8 febbraio 2024 – Notiziario Africa

Scritto da in data Febbraio 8, 2024

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  • Senegal: dure reazioni degli stati vicini dopo il rinvio delle elezioni previste per il 25 febbraio.
  • Burkina Faso: inizia la somministrazione su larga scala del vaccino per la malaria.
  • Repubblica democratica del Congo: a 600 giorni dall’occupazione di Bunagana, arrestati numerosi attivisti.

Questo e molto altro nel notiziario Africa di Radio Bullets, a cura di Giunio Santini. 

 

Senegal

Il Parlamento del Senegal ha votato lunedì per il rinvio delle elezioni al 15 dicembre, confermando la decisione inizialmente presa dal presidente Macky Sall.

Le presidenziali, inizialmente previste per il 25 febbraio, sono state posticipate in un clima molto teso dopo che i palamentari dell’opposizione sono stati allontanati con la forza dalle camere mentre discutevano l’approvazione del decreto presidenziale.

Le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nel parlamento e hanno allontanato diversi legislatori dell’opposizione che stavano cercando di bloccare il processo di voto. La legge adottata dall’assemblea estende il mandato di Sall – che sarebbe dovuto terminare il 2 aprile – fino a nuove elezioni.

Dure le reazioni dell’opinione pubblica, scesa in piazza per protestare contro la decisione, con le associazioni dei cittadini che denunciano il pericolo di un colpo di stato costituzionale. Riuniti fuori al parlamento mentre all’interno si discuteva la legge, i manifestanti si sono scontrati duramente con le forze di polizia. Scene da guerriglia urbana, con numerosi arresti e diversi feriti.

Per limitare le proteste e i contatti tra le parti dell’opposizione, lunedì le autorità del Senegal hanno ristretto l’accesso a Internet bloccando i mezzi di comunicazione nel paese. La rete televisiva privata Walf, il cui segnale è stato interrotto mentre trasmetteva le proteste di domenica, ha dichiarato che la sua licenza di trasmissione è stata revocata.

Secondo gli osservatori, la portata di questa crisi in Senegal non ha precedenti nella storia recente del paese e rischia di mettere alla prova una delle democrazie più stabili dell’Africa, in un momento in cui la regione è alle prese con una recente ondata di colpi di stato.

La comunità internazionale, in particolare gli stati confinanti al Senegal, invitano alla calma e al dialogo.  L’Unione Africana ha esortato il governo a organizzare le elezioni “il prima possibile” e ha invitato tutte le parti coinvolte “a risolvere qualsiasi controversia politica attraverso la consultazione, la comprensione e il dialogo civile”. La Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) alle prese con i recenti colpi di stato nella regione, ha incoraggiato la classe politica “a prendere provvedimenti urgenti per ripristinare il calendario elettorale in conformità con le disposizioni della Costituzione del Senegal”.

 

Burkina Faso

 Il Burkina Faso è diventato il secondo paese africano a includere il vaccino contro la malaria nel suo programma di vaccinazione di routine. Poche settimane fa il Camerun aveva avviato il primo programma al mondo di vaccino contro la malaria per i bambini.

Il vaccino RTS sarà ora distribuito ai 27 distretti sanitari del paese per diventare di uso corrente.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato questo vaccino due anni fa, riconoscendo che, anche se imperfetto e dl costo elevato, il suo uso ridurrebbe comunque drasticamente le infezioni gravi e i ricoveri.

Il Burkina Faso è uno dei luoghi più colpiti al mondo dalla malaria. Nel 2021 sono stati registrati quasi 12,5 milioni di casi di malattia in tutto il Paese, pari a un tasso di incidenza di 569 casi per 1.000 abitanti. Nello stesso anno, le autorità hanno registrato quasi 4.500 decessi a causa dell’infezione parassitaria, anche se le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul numero effettivo di morti a causa di malaria sfiora le 20.000 persone.

Negli ultimi mesi la comunità scientifica ha fatto passi da gigante per la prevenzione e la cura della malaria. Oltre al vaccino RTS, che sarà ora utilizzato in Burkina Faso e Camerun, a fine 2023 l’OMS ha approvato l’uso del vaccino R21 che dovrebbe avere un impatto ancora maggiore sulla diffusione della malattia. Si stima infatti che il costo di produzione di questo vaccino sia di circa dieci volte più basso dell’altro siero, permettendone una diffusione capillare quando entrerà in commercio.

