30 maggio 2019 – Notiziario

Scritto da in data Maggio 30, 2019

I titoli di oggi

Afghanistan e Venezuela, nessun accordo nelle loro rispettive trattative di pace. Il parlamento israeliano dissolve i risultati del voto, nuove elezioni pianificate. Libano blocca l’app per gli incontri degli omosessuali. Il ragazzo australiano che colpì con un uovo un senatore di estrema destra, dona migliaia di dollari ai sopravvissuti musulmani degli attacchi alle moschee in Nuova Zelanda (in copertina). Questo e molto altro nel webnotiziario di Radio Bullets, a cura di Barbara Schiavulli. Musiche di Walter Sguazzin

 

Gli approfondimenti del notiziario

Israele e Palestina: Falliscono i colloqui per formare una coalizione, nuove elezioni pianificate per il 17 settembre. Netanyahu ha tenuto colloqui a raffica fino all’ultimo momento nel tentativo di formare una coalizione qualsiasi, ha perfino cercato di convincere il laburista Avi Gabbay ad entrare nella coalizione di estrema destra. Ma non ha funzionato. A mezzanotte, ha annunciato la sua intenzione di procedere a nuove elezioni, spingendo velocemente per lo scioglimento del parlamento prima che qualcuno riuscissi a formare una coalizione senza di lui. Il parlamento si è sciolto. 74 a favore e 45 contro e per la prima volta delle votazioni israeliani si sono concluse senza formare un governo e sette settimane dopo il voto. Le prossime si terranno il 17 settembre. “Torneremo a una pungente campagna elettorale che ci porterà alla vittoria”, ha detto Netanyahu.

Restiamo ancora in Israele per un interessante articolo uscito sul quotidiano Haretz, che analizza alcuni documenti declassificati. Israele nel 1966 si è accertato, usando i militari, che gli arabi non potessero tornare nei loro villaggi dai quali erano fuggiti o erano stati espulsi. I documenti rivelano le considerazioni alla base della creazione del governo militare 18 anni prima e le ragioni per smantellarlo successivo alla revoca delle severe restrizioni imposte ai cittadini arabi nel nord, nel negev e nel cosidetto ditrangolo dei locali nel centro di Israele. Questi registri sono stati resi pubblici dopo la campagna lanciata contro la segretezza degli archivi di Stato dall’istituto Akevot che studia il conflitto israelo palestinese. Dopo la guerra di indipendenza del 1948, lo Stato impose un dominio militare agli arabi che abitavano in tutto il paese e che si applicava a circa l’85 per cento della comunità. Gli arabi in questione erano soggetti all’autorità di un comandante militare che poteva limitare i loro movimenti, dichiarare zone chiuse  o ordinare che gli abitanti entrassero in determinati luoghi solo con il suo permesso scritto. I documenti mostrano i modi in cui Israele impedì agli arabi di tornare nei loro villaggi lasciati nel ’48 e persino dopo che le restrizioni vennero tolte.

 

E ancora: se vi interessa invece il Venezuela o gli editoriali di Barbara Schiavulli? Non vi resta che andare su Parole Scompigliate

Gli approfondimenti di Sport ma anche sulle serie televisive con Giuliano Terenzi.

La rubrica Technomondo, con le più curiose e interessanti novità di scienza e tecnologie, raccontate con passione da Raffaella Quadri.

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