16 febbraio 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Febbraio 16, 2026
- Cisgiordania: annessione di fatto, accusa l’Anp.
- Unione Europea e USA: scontro di narrazioni a Monaco.
- Sudan, dopo due anni la città di Dilling torna alla vita.
- Centinaia di migliaia di persone si uniscono alle proteste contro il regime dell’Iran in tutto il mondo.
- India: Vertice globale sull’Intelligenza artificiale.
- Colombia – Petro chiama le piazze sul salario minimo.
Introduzione: L’ordine mondiale sta cambiando
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Palestina e Israele
A pochi giorni dalla prima riunione del Board of Peace del presidente statunitense Trump, funzionari palestinesi a Gaza hanno riferito che gli attacchi israeliani nella notte tra domenica e lunedì hanno ucciso almeno 11 persone.
I medici hanno affermato che un attacco contro un campo profughi nel nord di Gaza ha ucciso sei persone, e a Khan Yunis, quattro persone sono state uccise in un avamposto di Hamas. Testimoni oculari hanno affermato che un drone israeliano ha impedito alle squadre mediche di raggiungere la scena.
L’IDF ha affermato che gli attacchi “precisi” sono stati lanciati dopo che militanti armati sono emersi da un tunnel sul lato israeliano della linea del cessate il fuoco sabato.
Hamas, nel frattempo, ha accusato Israele di aver commesso un “massacro” contro i palestinesi sfollati. Lo scambio di accuse segue l’annuncio che il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar parteciperà alla riunione del Board of Peace , che si concentrerà sull’avvio di iniziative internazionali per promuovere la ricostruzione di Gaza.
Trump ha sottolineato più tardi domenica che “Hamas deve mantenere il suo impegno per la piena e immediata smilitarizzazione” e ha affermato che sono stati promessi oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione.
L’Autorità Palestinese denuncia come “annessione di fatto” la decisione del governo di Benjamin Netanyahu di registrare vaste aree della Cisgiordania come “proprietà statale”. La misura, proposta da ministri dell’ala destra, riguarderebbe soprattutto l’Area C, circa il 61% del territorio, sotto pieno controllo israeliano secondo gli Accordi di Oslo II.
Secondo l’Anp, si tratta di una violazione del diritto internazionale e della Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza ONU, che considera illegali gli insediamenti nei territori occupati.
Israele ha intensificato operazioni e ampliamento delle colonie dopo il 7 ottobre 2023. Nel luglio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato illegale l’occupazione.
Per i palestinesi, non è solo burocrazia catastale: è un passo verso l’annessione formale.
Il premier Benjamin Netanyahu ha condannato le rivolte nella città ultra-ortodossa di Bnei Brak, dove due soldatesse dell’IDF sono state evacuate dalla polizia tra migliaia di manifestanti. Almeno 22 arresti: incendiati motocicli, rovesciato un veicolo, agenti aggrediti.
Le proteste nascono dall’ipotesi di estendere la leva militare agli ultra-ortodossi, circa il 13% della popolazione, storicamente esentati. Netanyahu parla di “minoranza estrema” e promette tolleranza zero.
Iran
Centinaia di migliaia di persone hanno manifestato in tutto il mondo contro il governo iraniano, rispondendo all’appello di Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià. A Monaco, secondo gli organizzatori, circa 250.000 persone sono scese in piazza. Grandi cortei anche a Los Angeles e Toronto.
Pahlavi ha denunciato la repressione interna e ha detto agli iraniani: “Non siete soli”. Secondo l’agenzia HRANA, oltre 6.800 persone sarebbero state uccise nelle proteste scoppiate a dicembre per il caro vita; Teheran riconosce circa 3.000 morti.
La figlia Noor Pahlavi ha chiesto agli Stati Uniti di interrompere i negoziati sul nucleare. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che un cambio di governo in Iran sarebbe “la cosa migliore”.
Quasi cinquant’anni dopo la rivoluzione del 1979, il nome Pahlavi torna nelle piazze. Ma resta la domanda: alternativa democratica o ritorno al passato?
E ancora Iran, Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è partito per la Svizzera per il secondo round di colloqui sul programma nucleare di Teheran.
I negoziati arrivano in un momento di forte tensione, tra sanzioni occidentali, pressioni militari e accuse incrociate sull’arricchimento dell’uranio. Gli Stati Uniti chiedono limiti più stringenti, mentre l’Iran rivendica il diritto a un programma nucleare civile.
