Difesa planetaria in realtà aumentata

Scritto da in data Gennaio 24, 2024

Abbiamo app per ogni attività: per ascoltare musica, per leggere, per comprare o vendere online, per pagare e per monitorare la nostra attività fisica — per altro, maledicendo il diabolico strumento quando ci ricorda di non aver fatto abbastanza passi, come se i tragitti tra il divano e frigorifero non costassero fatica. Insomma, per ogni nostro desiderio, persino quelli che ancora non sappiamo di avere, c’è un’app che lo realizza.
Dunque, tra tanti sogni come avremmo mai potuto non guardare alle stelle?!

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L’app per sorvegliare lo spazio

Guardare verso il cielo e rimirare le stelle è un’esperienza che quasi chiunque ha fatto almeno una volta nella vita. Avere però l’opportunità di assistere ai fenomeni che governano il nostro universo e vedere cosa nasconde nel suo nero più profondo, è opportunità di pochi.
Inaf — Istituto nazionale di astrofisica — ha deciso di rendere queste scoperte alla portata di tutti e ha ideato “Sorvegliati spaziali”. Si tratta di una nuova app dedicata alla difesa planetaria.

È il risultato di un progetto di divulgazione — portato avanti in collaborazione con l’azienda Demarka, un’agenzia di comunicazione — con il quale Inaf si propone di diffondere lo studio e la ricerca sugli eventi celesti che avvengono nello spazio e che potrebbero avere delle conseguenze sul nostro pianeta. Lo scopo non è solo di farli conoscere e studiarli, ma anche di comprendere quali possono essere le misure di prevenzione o mitigazione del rischio rispetto a questi fenomeni. Capire, in sostanza, come proteggere il nostro pianeta.

L’app “Sorvegliati spaziali” e la realtà aumentata

Per fare tutto questo l’app fa ricorso alla realtà aumentata (AR – augmented reality), ovvero a quella tecnologia che mischia realtà fisica e virtuale. In pratica sovrappone dati alla vista dell’ambiente circostante dandone informazioni aggiuntive.
Ed è proprio ciò che fa l’applicazione. Una volta scaricata sul proprio dispositivo — l’app è disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android — permette di vedere cosa accade nello spazio come se avessimo gli occhi incollati a un potente telescopio.
Selezionando dal menù la voce “Esplora in AR” si darà il via all’esperienza e vedere in realtà aumentata meteore, comete ma anche rifiuti spaziali e aurore boreali.

La realtà aumentata permetterà poi di accedere a contenuti aggiuntivi e interattivi per ognuna delle quattro macro aree:

  • comete e asteroidi NEO
  • rifiuti spaziali
  • meteorologia spaziale
  • meteore e meteoriti

Quali sono gli eventi celesti pericolosi per la Terra

Quali sono gli eventi che avvengo nello spazio e che possono coinvolgere la vita sulla Terra?
Innanzitutto fenomeni naturali. Per esempio, il passaggio ravvicinato all’orbita terrestre di asteroidi e comete: quelli tra loro che arrivano a meno di quarantacinque milioni di chilometri dall’orbita terrestre sono definiti NEO (Near Earth Object), ovvero «oggetti vicini alla Terra». Per fortuna sono pochi quelli che potenzialmente potrebbero entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta, ma restano interessanti comunque perché possono essere studiati e persino esplorati con una missione spaziale.

Altri fenomeni naturali che l’app permette di osservare e conoscere meglio sono le meteore e i meteoriti. Le scie luminose delle meteore — quelle che inseguiamo la notte di San Lorenzo — sono frammenti di comete e asteroidi che vaporizzano entrando nell’atmosfera terrestre ad altissima velocità. I possibili frammenti che raggiungono il suolo sono invece i meteoriti. Il loro studio ha un’enorme valenza scientifica perché dalla loro analisi possiamo comprendere meglio come si è formato e come evolve il nostro sistema solare.

Le azioni dell’uomo nello spazio

La nuova app, inoltre, fa scoprire cosa riservano i fenomeni della meteorologia spaziale, come le attività del Sole e dei pianeti vicini. Quindi, capire quale sia l’interazione dei fenomeni provocati da queste attività con la vita sulla Terra. Le attività di altri pianeti e stelle producono flussi di particelle cariche, campi magnetici o radiazioni elettromagnetiche. E molto spesso, proprio questi fenomeni hanno conseguenze sul funzionamento di certa strumentazione, come i sistemi satellitari. Per questo motivo, spiegano all’Inaf, la meteorologia spaziale viene studiata con attenzione anche al fine di prevedere malfunzionamenti o interferenze.

Infine l’applicazione permette di studiare i fenomeni dovuti all’azione dell’uomo. Per esempio, il traffico spaziale che — proprio come quello terrestre — per non fare danni deve essere monitorato e gestito, oppure la presenza di rifiuti spaziali che possono disturbare il lavoro dei satelliti artificiali.
Si tratta di veri e propri detriti spaziali — l’Istituto ne parla nell’ordine di milioni di pezzi — che non solo intasano le rotte ma si muovono pericolosamente a velocità elevate, fino a ventottomila chilometri orari. Immaginate quindi cosa potrebbe provocare un loro impatto con un satellite, con una stazione orbitante o con un velivolo spaziale. Per non parlare del pericolo di attraversamento dell’atmosfera terrestre.

Un’app e un sito web per la Difesa Planetaria

L’intento della nuova app, quindi, è di mostrare — grazie alla realtà aumentata — tutti i vari fenomeni celesti, naturali e non. E, nello stesso tempo, di formare una maggiore consapevolezza sui loro rischi e su cosa fare per difenderci.
Inoltre l’applicazione è solo l’ultimo step di un progetto dedicato alla Difesa Planetaria. Già dal 2021 è online il sito web Sorvegliati spaziali con tutte le informazioni e gli approfondimenti su queste tematiche.

Non resta quindi che scaricare l’app, puntare gli occhi al cielo e mettere le dita sullo smartphone, pronti a scoprire cosa accade sopra le nostre teste.

Musica: “Kosmos” – Kevin Bean
Foto in copertina: Inaf

 

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