14 aprile 2026 – Notiziario in genere
Scritto da Angela Gennaro in data Aprile 14, 2026
Dalle diagnosi errate ai pregiudizi medici radicati, le lacune nei sistemi sanitari continuano a influenzare la salute, la sicurezza e la qualità della vita delle donne. E poi un aggiornamento dal Senegal con Ilaria Pocai dell’associazione Progetto Senegal in collegamento da Saly.
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Senegal

Sali Portudal, Senegal, 17 novembre 2024. Radio Bullets/Angela Gennaro
In Senegal inizia la missione umanitaria annuale dell’associazione Progetto Senegal Odv di Castelnuovo di Garfagnana.
La missione, racconta Ilaria Pocai in collegamento da Saly, vicino ‘Mbour, è focalizzata sul sostegno all’istruzione e alla salute pubblica.
Le volontarie prevedono di distribuire materiale didattico nelle scuole e di monitorare le cure per i e le pazienti affetti da gravi patologie e sostenuti dall’associazione.
Il programma include anche giornate di prevenzione sanitaria e il disbrigo di pratiche burocratiche per future donazioni di integratori vitaminici.
In Senegal il clima economico è difficile, caratterizzato da un forte aumento dei prezzi e restrizioni bancarie.
Ed è preoccupante la diminuzione del flusso turistico, probabilmente influenzata dall’attuale instabilità del panorama globale.
Medicina e salute

In tutto il mondo, secondo i dati delle Nazioni Unite, le donne hanno ancora meno probabilità di essere prese sul serio, diagnosticate con precisione o trattate adeguatamente.
Dalle diagnosi errate ai pregiudizi medici radicati, le lacune nei sistemi sanitari continuano a influenzare la salute, la sicurezza e la qualità della vita delle donne.
Sebbene l’assistenza sanitaria sia un diritto umano fondamentale, non è ancora garantita per tutti e tutte e la disuguaglianza persiste in una delle aree più critiche della vita quotidiana.
Le donne hanno maggiori probabilità di vedere il loro dolore ignorato, i loro sintomi interpretati male e le loro condizioni diagnosticate troppo tardi.
Secondo l’agenzia per l’uguaglianza di genere, UN Women, ciò riflette un “sistema medico storicamente progettato senza pensare alle donne”.
Dagli strumenti utilizzati negli esami ai dati che modellano la diagnosi e il trattamento, queste lacune sono integrate nei sistemi sanitari, con conseguenze reali.
Cosa mostrano i dati

Ci sono stati progressi misurabili, dice UN Women.
Tra il 2000 e il 2023, la mortalità materna è diminuita del 40%, da 328 a 197 decessi ogni 100.000 persone nate vive.
I tassi di fertilità tra le adolescenti sono scesi da 66,3 a 38,3 nascite per 1.000 ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni tra il 2000 e il 2024.
L’assistenza qualificata al parto è aumentata dal 60,9 all’86,6%, e la percentuale di donne che utilizzano metodi moderni di pianificazione familiare è aumentata dal 73,7 al 77,1%.
Eppure questi miglioramenti non sono uniformi.
Nei paesi meno sviluppati, le nascite tra adolescenti sono aumentate da 4,7 milioni nel 2000 a 5,6 milioni nel 2024.
Le donne vivono anche più a lungo degli uomini ma trascorrono più anni in cattive condizioni di salute.
Nel 2021, le donne hanno trascorso in media 10,9 anni in cattive condizioni di salute, rispetto agli 8,0 anni degli uomini.
Ciò include condizioni croniche come disturbi muscoloscheletrici, malattie ginecologiche, emicrania e depressione.
Sei verità scomode

