28 giugno 2019 – Notiziario
Scritto da Radio Bullets in data Giugno 28, 2019
Venezuela: Maduro parla di sventato colpo di Stato, e dice che saranno “implacabili”. Canada: per la prima volta due organizzazioni di estrema destra finiscono nell’elenco delle organizzazioni terroriste. Iran il prezzo del pollame supera i 120 mila rials. Sono più di 14 mila le persone uccise dalle torture in Siria dal 2011, rivela una ricerca (in copertina). E ancora in Giappone si apre il G20 tra tensioni e manifestazioni. Questo e molto altro nel webnotiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli. Musiche di Walter Sguazzin
La giustizia in Sudamerica
Gruppi di ricerca e di difesa, l’ufficio di Washingtown sull’America Latina, il Wola, e la Myrna Mack Foudation del Guatemala, hanno pubblicato il primo di una serie di relazioni che valutano gli sforzi giudiziari dell’America Centrale per rafforzare l’indipendenza dei sistemi giudiziari, contrastare la corruzione, promuovere i diritti umani e riformare le forze di polizia civile.
Questa prima relazione analizza in modo approfondito il sistema giudiziario guatemalteco, valutandone l’indipendenza e la capacità di applicare la legge e garantire un accesso adeguato alla giustizia.
Siria
The Siryan Network for Human Rights, Snhr, ha pubblicato un rapporto in occasione della Giornata Internazionale a sostegno delle vittime della tortura dove documenta la morte di almeno 14, 227 persone a causa di torture, tra cui 177 minori e 62 donne. Il rapporto di 25 pagine afferma che la tortura brutale e sistematica nei centri di detenzione siriani costituiscono un crimine contro l’umanità. Il rapporto rileva che il governo siriano ha ratificato la Convenzione contro la Tortura nel 2004 e l’articolo 53, paragrafo 2 della Costituzione siriana proibisce all’autorità dominante di praticare la tortura. Inoltre, il divieto di tortura è una regola consuetudinaria che non può essere modificata o bilanciata rispetto ad altri diritti o valori di nessun stato, nemmeno in caso di emergenza, mentre qualsiasi violazione del divieto di tortura è un crimine internazionale ai sensi del diritto penale internazionale. Coloro che hanno ordinato o assistito alla perpetrazione della tortura sono penalmente responsabili di tali pratiche. Il rapporto sottolinea che sebbene tutte le parti coinvolte nel conflitto con la siria abbiano commesso il reato di tortura in una forma o in un’altra, il regime siriano che controlla l’apparato militare, di sicurezza e giudiziario del paese è di gran lunga il più colpevole, con almeno 1,2 milioni di siriani che sono stati sottoposti a torture o umiliazioni dal 2011 con il regime che può vantarne la maggior parte.
Israele e Palestina
Israele e Palestina: Gli israeliani hanno incolpato la Russia per le interruzioni del funzionamento dei Gps intorno all’aeroporto Ben Gurion. Gli aerei che volano vicino all’aeroporto perdono la connessine con i satelliti di navigazione globale da circa tre settimane, ma la storia sarebbe venuta fuori solo ora. L’emittente nazionale israeliana Kan ha riferito ieri che queste interruzioni si sono estese anche ad altri paesi come Cipro, la turchia e parte delle isole greche. I piloti hanno comunque strumenti alternativi per la navigazione e l’atterraggio e non devono fare affidamento sul Gps. Funzionari della sicurezza israeliana avrebbero detto ai media locali che è in corso una forma di guerra elettronica che ha origine in siria, dove le truppe e gli aerei russi combattono per conto dell’esercito e del presidente Assad. Tuttavia, l’ambasciatore russo in Israele ha dichiarato alla radio dell’esercito israeliano che sono solo notizie false che non vanno prese sul serio.
“La palestina non è in vendita”, sono scesi per strada Gaza, a bruciare foto di trump per protestare contro il summit dalla pace alla prosperità dove in Baherein sì è discusso del tanto atteso piano del secolo americano. Negozi, banche e ristoranti sono rimasti chiusi per lo sciopero generale. Il piano propone fondi di investimento per 50 miliardi di dollari che verrebbero divisi tra i palestinesi e i suoi vicini Egitto, libano e giordania, il fondo verrà usato per 179 infrastrutture e progetti finanziari, tra cui la costruzione di un settore turistico palestinese. Ma i palestinesi dicono che senza un impegno a porre fine all’occupazione e al ritorno dei profughi, il summit in Bahrein promette solo sviluppo economico senza libertà politica. Intanto l’autore del piano di Trump Jason Greenblatt ha detto alla Cnn che non ha trovato nulla di cui criticare Israele.
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