Violenza sulle donne: reporter sul campo

Scritto da in data Novembre 25, 2020

OndaLunga a cura di Loretta Bondì

VIOLENCE ON WOMEN: REPORTING FROM THE FIELD

An interview with Amie Ferris-Rotman of the Fuller Project, an award-winning global non-profit newsroom dedicated to objective, ground breaking reporting on women.

In inglese con sottotitoli in italiano

Today marks the International Day against Violence on Women today. OndaLunga, the current affairs program of le Funambole Radio Attive, has tried to make this broadcast special. This will be the first OndaLunga in English with Italian subtitles. Our guest is Amie Ferris-Rotman, a journalist and the global editor of the Fuller Project a consortium of women investigative journalists.

All too often women journalists who report on violence, corruption, and human rights abuses are themselves victims of harassment, intimidation, torture and violence. According to Reporters Without Borders, in 2020 alone, 40 journalists − women and men − have being killed, 250 were imprisoned.

On this day, we commemorate colleagues, such as Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli, Anna Politkovskaja, Mary Colvin, Daphne Caruana Galizia, Victoria Marinova and many others who have paid with their lives their passion and dedication to their job. And together with them we pay tribute all the reporters who have been or are injured, imprisoned and persecuted because of their activities.

Last week, we interviewed Marilù Mastrogiovanni, an intrepid Italian anti-mafia reporter and organizer of the Forum of Mediterranean Women Journalists. Today, we get a perspective from another area of the world. The Fuller Project is based in the US and Amie is based in London.  Amie has been Moscow Correspondent for The Washington Post and has reported from more than 15 countries for major publications. She has also devoted most of her 15-year career exposing injustices and raising an awareness of underreported stories surrounding women and their communities.

She tells us more about the Fuller Project and its investigations, as well as the reasons that prompted her to join the Project.

Amie has reported extensively on violence against women. In 2020, she received the Human Rights Press Awards for her investigations into the sexual violations of ethnic Kazakh women by Chinese authorities. The year before, her series on Russia’s decriminalization of domestic violence also received acclaim and awards. And the list is much longer than this. Amie discusses aspects of her work that had the effect of changing policies and attitudes in contrasting violence against women and improved women’s conditions.

Finally, she discusses the Sahar Speaks Program in Afghanistan which she created to facilitate women’s access to journalism careers.

 

VIOLENZA SULLE DONNE: REPORTER SUL CAMPO

Un’intervista con Amie Ferris-Rotman del Fuller Project, una premiata newsroom globale senza scopo di lucro impegnata in un giornalismo oggettivo e innovativo con un’ottica di genere.

In inglese con sottotitoli in italiano

Oggi cade la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. OndaLunga, la rubrica di attualità de Le Funambole Radio Attive, ha quindi cercato di rendere speciale la trasmissione odierna. Questa sarà, infatti, la prima OndaLunga in inglese con sottotitoli in italiano. La nostra ospite è Amie Ferris-Rotman, giornalista e redattrice globale del Progetto Fuller, un consorzio di giornaliste investigative.

Troppo spesso le giornaliste che indagano su violenza, corruzione e violazioni dei diritti umani sono loro stesse vittime di molestie, intimidazioni, torture e violenze. Secondo Reporter Senza Frontiere, solo nel 2020, 40 giornalisti − donne e uomini − sono stati uccisi, 250 sono stati imprigionati.

In questo giorno, commemoriamo colleghe quali Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli, Anna Politkovskaja, Mary Colvin, Daphne Caruana Galizia, Victoria Marinova e molte altre che hanno pagato con la vita la loro passione e  dedizione al lavoro. E insieme a loro ricordiamo tutti i giornalisti che sono stati e sono feriti, imprigionati e perseguitati a causa delle loro attività.

La settimana scorsa abbiamo intervistato Marilù Mastrogiovanni, intrepida reporter italiana antimafia e organizzatrice del Forum delle giornaliste del Mediterraneo. Oggi offriamo una prospettiva da un’altra area del mondo. Il progetto Fuller ha sede negli Stati Uniti e Amie è a Londra. Amie è stata corrispondente da Mosca per The Washington Post e ha lavorato in oltre 15 paesi per altre importanti pubblicazioni. Ha anche dedicato la maggior parte dei suoi 15 anni di carriera a denunciare le ingiustizie e a sensibilizzare l’opinione pubblica su storie altrimenti sconosciute che riguardano le donne e le loro comunità.

Iniziamo discutendo con lei del Fuller Project, le sue indagini e prospettive e le ragioni che hanno spinto Amie a unirsi  al Progetto.

Amie ha rivelato sovente violenze contro le donne. Nel 2020 ha ricevuto gli Human Rights Press Awards per le sue indagini sulle violazioni sessuali contro donne di etnia kazaka da parte delle autorità cinesi. L’anno prima, anche la sua serie sulla depenalizzazione della violenza domestica in Russia ha ricevuto riconoscimenti e premi. E la lista può continuare. Amie discute con noi gli aspetti del suo lavoro che hanno avuto l’effetto di cambiare politiche e  atteggiamenti per contrastare la violenza contro le donne e migliorare le loro condizioni.

Infine, Amie ci parla del programma Sahar Speaks che ha creato in Afghanistan per facilitare l’accesso delle donne di quel Paese alla professione di giornalista.

In copertina: A Chechen stands in the street during the battle for Grozny.

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