15 dicembre 2025 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Dicembre 15, 2025

  • Australia: attentato antisemita in spiaggia, un fruttivendolo musulmano disarma uno degli attentatori.
  • Gaza: ucciso un leader di Hamas.
  • Russia e Ucraina: Zelensky pronto a rinunciare alla NATO, ma non alla sua terra.
  • Cile a destra tutta: José Antonio Kast vince la presidenza.
  • Sudan, attacco con droni contro l’ONU: sei caschi blu uccisi.
  • Giappone, svolta militare: record di spesa per la difesa.
  • Hong Kong: condannato magnate dei media prodemocrazia in uno storico processo sulla sicurezza

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli

Israele e Palestina

■ GAZA: Un raid israeliano fuori Gaza City ha ucciso Raed Saad, comandante dell’unità di produzione militare di Hamas e figura chiave dell’attacco del 7 ottobre 2023. È il più alto esponente del movimento ucciso da quando è in vigore la tregua di ottobre.

L’attacco, che ha provocato altri quattro morti e venticinque feriti, rischia di far crollare l’accordo di cessate il fuoco. Da parte sua, Hamas accusa Israele di “violazioni sistematiche” e chiede agli Stati Uniti — garanti dell’intesa — di far rispettare gli impegni.

Israele replica che Saad stava ricostruendo la rete armata e giustifica l’operazione come risposta a un attentato contro i suoi soldati.

Intanto, la crisi umanitaria a Gaza peggiora: piogge torrenziali e freddo devastano i campi profughi, mentre gli aiuti restano insufficienti e migliaia di famiglie vivono in tende allagate.

Sotto la tempesta d’inverno, la tregua traballa e Gaza affonda ancora nel dolore.

■ CISGIORDANIA: Coloni israeliani hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, in Cisgiordania, ferendo nove residenti e danneggiando diversi edifici, secondo quanto riportato dai media palestinesi.

Il villaggio si trova nell’Area A, sotto il pieno controllo palestinese in base agli Accordi di Oslo.

Le forze israeliane hanno arrestato due attiviste statunitensi del Movimento di Solidarietà Internazionale mentre cercavano di impedire lo sgombero forzato di una famiglia palestinese nel villaggio di al-Mughayyer, vicino Ramallah.

Le due donne, Irene Cho di New York e Trudi Frost di Boston, si trovavano nella casa della famiglia Abu Hamam, da tempo bersaglio di aggressioni di coloni e militari.
Israele sostiene che l’area fosse soggetta a un ordine militare di chiusura, ma secondo l’ISM la casa non rientrava nella zona interdetta.

Le attiviste, ora nel carcere di Givon, rifiutano la deportazione mentre i loro avvocati contestano la legittimità del provvedimento.

■ ISRAELE: L’Alta Corte israeliana ha annullato all’unanimità il licenziamento del procuratore generale Gali Baharav-Miara da parte del governo Netanyahu , dichiarando illegittimo il processo dopo mesi di tensioni per la sua opposizione alle principali politiche governative, tra cui la riforma giudiziaria.

■ LIBANO: Le IDF hanno affermato di aver colpito tre agenti di Hezbollah nel Libano meridionale per aver tentato di ricostruire l’infrastruttura terroristica del gruppo, violando l’accordo di cessate il fuoco.

AUSTRALIA: ■ ATTACCO TERRORISTICO A BONDI BEACH: Almeno 15 persone sono state uccise , tra cui il rabbino Eli Schlanger, una bambina di 12 anni e un cittadino israeliano, Alex Kleytman, sopravvissuto all’Olocausto e 29 sono rimaste ferite in un attacco a colpi di arma da fuoco definito dalla polizia australiana come un attentato terroristico durante un evento di Hanukkah a Bondi Beach, Sydney.

Gli aggressori erano secondo Abc, Sajiid Akran un padre di 50 anni e suo figlio Naveed. Il padre è stato ucciso dalla polizia durante l’attacco, ma il figlio è in stato di fermo in ospedale. La polizia ha dichiarato di voler sporgere denuncia penale contro di lui.

Il Ministro degli Interni Tony Burke ha affermato che il padre è arrivato in Australia nel 1998 con un visto per studenti, mentre il figlio è un cittadino australiano.

La polizia non ha reso noti ufficialmente i nomi degli autori della sparatoria, ma ha affermato che il padre era titolare di porto d’armi dal 2015 e possedeva sei armi autorizzate.

Hanno aggiunto di essere certi che fossero coinvolti solo due aggressori.

