27 agosto 2025 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Agosto 27, 2025
- Gaza: Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definisce l’attacco contro altri cinque giornalisti un “tragico incidente”. L’IDF si rammarica.
- Colombia: escalation del conflitto interno, 34 soldati rapiti.
- Regno Unito: stretta sui cosiddetti reati d’onore.
- Botswana: dichiarato lo stato di emergenza sanitario
Introduzione al notiziario: Uccisi per la verità: cinque giornalisti caduti a Gaza
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Israele e Palestina
■ OSTAGGI/CESSATE IL FUOCO: Il Ministero degli Esteri del Qatar ha affermato che Israele non vuole commentare la proposta di cessate il fuoco “seria ed equilibrata” accettata da Hamas la scorsa settimana, aggiungendo che ciò è avvenuto nonostante sia identica a una proposta che Israele aveva precedentemente accettato.
Il Ministero ha affermato che Qatar ed Egitto continueranno i loro sforzi di mediazione e ha invitato la comunità internazionale a fare pressione su Israele affinché ponga fine alla guerra a Gaza.
Lunedì il presidente degli Stati Uniti Trump ha dichiarato ai giornalisti : “Penso che nelle prossime due o tre settimane si arriverà a una conclusione piuttosto definitiva” della guerra a Gaza.
Alla domanda sull’attacco israeliano all’ospedale Nasser, che ha ucciso almeno 20 persone, tra personale medico e giornalisti, Trump ha risposto di “non esserne contento. Non voglio vederlo”.
Donald Trump presiederà oggi una “grande riunione” su Gaza. Lo ha annunciato l’inviato Usa Steve Witkoff.
L’Hostages and Missing Families Forum si è rivolto a Trump in una dichiarazione pubblica, affermando: “Hai affermato che nelle prossime 2-3 settimane la guerra avrà una fine definitiva. Preghiamo che ciò sia vero e che tu abbia dato una scadenza per porre fine alle nostre sofferenze”.
Una riunione del gabinetto di sicurezza israeliano si è conclusa senza votazione sulla presa di Gaza City da parte delle IDF, ha riferito una fonte vicina alla vicenda, con un’altra riunione probabilmente prevista per domenica.
Prima della riunione sull’occupazione di Gaza City , in tutto Israele si sono svolte proteste per chiedere un accordo sulla presa degli ostaggi e la fine della guerra a Gaza, tra cui veglie silenziose, blocchi delle principali arterie stradali e manifestazioni davanti alle abitazioni dei ministri del governo.
■ GAZA: Il Ministero della Salute guidato da Hamas ha riferito che 75 palestinesi sono stati uccisi, 17 dei quali in attesa di aiuti umanitari, negli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore, e tre sono morti per malnutrizione.
Secondo il Ministero, 62.819 palestinesi sono stati uccisi a Gaza dall’inizio della guerra.
Israele ha emesso un nuovo ordine di sfollamento forzato per i residenti di Jabaliya, nel nord di Gaza, secondo quanto riportato da Hind Khoudary da Deir el-Balah.
Jabaliya è un’area già svuotata dai raid aerei e dalla presenza militare israeliana, e le forze israeliane continuano a fare pressione affinché i palestinesi sfollati si spostino più a sud.
Molti si stanno spostando verso ovest, verso la costa, perché non possono permettersi di evacuare, riferisce Khoudary.
Le IDF hanno pubblicato i risultati della loro inchiesta iniziale sull’attacco di lunedì all’ospedale Nasser. La dovete sentire, perché merita. Allora, si legge che le truppe “hanno identificato una telecamera posizionata da Hamas nella zona” e “utilizzata per osservare l’attività delle truppe israeliane”.
Questa conclusione, ha affermato l’IDF, è supportata da “informazioni di intelligence che confermano l’uso dell’ospedale Nasser da parte di Hamas per svolgere attività terroristiche fin dall’inizio della guerra” e che le truppe hanno poi agito per “rimuovere la minaccia colpendo e smantellando la telecamera”.
Chiuse virgolette, uccidendo 5 giornalisti, medici, i soccorritori arrivati dopo la prima esplosione, perché ce n’è stata un’altra dopo che la telecamera era stata vaporizzata.
E continuano, la dichiarazione afferma che il capo delle IDF, Zamir, ha ordinato un’ulteriore indagine sul processo di approvazione dell’attacco, inclusi i tempi e le munizioni utilizzate.
