30 gennaio 2026 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Gennaio 30, 2026

  • Introduzione: La donna che ha insegnato al mondo a non perdersi
  • Gaza: L’esercito israeliano accetta il conteggio delle vittime del Ministero della Salute di Gaza.
  • Il Programma Alimentare Mondiale chiuderà le operazioni nello Yemen settentrionale.
  • UE, svolta sull’Iran: i Guardiani della Rivoluzione nella lista del terrorismo.
  • Afghanistan, piano ONU da 100 milioni contro la fame.
  • Burkina Faso: dissolti tutti i partiti politici.
  • Venezuela: la presidente ad interim firma la riforma dell’industria petrolifera.
  • Cina: esecuzione rapida di 11 membri di una famigerata famiglia mafiosa

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli

Ci sono vite che tengono in piedi il mondo senza che il mondo se ne accorga.
Gladys West è stata una di queste.

È morta a 95 anni una donna che ha contribuito a creare il Global Positioning System, il GPS che oggi usiamo per orientarci, per lavorare, per salvarci la vita. Un sistema che miliardi di persone consultano ogni giorno, spesso senza sapere che alla sua base c’è il lavoro silenzioso di una matematica nera cresciuta in una fattoria della Virginia, in un’America che la considerava cittadina di serie B.

Gladys West studiava mentre intorno a lei il mondo diceva che non era il suo posto. È passata da una scuola a un’aula sola ai primi supercomputer della storia, programmati con schede perforate. Ha aiutato la Marina statunitense a capire la forma reale della Terra – non una sfera perfetta, ma un corpo fragile, deformato da forze invisibili – e senza quei calcoli i satelliti del GPS non avrebbero mai trovato la loro orbita.

Ha lavorato per quarantadue anni, quasi sempre nell’ombra. Il suo nome è arrivato ai riconoscimenti ufficiali solo nel 2018. Troppo tardi, come spesso accade alle donne, alle persone nere, a chi costruisce il futuro senza reclamarlo.

E forse il dettaglio più struggente è questo: quando le chiesero se usasse il GPS, rispose semplicemente: «Preferisco le mappe».
Come se sapesse che orientarsi non è solo una questione di coordinate, ma di memoria, di giustizia, e di storie finalmente raccontate.

Israele e Palestina

■ GAZA: Le IDF hanno accettato la stima del Ministero della Salute gestito da Hamas secondo cui circa 71.667 palestinesi sono stati uccisi durante la guerra , osservando che il numero non include le persone disperse che sono potenzialmente sepolte sotto le macerie e che attualmente stanno analizzando i dati per vedere quanti dei morti erano combattenti.

Il conteggio del ministero include solo le vittime uccise direttamente dal fuoco militare israeliano , non le persone morte di fame o di malattie aggravate dalla guerra, e non fa distinzione tra militanti e civili .

Funzionari sanitari di Gaza hanno dichiarato che giovedì il fuoco israeliano ha ucciso almeno due persone . I media palestinesi hanno riferito più tardi nella stessa giornata che due palestinesi sono stati uccisi in un attacco con drone dell’IDF sul campo profughi di Maghazi, nel centro di Gaza.

Un’insolita epidemia di meningite batterica tra i bambini è stata identificata negli ultimi due giorni nel sud di Gaza, ha dichiarato ad Haaretz il dottor Ahmad al-Fara, primario del reparto pediatrico dell’ospedale Nasser di Khan Yunis.

Alin Asfour, undicenne, ricoverato martedì, è morto a causa della malattia . Al-Fara ha affermato che le condizioni di vita dei cittadini di Gaza contribuiscono alla diffusione della malattia.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha annunciato giovedì di aver supervisionato il trasferimento nella Striscia di 15 corpi di palestinesi detenuti da Israele portando il numero dei corpi restituiti da Israele a 360.

Nella Striscia di Gaza bande armate criminali stanno emergendo nel vuoto di potere lasciato da un Hamas indebolito dai bombardamenti israeliani, secondo un’inchiesta del quotidiano saudita Asharq Al-Awsat.

