26 gennaio 2026 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Gennaio 26, 2026

  • Introduzione: Il board of peace e l’illusione della pace senza giustizia.
  • Israele accetta di riaprire limitatamente il valico di Rafah.
  • Myanmar, urne chiuse tra guerra e repressione: elezioni-farsa sotto la giunta.
  • Venezuela: decine di prigionieri politici liberati, Ong verificheranno i nomi.
  • Albania, scontri a Tirana: proteste contro il premier Rama.
  • Iran, blackout di internet costa oltre 20 milioni di dollari al giorno.
  • Cina: deposto generale di punta.

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli

Israele e Palestina

■ IL PIANO DI TRUMP PER GAZA: L’inviato statunitense Steve Witkoff ha dichiarato che l’ incontro con il primo ministro Netanyahu, tenutosi sabato, sull’attuazione della seconda fase del piano del presidente statunitense Trump per Gaza, è stato “costruttivo e positivo, con entrambe le parti allineate sui prossimi passi e sull’importanza di una cooperazione continua su tutte le questioni critiche per la regione”.

Più tardi, domenica, il gabinetto di sicurezza israeliano ha discusso dell’apertura del valico di frontiera di Rafah tra Gaza ed Egitto accettando di riaprire il valico ma sotto il pieno controllo di Israele.

La misura è condizionata alla restituzione di tutti gli ostaggi vivi e a uno sforzo totale di Hamas per riportare i corpi dei deceduti, incluso quello del soldato Ran Gvili.

Il valico — chiuso dal maggio 2024 — resta simbolo della crisi: dall’ottobre 2023 a Gaza oltre 71.400 morti, in gran parte donne e bambini. Anche durante il cessate il fuoco, denunciate centinaia di violazioni e nuove vittime palestinesi.

L’ex premier britannico Tony Blair è arrivato al Cairo ieri pomeriggio per colloqui su Gaza, nella sua prima visita da quando è entrato a far parte del Consiglio per la Pace voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Israele ha chiesto agli Stati Uniti di schierare società di sicurezza private americane al valico di Rafah al posto delle forze dell’Autorità Nazionale Palestinese , hanno riferito due fonti ad Haaretz .

Un funzionario diplomatico ha confermato che l’idea era già stata discussa, ma alla fine è stata ritirata.

Orit Strock, ministro di estrema destra per gli insediamenti e le missioni nazionali, ha dichiarato al canale pro-Netanyahu Channel 14 che accettare il piano di Trump per Gaza “è stato un terribile errore di rotta”, e ha sostenuto che Israele dovrebbe governare la Striscia.

■ GAZA: Il fuoco israeliano ha ucciso tre palestinesi in due incidenti separati domenica, mentre un drone israeliano ha ferito altre quattro persone a Gaza City, hanno detto le autorità sanitarie locali a Reuters .

Secondo quanto riportato da Gaza, bulldozer e carri armati israeliani hanno iniziato le operazioni di scavo nella parte orientale di Gaza City.

Più tardi, domenica, Netanyahu ha dichiarato che Israele sta conducendo una “operazione su larga scala” in città per trovare i resti dell’ostaggio deceduto Ran Gvili.

Israele sta sostenendo le nuove milizie con base a Gaza che combattono Hamas , ha riportato il Wall Street Journal , citando fonti israeliane che hanno affermato che Israele ha fornito alle milizie un “ampio” supporto aereo, oltre a intelligence, armi e cibo.

Medici Senza Frontiere ha dichiarato che potrebbe dover sospendere le operazioni nei Territori Palestinesi dal 1° marzo, a meno che non acconsenta alle richieste israeliane di consegnare i dati personali del proprio personale.

MSF ha sottolineato di essersi finora rifiutata di consegnare i dati del personale per motivi di sicurezza, sottolineando che circa 1.700 operatori sanitari, tra cui 15 membri del personale di MSF, sono stati uccisi dall’ottobre 2023.

■ CISGIORDANIA: Assalitori mascherati hanno dato fuoco a veicoli nel villaggio di Atara , dove sulla scena sono stati spruzzati graffiti con slogan come la Stella di David e “Buon Ramadan”.

La polizia israeliana ha sparato a un uomo palestinese nei pressi dell’insediamento di Shiloh domenica, ha riferito la polizia, aggiungendo che l’autista stava viaggiando a velocità eccessiva e ha accelerato verso un agente quando gli è stato ordinato di fermarsi.

 Il Ministero della Salute palestinese ha identificato l’autista come Ammar Hijazzi, 34 anni, di Nablus. Una fonte della sicurezza ha riferito ad Haaretz che l’incidente non è stato un attacco terroristico.