Ha inoltre affermato che sei delle vittime erano terroristi, uno dei quali coinvolto nell’attacco del 7 ottobre contro Israele, e ha aggiunto che Zamir “si rammarica per qualsiasi danno causato ai civili”.
Reuters e Associated Press hanno formalmente chiesto risposte alle autorità israeliane dopo che i raid aerei contro l’ospedale Nasser di Khan Younis hanno ucciso cinque giornalisti, tra cui collaboratori esterni e freelance che collaboravano con le due testate.
In una lettera congiunta, le agenzie di stampa hanno condannato l’attacco su un sito civile protetto, hanno messo in dubbio la credibilità delle indagini dell’IDF e hanno esortato Israele a consentire ai giornalisti indipendenti l’accesso a Gaza, garantendo al contempo la responsabilità e la protezione della stampa ai sensi del diritto internazionale.
Jeremy Scahill di Drop Site ha dichiarato ad Al Jazeera English che Israele sta “uccidendo sistematicamente i testimoni del suo genocidio”, compresi i cinque giornalisti uccisi all’ospedale Nasser, definendolo “una campagna di omicidi di massa condotta da un serial killer mascherato da Stato nazionale”.
Ha aggiunto di non essersi “mai vergognato così tanto della nostra professione”, mentre i media occidentali continuano a disumanizzare i palestinesi e a giustificare l’uccisione dei loro colleghi.
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa in Israele e nei Territori Occupati ha dichiarato che è “inaccettabile” che “personale medico, giornalisti, pazienti e soccorritori” siano stati uccisi a seguito dell’attacco.
In un’intervista con Ryan Grim, il portavoce della Difesa Civile di Gaza, Mahmoud Basal, ha descritto gli immensi rischi a cui vanno incontro le sue squadre, sottolineando che 138 lavoratori sono stati uccisi durante il genocidio, ma che la loro missione è umanitaria prima di tutto, ha affermato.
Ha raccontato di aver salvato 50 persone sotto il fuoco dei droni a Tel al-Hawa, sottolineando che, nonostante sei mesi senza stipendio, nessun membro ha abbandonato il proprio lavoro.
Il parlamentare palestinese-israeliano Ayman Odeh, più volte espulso dalla Knesset per aver condannato le azioni di Israele a Gaza, ha attaccato duramente Netanyahu in merito all’attacco aereo all’ospedale Nasser, dichiarando: “Sei un bugiardo fino al midollo”.
Il clero e le suore di due chiese di Gaza City hanno deciso di rimanere nei loro complessi per prendersi cura dei palestinesi in cerca di rifugio in vista di una possibile occupazione della città da parte delle IDF, hanno affermato i Patriarcati greco-ortodosso e latino di Gerusalemme , aggiungendo che molti di coloro che cercano rifugio “sono indeboliti e malnutriti” e che cercare di fuggire a sud sarebbe “niente meno che una condanna a morte”.
CISGIORDANIA: Tredici palestinesi sono stati rilasciati sabato dal famigerato campo di tortura israeliano di Sde Teiman , dove i detenuti raccontano di aver dovuto subire percosse, “torture da discoteca” che trasformano la musica ad alto volume in un’arma e causano privazione del sonno, e negligenza medica deliberata.
I sopravvissuti, tra cui un ragazzino in lacrime, hanno esortato il mondo a “salvare i detenuti rimasti”, mentre le organizzazioni per i diritti umani sottolineano i 77 decessi palestinesi dall’ottobre 2023 a causa di abusi e maltrattamenti sistematici.
Secondo l’agenzia di stampa Wafa, le forze israeliane hanno ferito almeno 33 persone durante il raid in corso nel centro di Ramallah e ad Al-Bireh, nella Cisgiordania occupata.
Tra i feriti ci sono un uomo di 71 anni colpito da proiettili di gomma e un bambino di 12 anni colpito alla schiena vicino al mercato locale.
■ LIBANO: Il Libano presenterà domenica un piano volto a convincere Hezbollah a disarmarsi, e Israele dovrebbe presentare un quadro corrispondente per il suo ritiro militare, ha dichiarato l’inviato statunitense Thomas Barrack dopo i colloqui con il presidente libanese Joseph Aoun a Beirut.
Barrack ha aggiunto che la proposta non comporterebbe coercizione militare, ma si concentrerebbe sugli sforzi per incoraggiare Hezbollah a consegnare le sue armi , incluso affrontare l’impatto economico sui combattenti finanziati dall’Iran.
