Kobane, appello per il Rojava

Scritto da in data Gennaio 22, 2026

La redazione di Radio Bullets, come altre in Italia, riceve e pubblica la lettera che la Rete Jin ha deciso di inviare in seguito ai nuovi attacchi alle popolazioni, in particolare curde, che hanno deciso di costituirsi nella Amministrazione Democratica Autonoma del Nord Est della Siria (il Rojava).

Anche Kobane, simbolo di resistenza all’Isis, sta ora subendo nuovi attacchi.

Come specificato nell’appello alla diffusione delle informazioni sugli attacchi in corso, “nel momento in cui scriviamo la città di Kobane, simbolo della resistenza, è sotto attacco, e i miliziani dell’ISIS detenuti nelle carceri vengono liberati”.

L’appello

In questi istanti il Governo Provvisorio di Damasco, assieme a milizie che portano le insegne Isis e con il sostegno della Turchia, sta attaccando e occupando diverse aree dell’Amministrazione Democratica Autonoma del Nord ed Est della Siria (“Rojava”).

Nonostante la strenua resistenza hanno già occupato diversi territori, e nonostante la supposta tregua in corso stanno attaccando Kobane e alcune prigioni dove sono rinchiusi gli jihadisti ISIS per farli uscire.

Il pericolo è reale ed è urgente informare in proposito.

Dopo l’occupazione dei quartieri curdi di Aleppo (Sheikh Maqsoud ed Eshrefiye), dove ora continuano rappresaglie e rapimenti nei confronti della popolazione civile, gli attacchi sono proceduti su diversi fronti, occupando le aree di Raqqa, Tabqa, Deir Ezzor e Baghouz.

Il fatto che vengano attaccate le prigioni dove sono detenuti componenti dell’ISIS, ha l’obiettivo di liberarli e permettere loro di compiere nuovamente atti terroristici, sia contro i territori del Nord ed Est della Siria, ma anche altrove, incluso fuori dal Medio Oriente.

I cessate il fuoco che vengono annunciati non vengono rispettati e, in risposta a questo, è stata lanciata la mobilitazione generale in tutto il Kurdistan.

La resistenza delle YPJ e delle SDF è diventata famosa a livello internazionale quando combatteva contro il califfato.

Perché oggi, a fronte di un rischio simile, non se ne parla più?

È in corso un’ulteriore guerra civile in Siria e, di conseguenza, una nuova e pericolosa destabilizzazione del Medio Oriente, e siamo di fronte al rischio della rimessa in circolazione di combattenti ISIS.

L’organizzazione sociale del Nord ed Est della Siria si basa sui valori di democrazia, ecologia e libertà delle donne, ed integra democraticamente e pacificamente diverse culture, religioni e gruppi etnici: attaccarla ha l’obiettivo di distruggere le speranze di democrazia per la Siria.

Riteniamo che questi avvenimenti ci riguardino.

È fondamentale che ne parliate.

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