Un terzo

Scritto da in data Gennaio 27, 2022

Immaginate di scegliere le ricette che più vi piacciono, comprare gli ingredienti che vi occorrono per mettere in tavola un ricco pranzo e cucinare tutto con cura. Una volta pronto, dividete tutto il cibo che avete preparato in tre parti e una… buttatela via. Ecco, questo è ciò che accade ogni giorno.

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Il mondo, come si suol dire, è piccolo. A volte troppo piccolo perché sia pensabile che possano esistere situazioni diametralmente e drammaticamente opposte, come quelle che si riferiscono proprio al cibo. Ci sono paesi nel mondo in cui oggi, nel 2022, persino i bambini fanno fatica ad avere in tavola lo stretto necessario per vivere. Barbara Schiavulli ci sta raccontando di situazioni simili, proprio in questi giorni, con i suoi reportage dall’Afghanistan.
E ci sono poi altri paesi, come quelli del nostro industrializzato Occidente, in cui invece a essere sprecate sono proprio le derrate alimentari.

Spreco alimentare: dati FAO e Agenda 2030

Lo spreco alimentare è una delle piaghe della società moderna. Secondo i dati FAO risulta che solo il 41,9% delle persone al mondo nel 2019 si è potuto permettere una dieta sana. Si tratta di 3,5 miliardi di individui, neanche la metà della popolazione mondiale. Inoltre si stima che ogni anno si perda un terzo del cibo prodotto a livello globale. Una quantità enorme.
Dati che emergono sin dal 2011 e ai quali si sta cercando di porre rimedio. Non a caso l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU prevede tra i suoi obiettivi di dimezzare lo spreco alimentare globale pro capite, sia a livello di vendita al dettaglio che nel consumo, e al contempo di ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento.

Tagliare gli sprechi non significa privarsi di qualcosa, ma molto semplicemente sfruttare al meglio ciò che si ha. Un concetto, se vogliamo, persino banale ma che richiede nella pratica una maggiore attenzione e l’innestarsi di abitudini positive.
Abituata all’opulenza culinaria, la società moderna spesso neanche si rende conto di quanto si potrebbe fare per migliorare la situazione. E di quanto poco sia necessario, per farlo.
Basti pensare che spesso il cibo è scartato semplicemente perché poco appetibile dal punto di vista dell’aspetto – prodotti freschi con un forma poco gradevole rischiano di rimanere sugli scaffali dei supermercati – oppure perché vicini alla data di scadenza. Per non parlare dello scarto che si produce ogni giorno nelle cucine, dove quantità sempre troppo grandi di cibo commestibile non sono consumate e finiscono per essere scartate.

Cibo scartato: la soluzione è l’intelligenza artificiale

Lo scarto alimentare inutile non è un problema solamente etico e di spreco di risorse – fattori che già di per sé dovrebbero farci riflettere – ma è anche una questione economica, soprattutto per attività legate alla ristorazione come hotel, bar, ristoranti e mense.
È da questi ragionamenti che è nata l’idea di Orbisk, un sistema di monitoraggio dei rifiuti alimentari presentato tra le novità di quest’anno al CES di Las Vegas, la fiera dell’elettronica consumer.

Ideato dall’omonima start-up olandese con sede a Utrecht, Orbisk è un sistema completamente automatizzato che basa il proprio funzionamento sull’intelligenza artificiale.
Ha una struttura molto semplice. È formato da una piantana con una base, sulla quale viene riposto il classico bidone dei rifiuti, e da un lettore collocato nella parte alta della piantana, così da restare al di sopra dell’apertura del bidone.
Questa posizione rende agevole leggere, attraverso un sistema di riconoscimento immagini con telecamera intelligente, quale tipo di cibo stia per essere buttato nel bidone e in quale quantità. È sufficiente presentare il cibo alla luce a LED del lettore e attendere qualche secondo, il tempo necessario affinché il sistema scatti una foto. A questo punto lo scarto può essere buttato nel bidone.
Nel frattempo, però, i dati raccolti insieme alla registrazione del giorno e dell’ora in cui avviene lo scarto, sono rielaborati dalla AI del sistema e pubblicati su un’interfaccia grafica personalizzabile e consultabile dal proprio computer.
È così possibile rendersi conto di quali e quanti siano gli scarti realmente prodotti.

Il sistema automatizzato Orbisk:

  • riconosce, attraverso l’immagine, tipologia e quantità di cibo scartato
  • scatta una foto del cibo
  • registra data e ora dello scarto
  • rielabora i dati e mostra i risultati su un’interfaccia grafica

AI e il risparmio per le cucine professionali

Orbisk è pensato per le cucine professionali e permette di ottimizzare il processo di approvvigionamento delle materie prime, di scegliere cosa proporre alla propria clientela e di indicare il periodo migliore della giornata in cui farlo. Elementi che, insieme, aiutano a gestire in maniera più intelligente e redditizia la cucina.
Gli ideatori del sistema hanno calcolato che, mediamente, con una gestione più oculata del processo di acquisto una cucina professionale può migliorare il proprio margine di profitto tra il 2% e l’8%, arrivando a risparmiare, in alcuni casi, migliaia di euro ogni anno.

La giovane azienda olandese, dunque, ha trovato un modo tecnologico e molto pratico per contribuire a ridurre lo spreco alimentare. Un passo etico ma anche economico che aiuta le imprese – grandi e piccole – della ristorazione.

Musica: “Viva la pappa col pomodoro ” – Rita Pavone
Foto in copertina: Lukasbieri – da Pixabay

 

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