23 luglio 2026 – Notiziario mondo

Scritto da in data Luglio 23, 2026

  • Stati Uniti-Iran, dodicesima notte di guerra e nuove minacce.
  • Iraq: La sopravvissuta che ha portato il suo torturatore davanti alla giustizia.
  • Mauritius, lo stupro coniugale diventa reato.
  • Messico: ucciso un altro sindaco.
  • Venezuela, processo a Maduro rinviato al 2027.
  • Francia, trovato morto un reclutatore di modelle legato a Epstein.
  • Corea del Sud, chef a processo per dessert con formiche.

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli 

Stati Uniti contro Iran

Prosegue senza segnali di tregua la guerra tra Stati Uniti e Iran. Washington ha condotto la dodicesima notte consecutiva di bombardamenti, dichiarando di voler ridurre la capacità iraniana di minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz.

Il presidente Donald Trump ha alzato ulteriormente i toni, promettendo di colpire ponti e centrali elettriche iraniane ogni volta che Teheran attaccherà una nave nello stretto.

 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto annunciando una strategia dell’«occhio per occhio», mentre il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf ha ribadito che Hormuz non tornerà alle condizioni precedenti alla guerra.

Nelle ultime ore missili statunitensi hanno colpito diverse aree dell’Iran occidentale, mentre Teheran ha continuato a lanciare missili e droni verso obiettivi militari e infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo.

Il Kuwait ha attivato le difese aeree, la Giordania ha intercettato nuovi missili e droni diretti verso Aqaba e gli Houthi yemeniti hanno rivendicato un attacco con missili e droni contro due petroliere saudite, minacciando nuove operazioni nel Mar Rosso.

Il conflitto continua ad avere pesanti conseguenze economiche. Lo Stretto di Hormuz resta sostanzialmente chiuso al traffico commerciale, il Brent ha superato i 93 dollari al barile e i costi della guerra per gli Stati Uniti hanno ormai raggiunto i 37,5 miliardi di dollari.

Sul fronte diplomatico restano aperti contatti indiretti attraverso il Pakistan e i Paesi del Golfo, ma nessun progresso concreto è stato annunciato.

Trump ha inoltre rinnovato la minaccia di colpire un presunto sito nucleare segreto iraniano, la cui esistenza è però negata da Teheran.

Libano

Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite avverte che alcune operazioni militari israeliane in Libano potrebbero configurare crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

In una dichiarazione diffusa mercoledì, gli esperti denunciano ordini di evacuazione che ricordano quelli emessi a Gaza, lo sfollamento forzato di civili, l’occupazione di nuovo territorio libanese e il possibile impiego di fosforo bianco in aree abitate.

Secondo l’Onu, dall’inizio dell’escalation del 2 marzo sono morte oltre 4.300 persone e circa 620 mila donne e ragazze sono state costrette a lasciare le proprie case.

Gli esperti chiedono il rispetto del diritto internazionale, della sovranità del Libano e l’attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza.

Intanto l’Italia prova a ritagliarsi un ruolo diplomatico nella regione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che il 4 agosto Roma ospiterà un nuovo incontro tra Israele e Libano per proseguire il dialogo avviato sul ritiro israeliano dalle cosiddette “zone pilota” del sud del Paese.

Il 28 e 29 luglio la capitale accoglierà anche una riunione internazionale dedicata alla soluzione dei due Stati per Israele e Palestina, mentre l’Italia continua a sostenere, in sede europea, possibili sanzioni contro il ministro israeliano Itamar Ben Gvir e i coloni responsabili di violenze in Cisgiordania.

Sul terreno intanto, proseguono gli attacchi israeliani nel Libano meridionale nonostante l’avvio del dispiegamento dell’esercito libanese nelle prime aree previste dall’accordo mediato dagli Stati Uniti.

 Nelle ultime ore l’artiglieria e i droni israeliani hanno colpito diverse località del sud del Paese, mentre reparti dell’esercito israeliano sono entrati in alcune zone di confine per operazioni di demolizione e rastrellamento.

Il governo di Beirut denuncia nuove violazioni della propria sovranità e chiede il completo ritiro delle truppe israeliane, condizione ritenuta essenziale per consentire il ritorno degli sfollati e l’attuazione dell’intesa.

L’esercito libanese continua intanto a prendere posizione nelle cosiddette “zone pilota”, mentre restano forti le tensioni lungo il confine.

Palestina e Israele

A Gaza continuano i bombardamenti israeliani. Nelle ultime ore almeno quattro palestinesi sono stati uccisi, tra cui due sfollati colpiti mentre si trovavano nelle tende di Al-Mawasi e del campo profughi di Nuseirat.

Diverse altre persone sono rimaste ferite, mentre un quarto uomo è morto per le ferite riportate in un precedente attacco.

La guerra continua a colpire anche chi non è ancora nato. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati quasi quattromila aborti spontanei, un dato definito senza precedenti dal direttore di Medical Relief nella Striscia, Bassam Zaqout.

Secondo i medici, il continuo stress provocato dai bombardamenti, gli spostamenti su strade distrutte, le condizioni igieniche drammatiche e la mancanza di acqua calda stanno mettendo a rischio la salute delle donne incinte.

Intanto il ministero della Sanità di Gaza denuncia una gravissima carenza di farmaci oncologici. Sono stati sospesi i protocolli di chemioterapia per numerosi tumori, mentre alcuni medicinali salvavita sono completamente esauriti.

