Cooperazione, nessun reale aumento dei fondi
Scritto da Stefania Cingia in data Maggio 27, 2026
Nessun raddoppio dei fondi alla cooperazione internazionale. È la replica netta di Giovanni Lattanzi alle dichiarazioni del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, intervenuto durante Coopera 2026.
“Le parole del viceministro sul presunto raddoppio dei fondi alla cooperazione internazionale non trovano riscontro nei dati. L’Italia resta ferma attorno allo 0,27-0,28% del Reddito nazionale lordo destinato alla cooperazione allo sviluppo, ben lontana dall’obiettivo dello 0,70%”, afferma Lattanzi a margine dell’evento.
Secondo il presidente di AOI, le scelte dell’esecutivo mostrano una precisa direzione politica. “Quando il governo sceglie di tagliare 25 milioni di euro ai fondi per la cooperazione per finanziare il Decreto bollette, mentre aumentano le spese militari e per la difesa, sta indicando con chiarezza quali sono le proprie priorità politiche”.
Nel suo intervento, Lattanzi ha espresso preoccupazione anche per il ruolo crescente dei privati nella cooperazione internazionale e per l’impostazione del cosiddetto Piano Mattei, chiedendo maggiore trasparenza e un coinvolgimento strutturato delle organizzazioni che operano sul territorio.
“Serve un quadro chiaro di collaborazione con le organizzazioni della cooperazione e il rispetto delle comunità coinvolte, senza lasciare che siano soltanto gli interessi economici a orientare le scelte”, sostiene. “C’è il rischio concreto che il sistema favorisca esclusivamente grandi aziende e grandi soggetti finanziari, marginalizzando invece le piccole e medie organizzazioni che da decenni lavorano nelle comunità”.
Critiche anche alle dichiarazioni di Cirielli sul ruolo delle Forze armate nella cooperazione. Per Lattanzi si tratta di “un accostamento infelice”, perché “la cooperazione è un lavoro civile, fondato sulla fiducia e sul rapporto con le comunità locali, mentre l’azione militare e i decreti missione rispondono a logiche e funzioni completamente diverse”.
Secondo il presidente di AOI, sovrapporre questi due piani rischia di produrre conseguenze gravi: “Confondere cooperazione civile e intervento militare non solo indebolisce la credibilità della cooperazione internazionale, ma può anche mettere a rischio l’incolumità dei cooperanti nel mondo”.
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