Cuba, la rivoluzione e le donne ai tempi del bloqueo

Scritto da in data Ottobre 13, 2026

Cuba, all’Avana la crisi è sempre più buia. E il peso sulle donne è sempre più grande.

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Cuba

Dai blackout alla difficoltà di trovare medicinali, fino al lavoro domestico che continua a gravare soprattutto sulle donne.

Questa puntata speciale del Notiziario in genere racconta l’Avana e Cuba attraverso le parole di Ibis Alvisa González, funzionaria dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli.

Nella Capitale la corrente manca per molte ore – è l’apagones.

E tutto diventa complesso.

Avere acqua potabile, ma anche conservare il cibo.

Nelle strade si accumulano i rifiuti.

Alcuni edifici sono così malridotti che viene da chiedersi come facciano a restare in piedi.

La crisi cubana non è soltanto una questione di numeri o di equilibri politici: entra nelle case e cambia le abitudini.

La carovana

La missione della carovana italiana Rotta su Cuba – Dove conta esserci, è stata a l’Avana dal 23 al 30 settembre 2026.

La delegazione, composta da associazioni, sindacati, parlamentari e rappresentanti degli enti locali, è arrivata sull’isola anche con oltre 400 chili di medicinali e materiale scolastico.

Tra gli obiettivi, chiedere la fine del blocco economico imposto dagli Stati Uniti.

Ma che cosa significa vivere oggi a Cuba?

E come cambia la vita quotidiana quando mancano elettricità, gas e beni essenziali?

Ibis Alvise

Ibis Alvisa a L’Avana, Cuba. Angela Gennaro/Radio Bullets

A raccontarlo è Ibis Alvisa González, funzionaria della Direzione Europa dell’ICAP, l’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli.

Da anni si occupa dei rapporti con le associazioni e i movimenti di solidarietà europei.

Nel giardino dell’istituto parla delle difficoltà che attraversano il Paese e di una crisi che, nella sua esperienza, non ha precedenti per intensità.

L’embargo degli Stati Uniti contro Cuba è un blocco economico, commerciale e finanziario in vigore dal 1962.

Dall’inizio di quest’anno il blocco è stato inasprito da nuove strette finanziarie e blocchi di carburante.

Alvisa non ha mai conosciuto una realtà senza embargo.

Ricorda bene quello che viene chiamato il Periodo Speciale, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, quando Cuba ha perso gran parte dei suoi scambi commerciali.

Il blocco di oggi è ancora più duro.

È il più duro di sempre.

Oggi, spiega, le difficoltà sono diverse: alla crisi economica si aggiungono la carenza di petrolio, le interruzioni di corrente e le condizioni delle centrali elettriche, ormai vecchie e bisognose di manutenzione.

Il blocco statunitense viene analizzato dal punto di vista di una rappresentante delle istituzioni cubane, che denuncia le conseguenze delle restrizioni sulla popolazione e teme un ulteriore peggioramento della situazione.

Il quadro è fatto anche di problemi concreti che si ripetono ogni giorno, dalle difficoltà nell’approvvigionamento di medicinali al costo crescente dei beni di prima necessità.

Le donne a Cuba

L’Avana, Cuba. Angela Gennaro/Radio Bullets

A risentirne sono anche le donne.

Se manca la corrente per gran parte della giornata, il cibo può andare a male.

Se non c’è gas, bisogna trovare un altro modo per cucinare.

Il carbone, il legno.

E attività che sembrano ordinarie richiedono più tempo, più fatica e più denaro.

A tutto questo si aggiungono il lavoro fuori casa e la cura della famiglia, responsabilità che continuano a ricadere soprattutto sulle donne.

La rivoluzione ha aperto alle cubane nuove possibilità di studio e formazione, ma questo non ha cancellato le disuguaglianze.

La mentalità machista, lo ammette, è ancora presente e che la violenza contro le donne resta un problema.

Il cambiamento, sostiene, passa anche dall’educazione e dalla capacità di mettere in discussione modelli familiari e culturali radicati.

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