Centinaia di persone si erano radunate a Bondi, la spiaggia più famosa d’Australia, per la festa di Hanukkah.

I bambini giocavano mentre musica e bolle riempivano l’aria. Poi, degli spari hanno squarciato la festa. Testimoni hanno riferito che la sparatoria è durata circa 10 minuti.

I due uomini armati hanno aperto il fuoco da una passerella. A un certo punto, un passante ha strappato l’arma a uno degli uomini armati , secondo video verificati e testimonianze.

Il passante era Ahmed al Ahmed, il fruttivendolo musulmano che ha disarmato uno degli assalitori durante la sparatoria e colpito due volte, è sopravvissuto dopo un intervento chirurgico al braccio e alla mano.

Ahmed, 43 anni, si è lanciato contro il killer dopo essersi nascosto dietro alcune auto, riuscendo a sottrargli il fucile e a fermarlo.

Le autorità australiane lo hanno definito “un eroe vero”, mentre una raccolta fondi online ha superato 200 mila dollari australiani in poche ore.
In un giorno di orrore, il coraggio di un uomo ha salvato decine di vite.

Sebbene le sparatorie di massa siano rare in Australia, la comunità ebraica era già in ansia dopo aver subito una serie di allarmanti attacchi antisemiti. Dopo Israele, l’Australia vanta la più alta concentrazione pro capite di sopravvissuti all’Olocausto al mondo.

Il primo ministro Albanese ha affermato che il suo governo prenderà in considerazione leggi più severe sulle armi in seguito all’attacco, tra cui limiti al numero di armi che un individuo può possedere e revisioni periodiche delle licenze.

Siria

In Siria, un uomo armato legato allo Stato Islamico ha ucciso tre americani — due soldati e un interprete — in un attacco a Palmira.

L’episodio, il primo contro statunitensi da quando il nuovo presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha deposto Bashar al-Assad, mette a nudo la fragilità del Paese e le sfide del suo governo: violenze settarie, tensioni con i curdi e il difficile equilibrio con Washington.

Al-Sharaa, ex jihadista diventato alleato di Trump, tenta di costruire una Siria unita, ma la rinascita dell’ISIS minaccia la stabilità interna e potrebbe spingere gli Stati Uniti a riconsiderare la loro presenza militare.

L’attacco riapre le ferite di una guerra mai davvero finita.

Sudan

Gli Stati Uniti hanno condannato con forza l’attacco con droni contro una base delle Nazioni Unite a Kadugli, in Sudan, che ha ucciso sei peacekeeper bengalesi e ferito altri otto.

Washington ha parlato di “un atto di disprezzo verso gli sforzi internazionali per la pace”, chiedendo la fine immediata delle ostilità e libero accesso agli aiuti umanitari.
L’esercito sudanese accusa i paramilitari delle RSF, ma il gruppo non ha commentato.
Le vittime facevano parte della missione ONU UNISFA, schierata nella contesa regione petrolifera di Abyei tra Sudan e Sud Sudan.
Anche il segretario generale Guterres ha condannato l’attacco, definendolo “un possibile crimine di guerra.”

Marocco

In Marocco, almeno 21 persone sono morte e oltre 30 sono rimaste ferite nelle inondazioni che hanno colpito la città costiera di Safi, a 300 chilometri da Rabat.

Le piogge torrenziali hanno trasformato le strade in fiumi di fango, trascinando auto e rifiuti, mentre 70 abitazioni e attività commerciali sono state allagate.
Il traffico da e per la città portuale è rimasto bloccato in più punti.

Le autorità hanno avviato operazioni di soccorso e di valutazione dei danni.
Un’ondata di maltempo che riaccende l’allarme sul clima estremo nel Nord Africa.

Portogallo

All’alba di domenica, la polizia portoghese ha arrestato Tito Gomes Fernandes, potente uomo d’affari della Guinea-Bissau e stretto alleato dell’ex presidente Umaro Sissoco Embaló, deposto a fine novembre da un colpo di stato.

Fermato all’aeroporto di Lisbona, trasportava quasi cinque milioni di euro in contanti, ora sotto sequestro.

Sul volo, proveniente da Bissau e classificato come militare, viaggiava anche la moglie di Embaló, non arrestata.

L’ex generale, attualmente in Marocco, avrebbe intenzione di raggiungere il Portogallo. 
Un arresto che intreccia politica, denaro e il ritorno dell’instabilità nella ex colonia portoghese.

