Quotidianità spaziale
Scritto da Raffaella Quadri in data Ottobre 3, 2018
All’interno delle nostre case o tra le strade delle nostre città, senza neppure saperlo, possiamo trovare sprazzi di quotidianità “spaziale”. Quanto ci sia della vita nello spazio, nella vita sulla Terra, lo spiega la Nasa con un sito web interattivo: Home & City. Di Raffaella Quadri per Radio Bullets. Musiche di Walter Sguazzin.
Photo credits: NASA Home & City
Quanto è “spaziale” la vita di ognuno di noi? Molto più di quanto immaginiamo e a spiegarcelo è niente di meno che la Nasa – l’agenzia spaziale statunitense.
Molta della tecnologia che utilizziamo e che oggi ci appare comune e acquista arriva da studi realizzati per la vita a gravità zero. Pensiamo, per esempio, al fotovoltaico che nacque per catturare l’energia solare necessaria alle stazioni orbitanti spaziali e fu poi applicato anche alle esigenze della vita terrestre. Ma le idee sviluppate per l’utilizzo tra le stelle e divenute poi di uso comune sono davvero tante.
A raccontarlo è la Nasa – che tra l’altro il 1° ottobre ha festeggiato i sessanta anni di attività – e per farlo ha creato un nuovo apposito sito web: Home & city https://homeandcity.nasa.gov/.
Vi si possono scoprire le tecnologie che hanno cambiato la vita nelle nostre città e nelle nostre case. Il sito si divide, infatti, in due sezioni: cliccando sulle diverse icone si scopre l’origine, spesso inaspettata, di molti degli oggetti che siamo abituati a utilizzare quotidianamente o che vediamo attorno a noi e che, in realtà, sono di derivazione “spaziale” o, meglio, sono stati realizzati per le missioni spaziali.
Per esempio, esplorando la “Città” si scopre che i tessuti polimerici delle tute spaziali, studiati per resistere ad altissime temperature, oggi sono utilizzati per le divise dei vigili del fuoco o per protegge chi lavora in ambienti estremi. Lo stesso si dica per i sistemi di respirazione e quelli di comunicazione via radio, che sono usati sempre in questi frangenti.
Il sito web rivela anche che, prendendo le mosse da un simulatore sviluppato dalla Nasa per l’addestramento dei piloti, una società privata ha creato un videogioco per aiutare le persone con disturbi da deficit di attenzione. E ancora si impara che molte delle comuni attrezzature sportive sono realizzate con leghe metalliche ultra resistenti ideate dall’agenzia spaziale.
Gironzolando invece per la sezione “Home” e frugando tra nelle diverse stanze di casa si scopre che anche la tecnologia con cui sono fatti i termometri a infrarosso è di derivazione spaziale, è stata creata infatti per misurare la temperatura di stelle e pianeti lontani.
Ma non è la sola, anche la tecnologia degli ioni d’argento utilizzata nei sistemi di filtraggio dell’acqua per uso domestico fu progettata per purificare l’acqua ad uso degli astronauti della missione Apollo. Così come i cibi liofilizzati nacquero dalla collaborazione della Nasa con alcune aziende alimentari al fine di assicurare i pasti degli esploratori dello spazio.
Questi sono solo alcuni esempi tratti dal sito web che, oltre a ciò, permette di approfondire il tema di ogni breve notizia accedendo a un sito Spinoff collegato.
Sempre a proposito di spazio, corre l’obbligo di citare uno degli orgogli italiani: Luca Parmitano, che nei prossimi mesi si preparerà per una nuova missione sulla Iss, la Stazione spaziale internazionale. A quarantadue anni l’astronauta dell’Esa – l’Agenzia Spaziale Europea – partirà infatti a luglio per la missione “Beyond” e sarà il primo italiano a capo della Iss.
Record sì, ma non il primo per Parmitano, che nel 2013 fu il primo italiano a effettuare un’attività extraveicolare. Sulla stazione lo attenderà una serie di esperimenti incentrati sulle nuove tecnologie, in particolare in campo robotico.