Alcuni gruppi, come la cosiddetta Helles Gang, avrebbero usato armi israeliane per colpire membri di Hamas e civili palestinesi, arrivando persino a sgomberare quartieri su richiesta di Israele.

Hamas ha risposto con imboscate e uccisioni mirate contro i capi delle gang, accusate di collaborazionismo. Secondo il giornale, diverse bande si presentano come “forze popolari” o “antiterrorismo” e avrebbero preso di mira anche membri delle Brigate al-Qassam e dei servizi di sicurezza interni.

Gaza City sta affrontando un’imminente e grave carenza idrica dopo che le operazioni israeliane hanno danneggiato la linea Mekorot a est della città, riducendo di circa il 70% l’approvvigionamento, mentre circa l’85% dei pozzi comunali è stato distrutto, riducendo la disponibilità di acqua di quasi il 90% rispetto ai livelli prebellici, secondo il Comune di Gaza.

Il Comune ha affermato che la distruzione di 150.000 metri di condotte e di un importante impianto di desalinizzazione ha lasciato vaste aree senza acqua e ha avvertito che sono necessarie riparazioni urgenti, carburante, pompe, condutture e attrezzature pesanti per evitare un collasso totale dei servizi idrici.

■ IL PIANO DI TRUMP PER GAZA: Durante una riunione del gabinetto della Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Trump ha attribuito ad Hamas il ruolo di “un fattore determinante” nel recupero dei resti di Ran Gvili , l’ultimo ostaggio israeliano rimasto a Gaza, aggiungendo che ora ci si aspetta che Hamas si disarmi completamente e si smilitarizzi.

L’inviato speciale Steve Witkoff ha aggiunto che “si smilitarizzeranno perché non hanno scelta”, sottolineando in particolare la loro rimanente scorta di fucili AK-47.

■ ISRAELE: Un atto d’accusa sarà presentato contro 13 dei sospettati coinvolti nel contrabbando di merci a Gaza , ha appreso Haaretz . Martedì, un tribunale ha autorizzato la pubblicazione del rapporto, affermando che la vicenda coinvolge diversi organi di sicurezza ed è oggetto di indagine da parte dello Shin Bet e della polizia israeliana, e pone il capo dello Shin Bet David Zini in una situazione di conflitto di interessi, in quanto uno dei sospettati è un suo parente .

Francia, Regno Unito, Canada e molti altri Paesi hanno condannato la demolizione da parte di Israele della sede centrale dell’UNRWA a Gerusalemme Est la scorsa settimana, definendola “un altro tentativo inaccettabile di minare la capacità di agire dell’istituzione” e sollecitando Israele “a rispettare i suoi obblighi internazionali per garantire la protezione e l’inviolabilità dei locali delle Nazioni Unite”.

Il gruppo Lufthansa , che comprende diverse importanti compagnie aeree, ha annunciato che estenderà le restrizioni sui voli notturni da e per Israele e continuerà a operare solo voli diurni fino al 3 febbraio, poiché le tensioni nella regione rimangono elevate a causa delle minacce statunitensi di colpire l’Iran.

■ CISGIORDANIA: I coloni hanno incendiato le case nella comunità beduina di Mikhmas, ha detto ad Haaretz un attivista presente sul posto, aggiungendo che nessuno è rimasto ferito perché i residenti hanno deciso di trascorrere la notte in un villaggio vicino a causa dei frequenti attacchi dei coloni nella zona di recente.

L’IDF ha affermato che le forze israeliane arrivate sul posto hanno identificato segni di incendio doloso e che l’incidente sarà indagato.

Iran

L’Iran si dice in “stato di massima allerta guerra” mentre crescono le tensioni con gli Stati Uniti.

Il vicepresidente Mohammad Reza Aref ha dichiarato che Teheran non inizierà una guerra, ma risponderà “con tutta la forza” se attaccata, aggiungendo che l’esito di un eventuale conflitto non sarà deciso dai nemici, in riferimento a Stati Uniti e Israele.

Aref ha ricordato il conflitto di dodici giorni dello scorso giugno e l’attuale rafforzamento militare USA nel Golfo Persico, spiegando che il governo del presidente Masoud Pezeshkian ha adottato fin dall’inizio una postura da economia di guerra.