■ ISRAELE: La commissione d’inchiesta statale israeliana sulla questione dei sottomarini, incaricata di esaminare la promozione di tre accordi tra il 2009 e il 2016 per l’acquisto di sottomarini e navi militari da una società di difesa tedesca La Thyssenkrupp ha dichiarato domenica che l’approvazione da parte del governo Netanyahu della vendita di sottomarini avanzati da parte della Germania all’Egitto è stata condotta “nel caos più totale e senza una direzione chiara”, mettendo a repentaglio la sicurezza nazionale.

■ LIBANO: Le IDF hanno dichiarato di aver colpito un “terrorista di Hezbollah” e di aver attaccato un edificio che “era utilizzato come sito di produzione di armi per Hezbollah” nel sud del Libano.

O almeno questo è quello che dicono loro, I raid proseguono nonostante la tregua del novembre 2024. Da allora, secondo le autorità libanesi, oltre 350 persone sono state uccise dal fuoco israeliano.

Siria

In Siria, poche ore dopo la scadenza di una tregua di quattro giorni, il ministero della Difesa ha annunciato un’estensione del cessate il fuoco di altri 15 giorni tra il governo e le forze curde.

La misura, secondo Damasco, serve a facilitare un’operazione degli Stati Uniti per il trasferimento di presunti miliziani dell’Isis detenuti nel nord-est del Paese verso carceri in Iraq.

Le Syrian Democratic Forces hanno confermato l’estensione, ribadendo l’impegno alla de-escalation e alla protezione dei civili.

Negli ultimi tre settimane, però, gli scontri sono stati intensi e le SDF hanno perso ampie porzioni di territorio, mentre il rafforzamento militare governativo nel nord-est continua ad alimentare il rischio di una nuova escalation.

Iran

In Iran, il blackout di internet imposto dopo l’inizio delle proteste anti-governative sta causando perdite economiche superiori ai 20 milioni di dollari al giorno, secondo la principale organizzazione dell’industria tecnologica del Paese.

Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Informatici, Ali Hakim-Javadi, spiega che i settori più colpiti sono le aziende digitali e i servizi IT, con molte attività costrette a fermarsi per l’impossibilità di accedere alla rete globale.

Le stime parlano solo di danni diretti: restano fuori la fuga di capitali, il crollo della fiducia degli investitori e la perdita di competenze. Intanto il presidente Masoud Pezeshkian ha chiesto al Consiglio di Sicurezza nazionale di revocare le restrizioni.

Il controllo di internet diventa strumento politico, ma il costo economico e sociale rischia di aggravare proprio quella crisi che ha acceso le proteste, mentre aumentano le tensioni tra Teheran, Stati Uniti e Israele.

Mozambico

La Southern African Development Community ha inviato una squadra di risposta d’emergenza in Mozambico dopo le gravi alluvioni che hanno colpito oltre 650 mila persone.

Il team, composto da esperti in logistica, sanità, ricerca e soccorso, è stato integrato nel sistema umanitario nazionale per sostenere le operazioni di emergenza. Le inondazioni hanno distrutto strade, scuole e strutture sanitarie e causato almeno 12 morti.

La provincia di Gaza è la più colpita, con quasi 400 mila persone coinvolte, mentre gravi danni e sfollamenti si registrano anche nelle aree di Maputo e Sofala.

Un disastro che mette ancora una volta in luce la vulnerabilità climatica dell’Africa australe e la fragilità delle infrastrutture, mentre l’emergenza umanitaria rischia di protrarsi a lungo.

Mali

L’esercito del Mali ha annunciato raid aerei contro gruppi armati nel sud-ovest del Paese, colpendo un “movimento significativo” di militanti nell’area di Mourdiah, durante un’operazione di ricognizione.

Le forze armate non hanno precisato quali gruppi siano stati presi di mira. Il Mali è immerso in una grave crisi di sicurezza dal 2012, tra insurrezioni separatiste e attacchi jihadisti, soprattutto nel nord e nel centro.

Il governo militare considera organizzazioni terroristiche sia i gruppi separatisti riuniti nel Fronte di Liberazione dell’Azawad, sia le milizie legate ad al‑Qaida, tra cui JNIM e il Fronte di Liberazione del Macina.

La pressione militare aumenta mentre Bamako, al potere dopo i colpi di Stato del 2020 e 2021, ha rotto con la Francia e rafforzato i legami con la Russia, in un contesto regionale sempre più instabile.

