Le Sfogliatelle: si mangiano o si leggono?

Scritto da in data Luglio 24, 2020

Alida e Armidina vivono in Brianza. Tra il lavoro e i propri interessi, coltivano da tempo la passione per la lettura, i libri, gli incontri. Dal verbo sfogliare nascono Le Sfogliatelle, un gruppo di amiche e di amici, diventato da poco associazione culturale. Valentina Barile le incontra per Radio Bullets, alla cui chiacchierata prenderà parte anche la scrittrice Paola Zannoner.

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Perché Le Sfogliatelle?

Alida Paternostro, la presidente della neonata associazione, racconta ai microfoni di Radio Bullets cosa vuol dire essere una community di lettori. Come è nata l’associazione culturale Le Sfogliatelle: come è possibile che da un gruppo WhatsApp si possano creare, poi, connessioni reali, condivisioni in carne e ossa, scambi di libri, incontri con i loro autori.

«La nostra è un’associazione senza scopo di lucro, che organizza eventi culturali come presentazioni e incontri con gli autori, corsi di scrittura e tanti altri. Non abbiamo una sede fissa, operiamo in Brianza, a Cantù, ma siamo itineranti e organizziamo lì dove ci invitano, anche nei luoghi più strani; partendo dalle librerie siamo arrivati a organizzare presentazioni anche in un negozio di estetica o in un bosco. Il nostro logo è cangiante, una “S”, e cambia colore a seconda del progetto di cui parliamo. Siamo anche una community, nata per caso con una chat di WhatsApp fra appassionati di libri e di lettura, che un po’ per scherzo, un po’ per giocare, ha scelto di chiamarsi “Le Sfogliatelle: voce del verbo sfogliare”, e così ci siamo registrati come associazione culturale».

Cosa fanno Le Sfogliatelle?

In poco tempo, il gruppo WhatsApp, capeggiato da Alida e Armidina, realizza grandi cose. Tra i progetti letterari messi in azione, anche durante la quarantena, Gli SfogliaLive, Book Festivalbar, Sfoglia&Tella. Dirette Facebook con scrittrici e scrittori, letture condivise in biblioteca, appuntamenti libreschi al bar, calzini parlanti in video chat con gli autori dei libri.

«Siamo nate nel 2016, e come community letteraria organizziamo aperitivi e cene con scrittrici e scrittori, e ovviamente un vasto pubblico di lettori che man mano è cresciuto, fino ad arrivare a inventarci dei veri e propri format: uno per tutti è “Scevro chi legge” dove abbiamo parlato di generi letterari, pur non amando troppo la classificazione, e siamo già a organizzare la terza edizione. Abbiamo creato “The book is in the garden” presso un B&B della nostra zona, con i traduttori e le traduttrici. Abbiamo creato “La floreria letteraria – Uomini che leggono le donne” (due scrittrici presentate da un moderatore), e poi collaboriamo con chi chiede il nostro supporto, che condivide con noi la passione per i libri. Ci piace l’idea che siamo, sì, in Brianza, ma condividiamo grazie ai social anche con tutto il resto del popolo dei lettori, che ama come noi le storie di carta. Siamo un gruppo molto affiatato, siamo diventati amici, amiche – perché non siamo solo donne –, siamo aperte alle collaborazioni, la nostra parola magica è condividere». Armidina continua a raccontare le idee che ogni giorno si generano dall’unione di più creatività. Le Sfogliatelle sono un pianeta, intorno vi sono stelle e altri pianeti che producono energia. «La campagna, che prende il nome #iostoconlaletteratura, è nata da un post di Paola Zannoner – io sono appassionata del genere letterario per l’infanzia e ragazzi –, lei raccontava: perché non lanciamo un “io sto con la letteratura”, che non è “io sto con la scrittura” – dove praticamente si potrebbero vedere libri di vario genere, solo magari pubblicati per esigenze di marketing editoriale –, ma seguendo, appunto, quello che è stato l’esempio dei musicisti con “io lavoro con la musica”. Perché non lanciare questo hashtag e questo slogan e diffonderlo, far capire che con la letteratura, oltretutto, ci campano (diciamo proprio la parola ci campano!), ci mangiano tante persone? Non è vero che con la cultura non si mangia, ci sono un sacco di persone, a partire dallo scrittore all’editore, al distributore, al libraio, tutta quella che è la filiera… ed è assolutamente importante. E noi, come Sfogliatelle, che siamo appassionate di libri – è vero che noi lo facciamo senza scopo di lucro, ma la passione, si sa, quando è mossa dall’interno in maniera così esplosiva ha la necessità poi di far sì che possa essere anche utile – abbiamo preparato una grafica e stiamo coinvolgendo scrittori, scrittrici e tutta la filiera editoriale, inclusi i lettori che sono la parte più importante del libro».

