questa volta Gianguido Palumbo, attraversa i nostri programmi e approda nella rubrica Un libro sul comodino perché ci racconta il suo ultimo romanzo, Mani Nude. Lo intervista Alessandra Dalla Gassa. Buon ascolto e buona lettura
Per leggere il testo dell’intervista: https://medium.com/@RadioBullets/un-libro-sul-comodino-mani-nude-f31a1a163f81
 

Roma, città chiusa a profughi e rifugiati

ll fatto di questa settimana è dedicato a Baobab Experience, una buona novità riguarda la nuova sede operativa che dal 2 dicembre è aperta in via Portonaccio, ottenuta grazie al supporto dell’associazione inglese Help Refugees. E poi gli eventi per un fine settimana multietnico a Roma. A cura di Mondita su Radio Bullets
Gli eventi del fine settimana
– Da giovedì a sabato presso la Città dell’Altra Economia in via Dino Frisullo si terrà l’evento MondoReligioni, un’iniziativa organizzata dalla Sezione di Sociologia della Religione(AIS) e la rivista Confronti per incontrare le religioni presenti in Italia e conoscerle da vicino.
– Da venerdì a domenica alle ore 10 alle 20, presso gli spazi della gelateria Splash, Via Eurialo 102, si terrà il Mercatino di Natale dell’artigianato e della solidarietà con le associazioni quali Amnesty International, Unicef, Ponte Internazionale, Migranti e Banche, Baobab Street Food,
– Fino a domenica in Garbatella si terrà presso Teatro Palladium – Università Roma Tre, piazza Bartolomeo Romano 8, si terrà Arcipelago. 24o Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini con una metaforica ondata di rifugiati .
– Sabato
– alle 18.30 a San Lorenzo presso l’Esc Atelier in via dei Volsci, 159 si terrà l’evento  “A casa loro, storie e testimonianze da Eritrea, Mauritania e Mali”.
Domenica
– Strike spa Roma & Esc Infomigrante presentano dalle 11.30 alle 20 allo Strike in via Partini 21 il primo appuntamento di Domeniche meticce, una domenica al mese per aprire le porte al quartiere e al mondo. La squadra culinaria curdo-nigeriana-italo-senegalese sfornerà piatti prelibati meticci.
– ore 16.30 presso la Sala di Santa Cecilia, piazza di Santa Cecilia 22, l’Associazione culturale Santa Cecilia in Trastevere e Assoarmeni, conferenza della proff.ssa Maria Adelaide Lala Comneno su ‘Presenze armene” . Seguiranno musiche e canti armeni dal vivo, un mercatino di prodotti artigianali, lotteria e rinfresco.

Pedalare tra le onde

Lasciarsi affascinare dall’idea di pedalare all’aria aperta senza il pericolo di strade accidentate o del traffico e immergendosi –nel vero senso della parola– nella natura… Oggi c’è una possibilità inaspettata, si chiama Manta5 Hydrofoiler XE-1 ed è la bicicletta aliscafo che arriva dalla lontana Nuova Zelanda.
Raffaella Quadri per Radio Bullets.
Musica di Walter Sguazzin.

Gerusalemme imprigionata

Gerusalemme capitale di Israele? Gerusalemme non può essere capitale di uno a discapito di un altro. Vi racconto la mia Gerusalemme. Introduzione di Harry Hagopian. Barbara Schiavulli su Radio Bullets
 