Albania

Violenti scontri sono scoppiati a Tirana tra polizia e manifestanti che accusano il primo ministro Edi Rama di corruzione e ne chiedono le dimissioni.

La protesta, guidata dall’ex premier e leader dell’opposizione Sali Berisha, ha visto il lancio di molotov e pietre contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti.

La polizia parla di 10 agenti feriti e decine di arresti. Le tensioni arrivano in un clima politico già infiammato da inchieste per corruzione che coinvolgono sia governo sia opposizione.

Le proteste riflettono una crisi di fiducia profonda nelle istituzioni, mentre l’Albania resta paralizzata da accuse incrociate e da un sistema politico sempre più polarizzato.

Regno Unito

A Londra, 86 persone sono state arrestate dopo una manifestazione pro-Palestina degenerata davanti al carcere di HMP Wormwood Scrubs.

Secondo la polizia metropolitana, alcuni manifestanti hanno violato l’area del penitenziario, bloccando l’accesso al personale e accedendo a un ingresso riservato.

Gli arresti sono avvenuti per trespass aggravato. La protesta era a sostegno dell’attivista Umer Khalid, detenuto e in sciopero della fame, secondo gli organizzatori di Palestine Action.

Il ministero della Giustizia britannico ha definito l’episodio “preoccupante”, ribadendo il diritto a protestare ma non a minacciare la sicurezza.

l’episodio mostra come la questione palestinese continui a polarizzare il dibattito nel Regno Unito, con proteste sempre più frequenti e un confine sottile tra dissenso e scontro con le istituzioni.

Russia e Ucraina

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che il documento sulle garanzie di sicurezza degli Stati Uniti per l’Ucraina è completo e pronto per la firma.

Parlando a Vilnius con i leader di Lituania e Polonia, Zelensky ha detto che Kiev attende solo la conferma di data e luogo. Dopo la firma, l’accordo sarà sottoposto alla ratifica del Congresso americano e del Parlamento ucraino.

Intanto, ad Abu Dhabi si sono svolti i primi colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti dall’inizio della guerra: nessun accordo, ma la disponibilità a proseguire i negoziati.

Resta il nodo centrale del conflitto: la Russia chiede territori nell’est, mentre Kiev ribadisce che l’integrità territoriale non è negoziabile.

Stati Uniti e Nato

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo le dure polemiche nel Regno Unito per le dichiarazioni di Trump sul ruolo della NATO in Afghanistan.

Trump aveva affermato che le truppe Nato sarebbero rimaste “un po’ lontane dalla linea del fronte”, parole definite da Starmer “insultanti e francamente inaccettabili”, ricordando i soldati britannici e americani che hanno combattuto fianco a fianco.

Sabato Trump ha parzialmente corretto il tiro, elogiando i militari britannici come “molto coraggiosi” e ribadendo il legame storico tra Washington e Londra.

Nel colloquio si è parlato anche di Ucraina, con un’intesa sulla necessità di arrivare a un cessate il fuoco sostenibile, senza interrompere il sostegno a Kiev, e di sicurezza nell’Artico, indicata da Starmer come priorità assoluta.

L’episodio mostra come la retorica di Trump continui a creare frizioni anche tra alleati storici, costringendo i governi europei a difendere pubblicamente il proprio ruolo militare e politico, mentre cercano di tenere aperto il canale transatlantico.

Stati Uniti e Canada

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un avvertimento senza precedenti al Canada: se Ottawa dovesse concludere un accordo commerciale con la Cina, gli Stati Uniti imporrebbero dazi del 100% su tutte le merci canadesi che entrano nel mercato americano.

Trump ha accusato il primo ministro Mark Carney di voler trasformare il Canada in un “porto di transito” per prodotti cinesi verso gli USA, sostenendo che Pechino “mangerebbe viva” l’economia e la società canadese.

Il governo canadese ha però chiarito che non esiste un vero e proprio trattato di libero scambio con la Cina: l’intesa raggiunta riguarda riduzioni tariffarie su settori specifici e non costituisce un accordo complessivo.

Questa escalation riflette il crescente scontro tra protezione economica e diversificazione commerciale. Per Ottawa, cercare mercati alternativi è una strategia di autonomia economica; per Washington è un segno di “minaccia” ai tradizionali legami nordamericani.

L’ombra della revisione dell’accordo commerciale nord-americano (USMCA) e la retorica aggressiva di Trump complicano il quadro, con il rischio di amplificare tensioni tra alleati.