Sul tavolo non c’è solo la tecnologia atomica.
C’è l’equilibrio di potere in Medio Oriente — e il rischio di una nuova escalation.
Sudan
Dopo più di due anni di isolamento, la città di Dilling, seconda per grandezza nello Stato del Sud Kordofan, torna lentamente a respirare. L’esercito sudanese ha spezzato l’assedio imposto dalle Rapid Support Forces e dal movimento ribelle SPLM-N, riaprendo le principali vie di accesso e consentendo il ritorno dei rifornimenti.
Per mesi la città era rimasta soffocata: niente merci, niente movimento, economia paralizzata. I mercati erano quasi scomparsi. Oggi frutta e verdura sono tornate sui banchi – gombo, patate, limoni – segni concreti di una ripresa che però procede a passo lento, tra scaffali ancora mezzi vuoti e famiglie senza risparmi.
Ma la fine dell’assedio non significa fine della guerra. Le autorità locali denunciano attacchi quasi quotidiani con droni che colpiscono infrastrutture e aree residenziali. I civili parlano di velivoli che inseguono le persone “come locuste”, costringendole a fuggire anche nel mezzo di un pasto.
Il sistema sanitario è in condizioni critiche. L’ospedale principale soffre una grave carenza di medicinali e attrezzature. Durante l’assedio, molti malati cronici sono rimasti senza cure: un uomo diabetico ha perso entrambe le gambe per la mancanza di insulina.
Dilling vede una luce in fondo al tunnel. Ma tra macerie, traumi e droni nel cielo, la strada verso la normalità è ancora lunga.
Tunisia
La leader del partito Terza Repubblica, Olfa Hamdi, è stata fermata al suo rientro all’aeroporto di Tunisi-Cartagine e trasferita nel carcere di Manuba. Tra le accuse contestate, anche “oltraggio al capo dello Stato”, il presidente Kais Saied.
Secondo i suoi legali, nei suoi confronti era stato emesso un mandato di cattura dopo una denuncia formale. Hamdi, ex direttrice di Tunisair nel 2021, aveva poi fondato il partito Terza Repubblica e annunciato una candidatura alle presidenziali del 2024, respinta per motivi anagrafici.
Il caso riaccende le tensioni politiche in Tunisia, dove l’opposizione denuncia da tempo un restringimento degli spazi democratici.
Giochi Olimpici
Fa discutere in Germania la T-shirt “Natural 1936 Berlin Games” venduta nello shop ufficiale dei Giochi Olimpici: 39 euro per un design ispirato al poster originale del 1936, realizzato per promuovere le Olimpiadi sotto il regime di Adolf Hitler. Per molti si tratta delle cosiddette “Nazi Games”, vetrina propagandistica del Terzo Reich.
La deputata verde Klara Schedlich ha chiesto al International Olympic Committee di ritirare il prodotto: “Propaganda come merchandising?”. Il CIO non intende farlo e ricorda che a Berlino gareggiarono quasi 4.500 atleti di 49 Paesi.
Resta il nodo storico: nel 1936 l’atleta afroamericano Jesse Owens vinse quattro ori, smentendo la retorica razziale nazista. Oggi la domanda è un’altra: memoria o marketing? Perché tra gadget e nostalgia, la storia non è un accessorio.
Unione Europea e Stati Uniti
Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha respinto l’idea, circolata nella strategia di sicurezza americana, che l’Europa stia vivendo una “cancellazione civilizzazionale”.
“L’Europa non è decadente né destinata a scomparire”, ha detto, difendendo diritti umani, pluralismo e libertà come motori di prosperità. Un messaggio che risponde alle critiche dell’amministrazione Donald Trump, che accusa il continente di debolezza su immigrazione, identità e libertà di parola.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha assicurato che l’era transatlantica non è finita, pur confermando divergenze su clima, commercio e migrazione.
L’alleanza resta, ma il linguaggio è cambiato. E ora Europa e Stati Uniti devono capire se condividono ancora la stessa idea di Occidente
Europa e Russia
Cinque Paesi europei – Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi – accusano la Russia di aver ucciso l’oppositore Alexei Navalny con epibatidina, una tossina derivata da rane velenose sudamericane.