“Chiunque sia stato a Gerusalemme, avrà sicuramente notato che gerusalemme est è per la maggior parte araba, così come gerusalemme ovest è per la maggior parte ebrea. Fingere che sia una capitale unita per israele e solo per Israele, non è solo una illusione, ma distrugge, quel che è rimasto del morto o morente processo di pace tra israeliani e palestinesi. Quindi trump doveva farlo proprio ora? No. Capisco perché lo ha fatto? Si, capisco il candidato trump, ma non il presidente trump, e spero e prego, che qualsiasi cosa dica o faccia, nelle prossime settimane, mesi o anni, non crei più inimicizia e problemi, in quello che è rimasto della buona fede e buona volontà tra palestinesi e israeliani”.
Sono le parole di Harry Hagopian, avvocato internazionale, armeno, di Gerusalemme, residente a Londra, international fellow alla Sorbona di Parigi, consulente per le chiese cattoliche e armene e spesso in onda sulla Bbc. Ma più di tutto Harry, che ho conosciuto a Gerusalemme almeno due decadi fa, è per me è il cuore di quello che significa Gerusalemme. Una città che non si può racchiudere in una definizione, nella capitale di uno a discapito dell’altro. Gerusalemme è la capitale di tutti o di nessuno. E chi non lo capisce, non ha mai passeggiato per le strade di Gerusalemme, non ha mai appoggiato le mani su quelle mura che ti raccontano la storia del mondo, non ha mai varcato l’immaginaria linea verde che divide la parte israeliana della città con la sua efficienza, tecnologia, modernità, ristoranti e negozi di design, dalla parte est, quella araba, quella caotica, quella dove gli autisti degli autobus gridano le destinazioni verso la Cisgiordania, dove i ristoranti sono accoglienti ma rumorosi. Non ha mai sentito la paura degli attentati, non ha visto raccogliere i morti per un conflitto che invece di spegnersi si riaccende ogni volta che qualcuno non si cura di Gerusalemme. E Trump non se ne sta curando, la sta usando, come tanti hanno fatto prima e poi pagandone il prezzo, perché Gerusalemme una cosa sola chiede, ed è rispetto.
Trump non ha mai visto il sangue dato per questa città, non hai mai visto i sassi, i proiettili, la violenza in nome della quale sono state fatte cose brutte. Non ha mai visto le case strappate ai suoi proprietari perché non erano della religione o della nazione giusta, non ha mai visto i posti di blocco dove perfino io ho fatto nascere un bambino, perché non lasciavano passare la madre incinta. Non ha mai visto le guardie davanti ai centri commerciali, o gli ultraortodossi che lanciano la cacca contro le autoambulanze il sabato. E Non ha mai visto neanche il cuore delle persone che ci vivono, la loro stanchezza, la loro rabbia, il loro amore per questa città che è come una malattia.
A Gerusalemme dove ho vissuto diversi anni, ho imparato tutto e il contrario di tutto, è per me la città delle contraddizioni, la città dove la chiesa più bella, non va a vederla nessuno, dove la più cupola più bella al mondo non tutti ne possono godere, dove c’è un quartiere dove si impone che le donne siano modeste, e a 500 metri nel quartiere di fianco si balla la salsa.
E’ il posto delle mie prime cose, dove ho ambientato il mio primo libro, ho scritto le mie prime storie importanti, ho capito che scrivere sarebbe stato il mio mestiere. E’ anche il posto dove il patriarca etiope beve il tè con il rum e racconta storie, o l’imam ti spiega l’importanza della preghiera e ti fa rilassare, o il rabbino ti dice che si dovrebbe vivere tutti insieme e poi ti racconta una barzelletta.
Ma per sentire queste voci, bisogna lasciarsi affondare nelle sabbie mobili della storia, delle urla, delle voci, delle dichiarazioni, dei morti, degli omicidi e degli attentati, di quelli che ti tirano per la giacchetta perché vogliono avere ragione. Ma la ragione di una città sta in quello che ti trasmette, sta nella vista spettacolare quando guardi la città vecchia di Gerusalemme dal quartiere di Yemin Moshe e anche se non credi, quel dio in cui credono tutti, ti sembra quasi di poterlo sentire.
La ragione nella città sta nelle chiavi delle persone anziane che vivono in altri paesi, ma ancora le conservano perché quelle case le hanno dovute lasciare. O in quelli che invece sono arrivati credendo di poter vivere protetti dall’orrore che li aveva quasi uccisi. Ma questo trump non lo sa, e l’ignoranza è l’arma di distruzione di massa più pericolosa al mondo. Gerusalemme capitale di Israele, sarebbe un bel gol per gli israeliani, poter dire che è la loro capitale. Ma anche se gli americani la riconosceranno, francamente chi se ne frega. Possono dire quello che vogliono, non significa che sia la verità, per quante volte pronunci una bugia, non lo diventa verità.
Gerusalemme appartiene a due popoli, a diverse religioni. Gerusalemme è la capitale di tutti gli esseri umani che la conoscono e la amano, ed è forse uno dei pochi posti al mondo che non ha bisogno di essere riconosciuto per esistere.