Sul fronte diplomatico, Teheran dice di essere pronta al dialogo, ma chiede garanzie reali, dopo precedenti negoziati interrotti da attacchi militari. Le tensioni sono aumentate dopo che il presidente USA Donald Trump ha annunciato l’invio di una grande “armada” verso l’Iran.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato che intende aprire colloqui con l’Iran, pur mantenendo alta la pressione militare nella regione.

Trump ha detto ai giornalisti che sta «pianificando di parlare con Teheran», citando la presenza di grandi navi da guerra statunitensi nell’area e auspicando che non sia necessario usarle.

Tra minacce militari e tentativi di mediazione guidati dalla Turchia, lo scontro resta soprattutto politico e psicologico. Ma il rischio di errore di calcolo, in una regione già instabile, resta altissimo.

Yemen

il Programma Alimentare Mondiale sta chiudendo le sue operazioni nello Yemen settentrionale a causa della mancanza di finanziamenti sufficienti, delle restrizioni e delle vessazioni da parte delle autorità Houthi, secondo l’Associated Press.

Funzionari delle Nazioni Unite hanno dichiarato all’AP che 365 membri dello staff dell’agenzia alimentare delle Nazioni Unite perderanno il lavoro entro la fine di marzo.

È probabile che la decisione peggiori le già disastrose condizioni umanitarie nello Yemen settentrionale. Negli ultimi anni, gli Houthi hanno arrestato decine di membri dello staff delle Nazioni Unite e di ONG, accusandoli di spionaggio.

Burkina Faso

In Burkina Faso la giunta militare ha sciolto tutti i partiti e i movimenti politici, sostenendo che la misura sia necessaria per preservare l’unità nazionale e riformare la governance.

Il decreto è stato adottato dal Consiglio dei ministri presieduto dal presidente Ibrahim Traoré e prevede anche il trasferimento allo Stato dei beni dei partiti e l’abrogazione delle norme che ne regolavano finanziamento e attività.

Secondo il governo, l’eccessiva frammentazione politica avrebbe alimentato divisioni e indebolito il tessuto sociale.

Il Burkina Faso è sotto regime militare dal colpo di Stato del settembre 2022 e affronta una grave crisi di sicurezza legata a gruppi jihadisti affiliati ad al-Qaeda e ISIS.

Le elezioni, promesse per il 2024, sono state più volte rinviate e l’attività politica era già di fatto sospesa.

Nigeria

La polizia nigeriana ha lanciato gas lacrimogeni mercoledì per disperdere oltre 1.000 residenti che protestavano contro la demolizione delle case a Makoko, una delle baraccopoli galleggianti più grandi dell’Africa, mentre i dimostranti marciavano verso l’Assemblea dello Stato di Lagos chiedendo di essere interpellati dal governatore, secondo quanto riportato da Reuters.

I funzionari dello Stato di Lagos affermano che le palafitte sono state costruite illegalmente vicino a linee elettriche ad alta tensione, mentre i manifestanti hanno affermato che le demolizioni hanno causato lo sfollamento di migliaia di persone in una città che già si trova ad affrontare una grave carenza di alloggi, con almeno un dimostrante ferito durante l’intervento della polizia.

Unione Europea e Iran

L’Unione Europea ha ufficialmente inserito i Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche.
Lo ha annunciato l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas, spiegando che “la repressione non può restare senza risposta”.

Con questa decisione, i Guardiani della Rivoluzione vengono equiparati a gruppi come Al-Qaeda, Hamas e lo Stato Islamico.
È un passaggio politico rilevante: per arrivare all’unanimità, anche Paesi finora contrari come Francia e Italia hanno cambiato posizione.

Il corpo, creato dopo la rivoluzione del 1979 e direttamente subordinato alla Guida Suprema Ali Khamenei, è considerato il pilastro della stabilità del regime iraniano, con migliaia di uomini e operazioni anche all’estero.

La decisione europea segna un duro cambio di passo verso Teheran, mentre in Iran crescono le proteste per il crollo economico e la repressione, e mentre il presidente USA Donald Trump aumenta la pressione militare e diplomatica sul dossier nucleare.