■ STATO PALESTINESE: La Germania non si unirà ad alleati come Canada e Francia nel riconoscere uno stato palestinese, ha dichiarato il cancelliere Friedrich Merz dopo un incontro con il primo ministro canadese Mark Carney, aggiungendo che “non riteniamo che le condizioni per il riconoscimento dello stato siano soddisfatte in alcun modo al momento”.
Siria
Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha confermato colloqui “avanzati” con Israele su un accordo di sicurezza, presumibilmente basato sul preesistente accordo di disimpegno del 1974 tra i due paesi, firmato alla fine della guerra dello Yom Kippur.
I dettagli dell’accordo emergente sono controversi: il canale israeliano Channel 12 riporta che includerebbe la smilitarizzazione delle alture del Golan, l’impedimento della ricostruzione militare siriana e la creazione di un corridoio umanitario in cambio del sostegno degli Stati Uniti e del Golfo.
Al Majalla e l’agenzia di stampa siriana SANA hanno invece riferito che l’accordo si concentrerà esclusivamente sulla de-escalation e non includerà un’imminente normalizzazione dei rapporti.
Botswana
Circa l’83% della popolazione del Botswana dipende dal sistema sanitario pubblico. Ma oggi quel sistema è sull’orlo del collasso.
Il presidente Duma Boko ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria e affidato all’esercito un piano straordinario da 306 milioni di euro.
Mancano farmaci essenziali per malattie croniche e infettive – dal diabete all’HIV, dalla tubercolosi al cancro – ma anche materiali di base come garze e suture. Gli ospedali sono stati costretti a rinviare gli interventi non urgenti.
La causa principale? Il crollo delle entrate provenienti dai diamanti, che rappresentano un terzo del bilancio nazionale e l’80% delle entrate in valuta estera.
La concorrenza dei diamanti sintetici, più economici del 30-40%, ha ridotto drasticamente le vendite.
La crisi è aggravata da altri fattori: prezzi gonfiati e appalti opachi nel settore farmaceutico, e i drastici tagli agli aiuti statunitensi sotto la presidenza Trump, che in passato coprivano un terzo del programma nazionale contro l’AIDS e finanziavano anche la lotta a malaria e tubercolosi.
Il Botswana è spesso citato come modello africano di stabilità e buona governance. Ma la sua dipendenza strutturale da una sola risorsa – i diamanti – rivela tutta la fragilità di un’economia monocorde.
L’arrivo sul mercato dei diamanti sintetici non è solo un problema commerciale: diventa un rischio sanitario e sociale.
La crisi mette in luce quanto l’eccessiva dipendenza dalle materie prime renda vulnerabili gli Stati africani e quanto le politiche internazionali – dai tagli agli aiuti al predominio delle multinazionali farmaceutiche – possano trasformarsi in fattori destabilizzanti.
In altre parole: il collasso del sistema sanitario del Botswana è il prodotto di un mix letale di globalizzazione, politiche neoliberali e mancanza di diversificazione economica.
Regno Unito
Il governo laburista britannico ha annunciato una stretta contro i reati d’onore – che nei casi più gravi comprendono femminicidi, mutilazioni genitali e matrimoni forzati – dopo che la polizia di Inghilterra e Galles ha registrato oltre 2.700 episodi.
Le nuove misure prevedono l’addestramento delle forze dell’ordine per riconoscere i segnali di abusi e intervenire tempestivamente, uno studio approfondito sulla diffusione del fenomeno e l’introduzione di una nuova definizione legale di “abuso legato all’onore”.
La ministra degli Interni Yvette Cooper ha sottolineato che troppo spesso questi crimini sono stati fraintesi, lasciando le vittime senza sostegno. “Faremo tutto il possibile perché i colpevoli vengano processati e le vittime protette”, ha dichiarato.
Le associazioni che si occupano delle vittime hanno accolto positivamente l’annuncio, ricordando come la percezione pubblica sia stata scossa da casi come quello di Fawziyah Javed, avvocatessa britannica di origine pakistana uccisa dal marito nel 2021 a Edimburgo perché voleva divorziare.
Il piano di Londra evidenzia una volontà politica di affrontare un fenomeno che tocca direttamente le comunità diasporiche, ma che finora era stato trattato in maniera frammentaria.
La definizione giuridica chiara e la formazione della polizia sono passi cruciali, ma da soli non bastano: serve un lavoro culturale e sociale capace di scardinare le logiche patriarcali che giustificano la violenza “in nome dell’onore”.
La sfida sarà garantire protezione senza stigmatizzare intere comunità, mantenendo il delicato equilibrio tra diritti individuali e inclusione sociale.