Olanda

Ad Amsterdam, la polizia ha arrestato 22 persone durante gli scontri con manifestanti che protestavano contro l’esibizione di Shai Abramson, cantore ufficiale dell’esercito israeliano.

Le forze dell’ordine hanno usato manganelli per disperdere la folla, mentre i dimostranti lanciavano bombe fumogene.

Un agente è rimasto ferito in modo lieve.

L’evento, inizialmente previsto come concerto pubblico di Hanukkah al Concertgebouw, è stato trasformato in due concerti privati serali dopo le polemiche legate ai rapporti di Abramson con l’esercito.

La protesta riflette la crescente tensione in Europa per la guerra a Gaza.

Russia e Ucraina

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si dice disposto a rinunciare all’ingresso nella NATO in cambio di garanzie di sicurezza occidentali, ma respinge la proposta americana di cedere territori alla Russia.

Durante i colloqui con l’inviato di Trump, Steve Witkoff, e Jared Kushner, Zelensky ha definito l’adesione all’Alleanza “un compromesso già fatto”, chiedendo impegni legali da Washington e dall’Europa.

Mosca, dal canto suo, insiste perché Kyiv ritiri le truppe dal Donbass e accetti una zona demilitarizzata, ma il presidente ucraino replica: “Ci fermiamo dove siamo.”
Intanto continuano gli attacchi aerei: oltre cento droni russi abbattuti in una sola notte.

L’Ucraina cerca la pace, ma non a qualsiasi prezzo — la linea rossa resta la sovranità.

Guatemala

Il presidente del Guatemala Bernardo Arévalo ha dichiarato lo stato d’emergenza in due municipi del dipartimento di Sololá, dopo una serie di attacchi armati contro un posto militare e una stazione di polizia che hanno causato almeno cinque morti.

Secondo Arévalo, bande criminali stanno tentando di prendere il controllo della regione costringendo le forze di sicurezza a ritirarsi.

È la prima emergenza nazionale decretata dal suo governo e durerà 15 giorni nei municipi di Nahualá e Santa Catarina Ixtahuacán.

Il presidente ha promesso un rafforzamento militare per ristabilire l’ordine.

Cile

In Cile, il candidato dell’estrema destra José Antonio Kast ha vinto nettamente il ballottaggio presidenziale con il 58% dei voti, battendo la comunista Jeannette Jara.

Kast, cattolico ultraconservatore e ammiratore di Pinochet, ha costruito la sua campagna sulla promessa di “ordine e sicurezza”, cavalcando la paura per l’aumento della criminalità e dell’immigrazione irregolare. Tra le sue priorità: muro al confine nord e deportazioni di massa.

Per molti, la sua vittoria segna una svolta autoritaria e l’ennesimo successo dell’ondata populista di destra che attraversa l’America Latina, dopo Argentina ed Ecuador.

Washington, intanto, si congratula: “Con Kast, rafforzeremo sicurezza e commercio.”
Il Cile volta pagina — ma la direzione fa discutere.

Hong Kong

A Hong Kong, il magnate dei media e storico attivista pro-democrazia Jimmy Lai è stato dichiarato colpevole di sovversione ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino.

Fondatore dell’ex quotidiano indipendente Apple Daily, Lai rischia l’ergastolo per aver sostenuto movimenti pacifici e difeso la libertà di stampa.

Il suo processo è diventato il simbolo del collasso dello stato di diritto nella città, dove la repressione cinese ha cancellato ogni forma di dissenso.

Con la condanna di Jimmy Lai, Hong Kong sigilla la fine del suo sogno democratico — e manda un messaggio chiaro: la libertà di parola è ormai un crimine.

Giappone

Il Giappone è pronto a stanziare 9.000 miliardi di yen, circa 49 miliardi di euro, per il bilancio della difesa del 2026 — il più alto della sua storia.

L’aumento, spiega il governo di Sanae Takaichi, risponde alle “crescenti pressioni strategiche nel Pacifico” e alla richiesta degli Stati Uniti di un maggiore contributo militare.

Tokyo investirà in missili ipersonici, sistemi antimissile aggiornati e in un nuovo scudo difensivo basato su droni aerei e subacquei.

La premier punta a portare la spesa al 2% del Pil già nel 2025, rompendo con la tradizionale soglia pacifista dell’1%.

Washington però spinge per un obiettivo ancora più alto, fino al 3,5% del Pil, in chiave anti-Cina e anti-Corea del Nord.
Il Giappone si prepara a riarmarsi, segnando la fine dell’era della moderazione militare.

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