Olanda

Proteste a Utrecht, nei Paesi Bassi, contro quella che i manifestanti definiscono violenza razzista della polizia.

Decine di persone si sono radunate in piazza Vredenburg dopo la diffusione di un video che mostra un agente colpire con un manganello e prendere a calci due donne musulmane davanti a un centro commerciale.

I manifestanti parlano di episodi sistematici, chiedono scuse ufficiali e la sospensione dell’agente.

La polizia ha aperto un’indagine; una delle donne è stata fermata per presunti insulti all’agente. Secondo l’avvocato delle vittime, citato dall’emittente pubblica NOS, l’agente avrebbe pronunciato frasi razziste e le donne sono rimaste ferite.

Regno Unito e Cina

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito “caloroso e costruttivo” il suo incontro a Pechino con il presidente cinese Xi Jinping, segnando la prima visita di un premier britannico in Cina dal 2018.

Starmer punta a rilanciare l’economia del Regno Unito, ancora provata dalla Brexit, e ha invitato le imprese a cogliere nuove opportunità: subito dopo l’incontro, AstraZeneca ha annunciato un investimento da 15 miliardi di dollari in Cina.

Tra i risultati anche l’esenzione dal visto per i cittadini britannici, il taglio dei dazi sul whisky e l’avvio di uno studio su un possibile accordo di libero scambio nei servizi.

 Londra guarda a Pechino mentre i rapporti con Washington si raffreddano sotto la presidenza Donald Trump. Una svolta pragmatica, ma carica di tensioni politiche e di sicurezza ancora irrisolte.

Russia, Ucraina e USA

Il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver ottenuto dal presidente russo Vladimir Putin un accordo per sospendere gli attacchi su Kyiv e altre città ucraine per una settimana, a causa delle temperature estremamente rigide che stanno colpendo il paese.

La Casa Bianca descrive l’intesa come un gesto umanitario, anche se Mosca non ha confermato ufficialmente la pausa dei fuoco.

Se confermata, potrebbe offrire un sollievo temporaneo ai civili intrappolati in inverno senza riscaldamento, ma resta incerto se questa tregua sia parte di un percorso verso un cessate il fuoco più ampio o semplicemente una misura contingente legata al freddo intenso che sta colpendo l’Ucraina.

Stati Uniti

Un portavoce della Dogana e della Pattuglia di Frontiera ha dichiarato al Minnesota Star Tribune che “I due agenti coinvolti sono in congedo amministrativo. Questo è il protocollo standard”, sebbene la dichiarazione non specifichi che i due agenti siano stati quelli che hanno sparato a Pretti.

L’annuncio arriva dopo che un rapporto preliminare degli investigatori federali è stato fornito ai membri del Congresso, in cui si affermava che due agenti – un agente della Pattuglia di Frontiera e un agente della CBP – avevano sparato nell’incidente in cui è morto Pretti il ​​24 gennaio.

Dopo che i rapporti hanno mostrato che gli agenti federali avevano raccolto informazioni personali sui manifestanti a Minneapolis, inclusi dettagli documentati su Pretti, mercoledì sono emersi video che mostrano uno scontro tra Pretti e agenti federali risalente a 11 giorni prima che l’infermiera della terapia intensiva venisse uccisa a colpi d’arma da fuoco da agenti federali a Minneapolis.

Negli Stati Uniti è stato arrestato un uomo accusato di essersi spacciato per agente federale nel tentativo di far liberare Luigi Mangione, imputato per l’omicidio del CEO di UnitedHealthcare.

Il sospettato, Mark Anderson, 36 anni, avrebbe tentato di entrare nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn sostenendo di avere documenti firmati da un giudice.
Fermato dagli agenti, è accusato di impersonificazione di pubblico ufficiale.

Mangione è detenuto dal 2024 e deve rispondere di accuse statali e federali; il processo federale è previsto per settembre.

Stati Uniti e Cuba

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che introduce dazi contro i Paesi che vendono petrolio a Cuba, colpendo soprattutto Messico, principale fornitore dell’isola.