Un anno fa, Nigel Farage definiva “impossibile” deportare centinaia di migliaia di migranti senza documenti. Oggi propone di farlo: fino a 600.000 persone, se il suo partito, Reform UK, vincerà le elezioni del 2029.
Un’inversione a U che riflette il clima politico britannico: non solo l’estrema destra, ma anche i partiti tradizionali hanno adottato toni più duri sull’immigrazione.
Il premier laburista Keir Starmer mostra sui social uomini arrestati e schedati, promettendo rimpatri verso la Francia. Robert Jenrick, astro nascente dei conservatori, arriva a sostenere proteste di piazza contro gli hotel che ospitano richiedenti asilo, e chiede deportazioni di massa. Persino la leader Tory, Kemi Badenoch, pur criticando Farage, lo accusa solo di “aver copiato i compiti”.
I numeri raccontano una realtà più complessa: nel 2024 l’immigrazione netta in Gran Bretagna è crollata quasi della metà rispetto al 2023, mentre le richieste di asilo hanno raggiunto un record di 109.000.
Ma un sondaggio mostra che quasi la metà dei britannici crede, erroneamente, che gli irregolari siano più dei migranti legali.
La proposta di Farage, difficilmente realizzabile sul piano pratico e legale – servirebbe perfino l’uscita dalla Convenzione europea dei diritti umani – conta più come messaggio politico che come progetto concreto.
Il vero punto è che quello che un tempo era tabù, le deportazioni di massa, oggi è entrato nel discorso politico mainstream.
È il segno di un’Europa che, tra paure sociali, disinformazione e calo di fiducia nelle istituzioni, normalizza l’idea che diritti fondamentali possano essere sacrificati in nome della sicurezza.
Norvegia
Il fondo sovrano norvegese da 2.000 miliardi di dollari ha disinvestito da Caterpillar e da cinque banche israeliane, citando il loro ruolo nella distruzione illegale di proprietà in Palestina e nel finanziamento di insediamenti illegali in Cisgiordania.
Il consiglio etico ha lanciato l’allarme su un “rischio inaccettabile” di complicità in crimini di guerra, con il ministro delle Finanze Jens Stoltenberg che ha definito la decisione un equilibrio tra responsabilità etica e indipendenza finanziaria.
Stati Uniti
Domenica, Trump ha minacciato di inviare l’esercito a Baltimora per “ripulire rapidamente” la criminalità, citando il dispiegamento della Guardia Nazionale di Washington come precedente, e ha anche avvertito che potrebbe ritirare i fondi federali per progetti infrastrutturali nel Maryland, come la ricostruzione del ponte Francis Scott Key crollato.
I funzionari del Maryland, tra cui il governatore Wes Moore, i legislatori e i leader locali, hanno condannato le minacce di Trump come illegali, politicamente motivate e controproducenti, osservando che i tassi di criminalità a Baltimora sono già diminuiti e sottolineando la necessità di collaborazione piuttosto che di un intervento militare eccessivo.
Trump ha emesso un ordine esecutivo che ordina al Dipartimento di Giustizia di indagare e perseguire penalmente gli individui che bruciano la bandiera americana . L’ordine prevede condanne a un anno di carcere e incarica la procuratrice Generale Pam Bondi di contestare le tutele della Corte Suprema per il rogo della bandiera come atto di libertà di parola.
Trump sta ampliando il coinvolgimento del governo statunitense nelle aziende private, in seguito all’acquisizione di una quota di quasi il 10% in Intel , che il direttore del suo Consiglio Economico Nazionale, Kevin Hassett, ha definito un “anticipo” su un futuro fondo sovrano.
Trump ha salutato l’accordo con Intel sui social media come una vittoria per i contribuenti, mentre il senatore Bernie Sanders ha affermato che è ragionevole che il governo tragga beneficio quando le aziende ricevono generosi sussidi federali.
Gli Stati Uniti hanno inviato ulteriori navi da guerra , tra cui la USS Lake Erie e la USS Newport News, nei Caraibi meridionali, nell’ambito dell’approccio sempre più militarizzato di Trump ai cartelli della droga latinoamericani.
Gli schieramenti, mirati a gruppi come il cartello messicano di Sinaloa e il Tren de Aragua venezuelano, intensificano ulteriormente il coinvolgimento militare statunitense nella regione, con il pretesto della sicurezza dei confini.
