Caracas

Emilio Baduel e Alexandre Tirado, detto il “Gatto” sono stati i primi, i primi di una lunga serie, arrestati durante le proteste venezuelane.  Era il 2014 e i due ragazzi che manifestavano pacificamente sono stati condannati ad otto anni di prigione. “Erano due studenti, condannati dopo aver subito un processo irregolare e essere stati torturati”, ci racconta Omar Mora Tosta, un noto avvocato di Caracas che ha deciso di dedicarsi anche alla difesa dei ragazzi delle proteste. “Oggi si stanno utilizzando le istituzioni per perseguitare l’opposizione, si usa qualsiasi mezzo che siano le tasse, i tribunali, la polizia, i militari per fermare la dissidenza”, ci dice Tosta in un caffè di Caracas, mentre le sue guardie del corpo rimangono fuori e controllano chi entra e chi esce. Ha subito sei attentati, la sua famiglia è stata sequestrata e lui ha ancora la cicatrice di un colpo di arma da fuoco, ma questo non sembra neanche incrinargli la voce. Racconta che Baduel e Tirado sono stati condannati con prove false, li hanno fatti passare da un carcere all’altro, li hanno torturati in ogni forma. —“Sono stati picchiati con una mazza da baseball su cui era inciso “Butt hitter” (picchia sedere). Li hanno picchiati tanto che per giorni non sono riusciti a sedersi. Gli davano cibo bollente da mangiare con le mani, buttato a terra in una cella piccolissima con 50 persone, criminali veri. Hanno perso 20 kg. Hanno puntato loro una pistola alla testa e finto di sparargli. Li hanno fatti sdraiare nudi sull’asfalto bollente, li hanno picchiati ancora, ad uno è stata rotta una costola, all’altro una gamba e i genitali sono stati ustionati. Baduel è stato salvato da alcuni detenuti che volevano ucciderlo, solo perché un poliziotto conosceva il padre”. E già il padre. Il padre di Emilio Baduel, non è una persona qualunque, il generale Raul Baduel, ex ministro della Difesa, era uno dei generali più vicini al presidente Chavez, poi qualcosa si è rotto, Baduel ha visto un cambiamento nella politica del presidente e da compagno si è trasformato in oppositore, inamicizia ereditata poi da Maduro. Il prigioniero politico più conosciuto del Venezuela. Una storia da film tra intrighi e bugie. Sono 25 giorni che del generale non si sa nulla. Era anche lui in prigione come il figlio, condannato per la seconda volta, dopo che aveva già scontato 8 anni. Poi una notte meno di un mese fa, uomini incappucciati lo hanno prelevato dalla sua cella e portato via. Secondo alcuni è stato ucciso, secondo altri è stato portato a Cuba, ma la versione più probabile è che si trovi nella “tumba”, la famigerata prigione dei sebin, i servizi segreti venezuelani. Di sicuro non lo sa la famiglia, non lo sa il suo avvocato, sempre Tosta, non lo sa nessuno e tutti se lo chiedono, anche se è stata fatta girare la voce che è scappato e si nasconderebbe tra le montagne. Ma nessuno ci crede. —- “E’ un modo per evitare di rispondere di un delitto. Questa è una sparizione forzata commessa dal governo, ripete l’avvocato, facile dire che è scappato. Ma è stato preso, la cosa terribile è che nessuna istituzione lo cerca, il tribunale militare che lo dovrebbe fare perché è stato portato via da una sua prigione, non lo cerca. Perché? Chi è il capo in carica dei militari? Il presidente Maduro. Questa è la prova migliore che siamo in una dittatura. La realtà è che stiamo lottando per un principio, la legge non conta più, la protesta ha varie forme, c’è chi scende in piazza, chi lo fa nonostante tutto nelle aule dei tribunali, dobbiamo ristabilire la Costituzione con un atto di forza se necessario, la gente ha diritto di difendere la propria vita e il proprio futuro e di opporsi.
Quello dei due ragazzi, del figlio del generale e del suo amico, invece sono stati i primi casi di civili condannati in Venezuela per aver protestato, ma per l’avvocato è anche un modo per ricattare il padre. Per ricattare tutti noi. Tentare di farci avere paura. La domanda sorge spontanea, avvocato tosta perché lo fa? Va bene guadagnare, ma qui il prezzo potrebbe essere più alto dei profitti. —E’ un compromesso con i miei pensieri, fino a che questo governo sarà al potere, io devo difendere queste persone che siano militari o civili.

Io sono Barbara Schiavulli per Covering Venezuela, una serie di reportage finanziati dagli amici e sostenitori di Radio Bullets, buon proseguimento di ascolto e di giornata.