6 gennaio 2026 – Notiziario in genere
Scritto da Angela Gennaro in data Gennaio 6, 2026
Altro che Befane: l’Irlanda dedica una giornata alle donne per celebrarsi dopo le feste. Ed è oggi.
Ascolta il podcast
Irlanda 
È la settimana dopo Natale.
In molte case, il silenzio è rotto solo da un rumore ben preciso: quello delle mani che smontano decorazioni, lavano piatti, piegano carta da regalo, selezionano giochi vecchi per fare spazio a quelli nuovi.
Mani, molto spesso, di donne.
Il carico mentale delle feste – tra organizzazione, regali, pasti, relazioni familiari e gestione quotidiana – può diventare opprimente.
Invisibile, estenuante.
E non di rado, ancora oggi, ricade in modo sproporzionato sulle spalle femminili.
Eppure, dall’Irlanda arriva una tradizione che prova a ribaltare questo schema.
La racconta Rosie Colosi su Today.
Nollaig na mBan

Si chiama Nollaig na mBan, letteralmente “Natale delle donne”, e si celebra ogni 6 gennaio, lo stesso giorno dell’Epifania e del dodicesimo, ultimo giorno del Natale.
È la giornata in cui, tradizionalmente, si smontano albero e decorazioni.
Ma soprattutto, è il giorno in cui – storicamente – le donne si fermavano.
Secondo storiche e ricercatrici come Jane Casey, Marion McGarry e Mary McAuliffe, il Nollaig na mBan nasce almeno alla fine dell’Ottocento, soprattutto nelle contee del sud dell’isola, come Cork e Kerry.
Le sue radici sono legate a ruoli di genere molto rigidi: per settimane le donne si occupavano della casa e della famiglia, e il 6 gennaio diventava il loro unico giorno di riposo.
Un giorno in cui incontrarsi tra amiche, bere un tè o un bicchiere di sherry, mangiare gli avanzi delle feste.
In alcuni casi, perfino andare al pub – cosa tutt’altro che scontata in un’Irlanda dove, fino agli anni Settanta, molti locali erano frequentati quasi esclusivamente da uomini.
“In quel giorno”, raccontano le testimonianze, “gli uomini restavano a casa con la prole”.
A Cork si diceva che l’unico uomo in giro fosse il vescovo.
Col tempo, la tradizione si è affievolita, quasi scomparsa, soprattutto nel Novecento.
Molte donne ricordano di averne sentito parlare da bambine, ma senza vederla davvero celebrata.
Poi, negli ultimi vent’anni, qualcosa è cambiato.
Oggi il Nollaig na mBan è tornato.
Ed è tornato trasformato.
La giornata di celebrazione delle donne

Le nuove generazioni stanno rileggendo questa festa, liberandola dalle sue origini legate a ruoli di genere rigidi e risignificandola come giornata di celebrazione delle donne: del loro contributo alla cultura, all’arte, alla politica, alla vita quotidiana.
E soprattutto delle relazioni tra donne.
In tutta l’Irlanda, il 6 gennaio si organizzano cene, concerti, serate di poesia, nuotate collettive nell’Atlantico, eventi di beneficenza e momenti di sensibilizzazione su temi come la violenza domestica o le politiche per l’infanzia.
Una festa inclusiva, che coinvolge donne di ogni età, orientamento e identità.
Tracey Groome – racconta il National Geographic – vicepreside e madre di tre figli, dice che per lei il Natale delle donne è “la prima vera occasione per rilassarsi, senza pressioni”.
Un giorno – o una notte – per celebrare se stesse, dopo settimane di lavoro visibile e invisibile.
Anche sui social, il Nollaig na mBan sta trovando nuova voce.
Creatrici di contenuti come Hadas Knox o Vivienne Sayers hanno raccontato questa tradizione online, raccogliendo migliaia di reazioni.
Commenti che parlano di stanchezza, di bisogno di riposo, di fiducia reciproca tra donne.
Di una domanda semplice ma potente: perché il riposo deve essere un’eccezione?
Così, nel caos del post-Natale, il brindisi finale va ai Re Magi, che forse senza saperlo hanno dato il via a questa tradizione.
E soprattutto alle donne sagge, che ancora oggi meritano di essere celebrate.
Potrebbe interessarti anche:
- Israele: torture in carcere
- GSF: gravi abusi sugli attivisti
- GSF: il rientro degli attivisti e delle attiviste
- Afghanistan: l’orrore delle prigioni femminili
- Gaza: spinta per votare il piano di ricostruzione mentre i palestinesi affrontano il maltempo
- Afghanistan: abortire tra paure e divieti
- Gli Stati Uniti attaccano il Venezuela
E se credi in un giornalismo indipendente, serio e che racconta il mondo recandosi sul posto, puoi darci una mano cliccando su Sostienici
