Russia, condannato l’attore Pavel Ustinov

Scritto da in data Settembre 21, 2019

Il 16 settembre il Tribunale distrettuale di Tverskoj di Mosca, in Russia, ha condannato l’attore Pavel  Ustinov a tre anni e mezzo, tutti da scontare in una colonia penale. Ora Pavel è stato rilasciato e ha l’obbligo di dimora: il ricorso in appello contro la condanna è previsto per il 26 settembre. La difesa chiederà l’annullamento della condanna nei suoi confronti. 

L’attore ventiquattrenne è stato accusato di violenza contro la polizia: è stato arrestato durante la manifestazione di protesta del 3 agosto, quando migliaia di cittadini sono scesi in piazza a chiedere libere elezioni comunali per l’8 settembre. Ustinov avrebbe urlato slogan antigovernativi.

Chi è Pavel Ustinov

Pavel Ustinov è un giovane attore alle prime armi: si è diplomato presso la Scuola superiore di arti dello spettacolo di Konstantin Raikin, un famoso artista russo e direttore del teatro Satirikon di Mosca. Lo stesso Raikin ha sostenuto il caso pubblicamente, registrando un videomessaggio e garantendo per il giovane attore in Tribunale.

Il video dell’arresto

Accusa e difesa

Secondo l’inchiesta, nel momento dell’arresto Ustinov avrebbe posto resistenza e di seguito avrebbe slogato la spalla a un poliziotto della Polizia antisommossa. L’accusa durante il processo sosteneva che Ustinov avesse umiliato l’onore e la dignità professionale del poliziotto e che gli avesse causato “sofferenza morale” e danni fisici.

Lo stesso Lyagin, così si chiama il poliziotto, durante l’interrogatorio in Tribunale ha dichiarato di aver deciso di trattenere Ustinov poiché stava urlato slogan offensivi nei confronti delle autorità: frasi come “Putin è un ladro”,”Vergogna”, e così via. La procura ha chiesto che l’attore fosse condannato a sei anni.

La richiesta della difesa di mostrare in Tribunale i video che riprendono l’arresto del ragazzo è stata disattesa dal giudice dopo l’obiezione del procuratore

Pavel in Tribunale ha rigettato le accuse, dichiarando che nel momento dell’arresto non stava partecipando alla manifestazione ma aspettava un amico, per proseguire poi oltre. Ha aggiunto che per lui sarebbe stato impossibile colpire il poliziotto, visto che in una mano teneva il telefono e nell’altra le cuffie. A confermare le sue parole i video girati dai testimoni, dove, oltretutto, si vede che Ustinov è stato picchiato violentemente dalla polizia durante l’arresto.

Mosca per Pavel

Il 18 settembre decine di attori russi si sono recati sotto l’Amministrazione del Presidente per sostenere Pavel Ustinov e altri giovani che sono stati arrestati durante e dopo le manifestazioni a Mosca.

L’attore russo Aleksandr Pal’ ha lanciato una petizione a sostegno del immediato rilascio di Pavel: ha raccolto in tre giorni quasi 150.000 firme. 

Oltre agli attori, anche politici e giornalisti – quelli che solitamente non appoggiano l’opposizione –  hanno sostenuto il caso di Pavel. Si sono indignati per il fatto che il Tribunale non abbia voluto considerare i video, dove si vede chiaramente che Ustinov non cercava di recare intenzionalmente nessun danno alle forze di sicurezza.

Il rilascio

Il 19 settembre l’ufficio della Procura – che aveva precedentemente chiesto per Ustinov una pena fino 6 anni – ha richiesto la liberazione dell’attore dal centro di detenzione preventiva prima dell’appello finale, definendo il verdetto a Ustinov “eccessivamente duro” e chiedendo di convertirlo in una pena non detentiva con l’obbligo di dimora.

Il 20 settembre il Tribunale della città di Mosca ha rilasciato Ustinov, che si trovava in un centro di detenzione preventiva, con l’obbligo di dimora in attesa di ricorso per condanna, prevista per il giovedì 26 settembre.

Le guardie del centro di detenzione preventiva hanno portato Pavel fuori attraverso l’uscita di emergenza, privando così i giornalisti della possibilità di parlare con lui subito dopo il rilascio.

Venerdì sera, però, un corrispondente di Radio Liberty è riuscito a parlare con Ustinov vicino a  casa sua a Shchelkovo, nell’oblast’ di Mosca.

“Tutti voi avete salvato la mia vita. Grazie”, con queste parole l’autore avrebbe ringraziato tutti per l’impegno nel sostenere la sua causa.

I “casi Mosca”

In totale, 15 persone sono state coinvolte nel cosiddetto “caso Mosca”: procedimenti penali con  accusa di “rivolte di massa” durante la manifestazione in piazza il 27 luglio a Mosca. In quel giorno, durante migliaia di persone sono scese per le strade principali della capitale russa a chiedere libere elezioni comunali dell’8 settembre. Durante i giorni di proteste sono state arrestate 1.388 persone, tra cui 76 minori, e dozzine sono state picchiate dalle forze di sicurezza, tra cui anche donne.

Video: la polizia picchia una ragazza con un pugno nello stomaco

All’inizio di settembre, la Commissione investigativa della Federazione Russa ha ritirato le accuse penali solo contro cinque dei suoi imputati.

Qui l’elenco completo di tutti di “casi Mosca”, riportato dalla BBC Russia

Sergey Abanichev, manager delle vendite
Vladislav Barabanov, attivista di Nižnij Novgorod
Danil Begletz, designer-costruttore di letti, Moldavia
Aydar Gubaidulin, programmatore
Egor Zhukov, studente e video blogger
Kirill Zhukov, autista della metropolitana
Evgeny Kovalenko, guardia ferroviaria
Daniil Konon, studente
Valery Kostenok, attivista del partito Yabloko
Alexey Minyailo, volontario della comitato di Lyubov Sobol
Ivan Podkopaev, tecnico di riparazione
Samariddin Rajabov, capocantiere
Pavel Ustinov, attore
Sergey Fomin, imprenditore

In copertina rbc.ru

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