Groenlandia, l’Onu avverte gli Usa
Scritto da Radio Bullets in data Gennaio 14, 2026
Gli esperti e le esperte delle Nazioni Unite hanno espresso forte preoccupazione per le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla Groenlandia.
Dichiarazioni in cui si ipotizza un possibile controllo statunitense del territorio, anche attraverso l’uso della forza.
Secondo l’ONU, si tratta di affermazioni che richiamano una logica coloniale ormai rigettata dalla comunità internazionale.
“La Groenlandia non è in vendita”
In una nota diffusa da Ginevra, sette esperti ed esperte indipendenti del Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu hanno sottolineato come parlare di “acquisizione”, “controllo” o addirittura di “proprietà” di un territorio sovrano violi i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite.
Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente USA ha più volte messo in discussione la sovranità legale della Danimarca sulla Groenlandia, definendo il suo controllo “una necessità assoluta” per la sicurezza nazionale americana.
A rafforzare le preoccupazioni anche l’annuncio del Segretario di Stato al Congresso sull’intenzione del governo di “comprare” la Groenlandia.
Violazione della Carta ONU e rischio escalation
Il documento è chiaro: qualsiasi minaccia o uso della forza per modificare lo status politico della Groenlandia è vietato dall’articolo 2(4) della Carta Onu.
Tali affermazioni, spiegano, rischiano di indebolire principi cardine del diritto internazionale, come il rispetto dell’integrità territoriale, l’indipendenza politica degli Stati e il divieto dell’uso della forza.
Secondo l’Onu questo tipo di retorica è anche incompatibile con il diritto internazionale dei diritti umani e con il diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Il diritto del popolo groenlandese a decidere
La Groenlandia è abitata da un popolo distinto, con pieni diritti riconosciuti dal diritto internazionale.
Gli esperti e le esperte ricordano che il diritto all’autodeterminazione è sancito dall’articolo 1 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, ratificato anche dagli Stati Uniti nel 1992, oltre che dalla Dichiarazione Onu sui diritti dei popoli indigeni.
Questo significa che il popolo groenlandese ha il diritto di:
-
decidere liberamente il proprio status politico;
-
gestire il proprio sviluppo economico, sociale e culturale;
-
esercitare piena sovranità sulle risorse naturali;
-
farlo senza pressioni o interferenze esterne.
Rischi per la stabilità dell’Artico
Un’eventuale modifica unilaterale dello status costituzionale della Groenlandia — oggi territorio autonomo del Regno di Danimarca — non solo violerebbe il diritto internazionale, ma potrebbe destabilizzare l’intera regione artica, un’area strategica di crescente importanza geopolitica.
“Ogni cambiamento deve basarsi esclusivamente sulla volontà liberamente espressa del popolo groenlandese”, ribadiscono gli esperti, “non su minacce o pressioni esterne”.
Presenza militare Usa: serve il consenso della Groenlandia
Il documento precisa inoltre che qualsiasi rafforzamento della presenza militare statunitense sull’isola, nell’ambito dell’accordo del 1951 tra USA e Danimarca, deve avvenire solo con il pieno consenso della Groenlandia.
Appello agli Stati Uniti
Il messaggio conclusivo è diretto: gli Stati Uniti devono riaffermare senza ambiguità il loro impegno verso la Carta Onu, risolvere le controversie internazionali con mezzi pacifici e astenersi da dichiarazioni che possano essere interpretate come minacce.
Gli esperti e le esperte Onu hanno già avviato un dialogo formale con il governo degli Stati Uniti su questi temi.
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Nuuk. Barbara Schiavulli/Radio Bullets
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In copertina Nuuk. Barbara Schiavulli/Radio Bullets
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