Quell’aria pulita di città

Scritto da in data Novembre 24, 2022

Respirare a pieni polmoni aria fresca, aria pulita, aria sana. Sarebbe perfetto se accadesse proprio nelle nostre città.

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CityTree: un pannello vegetale anti-smog

La tecnologia non teme limiti di sorta, e dà al termine “albero” un significato tutto nuovo, o meglio, a ciò che un albero, in quanto tale, è in grado di fare. Sono proprio le sue capacità a essere imitate da un dispositivo tecnologico sviluppato da Green City Solutions, una startup tedesca.
La sua innovazione si chiama CityTree ed è stata testata da Enea, da ISAC-CNR – Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR – e dal Consorzio Proambiente, che hanno collaborato sull’innovazione dell’azienda tedesca nell’ambito del programma “CityTree Scaler”, finanziato dall’Unione Europea.

Come è strutturato CityTree

Si tratta di un’infrastruttura mobile, un pannello autoportante verticale ricoperto da muschio, che è stato progettato per migliorare la qualità dell’aria cittadina.
È di grandi dimensioni – raggiunge i tre metri di larghezza per quattro di altezza, con una profondità di sessanta centimetri – e può essere collocato nei punti della città dove vi sia la necessità di purificare l’aria e ottenere così zone in cui sia garantita aria fresca e pulita.
Il muschio che ricopre il pannello funge da filtro vegetale. Le sue piccole foglie, particolarmente fini e sottili, creano una superficie assorbente. La polvere fine con carica elettrica negativa è attratta dalla superficie del muschio, caricata positivamente, e in questo modo vi si lega, permettendo alla maggior parte delle particelle di essere metabolizzata e biodegradata dai microrganismi presenti sul muschio.
Questo filtro naturale può funzionare in modalità passiva oppure filtrante e la sua efficienza è sorprendente. È capace di assorbire fino a duecentoquaranta tonnellate di CO2 all’anno, filtrando PM10 e ossido di azoto (NOx). In pratica – hanno calcolato i ricercatori – valori pari a quelli che potenzialmente possono essere raggiunti da più di duecentosettanta alberi.
Il muschio, infine, è mantenuto vitale e verde attraverso un apposito impianto di irrigazione gestito da un sistema automatizzato con l’ausilio di rilevatori di temperatura e umidità, mentre un sistema per la raccolta di acqua piovana consente di rendere l’intero dispositivo efficiente, riducendo il consumo idrico.

Una soluzione green che si sposta in città

Avendo una struttura mobile, il pannello può essere collocato dove si ritiene di dover far ricorso all’innovativo filtro anti-smog, quindi nelle zone della città in cui, per la mancanza di verde naturale o per necessità specifiche, ci sia bisogno di purificare l’aria.
L’ambito di azione di CityTree è ovviamente limitato alla zona immediatamente circostante, ma è pur sempre considerevole, si parla di una capacità di coprire un’area di circa duecento metri quadrati.
Dal punto di vista estetico, invece, è stato studiato per integrarsi bene nell’ambiente circostante. Spesso è dotato anche di una seduta, una panchina che lo rende quindi un punto di ritrovo e di sosta. Non a caso è definito come soluzione di arredo urbano green. Può trovare posto quindi nelle piazze o per strada, ma anche in luoghi di aggregazione come scuole, centri commerciali, aziende, aeroporti etc.

CityTree in numeri:

  • 400 cm di altezza
  • 300 cm di larghezza
  • 60 cm di profondità
  • 240 t/anno di CO2 assorbita
  • 200 m² di raggio di azione

I test effettuati da Enea, ISAC-CNR e Consorzio Proambiente

Ad avere installato CityTree, per il momento, sono alcune città come Londra e Berlino, che lo hanno collocato in ambienti sia esterni che interni.
Mentre in Italia è stato testato e i risultati ottenuti da Enea, ISAC-CNR e Consorzio Proambiente, che – come si è anticipato – hanno effettuato le prove sul pannello filtrante della startup tedesca, sono interessanti. In particolare i test sono stati realizzati nella città di Modena, con condizioni meteorologiche differenti, combinando misurazioni sperimentali con valutazioni fatte attraverso un sistema di modellizzazione computazionale.
Come spiegano all’Enea, nell’area circostante a CityTree sono state riscontrate riduzioni di particelle di PM10 poco sotto al 1%, quando l’infrastruttura verde opera in modalità passiva, ma che raggiungono valori fino al 15% in modalità filtrazione. Allo stesso tempo – sempre quando è usato in filtrazione – si sono misurate riduzioni fino al 20% di PM2.5, al 13% di PM1 e, per finire, al 38% di particelle ultrasottili e al 17% di black carbon. Tutti inquinanti dannosi per la salute e l’ambiente.

I risultati dei test effettuati a Modena su CityTree, in modalità filtrante, mostrano una riduzione fino a:

  • 15% di PM10
  • 20% di PM2.5
  • 13% di PM1
  • 38% di particelle ultrasottili
  • 17% di black carbon

La durata dei filtri naturali non è eterna. La tipologia di muschi utilizzata dalla startup tedesca – coltivata in una struttura creata espressamente a questo scopo – ha una durata di circa dodici mesi. Dopo questo tempo, il tappeto verde del filtro deve essere sostituito.
A ogni modo, un metodo sostenibile ed efficace. Per di più una buona idea per purificare l’aria di luoghi in cui non è possibile realizzare zone verdi o dove queste sono comunque scarse. Un passo ulteriore verso le emissioni zero in atmosfera e la speranza di riuscire a respirare aria pulita, ovunque, anche nei posti più inquinati, dove spesso siamo costretti a vivere.

Musica: “Nell’aria” – Marcella Bella
Foto in copertina: Enea

 

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