Secondo la dichiarazione congiunta, analisi indipendenti avrebbero confermato la presenza della sostanza nel corpo di Navalny, morto nel 2024 in una colonia penale artica. Mosca respinge le accuse come “propaganda occidentale”.
A due anni dalla morte del principale critico del Cremlino, la tensione diplomatica si riaccende.
Per l’Europa è un caso di responsabilità internazionale. Per Mosca, un’altra battaglia narrativa.
Ucraina e Russia
L’Ucraina ha arrestato l’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko, fermato mentre tentava di lasciare il Paese, nell’ambito di una maxi-inchiesta anticorruzione guidata dall’agenzia NABU.
L’indagine, chiamata “Operation Midas”, riguarda un presunto schema da 100 milioni di dollari con tangenti fino al 15% nel settore nucleare statale, incluso l’operatore Energoatom.
L’inchiesta tocca figure vicine al presidente Volodymyr Zelenskyy, in un momento delicato: mentre Kiev combatte la guerra contro la Russia, deve anche dimostrare all’Europa di saper combattere la corruzione al suo interno.
Un attacco con droni ucraini ha colpito il porto russo di Taman, sul Mar Nero, nella regione di Krasnodar: danneggiati serbatoi di petrolio e infrastrutture, due feriti secondo le autorità locali.
Intanto droni russi hanno colpito la regione ucraina di Odessa, danneggiando reti civili ed energia. Kiev mira a colpire le entrate petrolifere di Mosca; la Russia continua a colpire la rete elettrica ucraina, in quella che Kiev definisce “arma dell’inverno”.
Gli attacchi arrivano alla vigilia di nuovi colloqui mediati dagli Stati Uniti a Ginevra. Il presidente Volodymyr Zelenskyy chiede garanzie di sicurezza prima di qualsiasi accordo, mentre l’Ue, con Kaja Kallas, avverte: le concessioni devono arrivare anche da Mosca.
Stati Uniti
L’ex presidente Barack Obama ha condannato un video razzista rilanciato a inizio febbraio dall’attuale presidente Donald Trump su Truth Social: un’animazione con lui e Michelle trasformati in scimmie, inserita in un montaggio che riproponeva accuse infondate sulle elezioni del 2020.
Intervistato dal podcaster Brian Tyler Cohen, Obama ha parlato di clima politico degradato, di “clown show” amplificato dai social e della perdita di decoro nella vita pubblica. Il video è stato rimosso dopo le polemiche: prima difeso come “meme”, poi definito un errore di uno staffer. Trump non si è scusato.
Nota a margine: mentre Washington discute se sia satira o razzismo, Obama scherza sugli alieni e chiarisce che ad Area 51 non ha trovato marziani. Sulla Terra, però, il livello del dibattito sembra già abbastanza extraterrestre.
BREAKING: @BarackObama clarifies his position on aliens after his answer during the speed round of our interview went viral. pic.twitter.com/75v4jwIWGR
— Brian Tyler Cohen (@briantylercohen) February 16, 2026
Colombia
Il presidente Gustavo Petro invita i colombiani a scendere in piazza giovedì per difendere l’aumento del salario minimo del 23,7% previsto per il 2026. La mobilitazione arriva dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso il decreto, ritenendo insufficienti le basi tecniche rispetto all’inflazione.
Petro parla di “salario vitale” e accusa la magistratura di colpire i più deboli, sostenendo che la Costituzione vieta di erodere il potere d’acquisto. Il tribunale chiede ora una norma transitoria e nuove giustificazioni economiche.
Traduzione politica: scontro aperto tra governo e giudici, con la piazza come arbitro. In Colombia, il salario minimo diventa terreno di battaglia istituzionale.
India
Si apre a New Delhi l’AI Impact Summit, il più grande vertice globale sull’intelligenza artificiale. Il premier indiano Narendra Modi inaugura cinque giorni di lavori con 20 leader mondiali e decine di delegazioni ministeriali. Presenti anche CEO come Sam Altman e Sundar Pichai.
Sul tavolo: posti di lavoro, sicurezza dei minori, deepfake e governance globale. L’obiettivo dichiarato è una “roadmap condivisa” per regolamentare l’AI.
Ma c’è scetticismo: ai precedenti vertici molte aziende hanno promesso autoregolamentazione, senza impegni vincolanti. Gli Stati Uniti, sotto Donald Trump, restano cauti su regole troppo rigide.