1. Restano in uso strumenti obsoleti
Lo speculum, ampiamente utilizzato negli esami pelvici, è cambiato poco dalla sua progettazione nel XIX secolo.
Nonostante i progressi della medicina, molti strumenti diagnostici non si sono evoluti per dare priorità al comfort, alla dignità e alla sicurezza delle donne.
Stanno emergendo sforzi per riprogettare tali strumenti, in particolare attraverso l’innovazione guidata dalle donne, ma l’adozione nei sistemi sanitari pubblici rimane limitata.
2. Vite più lunghe, salute peggiore
Sebbene le donne vivano più a lungo, trascorrono gran parte della loro vita in cattive condizioni di salute; circa il 25% in più rispetto agli uomini.
Ciò spesso significa esperienze prolungate di dolore cronico, affaticamento e condizioni non trattate, insieme a tassi più elevati di diagnosi errate.
3. Persistono carenze nella ricerca e nei finanziamenti
Le patologie che colpiscono le donne sono spesso poco studiate e finanziate.
La sindrome premestruale (PMS), che colpisce la maggior parte delle donne e delle ragazze, riceve relativamente meno attenzione rispetto a condizioni come la disfunzione erettile.
Per decenni questo squilibrio ha modellato il modo in cui il dolore delle donne viene compreso, o frainteso, ignorato e troppo spesso normalizzato e lasciato senza risposta.
Stanno emergendo cambiamenti politici.
Nel 2023, la Spagna ha introdotto il congedo mestruale retribuito, unendosi a diversi paesi tra cui Giappone, Indonesia e Zambia.
Tuttavia, lo stigma e la consapevolezza limitata continuano a influenzarne l’adozione.
4. La diagnosi ritardata è comune
L’endometriosi colpisce circa 1 donna e ragazza su 10 in tutto il mondo – circa 190 milioni di persone.
Eppure la diagnosi può richiedere dai quattro ai 12 anni.
I ritardi riflettono un modello più ampio in cui il dolore delle donne viene normalizzato o accantonato, con conseguente sofferenza prolungata e trattamento tardivo.

5. Esclusione storica dalla ricerca
Fino al 1993, le donne erano in gran parte escluse dagli studi clinici.
Di conseguenza, sono stati sviluppati molti trattamenti basati sulla biologia maschile.
Ciò ha avuto effetti duraturi.
Le donne hanno maggiori probabilità di manifestare reazioni avverse ai farmaci e i sintomi possono essere interpretati erroneamente.
Le condizioni che colpiscono principalmente le donne, comprese le malattie autoimmuni, rimangono poco studiate.
Oggi persistono lacune, anche nelle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, dove i set di dati possono ancora sottorappresentare le donne.
Ricerche recenti hanno evidenziato l’importanza di integrare sesso e genere negli studi clinici – anche durante la risposta al COVID-19 – per garantire che i trattamenti siano sicuri ed efficaci per tutti.
Un altro problema è che le donne sono sottorappresentate nella leadership sanitaria.
Ciò è importante perché le dottoresse e le leader spesso danno priorità all’assistenza incentrata sul* paziente, alle pratiche basate sull’evidenza e alle politiche che migliorano i risultati in termini di salute delle donne.
6. Sintomi che non corrispondono al modello
Le malattie cardiache sono la principale causa di morte tra le donne.
Tuttavia, i sintomi ampiamente riconosciuti si basano in gran parte su modelli maschili.
Le donne possono avvertire diversi segnali d’allarme, tra cui affaticamento, nausea, mancanza di respiro e dolore alla mascella o alla schiena.
Queste differenze possono portare a ritardi nella diagnosi e nel trattamento, aumentando il rischio di morte.
Poiché i segni sono meno riconosciuti, in alcuni casi le donne vengono rimandate a casa anziché curate.
La via da seguire

AFGHANISTAN – Foto di Frederic Bonnot
Il 12 maggio, intorno alle 10 ora locale, un numero imprecisato di aggressori ha preso d’assalto il reparto maternità dell’ospedale Dasht-e-Barchi di Kabul supportato da MSF. Durante l’assalto, durato circa quattro ore, sono state uccise in modo sistematico 16 madri, un’ostetrica, due bambini di 7 e 8 anni e altre sei persone.
Affrontare queste disparità richiede sistemi sanitari che riflettano la realtà delle donne.
Ciò include una ricerca più inclusiva, dati migliori, strumenti diagnostici migliori e un maggiore riconoscimento dei sintomi e delle esperienze delle donne.
Anche il rafforzamento della leadership femminile è fondamentale.
Le prove dimostrano che una maggiore inclusione può migliorare i risultati delle pazienti e ridurre i tassi di mortalità.
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