Senegal: Prima che sia troppo tardi

Scritto da in data Settembre 1, 2023

È un appello urgente quello che ha pubblicato M. Ciré Clédor Ly, uno degli avvocati di Ousmane Sonko, il leader politico del partito Pastef in sciopero della fame dal 30 luglio e ricoverato in situazione critica dal 7 agosto all’ospedale di Dakar in Senegal.

E non è il primo richiamo, visto che sono diversi i comunicati in cui si chiede attenzione verso lo stato di salute di Sonko, dichiarazioni in cui si chiede alle autorità senegalesi e internazionali di fare qualcosa per evitare il peggio al leader politico di opposizione.

L’avvocato Ly, nel suo appello, dichiara che Sonko manifesta “un inizio di insufficienza cardiaca e una paralisi completa della parte sinistra del corpo. Lo stato di salute del signor Ousmane Sonko ha raggiunto oggi, 30 agosto 2023, una soglia allarmante, al punto che c’è da temere che le sole cure mediche non possano più impedirgli di deteriorare irreversibilmente i suoi organi vitali”, e auspica un intervento delle autorità senegalesi, giudici e pm compresi, per il rilascio immediato di Sonko “prima che sia troppo tardi”.

Sonko negli ultimi tre mesi è stato accusato di diffamazione e corruzione della gioventù, e l’ultimo colpo a fine luglio è arrivato con la custodia cautelare con otto capi di accusa tra cui quello di attentato alla sicurezza dello Stato e furto di un pc portatile. Contestualmente il governo ha sciolto il partito Pastef da lui fondato, partito che ha un seguito enorme tra la giovane popolazione senegalese in patria e all’estero. Pastef e Sonko sono ancora oggi ciò che più fa paura al governo in carica e al presidente Macky Sall.

A seguito della custodia cautelare, Sonko ha indetto uno sciopero della fame per protestare contro l’accanimento giudiziario che si sta abbattendo su di lui da sette anni a questa parte, da quando è stato destituito dal ruolo di ispettore fiscale per aver denunciato corruzione e malgoverno.

Lo sciopero della fame intrapreso da Sonko è una forma estrema di resistenza, l’ultima che probabilmente gli resta dopo aver invocato giustizia e democrazia per il Senegal. Ha mobilitato carovane della libertà e mosso migliaia di cittadini senegalesi dentro e fuori dal paese, con l’intento ultimo di rendere il Senegal un paese veramente libero e democratico, lo stesso paese che i media internazionali come “uno dei governi più stabili della regione”.

“C.”, uno dei coordinatori Pastef in Lombardia che chiede di restare anonimo, prova a spiegare il perché della scelta dello sciopero della fame di Sonko: “È l’unico modo che gli rimane per resistere a questa dittatura che ha violato tutti i suoi diritti umani, che ha attaccato la sua famiglia. Cosa aspetta il governo senegalese a farlo uscire, Ousmane Sonko è pronto a morire per il Senegal, non è una persona che si arrende così facilmente. Sai quanti ragazzi sono stati uccisi per questa lotta?”

Sono tanti i ragazzi uccisi, e ogni fonte riporta un numero diverso. Oury Diallo, coordinatore nazionale di Pastef Italia prova a dare un resoconto: “Circa cinquanta da marzo 2021”. In prevalenza giovani, tra i venti e i trenta anni. Juan Branco, l’avvocato francese che segue Ousmane Sonko e che ha citato Macky Sall e altre persone del governo di fronte alla Corte Penale Internazionale, ha riportato nella sua accusa depositata nomi, cognomi, età e modalità della morte di molti di loro.

L’appello dell’avvocato Sy conclude con un proverbio: “Non ha senso correre, bisogna partire in tempo”. I giovani senegalesi guidati da Sonko sono partiti in tempo, dal 2014 sono sulla scena politica. Ma il tempo che oggi corre è quello che decide tra la vita e la morte del leader Pastef, tra elezioni democratiche e giuste di febbraio o la cristallizzazione del sogno di migliaia di giovani senegalesi e, quindi, tra la tenuta della democrazia o il caos. 

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