“Cos’è uno scandalo”: D’Angelo racconta Barthes

Scritto da in data Gennaio 28, 2022

Dire Roland Barthes significa saggista, critico letterario, linguista, semiologo e tante altre cose. I testi inediti sono racconti su sé stesso, l’arte, la scrittura e la società. Valentina Barile per Radio Bullets con Filippo D’Angelo, scrittore, traduttore e curatore del libro “Cos’è uno scandalo”, pubblicato da L’Orma editore.

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Barthes e la modernità

«Chi legge solo i classici ha la stessa chiusura mentale di chi non li legge mai»: questa sentenza identifica il pensiero di Roland Barthes. Filippo D’Angelo: «La figura di Barthes è sempre stata associata alla modernità. Innanzitutto per la sua modernità di critico, è stato un critico straordinariamente innovativo, ma anche per l’interesse che proprio in quanto critico ha sempre dimostrato per le avanguardie letterarie e artistiche del suo tempo. Non bisogna però dimenticare che Barthes è stato anche un grande cultore e grande conoscitore dei classici della letteratura francese come Molière, Racine, Pascal, Bossuet, eccetera. Direi quindi che la sua personalità letteraria più autentica consiste in una perenne tensione tra classicità e modernità, fra tradizione e avanguardia, ed è tra questi due poli che Barthes è riuscito a costruire, diciamo, una sua visione straordinariamente plastica della letteratura e, in particolare, della letteratura francese».

Influencer di ieri e di oggi

Filippo D’Angelo

Il pensiero di Barthes è stato molto influente e lo sarà ancora per chissà quanto tempo. C’è un parametro da tener conto per essere influenti sul pensiero comune, la coerenza. Quanto questo concetto va a relazionarsi con la figura attuale dell’influencer? Filippo D’Angelo: «Lungo tutta la sua opera Barthes ha sfidato certi luoghi comuni del pensiero, certi cliché dell’immaginario collettivo. Ha sfidato la doxa, ha sfidato il senso comune. Quest’aspetto è particolarmente visibile in uno dei suoi libri più celebri, “Miti d’oggi”, dove Barthes s’ingegna a decostruire certe piccole mitologie contemporanee di cui svela l’inanità con straordinario acume, con finissima ironia. Ciò facendo Barthes ha esercitato al suo tempo un’influenza enorme sul modo in cui la società guardava sé stessa, un’influenza oggi difficilmente concepibile a meno che non si pensi a quella esercitata dall’influencer che però, appunto, è un’influenza di segno opposto, dal momento che invece di sfidare la doxa tende a blandirla. Da questo punto di vista, credo che l’inattualità di Barthes sia estremamente attuale per comprendere certi limiti della contemporaneità che viviamo».

Magma intellettuale

«Ci sono scrittori che nascono già interi nella loro indentità letteraria; altri, per trovarla, devono attraversare le prove di una ricerca faticosa e accidentata. La personalità di Barthes oscilla tra questi due poli; da un lato, una vocazione critica pienamente consapevole di sé sin dagli esordi, dall’altro, un itinerario di scrittura sconnesso, aperto a sperimentazioni contraddittorie, soggetto a dubbi e ripensamenti». – da “Cos’è uno scandalo”, Roland Barthes (L’Orma editore). Filippo D’Angelo conclude su Radio Bullets: «Questa antologia nasce dall’idea di applicare a Barthes una certa poetica del frammento a lui molto cara, ho scelto quindi dei testi che si situano un po’ tra gli interstizi della sua opera, dei testi apparentemente minori ma che credo svelano il suo volto in qualche sorta più autentico. Per curare questa antologia, mi sono dovuto immergere a lungo nei cinque volumi dell’Opera Omnia di Barthes di mille pagine ciascuno, un’opera immensa e ovviamente ho privilegiato dei testi che fossero ancora inediti in Italia; ho poi voluto rappresentare un po’ l’intero arco temporale della produzione scritta di Barthes, per cui si va da un suo testo scritto nell’adolescenza fino a testi subito precedenti la sua morte e, infine, ho voluto che questi testi rendessero un po’ di giustizia alla straordinaria diversità degli interessi di Barthes che, lungi dal limitarsi alla letteratura, coinvolgevano anche le arti figurative, la società, la musica, lo spettacolo, persino il catch».

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