3 settembre 2025 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Settembre 3, 2025

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  • Gaza: aumenta il numero di morti, anche per fame e malnutrizione
  • Afghanistan: si aggrava il bilancio delle vittime del terremoto mentre i Talebani chiedono aiuti internazionali
  • Global Sumud Flotilla (GSF): conto alla rovescia per la partenza della missione umanitaria verso Gaza
  • Palestina: molti paesi sostengono la soluzione a due Stati
  • Cisgiordania: arrestato dall’IDF il sindaco di Hebron
  • Sudan: una frana distrugge un interno villaggio, 1.000 morti e un solo sopravvissuto

Questo – e non solo – nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Raffaella Quadri.

Gaza

A Gaza la situazione è sempre più drammatica e si continua a morire.
Nelle ultime 24 ore il bilancio di morti e feriti non ha cessato di crescere.
Diverse le fonti che riportano numeri ormai diventati spaventosi e insostenibili.

Secondo fonti mediche sarebbero morti altri 73 palestinesi ad opera di attacchi dell’esercito israeliano, alcuni dei quali sarebbero stati uccisi mentre cercavano aiuto.

Il Ministero della Salute, che è guidato da Hamas, riferisce della morte di altre 13 persone per fame e malnutrizione.
Tra loro anche 3 bambini.

Sempre secondo lo stesso ministero, con questi ultimi dati il bilancio complessivo delle vittime per malnutrizione sale a 361, di cui 130 bambini.

Fame a Gaza

Le drammatiche condizioni che la popolazione della Striscia di Gaza sta vivendo sono state sottolineate anche dalle Nazioni Unite.

UNICEF, FAO (Food and Agriculture Organization), WFP (World Food Programme) e OMS (Organizzazione mondiale della sanità), a fine agosto, hanno confermato per la prima volta la carestia a Gaza.

Una situazione che interessa oltre mezzo milione di persone.
Secondo le previsioni dei quattro istituti dell’ONU, entro la fine di settembre, in tutta la Striscia di Gaza, più di 640.000 persone si troveranno ad affrontare livelli catastrofici di insicurezza alimentare.

I soggetti più a rischio sono i bambini.
Secondo i dati riportati in una nota stampa di UNICEF, solo nel mese di luglio, oltre 12.000 bambini sono stati identificati come gravemente malnutriti.
E il numero di bambini che si prevede saranno a grave rischio di morte per malnutrizione entro la fine di giugno 2026 è triplicato, arrivando a 43.400.

La richiesta è, ancora una volta, chiara e unanime: un immediato cessate il fuoco e l’accesso umanitario senza ostacoli.

Le forze di sicurezza israeliane (IDF), dal canto loro – riporta il quotidiano israeliano Haaretz – hanno dichiarato che nella giornata di lunedì, più di 320 camion di aiuti umanitari e autocisterne delle Nazioni Unite sono entrati a Gaza attraverso i valichi di frontiera.

Mentre altri 350 camion sarebbero stati raccolti e distribuiti dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni internazionali.

Occupazione di Gaza

Intanto, l’esercito israeliano ha iniziato le operazioni a Gaza City.
Secondo le dichiarazioni di Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle IDF, riportate dal quotidiano Haaretz, l’esercito starebbe già entrando in aree della città sino ad ora inviolate e starebbe già operando nelle stesse.

Nel contempo, dal fronte internazionale che lavora per arrivare alla fine del conflitto, il Ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato di essere ancora in attesa di una risposta israeliana in merito alla proposta di cessate il fuoco.
Due settimane fa, la stessa proposta era stata invece accettata da Hamas.

Il ministero qatariota ha dichiarato anche che «il piano di Israele di occupare Gaza mette in pericolo tutti, compresi gli ostaggi».

E il governo israeliano, a questo proposito, deve fare i conti con i dissidi interni.
Decine di medici israeliani hanno bloccato un’importante autostrada nei pressi di Tel Aviv per chiedere un accordo che porti alla fine della guerra e al rilascio degli ostaggi, da quasi due anni ancora nelle mani di Hamas.
La protesta è stata interrotta dalla polizia che ha allontanato i manifestanti.

Global Sumud Flotilla (GSF)

Proprio con l’obiettivo di rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza e aprire un corridoio umanitario via mare, la missione umanitaria marittima Global Sumud Flotilla (GSF) nei prossimi giorni convergerà su Gaza.