Roma multietnica: quando, come e perché?

ll fatto di questa settimana è dedicato alla incomprensibile lentezza o inazione della nuova giunta Raggi in un anno e mezzo di governo cittadino rispetto all’importante, complessa e delicata gestione della città multietnica. E poi gli eventi per un fine settimana a etnico a Roma. A cura di Mondita su Radio Bullets
Ed ecco gli eventi del fine settimana
– A San Lorenzo in via dei Ramni 24, tre giorni di eventi per inaugurare i locali che Rete Ferroviaria Italiana ha concesso gratuitamente all’associazione non-profit Nove Onlus con lamostra della fotografa afghana Tahmina Saleem, venerdi con l’ Open day e sabato  Caccia al tesoro solidale.
-Venerdi
–alle 18,30 in via di Santa Cecilia, 1/a  GRIOT invita alla presentazione del romanzo Migranti. Il rapporto alfa dello scrittore franco-tunisino Henri Michel Boccara
– Sabato
– Sabato  e domenica  si festeggerà la rinnovata Biblioteca interculturale cittadini del mondo, in viale Opita Oppio, 45 : laboratori, musica e libri.
–Sabato  e domenica  ancora in libreria Griot via di Santa Cecilia, 1/a due giorni dedicati all’Etiopia di mercatino con artigianato tessile dell’Associazione Culturale Panafrica,e cena (su prenotazione) a base di piatti vegetariani della cucina tradizionale etiope.
Domenica
–In via Gaeta 26, con la associazione Pontieri del dialogo, la comunità cattolica congolese celebra la messa domenicale in modo del tutto particolare.
– dalle 11,30 alle 15 il Cineclub Detour, via Urbana 107, ospiterà un brunch organizzato da Ulaia ArteSud onlus, in cui verranno proiettati brevi video dei progetti pluriennali nei campi del Libano.
-alle ore 17.30, presso il Black Out, via Anagnina 3, verrà presentato il libro Le Cronache di Satish, una raccolta di pillole di saggezza indiana con un tocco di pragmatismo romano.

Tutti pazzi per l’elettrico

I veicoli elettrici silenziosi, efficienti e senza emissioni sono sempre più comuni. Molte case automobilistiche li producono, ma la ricerca sta già andando oltre, progettando evoluzioni sorprendenti che proiettano nel futuro le nuove versioni green da strada e non si parla certo di utilitarie.
Raffaella Quadri per Radio Bullets.
Musica di Walter Sguazzin.

Roma contro la violenza sulle donne e contro la tratta

ll fatto di questa settimana è dedicato al 25 novembre Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che a Roma sarà celebrata sabato con una manifestazione nazionale che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica. A cura di Mondita per Radio Bullets
Ed ecco gli eventi del fine settimana
– Dal venerdi a domenica presso la Casa Internazionale delle Donne si terrà la Terza edizione, organizzata da ProMueve RD, de Il tempo delle farfalle che attraverso biografie, foto, poesie, arte e testimonianze racconta di donne fuori dal tempo che cambiarono la storia del proprio Paese.
 Sabato
– alle ore 17.30 presso la Comunità di base di San Paolo, via Ostiense 152b, si terrà la presentazione del libro Sotto un cielo di stoffa – Avvocate a Kabul, di Cristiana Cella.
– alle 19 la libreria GRIOT, via di santa Cecilia 1A, ospita la presentazione del romanzo Fuori da Gaza di Selma Dabbagh
Domenica
– per tutta la giornata dalle 10 alle 19, il Caffè Letterario, Via Ostiense 95, ospiterà il Mercatino giapponese. Christmas Preview:
– alle ore 17.30 al Centro Interculturale Miguelim di Asinitas, via Policastro 45, verrà presentato il romanzo La Terra Scivola, di Andrea Segre (Marsilio, 2017), interamente ambientato nel quartiere di Torpignattara. Insieme all’autore intervengono Igiaba Scego, Christian Raimo
– alle ore 17 presso la Taberna Persiana in via Ostiense, 36h si terrà il concerto di musica persiana per le vittime del terremoto nel Kermanshan

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Gli speciali di Radio Bullets

Lobby in Europa

Che cosa succede in Europa quando si muovono le lobby? E che cosa indica poi questo termine? Quali lobby esistono? Radio Bullets si unisce a questo approfondimento per mettere in luce qualche aspetto del complesso mondo dei gruppi d’interesse.

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Speciale giornata del rifugiato

Nel mondo una persona su ogni 122 è un rifugiato e ci sono attualmente oltre 60 milioni di rifugiati sparsi per il globo. In occasione della Giornata Internazionale del Rifugiato, istituita il 20 giugno per decisione dell’Assemblea Generale dell’ONU nel 1951, Radio Bullets lancia uno speciale dai quattro continenti per raccontare il problema in concomitanza della campagna lanciata da Lasciatecientrare, che ha promosso una mobilitazione nazionale con visite nei centri per migranti aperti in Italia da Nord a Sud, spesso refrattari a qualsiasi tentativo di monitoraggio delle condizioni d’accoglienza. Partendo dall’Australia e seguendo il corso terrestre, Radio Bullets vi racconterà storie e fatti da Cina, Afghanistan, Myanmar, Turchia, Africa, Europa, Messico.

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