 

Repubblica democratica del Congo

Sette attivisti congolesi sono stati arrestati sabato sera a Kinshasa nel corso di una manifestazione per commemorare le vittime del conflitto e chiedere la fine dei 600 giorni di occupazione della città di Bunagana, nell’est della RDC, da parte dei ribelli dell’M23.

https://twitter.com/luchaRDC/status/1754072661645234589

Come fa sapere l’associazione Lutte pour le changement (LUCHA) di cui fanno parte gli arrestati, dei presunti agenti dei servizi segreti congolesi hanno intimato agli attivisti di seguirli su una Jeep. Per alcune ore non si sono avute notizie dei manifestanti, tra cui vi è anche Bienevu Matumo, attivo da diversi anni per denunciare  lo stallo del conflitto nell’area orientale del paese.

Secondo Radio France Internationale, gli attivisti sono stati liberati lunedì dopo 48 ore di fermo e hanno preferito non ritornare sulla vicenda.

https://twitter.com/luchaRDC/status/1754731933131567407

Questi arresti non rappresentano un caso isolato. Nell’aprile 2023, il governo congolese ha promulgato una nuova legge sulla stampa che criminalizza la condivisione di informazioni ritenute “false” o la diffusione di notizie non verificate.

Emblematico è il caso di Stanis Bujakera, giornalista accusato di “diffusione di false informazioni”, per un articolo sul possibile coinvolgimento dell’intelligence militare nel caso dell’omicidio dell’ex ministro dei Trasporti, Chérubin Okende Senga. Amnesty International e Reporter Sans Frontières hanno lanciato una petizione per chiedere il rilascio di Bujakera.

 

Sudan

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha reso noto che il mancato raggiungimento di un accordo tra le parti belligeranti in Sudan e il proseguimento delle ostilità potrebbero avere effetti devastanti sulla situazione umanitaria nel paese, causando un enorme crisi migratoria. 

Se non verrà presto firmato un accordo di cessate il fuoco tra le parti in guerra del Sudan e non verranno rafforzati gli sforzi umanitari, i rifugiati cercheranno sicurezza al di là dei Paesi confinanti con il Sudan, ha avvertito Grandi parlando da Nairobi.

“Gli europei discutono sempre delle persone che attraversano il Mediteraneo. Ebbene, ho un avvertimento per loro: se non sostengono i rifugiati sudanesi assisteremo a movimenti di persone verso la Libia, la Tunisia e attraverso il Mediterraneo”, ha aggiunto il Commissario.

Si ritiene che più di 9 milioni di persone siano sfollate all’interno del Sudan e che 1,5 milioni di rifugiati siano fuggiti nei Paesi vicini in 10 mesi di scontri tra l’esercito sudanese, guidato dal generale Abdel Fattah Burhan, e le Forze di Supporto Rapido, un potente gruppo paramilitare comandato dal generale Mohammed Hamdan Dagalo.

Dati allarmanti provengono anche da Medici senza Frontiere (MSF), in prima linea per fornire assistenza nei campi di fortuna allestiti per i rifugiati, tra cui il campo di Zamzam nel Darfur settentrionale. Secondo Claire Nicolet, responsabile della risposta alle emergenze in Sudan per MSF, nel campo muoiono tredici bambini ogni giorno a causa di una grave malnutrizione, un bambino ogni due ore.

MSF afferma che Zamzam, un campo di oltre 300.000 persone è attualmente tagliato fuori da aiuti umanitari e cure mediche vitali, come dichiarato in un comunicato.

Kenya

Il leader di una setta keniota, Paul Mackenzie, e 29 suoi collaboratori sono stati accusati martedì di aver ucciso 191 bambini, i cui corpi sono stati ritrovati sepolti in una foresta. Secondo l’accusa, Mackenzie avrebbe ordinato ai suoi seguaci di far morire di fame se stessi e i loro figli per poter andare in paradiso prima della fine del mondo, in uno dei peggiori disastri legati ai culti della storia recente.

I seguaci della sua Good News International Church vivevano in diversi insediamenti isolati all’interno della foresta di Shakahola, dove in totale sono stati riesumati più di 400 corpi.

Mackenzie è stato arrestato lo scorso aprile. Già accusato di crimini legati al terrorismo, omicidio colposo e tortura, ora dovrà rispondere della morte di centinaia di persone. Ex tassista, Mackenzie proibiva ai membri della setta di mandare i figli a scuola e di andare in ospedale quando erano malati, bollando tali istituzioni come sataniche, come raccontato da alcuni dei suoi seguaci.

 

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