La Bielorussia non si piega a Lukashenko. Tikhanovskaya si rifugia in Lituania

Scritto da in data Agosto 11, 2020

Bielorussia in protesta. Sono due giorni che vanno avanti scontri violenti tra manifestanti e polizia: il bilancio è di un morto, feriti e tanti arrestati, tra cui giornalisti. Svetlana Tikhanovskaya lascia il Paese – secondo il suo quartier generale, sotto la pressione delle autorità – e chiede di fermare le proteste. Inizia lo sciopero nazionale 

Foto in evidenza: TUT.BY / Olha Shukailo

Svetlana Tikhanovskaya lascia la Bielorussia

Svetlana Tikhanovskaya, la rivale principale di Lukashenko durante le elezioni, ha lasciato la Bielorussia e ora si trova in Lituania. La notizia è stata confermata martedì dal ministro degli esteri baltico, Linas Linkevičius su Twitter. 

Più tardi, Olga Kovalkova, la persona di fiducia di Tikhanovskaya, ha raccontato al media locale Tut.by che la donna è stata portata fuori dal Paese dalle autorità bielorusse. Il suo quartier generale ha affermato che Tikhanovskaya non l’ha fatto di sua spontanea volontà, ma sotto la pressione delle autorità in cambio del rilascio della donna a capo della sua campagna elettorale, Maria Moroz, arrestata un giorno prima delle elezioni, scrive Meduza

Dopo la notizia sulla sua partenza, Tikhanovskaya ha registrato un videomessaggio in cui invita i suoi sostenitori a fermare le proteste nelle città del Paese. Sempre Meduza nota che dal video non è chiaro dove è stato registrato il videomessaggio, in cui la donna legge un testo da un foglio senza nemmeno guardare la telecamera. Il portale aggiunge che il video è stato pubblicato dal canale Telegram filo-governativo bielorusso Prugne gialle, senza specificarne la fonte.

Lunedì Tikhanovskaya è andata alla Commissione elettorale con la richiesta di riconteggiare i voti: poi la connessione con la candidata alle presidenziali è scomparsa, nessuno sapeva dove si trovasse. Sempre ieri la sede elettorale di Tikhanovskaya non ha accettato il risultato delle elezioni.

Ora su alcuni canali Telegram, tra cui NEXTA life, cominciano ad apparire informazioni per cui in Bielorussia sarebbe iniziato uno sciopero a livello nazionale: i lavoratori delle imprese di Minsk e di altre città stanno lasciando i posti di lavoro ed escono per le strade. 

Proteste e scontri

In Bielorussia, soprattutto nella capitale Minsk, continuano le proteste contro i risultati delle elezioni presidenziali, dove, secondo i dati ufficiali, ha vinto Alexander Lukashenko con l’80%. Da due giorni i bielorussi irrompono nelle strade per esprimere il disaccordo con il governo intramontabile di Lukashenko, al potere dal 1994. 

A Minsk le autorità, già prima dell’inizio delle manifestazioni, hanno bloccato alcune strade del centro. In questi due giorni la polizia ha usato granate stordenti, proiettili di gomma, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua: ci sono state parecchie denunce dell’uso della forza sproporzionato da parte delle forze dell’ordine.

Ieri nella capitale bielorussa ci sono stati scontri con le forze speciali del governo: i manifestanti hanno costruito barricate e hanno usato fuochi d’artificio contro la polizia. Il canale Telegram NEXTA ha pubblicato un video dove i manifestanti lanciano anche bombe molotov

Ci sono già le prime vittime degli scontri. Martedì notte il ministero degli Interni ha annunciato una vittima tra i manifestanti, e feriti. Il ministero riporta che una persona della folla avrebbe tentato di lanciare verso la polizia “un esplosivo non identificato”, che gli è esploso in mano, provocandone la morte. Ma sono in tanti a non credere alle dichiarazioni ufficiali e l’altra versione è che sia stata una granata stordente a provocare la morte dell’uomo. Ci sono anche feriti tra la polizia, sempre secondo la versione ufficiale.

Ci sono feriti, però è difficile dire quanti, dato che il Paese continua ad avere seri problemi con Internet e le informazioni tendono ad arrivare in ritardo. Ieri, per esempio, ancora il ministero degli Interni ha parlato di 50 civili e 37 poliziotti.

Arresti e giornalisti scomparsi

Ci sono stati nuovi arresti nel corso delle proteste, ma mancano informazioni sulla quantità di persone fermate (dopo la prima notte il ministero degli Interni ha parlato di circa tremila persone). Tra gli arrestati e feriti ci sono anche giornalisti, perlopiù locali e russi. Non si sa ancora nulla sul destino del giornalista di Meduza, Maksim Solopov, scomparso il 10 agosto. Come scrive Meduza stessa, il giornalista è stato picchiato in centro a Minsk dalla polizia, e poi portato verso una destinazione sconosciuta. Nemmeno le autorità bielorusse sanno dove si trova ora Solopov, scrive il media russo. Invece nel tweet sotto, le immagini del momento in cui viene ferita una giornalista locale mentre la polizia disperde i manifestanti.

 

L’articolo è in aggiornamento

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