Colombia
Il ministero della Difesa colombiano ha confermato il sequestro di 34 soldati nella regione del Guaviare, ad opera di gruppi armati composti da ex guerriglieri dissidenti delle Farc.
Secondo l’ammiraglio Francisco Cubides, comandante in capo delle Forze Armate, i militari sono stati catturati al termine di scontri con una fazione guidata da Iván Mordisco, il cui fratello era stato arrestato pochi giorni fa.
L’episodio segna una nuova e drammatica escalation del conflitto interno. Solo la scorsa settimana il Paese era stato scosso dall’uccisione di 13 militari ad Antioquia e di sei civili a Cali in un attentato.
Il sequestro dei soldati mostra la forza e la capacità organizzativa dei gruppi dissidenti delle Farc, che non hanno mai aderito agli accordi di pace del 2016.
Questi gruppi, ormai saldamente intrecciati con il narcotraffico, stanno mettendo in difficoltà il governo di Gustavo Petro, che aveva puntato sulla “paz total” come strategia politica e simbolica per chiudere definitivamente la stagione del conflitto armato.
Ma l’ondata di violenza indica che i processi negoziali rischiano di sgretolarsi, e che la Colombia potrebbe trovarsi davanti a una nuova fase di guerra a bassa intensità, con conseguenze devastanti per la popolazione civile e per la stabilità del Paese.
Argentina
I mercati finanziari argentini sono crollati lunedì, mentre le accuse di corruzione legate alla cerchia ristretta del presidente Javier Milei hanno scosso gli investitori: i titoli di Stato hanno toccato i minimi da diversi mesi, il peso è sceso di quasi il 3% e l’indice di riferimento azionario è sceso del 4%.
Lo scandalo è incentrato su registrazioni audio che suggeriscono corruzione presso l’agenzia per l’invalidità, potenzialmente implicando la sorella e capo dello staff di Milei, Karina Milei, e sollevando dubbi sulla capacità del governo di Milei di mantenere la credibilità delle sue riforme economiche in vista delle elezioni di medio termine di ottobre.
Brasile
La Corte Suprema brasiliana si prepara alle arringhe conclusive del processo a Jair Bolsonaro per un presunto colpo di Stato, mentre l’ex presidente agli arresti domiciliari mostra segni di angoscia, insicurezza e lotte intestine all’interno della sua coalizione di estrema destra.
Messaggi privati diffusi dalla polizia federale mostrano Bolsonaro in difficoltà nel gestire i suoi alleati, in dubbio su se stesso e che soppesa le pressioni esercitate dagli Stati Uniti da Trump, inclusi dazi e sanzioni, mentre i suoi sostenitori discutono su come affrontare le elezioni del 2026 senza di lui sulla scheda elettorale.
Pakistan
In Pakistan quasi 150.000 persone sono state evacuate dalle zone basse del Punjab a causa dell’innalzamento del livello del fiume Sutlej.
L’Autorità nazionale per la gestione dei disastri ha lanciato l’allarme e ordinato al governo provinciale di predisporre operazioni su larga scala. Solo a Bahawalnagar sono state trasferite quasi 90.000 persone, mentre migliaia di altre sono state evacuate da Kasur, Okara, Bahawalpur, Vehari e Pakpattan.
Secondo l’Ndma, circa 40.000 residenti avevano già lasciato le proprie case prima delle evacuazioni ufficiali. Ai cittadini è stato raccomandato di evitare zone a rischio, fiumi e viaggi non necessari.
Il bilancio complessivo delle piogge monsoniche degli ultimi due mesi è drammatico: almeno 799 morti e oltre mille feriti in tutto il Paese.
Le inondazioni nel Punjab mostrano la fragilità strutturale del Pakistan di fronte ai monsoni, aggravata dagli effetti del cambiamento climatico.
Il fiume Sutlej, che attraversa anche l’India, mette in evidenza quanto la gestione delle acque e dei bacini idrici sia anche un problema geopolitico, in un contesto in cui le infrastrutture restano deboli e milioni di persone vivono in aree a rischio.
La tragedia conferma che i monsoni, un tempo vitali per l’agricoltura, sono ormai diventati sinonimo di emergenza cronica e instabilità sociale.
Corea del Nord
La Corea del Nord ha condannato le esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, sostenendo che dimostrano l’intenzione di Washington di “occupare” la penisola coreana e minacciare gli avversari regionali, avvertendo di conseguenze “spiacevoli” se le esercitazioni dovessero continuare.
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha recentemente incontrato il presidente degli Stati Uniti Trump.
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