Trump parla di una misura che potrebbe rendere Cuba “non più in grado di sopravvivere”. L’Avana denuncia un atto di “aggressione” e di ricatto economico.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum nega pressioni dirette ma ammette riduzioni temporanee delle forniture di Pemex, mantenendo però l’aiuto umanitario.

Intanto a Cuba, già in grave crisi energetica, crescono le code ai distributori e l’incertezza sul futuro.

“Denunciamo davanti al mondo questo atto brutale di aggressione contro Cuba e il suo popolo, sottoposto da oltre 65 anni al blocco economico più lungo e crudele mai applicato a un’intera nazione, che ora si promette di sottoporre a condizioni di vita estreme”, ha denunciato su X il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez.

Venezuela e Usa

Durante un’audizione della Commissione Affari Esteri del Senato degli Stati Uniti, il Segretario di Stato Marco Rubio ha difeso l’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, insistendo che non costituiva un atto di guerra ma un’azione mirata a stabilizzare e facilitare una “transizione”, pur lasciando aperta la possibilità di agire militarmente contro minacce imminenti.

Il senatore Rand Paul ha contestato Rubio, affermando che qualunque governo che catturasse il leader di un altro Stato e bombardasse le sue difese aeree lo considererebbe un atto di guerra.

I legislatori democratici hanno inoltre sollevato dubbi sulla legalità e trasparenza del controllo delle entrate petrolifere venezuelane e sull’assenza di consultazione col Congresso.

Giovedì il presidente Donald Trump ha detto di aver comunicato alla presidente venezuelana in carica Delcy Rodríguez l’intenzione di riaprire lo spazio aereo commerciale.

Intanto in Venezuela svolta storica nel settore energetico: il governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez ha firmato una legge che apre il petrolio alla privatizzazione, smantellando uno dei pilastri del modello socialista in vigore da oltre vent’anni.

La riforma arriva poche settimane dopo la cattura di Nicolás Maduro durante un’operazione militare statunitense e mentre Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti avvia un allentamento mirato delle sanzioni sul greggio venezuelano, favorendo il ritorno delle compagnie americane ed escludendo partner come Cina e Russia.

La nuova legge affida a imprese private produzione e vendita del petrolio e introduce arbitrati internazionali, nel tentativo di rilanciare un’industria crollata dopo anni di nazionalizzazioni, sanzioni e crisi economica.

Costa Rica

 La populista di destra Laura Fernández è in netto vantaggio nei sondaggi in vista delle elezioni presidenziali di domenica in Costa Rica. Le elezioni sono ampiamente viste come un referendum sull’attuale presidente Rodrigo Chaves, le cui politiche severe contro la criminalità Fernández si è impegnata a proseguire.

La Costa Rica, da tempo un’oasi di relativa pace e prosperità in America Centrale, ha assistito a un’impennata del traffico di droga e della violenza. Come scrisse Robert Looney nel maggio 2023, il Paese ha anche assistito a un’impennata di flussi migratori, che ha avuto profondi impatti economici, politici e sociali.

Guatemala

In Guatemala il presidente Bernardo Arévalo ha dichiarato 30 giorni di stato d’emergenza dopo che la gang Barrio 18 ha preso il controllo di alcune carceri e lanciato attacchi che hanno ucciso dieci poliziotti.
Il governo ha ampliato i poteri di polizia ed esercito, ma il Congresso ha limitato le restrizioni alle libertà civili, escludendo coprifuoco generalizzati.

Non è, per ora, una replica del modello di Nayib Bukele in El Salvador. Tuttavia, gli analisti avvertono che, con una giustizia debole e infiltrata, l’emergenza rischia di diventare permanente.

Arévalo cammina su una linea sottile: contenere la violenza senza trasformare misure eccezionali in nuova normalità, mettendo alla prova la tenuta democratica del Paese.

Ecuador

La procura dell’Ecuador ha effettuato mercoledì delle irruzioni nelle case di politici del partito di sinistra Rivoluzione Cittadina dell’ex presidente Rafael Correa, tra cui la candidata presidenziale del partito, Luisa Gonzalez, nell’ambito di un’indagine volta a verificare se denaro illecito proveniente dal Venezuela sia stato utilizzato per finanziare la campagna presidenziale del 2023, secondo quanto riportato da Reuters.

