3 luglio 2019 – Notiziario

Scritto da in data Luglio 3, 2019

Venezuela: ragazzino reso cieco dai proiettili di gomma della polizia durante una protesta. Libia, strage in un centro di detenzione per migranti bombardato (in copertina). Iran, i soldi insenguinati raggiungono la parità.  Habemus Europam, ed è donna. Giappone ordinata l’evacuazione di centinaia di migliaia di persone dal sud est per le piogge torrenziali. Questo e molto altro nel webnotiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli. Musiche di Walter Sguazzin

 

Venezuela

Il presidente del parlamento Juan Guidò ha escluso che siano possibili altri negoziati con il governo di Maduro, dicendo che non è mai un buon momento per parlare con la dittatura. La Norvegia ha ospitato i colloqui tra le due parti a maggio, con Guaidò che cercava di porre fine allo stallo che preoccupa i suoi sostenitori sempre più demoralizzati e dubbiosi. Trump ha già manifestato che sta perdendo interesse in un cambio di regime che richiede tanto tempo. Maduro tuttavia si dice interessato a parlare ancora.

Iran

L’iran ha negato le accuse americane di aver sempre violato l’accordo sul nuclerare P5+1, dicendo che non c’è alcuna prova. La responsabile stampa della Casa Bianca, Stephanie Grisham ha scritto su Twitter, che ci sono pochi dubbi che anche quando l’accordo esisteva, l’Iran non ne violasse i termini”. Ma non ha fornito alcuna prova che questo fosse vero.

Intanto Israele ha detto di starsi preparando per unirsi agli Stati Uniti nella guerra contro Teheran. Il ministro degli esteri israeliano Katz ha detto che il paese continua ad incoraggiare trump a fare pressioni contro l’Iran, ma è anche preoccupato che l’Iran possa “Incidentalmente”, inciampare su una guerra limitata per poi trasformala in una piena conflagrazione militare.

Restiamo ancora un momento in Iran perché la Sharia la conservatrice legge islamica che gestisce il diritto in Iran è stata modificata dalla corte suprema per quanto riguarda un tipo di risarcimento. In pratica quando qualcuno uccide qualcun altro, la famiglia può accettare dei soldi in compensazione e chiudere la faccenda, senza finire in tribunale. Una cifra per gli uomini, la metà per le donne. Ora la morte di una donna varrà quanto quella di un uomo, scrive il Teheran Times.

Libia

Bombardato durante un raid aereo un centro di detenzione per migranti a Tajura, vicino a tripoli. 40 morti, 80 feriti. Il governo di tripoli riconosciuto internazionalmente ha accusato della strage, l’esercito nazionale libico guidato dal generale khalifa che da tre mesi combatte alla periferica della capitale. La maggior parte delle vittime sono africani. Il centro era accanto ad una base militare. “Il bilancio è destinato a salire”, ha detto il portavoce dei servizi di emergenza Osama Ali. I corpi sono stati allineati  in terra, circondati dagli affetti personali, dai vestiti insanguinati, ha detto un fotografo dell’Afp. I soccorritori scavano tra le macerie cercando sopravvissuti mentre decine di automabulanze sono arrivate sulla scena. C’erano 150 migranti di diverse nazionalità, la maggior parte di Sudan, Eritrea e Somalia. Immediata la reazione delle Nazioni Unite, “i civili non devono mai essere un obiettivo” dice l’Unhcr, che avvisa che ci sono 3500 migranti e rifugiati prigionieri nei centri di detenzione vicino alle zone di combattimento.

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