L’India punta a guidare il “decennio dell’AI”.
La domanda è se dalle parole nasceranno regole concrete — o solo altre promesse.
Thailandia
Dopo la vittoria elettorale dell’8 febbraio, un video virale ha mostrato il premier thailandese Anutin Charnvirakul mentre parlerebbe fluentemente in cinese. Ma è falso.
Il filmato è stato alterato con l’intelligenza artificiale: l’audio non coincide con il movimento delle labbra e un’analisi tecnica indica che la voce è “molto probabilmente” generata artificialmente. Il video originale, trasmesso da emittenti <<<<<locali, mostra Anutin parlare in thailandese del conflitto al confine con la Cambogia.
Anutin parla effettivamente cinese, ma quel contenuto è stato manipolato.
Un caso che riaccende l’allarme: nell’era dell’AI, anche la politica diventa terreno di deepfake.
Cina
Immagini satellitari mostrano che diversi impianti nucleari nella provincia cinese del Sichuan sono stati ampliati e modernizzati negli ultimi anni, proprio mentre gli ultimi trattati di controllo sugli armamenti scompaiono.
Costruiti negli anni ’60 e ridimensionati negli anni ’80, i siti hanno ripreso ad espandersi dal 2019. Secondo alcuni esperti, uno dei complessi potrebbe produrre i nuclei metallici delle testate nucleari, un altro sarebbe destinato ai test di esplosivi ad alto potenziale.
Pechino non ha chiarito gli obiettivi.
Otto persone sono morte e due sono rimaste ferite in un’esplosione in un negozio di fuochi d’artificio nella contea di Donghai, provincia di Jiangsu, nella Cina orientale.
Secondo le autorità locali, l’incidente sarebbe stato causato dall’uso improprio di fuochi da parte di alcuni residenti, in vista del Capodanno Lunare, periodo di massimo utilizzo di petardi e “missili” celebrativi nelle comunità rurali.
I soccorsi sono intervenuti immediatamente e l’incendio è stato domato in poche ore. È stata aperta un’indagine e alcune persone sono state fermate.
Gli incidenti industriali restano frequenti in Cina, dove standard di sicurezza spesso insufficienti continuano a provocare tragedie.
Australia
In Australia è comparso in tribunale, in videocollegamento, Naveed Akram, accusato della strage di dicembre a Bondi Beach durante una celebrazione ebraica di Hanukkah, la più grave sparatoria nel Paese da quasi trent’anni.
Akram è incriminato per terrorismo e 15 omicidi. Il padre Sajid, che avrebbe partecipato all’attacco, è stato ucciso dalla polizia sul posto.
L’udienza è durata pochi minuti e ha riguardato questioni tecniche, tra cui la protezione dell’identità di alcune vittime. Prossima comparizione il 9 marzo. Intanto emergono interrogativi sui controlli: Akram era stato segnalato dall’intelligence già nel 2019. Tra le vittime, una sopravvissuta alla Shoah di 87 anni e una bambina di dieci anni. Il Paese si interroga su antisemitismo e sicurezza.
Nuova Zelanda
Piogge torrenziali e venti violenti hanno colpito l’Isola del Nord della Nuova Zelanda, causando blackout per oltre 30.000 abitazioni e gravi disagi a voli, treni e traghetti.
A Wellington la maggior parte dei voli è stata cancellata o ritardata, scuole chiuse e strade bloccate. I servizi di emergenza hanno ricevuto centinaia di chiamate durante la notte.
Le inondazioni hanno sommerso quartieri e danneggiato infrastrutture. Un uomo è stato trovato morto in un veicolo sommerso.
La tempesta, generata da una profonda area di bassa pressione, si sposterà verso l’Isola del Sud nelle prossime ore. Le autorità avvertono: i disagi potrebbero continuare.
Foto di Jorge Fernández Salas su Unsplash
Potrebbe interessarti anche:
- Proteste in Iran: crisi economica e nuove tensioni
- Groenlandia: scontro Danimarca-USA sulle minacce di Trump
- Groenlandia in numeri: popolazione, economia e dati chiave
- Verso la Groenlandia, dove il ghiaccio incontra il potere
E se credi in un giornalismo indipendente, serio e che racconta il mondo recandosi sul posto, puoi darci una mano cliccando su Sostienici