I pubblici ministeri devono ancora fornire prove dettagliate delle accuse e Gonzalez ha fermamente negato le accuse, affermando che Rivoluzione Cittadina “non ha ricevuto un solo centesimo dal Venezuela, da alcun cartello o da nessuno” e definendo l’operazione come “persecuzione politica”.

Argentina

In Argentina il governo ha dichiarato lo stato di emergenza per gli incendi che colpiscono la Patagonia, nelle province di Chubut, Río Negro, Neuquén e La Pampa.

Il provvedimento, deciso dopo una riunione alla Casa Rosada guidata dal capo di Gabinetto Manuel Adorni, stanzia 100 miliardi di pesos per i vigili del fuoco e rafforza gli interventi sul territorio.

Negli ultimi mesi sono bruciati oltre 230 mila ettari; l’emergenza punta ad accelerare spegnimenti, assistenza alle comunità e recupero ambientale.

Afghanistan

Le Nazioni Unite hanno annunciato un progetto da 100 milioni di dollari per la sicurezza alimentare in Afghanistan, mentre la crisi umanitaria continua a peggiorare.
Il Paese è colpito da fame diffusa, causata da deportazioni di massa dai Paesi vicini, tagli agli aiuti internazionali e una crisi economica profonda.

Il programma biennale, sostenuto dall’ONU e dalla Asian Development Bank, aiuterà oltre 151mila famiglie, inclusi i rientrati da Iran e Pakistan e le comunità colpite da terremoti e alluvioni.

Secondo il direttore della FAO, Qu Dongyu, l’obiettivo è rispondere all’emergenza ma anche rilanciare la produzione agricola.

Senza un reale sostegno economico e politico, gli aiuti restano un argine temporaneo. In Afghanistan, la fame è ormai una questione strutturale, non solo umanitaria.

Cina

La Cina ha giustiziato rapidamente 11 membri di una potente famiglia criminale sino-birmana coinvolta in frodi online, torture e omicidi.

I clan Ming, Bau, Wei e Liu controllavano dal 2009 la città di Laukkaing, nel nord-est del Myanmar, con legami diretti con l’esercito birmano guidato dal generale Min Aung Hlaing.

Nelle loro “scam compounds” decine di migliaia di persone, soprattutto cinesi, venivano attirate con false offerte di lavoro e poi segregate e costrette a truffare online, in un sistema noto come pig-butchering.

Dopo l’uccisione di cittadini cinesi nel 2023, Pechino ha reagito sostenendo l’offensiva dell’MNDAA, che ha riconquistato Laukkaing e consegnato i capi clan alla Cina.

Le esecuzioni segnano l’azione più dura mai intrapresa da Pechino contro le mafie delle truffe digitali, ma il fenomeno si sta già spostando altrove, tra Cambogia e altre zone del Myanmar, adattandosi alla repressione.

il Ministero della Difesa cinese ha dichiarato sabato che Zhang Youxia, vicepresidente della Commissione Militare Centrale (CMC), è sotto inchiesta. La rimozione di Zhang dal suo incarico è l’ultima epurazione ai vertici militari del Paese, nel contesto della repressione della corruzione nelle forze armate da parte di Xi Jinping.

Zhang aveva ricevuto da Xi Jinping il permesso di interagire con le controparti statunitensi durante l’amministrazione Biden ed era un referente di alto livello di fiducia per Washington, hanno riferito a Reuters ex funzionari e analisti statunitensi .

Giappone

Rapina da oltre 420 milioni di yen, circa 2,6 milioni di euro, a Tokyo. Giovedì sera, nel quartiere di Ueno, tre sospetti hanno assaltato un gruppo di cinque uomini usando spray al peperoncino e fuggendo con bagagli pieni di denaro.

Durante la fuga, l’auto dei rapinatori ha investito un passante, rimasto ferito ma non in modo grave.

Il colpo è avvenuto vicino alla stazione di Okachimachi Station, un’area nota per le gioiellerie e già teatro di rapine.

Tra le vittime ci sarebbe almeno un cittadino cinese. Indagini in corso.

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