Io sto con la letteratura

Paola Zannoner – scrittrice tradotta in numerosi Paesi, consulente e critico letterario – sempre pronta a sostenere la promozione della lettura, dei libri, a raccogliere e supportare le proposte che arrivano da varie vie letterarie, spiega il senso di #iostoconlaletteratura e del perché c’è la necessità di fare azioni intorno alle parole.

«Io sto con la letteratura: perché proprio ora, perché proprio un hashtag di questo tipo e perché riunire le persone che amano la lettura, i libri naturalmente, la letteratura, che è una cosa diversa già dai libri in generale? Noi sappiamo… ci sono libri di cucina, di viaggi, di geografia, di saggistica, illustrati, di tutto. Io parlo della letteratura, quindi, di romanzi, di racconti, di poesie, di temi importanti, di contenuti importanti che soltanto la letteratura veicola perché, ovviamente, una narrativa banale non è in grado di farlo. Ho lanciato questa idea già qualche tempo fa con un post su Facebook, una cosa molto semplice, che è stata raccolta da questa associazione Le Sfogliatelle di Como. Io facevo questa riflessione: ho visto che i musicisti si sono riuniti con questo hashtag #iolavoroconlamusica; sarebbe bello che anche noi che lavoriamo con i libri, con la letteratura, con le storie, ci riunissimo e facessimo sentire la nostra voce perché non è così evidente che la cultura letteraria sia comunque considerata il prioritario, importante nel nostro Paese, dove in questi mesi la cultura in generale ha sofferto moltissimo. Se è evidente con il teatro perché i teatri sono chiusi – sono stati chiusi per ovvi motivi! – e, naturalmente, la musica perché non si possono più fare i concerti – e ora timidamente si cominciano a fare i concerti all’aria aperta ma con tantissime procedure – e beh, appunto, per la cultura letteraria non è stata spesa una parola perché sembra più semplice: uno compra un libro e lo legge. Ma in realtà non è così perché io lavoro da moltissimi anni nella promozione della lettura e sappiamo che è un lavoro molto lungo, un lavoro di formazione, bisogna costruirli (tra virgolette) i lettori. Bisogna addestrare i lettori, si comincia fin da bambini con storie molto semplici, bisogna leggere ad alta voce, bisogna soprattutto incoraggiare costantemente alla lettura perché la lettura è un atto sofisticato, non è un atto – diciamo – naturale, innato, semplice, uno stato di natura. È un atto, appunto, che si impara, quindi è molto importante l’educazione, la formazione alla lettura; e qui, poi, entra il concetto di una educazione sofisticata che è una educazione a una cultura letteraria, cioè significa imparare a riconoscere le storie che si sedimentano, che ci offrono una grande visione che ci permettono anche di imparare un linguaggio, arricchire il nostro linguaggio verbale, il nostro linguaggio che poi diventa anche un pensiero. La letteratura è quella dei grandi spazi, di personaggi indimenticabili, la letteratura è quella che fa la differenza proprio perché anche quella che sa raccontare e testimoniare le storie più importanti. A volte, anche quelle che non si vogliono raccontare, quelle che tendenzialmente sarebbero nascoste perché ci turbano. La letteratura spesso ci turba, ci fa fare un viaggio profondo dentro noi stessi, anche dentro parti nascoste che forse non ci piacerebbe conoscere. Ecco, io ho lanciato questa idea, che forse sarà un po’… che vi devo dire… qualcuno mi ha detto che sarà un po’ superficiale. Beh, superficiale o no, io credo che oggi sia molto importante alzare la voce e far capire che esiste anche – molto forte in Italia – una comunità letteraria fatta non soltanto da scrittori o da editori che pubblicano questi libri, ma anche e soprattutto da lettori, lettrici, librai, bibliotecari, persone che si occupano da sempre della lettura, e che promuovono la lettura, ma soprattutto la letteratura nel nostro Paese».

È incredibile quanto possano creare gli Homo sapiens! Gli strumenti che hanno a disposizione per la realizzazione delle idee sono diversi. Quanto la tecnologia ha ammortizzato la solitudine durante la lunga quarantena per il coronavirus? Quanto aiuto hanno dato i libri, le letture, la musica, le arti nella primavera appena passata?

Se vuoi anche tu stare con la letteratura, invia una foto con l’hashtag #iostoconlaletteratura a Le Sfogliatelle: lesfogliatelle18@gmail.com.

 

(In copertina, illustrazione di Silvia Mauri)

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