Sonko: “Io, vittima di tentato omicidio”

Scritto da in data Marzo 25, 2023

Ousmane Sonko, leader del partito politico Pastef in opposizione al governo di Macky Sall in Senegal, dichiara di essere stato vittima di tentato omicidio. Sonko è stato ricoverato per cinque giorni nella clinica Suma Assistance del quartiere Cité Keur Gorgui a Dakar. Il suo ricovero in ospedale è avvenuto il 16 marzo a seguito di un intervento delle forze di polizia, che hanno bloccato il veicolo su cui viaggiava per raggiungere il tribunale per il processo di presunta diffamazione nei confronti del ministro del Turismo Mame Mbaye Niang.

“Tentato omicidio”

La sera di lunedì 20 marzo, Sonko è apparso in diretta sui suoi canali social per spiegare cosa era successo e ha dichiarato di essere stato vittima di un “tentato di omicidio”. Nella dichiarazione Sonko lascia intendere che la polizia sta ricercando le persone del corpo medico che si sono prese cura di lui. Ha confermato che non lascerà il paese e che combatterà.

Il medico di Sonko

Ousmane Cissé, che si dichiara medico di Sonko e della sua famiglia, è stato convocato e interrogato dagli agenti di polizia della Sicurezza Urbana. Durante la sua audizione, informano i media locali, ha sostenuto di non aver compiuto alcun atto medico su Sonko durante tutto il periodo del suo ricovero alla clinica, e che c’è un team di specialisti che ha curato il leader di Pastef. E qui le informazioni diventano confuse: secondo alcuni media senegalesi, il dottore avrebbe poi ritrattato la sua posizione dicendo di non essere il medico curante di Sonko, di non aver avuto accesso a lui e di non sapere se è stato sottoposto a qualche sostanza tossica; secondo altri giornali, Cissé avrebbe dichiarato di non avere con sé la tessera dell’Ordine dei Medici e le forze di polizia hanno cercato il suo nome nella piattaforma dell’ordine senza trovarlo. Ma basta fare una veloce ricerca per scoprire che il dottor Cissé è veramente un medico iscritto: qui per verificarlo.

Ma la situazione sanitaria di Sonko, alla fine? Non pervenuta.

In questa vicenda, come in molte altre che riguardano il leader Pastef, è difficile venire a conoscenza della verità. La disinformazione che circola sulla situazione in Senegal, e che colpisce soprattutto gli avversari di Macky Sall, è un argomento a parte da trattare con ulteriori approfondimenti.

L’arresto del direttore della clinica Suma Assistance

Su ordine del pubblico ministero, la Sicurezza Urbana (SU) ha aperto un’inchiesta sulle informazioni circolanti sullo stato di salute di Ousmane Sonko. Martedì 21 marzo il direttore della clinica Suma Assistance (dove è stato ricoverato il leader Pastef), Babacar Niang, è stato arrestato dopo aver ricevuto un avviso di perquisizione e di arresto. Lo hanno arrestato a Medina Ndiathbé, una comunità rurale del Senegal, situata a nord del paese. Niang, che era con Sonko in tribunale il 16 marzo, dichiara di non aver compiuto alcun atto medico su di lui.

Secondo il giornale Liberation, il suo arresto è legato al ricovero in ospedale del leader di Pastef e alla morte di uno degli agenti del sindaco del comune di Medina (Dakar), Bamba Fall, durante le manifestazioni del 16 marzo: Doudou Fall, capo del dipartimento sportivo del comune di Medina, è uno dei due morti a seguito delle manifestazioni. Il sindaco di Medina ha sporto denuncia contro la clinica Suma Assistance perché, quando il suo agente era stato ferito ed evacuato presso la suddetta struttura sanitaria, gli era stato chiesto se fosse di Pastef, prima di essere curato.

La denuncia di Fall contro Suma Assistance

A seguito del decesso del capo del dipartimento sportivo di Medina, il sindaco Bamba Fall ha sporto tre denunce: una contro la clinica Suma Assistance, una contro la televisione Walfadjiri e una contro Ousmane Sonko.

Durante un’intervista a iRadio, ha spiegato le motivazioni delle tre denunce. La prima contro la clinica Suma Assistance per negligenza: «In ambulanza hanno iniziato a far domande a Doudou Fall, chiedendogli se fosse membro del partito Pastef. Per dire che i ′pastéfiens′ erano trattati come una priorità. Quando è stato identificato, credo che sia stato trascurato a morte. Doveva essere operato in fretta ma non lo hanno fatto. Abbiamo pagato. L’intervento è stato programmato tre volte senza follow-up. Avevamo provato a trasferirlo. Perché Sonko era lì ed era la loro priorità. È morto prima di arrivare all’ospedale principale», ha spiegato.

Riguardo a quella intentata contro il gruppo Walfadjri, Bamba Fall ha spiegato: «Hanno detto che abbiamo reclutato teppisti nella Medina. È stato in quel momento che i ′pastéfiens′ sono venuti a picchiare i nostri giovani».

Infine, la denuncia contro Ousmane.


Sonko prende di mira il reato di “chiamata all’insurrezione”.

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