Attivisti, marinai, medici, artisti, giornalisti di oltre 40 paesi, stanno prendendo parte alla missione che partirà il prossimo 4 settembre.

Tra loro c’è anche Radio Bullets con la nostra direttrice Barbara Schiavulli.
Vi invitiamo a seguire le fasi della missione e a sostenerci.

Un primo convoglio della Global Sumud Flotilla è salpato da Barcellona lunedì 1° settembre.

Palestina

Intanto a livello internazionale aumenta il numero dei paesi decisi a riconoscere lo Stato palestinese.
Ultimo in ordine di tempo il Belgio.

Attraverso il suo Ministro degli Esteri Maxime Prevot ha annunciato che, a settembre, riconoscerà formalmente lo stato palestinese all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Oltre a questo, imporrà una serie di sanzioni a Israele.

Una decisione che ha indispettito Tel Aviv.
Il Ministro israeliano Itamar Ben-Gvir nel condannare la decisione del Belgio ha anche accusato i paesi europei, che seguiranno la stessa strada, di essere ingenui e manipolati da Hamas.

Secondo il ministro israeliano il rischio sarà di sperimentare direttamente il terrorismo.

La Conferenza sulla soluzione dei due Stati, che si terrà, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York il 22 settembre e, in vista dell’appuntamento, il presidente francese Emmanuel Macron starebbe già lavorando al fianco del re di Giordania Abdullah.
Entrambi decisi ad opporsi a qualsiasi piano postbellico per Gaza che comporti lo sfollamento forzato dei palestinesi.

Anche il Ministro degli Esteri inglese, David Lammy, si è detto favorevole alla soluzione dei due Stati, che garantirebbe maggiore sicurezza anche a Israele.

Cisgiordania

Intanto in Cisgiordania il sindaco di Hebron, Tayseer Abu Sneina, è stato arrestato dai soldati dell’IDF.
Dopo l’irruzione nella sua abitazione, il sindaco sarebbe stato a lungo interrogato, per poi essere tratto in arresto.

Secondo una fonte del quotidiano israeliano Haaretz, l’accusa sarebbe di sostegno e incitamento al terrorismo, e di sostegno ad Hamas e all’Autorità Nazionale Palestinese.

Afghanistan

Di ora in ora si aggrava il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 6.0 che, domenica scorsa, ha colpito la parte orientale dell’Afghanistan.

Il numero delle persone decedute a causa del sisma è salito a oltre 1.400, mentre sono più di 3.000 i feriti.

Il computo però potrebbe essere molto più alto. Diversi villaggi rimangono isolati e inaccessibili.
Intanto sono numerose le difficoltà per portare a termine le operazioni di soccorso.
Molte strade sono bloccate da frane e le forti piogge rallentano le operazioni.

Nonostante ciò, sono state evacuate decine di persone e trasportate centinaia di feriti.

Il governo talebano ha chiesto però l’intervento delle organizzazioni internazionali per fornire aiuto alla popolazione.

La Commissione europea ha stanziato per i terremotati afghani aiuti umanitari per 1 milione di euro e 130 tonnellate di aiuti in beni di prima necessità.

Sudan

Danni anche in Darfur, la regione situata nella parte occidentale del Sudan.
Domenica scorsa una frana ha provocato la morte di oltre 1.000 persone e distrutto un’intero villaggio.

Secondo le fonti locali si sarebbe salvato un solo abitante del villaggio di Tarasin.

La frana è stata provocata dalle piogge abbondanti proseguite per giorni.

Cina

Cina sempre più vicina alla Russia, anche a livello di accordi commerciali.

Gazprom, la multinazionale russa dell’energia avrebbe firmato un accordo vincolante per la costruzione di un nuovo gasdotto che porterebbe il gas russo a Pechino.
L’accordo prevede la realizzazione del gasdotto Power of Siberia 2 e di quello di transito Soyuz Vostok che passerebbe attraverso la Mongolia.

Si tratta di una capacità di 10 miliardi di metri cubi all’anno che andrebbero ad aggiungersi ai 38 miliardi di metri cubi già forniti attraverso il gasdotto Power of Siberia.

 

Foto in copertina: UNICEF/UNI838255/El Baba

 

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