Stati Uniti

Per la seconda volta questo mese, agenti federali hanno sparato e ucciso un civile a Minneapolis, bloccando poi l’accesso alla scena. Ecco le ultime notizie.

La vittima, un uomo di 37 anni di nome Alex Pretti, stava filmando con il suo telefono e cercava di aiutare un altro manifestante sabato mattina, quando diversi agenti lo hanno atterrato e immobilizzato. Poi gli hanno sparato più volte.

L’amministrazione Trump ha affermato che Pretti, un infermiere dell’ospedale per veterani della città, si era avvicinato agli agenti federali con una pistola e con l’intento di “massacrarli”.

Ha anche affermato che l’agente aveva sparato “colpi difensivi” perché “temeva per la sua vita”. Sono emerse rapidamente delle riprese video che indicano che Pretti non ha mai estratto la pistola nascosta, ed era già stato disarmato al momento della sua morte.

Chi conosceva Pretti ha denunciato quella che hanno definito una campagna diffamatoria da parte del governo. “Per favore, fate sapere la verità su nostro figlio. Era un brav’uomo”, ha dichiarato la famiglia Pretti.

La sua morte ha scatenato grandi proteste in tutti gli Stati Uniti: le autorità federali hanno impedito agli investigatori statali e locali di accedere alla scena del crimine.

Un giudice ha emesso un’ordinanza a tarda notte che vieta ai funzionari federali di distruggere le prove, mentre l’amministrazione Trump ripeteva accuse infondate contro la vittima.

Il governatore del Minnesota Tim Walz ha lanciato domenica un appello all’amministrazione Trump affinché rimuovesse i quasi 3.000 agenti federali dell’immigrazione dispiegati nell’area di Minneapolis-St. Paul in seguito alla sparatoria ingiustificata se si guardano i video.

Pretti era un cittadino statunitense senza precedenti penali e in possesso di un porto d’arma legale.

Vicini e colleghi dell’ospedale lo descrivevano come una persona passionale e di buon cuore . Il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, ha affermato che Pretti sembrava “esercitare il suo diritto, garantito dal Primo Emendamento, di registrare le attività delle forze dell’ordine, e anche il suo diritto, garantito dal

Secondo Emendamento, di essere legalmente armato in uno spazio pubblico della città”.

Eventi come la sparatoria di Minneapolis, in cui i video dei testimoni oculari e i resoconti indipendenti contraddicono la versione del governo, non fanno che sottolineare l’importanza della libertà di stampa.

All’inizio di questo mese, l’FBI ha perquisito l’abitazione di una giornalista del Washington Post e le ha sequestrato telefono, computer portatili e altri dispositivi. Siamo abituati a leggere di governi che perseguitano i giornalisti in paesi come Cina, Russia o Turchia. Questo è accaduto negli Stati Uniti.

Una violenta tempesta invernale ha colpito una vasta area degli Stati Uniti, dal Texas al New England, causando strade impraticabili, oltre 10 mila voli cancellati e più di 700 mila utenze senza elettricità.

Le autorità invitano a restare a casa: pioggia gelata, neve e temperature in picchiata renderanno le condizioni pericolose per giorni. È stato dichiarato lo stato di emergenza in almeno 20 Stati, inclusa Washington.

Secondo il National Weather Service, l’ondata di gelo proseguirà con nuove gelate e possibili blackout prolungati, soprattutto negli Stati del Sud, meno preparati a eventi di questo tipo.

Messico

Un attacco armato nella città messicana di Salamanca ha causato la morte di 11 persone, ha dichiarato domenica l’ufficio del procuratore generale dello stato di Guanajuato, dove si trova la città.

Guanajuato è uno degli stati più pericolosi del Messico.

Venezuela

Un’importante organizzazione per i diritti umani in Venezuela, Foro Penal, dice che almeno 84 prigionieri politici sono stati liberati in tutto il Paese negli ultimi giorni sotto la pressione internazionale, incluso il coinvolgimento degli Stati Uniti.

Foro Penal sta verificando le identità di chi è uscito dalle carceri sabato e dice che altri rilasci potrebbero seguire. Molti dei liberati non hanno ancora visto cadere le accuse, lasciandoli in un limbo legale e spesso con divieti di parlare in pubblico.

Il governo ad interim parla di oltre 600 detenuti liberati, ma i numeri variano tra le fonti.

il fenomeno avviene nel contesto della profonda crisi politica venezuelana e di una fase di distensione forzata dopo gli sviluppi di inizio anno, ma resta opaca la situazione dei diritti e della giustizia interna nel Paese.

Intanto, la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha invitato l’opposizione ad avviare discussioni per raggiungere accordi di pace, tre settimane dopo la rimozione dall’incarico dell’ex presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti.

Rodriguez ha detto che “non possono esserci differenze politiche quando si tratta della pace” e ha insistito sull’importanza di dialogare con rispetto per superare le divisioni.

Ecuador

“Liam non è un criminale”. Così Luis Conejo dall’Ecuador ha difeso il nipote di cinque anni, la cui immagine fermato da un agente statunitense con lo zaino di Spider-Man è diventata simbolo delle politiche migratorie di Donald Trump.

Il bambino e il padre sono detenuti in Texas, in attesa dell’udienza per l’asilo. Le versioni sull’arresto sono contrastanti: Washington parla di un tentativo di fuga, mentre fonti scolastiche accusano gli agenti di aver usato il minore come esca.

La famiglia era fuggita dall’Ecuador per povertà e insicurezza, in un contesto di migliaia di deportazioni negli Stati Uniti.

Indonesia

In Indonesia, sull’isola di Giava, il miglioramento del meteo ha permesso ai soccorritori di recuperare altri corpi dopo la frana che ha colpito il villaggio di Pasir Langu, nella provincia di Giava Occidentale.

La frana, avvenuta all’alba sulle pendici del Monte Burangrang, ha sepolto 34 abitazioni. Il bilancio è salito ad almeno 25 morti, mentre 72 persone risultano ancora disperse. Oltre 230 residenti sono stati evacuati.

Le ricerche proseguono con droni e unità cinofile, ma il terreno instabile impedisce l’uso di mezzi pesanti.

Attivisti ambientali denunciano che non si tratta solo di piogge intense, ma del risultato di anni di degrado ambientale e cattiva gestione del territorio, in una zona che dovrebbe essere protetta.

Filippine

Un traghetto con oltre 350 persone a bordo è affondato nelle Filippine meridionali, vicino all’isola di Basilan, mentre viaggiava da Zamboanga verso Jolo. Almeno 15 persone sono morte e centinaia sono state salvate dai soccorritori, inclusi navi della guardia costiera, aerei militari e imbarcazioni locali.

Le operazioni di ricerca continuano per trovare decine di dispersi, mentre le autorità stanno indagando sulle cause dell’incidente.

Le tragedie marittime non sono rare nell’arcipelago filippino, dove le comunicazioni tra isole sono quotidiane e le condizioni di sicurezza spesso criticabili

Myanmar

In Myanmar si sono chiuse le urne dopo la terza e ultima fase di votazioni in elezioni considerate da osservatori internazionali una farsa. Il partito filo-militare dominante in Myanmar ha vinto le elezioni guidate dalla giunta, ha riferito oggi una fonte del partito all’AFP.

Molti partiti popolari sono stati esclusi, il voto è stato impossibile in vaste aree del Paese a causa della guerra civile in corso da cinque anni, e il partito sostenuto dalla giunta militare, l’USDP, è avviato a una vittoria schiacciante.

Il regime respinge le critiche e parla di elezioni libere e regolari. Ma il clima che ha preceduto il voto è stato segnato da intimidazioni, controlli e paura. In molte zone i cittadini hanno evitato qualsiasi commento per timore di ritorsioni.

Dopo i risultati finali, il Parlamento – disegnato dalla Costituzione militare – dovrebbe nominare presidente il capo della giunta, il generale Min Aung Hlaing, che governa il Paese dal colpo di Stato del 2021.

Si tratterà dello stesso potere, con abiti civili. In un Paese devastato dalla guerra, da migliaia di morti, milioni di sfollati e da una crisi umanitaria aggravata dal terremoto e dai tagli agli aiuti, queste elezioni non chiudono il conflitto: lo congelano, mentre la repressione resta il vero strumento di governo.

Cina

La Cina scuote i vertici militari. Il generale Zhang Youxia, numero due delle forze armate dopo Xi Jinping, è sotto indagine per “gravi violazioni della disciplina e della legge”. Con lui anche un altro membro chiave della Commissione militare centrale.

È l’escalation più clamorosa delle purghe volute da Xi: Zhang era un fedelissimo, legato al leader da decenni. Ora la Commissione resta quasi svuotata e l’operatività dell’People’s Liberation Army rischia un vuoto di esperienza.

Secondo gli analisti, Xi ha deciso di tagliare senza limiti per rifondare un comando più leale. Ma il prezzo è alto: morale in calo, catene di comando da ricostruire e, almeno nel breve periodo, una minore prontezza militare.

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