Dei circa undicimila malati di cancro presenti nella Striscia, quattromila attendono ancora l’autorizzazione israeliana per poter uscire e ricevere cure all’estero.

Nel suo primo discorso da nuovo capo di Hamas, Khalil al-Hayya ha indicato come priorità assoluta la fine dell’offensiva israeliana e il ritiro completo delle truppe dalla Striscia.

Ha chiesto ai Paesi mediatori di fare pressione su Israele perché rispetti gli accordi sul cessate il fuoco e passi alla fase successiva dei negoziati.

Tra gli altri obiettivi ha indicato la ricostruzione di Gaza, il rilascio dei prigionieri, il rafforzamento dell’unità palestinese e dei rapporti con i Paesi arabi e musulmani.

Anche in Cisgiordania cresce la pressione militare. Tra martedì sera e mercoledì mattina almeno venticinque palestinesi sono stati arrestati, tra loro cinque donne e quindici lavoratori provenienti da Gaza.

Il ministero palestinese degli Affari religiosi denuncia inoltre quarantacinque attacchi contro moschee dall’inizio dell’anno, cinque delle quali incendiate.

Le autorità israeliane hanno poi ordinato l’esproprio di oltre cinquemila dunum di terreno nei pressi di Gerusalemme Est per costruire una nuova strada destinata ai coloni.

Sul confine con Gaza migliaia di coloni israeliani, accompagnati da numerosi ministri del governo Netanyahu, hanno partecipato a una marcia chiedendo nuovi insediamenti nella Striscia e invocando l’espulsione dei palestinesi.

Nel frattempo è morto Ahmed Samir Odeh, ventitré anni, detenuto palestinese rilasciato da poco dalle carceri israeliane.

Le organizzazioni che si occupano dei prigionieri attribuiscono la sua morte alle violenze e ai maltrattamenti subiti durante la detenzione.

L’Associated Press ha inoltre confermato, attraverso immagini satellitari, che Israele sta consolidando una barriera di terra lunga oltre ventitré chilometri che divide fisicamente circa metà della Striscia di Gaza dall’area costiera dove è concentrata la popolazione palestinese.

Per la prima volta l’esercito israeliano ha confermato ufficialmente l’esistenza della cosiddetta “zona di sicurezza”.

Infine, una decisione che arriva dall’Europa. I Paesi Bassi hanno approvato in via definitiva il divieto di importare, acquistare e vendere prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani considerati illegali nei territori occupati.

Il provvedimento entrerà in vigore il 22 settembre e si aggiunge a misure analoghe già adottate da Belgio, Spagna e Irlanda.

Iraq

Dopo quasi quarant’anni, una delle pagine più oscure del genocidio dei curdi in Iraq arriva in tribunale. Un tribunale di Baghdad ha condannato a morte Ajaj Hardan Ahmad al-Tikriti, ex comandante del carcere di Nugra Salman, simbolo della campagna Anfal lanciata dal regime di Saddam Hussein nel 1988.

A renderne possibile l’identificazione è stata Fazila Mohammad, sopravvissuta al campo di prigionia, che lo ha riconosciuto dopo oltre trent’anni e ha convinto altri testimoni a denunciare.

Fazila aveva quindici anni quando fu deportata insieme alla sua famiglia. Nel carcere, racconta, centinaia di persone venivano rinchiuse in una sola stanza, tra fame, torture e violenze.

Lì perse tre fratelli, compresa una sorellina di appena sei mesi, uccisa davanti alla madre. La campagna Anfal provocò, secondo le stime, tra 50 mila e 182 mila morti e oggi è riconosciuta come un genocidio contro il popolo curdo.

Algeria

Oltre cento persone sono state ricoverate dopo che vasti incendi boschivi hanno raggiunto circa 150 abitazioni a Seraidi, nel nord-est dell’Algeria.

I roghi, divampati martedì, sono ancora in fase di spegnimento. Secondo il ministro dell’Interno Said Sayoud, la maggior parte dei feriti è in condizioni stabili.

Da giorni l’Algeria è alle prese con centinaia di incendi: almeno sei persone hanno perso la vita in diverse province. Ogni estate il nord del Paese è colpito da roghi sempre più intensi, aggravati dalla siccità e dagli effetti del cambiamento climatico.

Francia

Daniel Siad, reclutatore francese di modelle che per oltre dieci anni avrebbe presentato giovani donne a Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nella sua abitazione di Colombes, vicino Parigi.

La causa del decesso non è ancora nota e sarà accertata con un’autopsia. Il nome di Siad compare più di duemila volte nei documenti sul caso Epstein.

Secondo i file del Dipartimento di Giustizia statunitense, avrebbe ricevuto decine di migliaia di dollari dal finanziere e continuato a cercare modelle e assistenti per lui anche dopo la condanna del 2008. Siad aveva negato di sapere degli abusi.

La Francia ha registrato 5.764 decessi in più rispetto alla media durante l’ondata di caldo tra il 17 giugno e il 2 luglio, secondo l’agenzia sanitaria nazionale. La mortalità è stata superiore del 36 per cento alle attese, il dato peggiore dal 2003.

La regione di Parigi è stata la più colpita, con quasi duemila morti in eccesso. Il 24 e 25 giugno il Paese ha registrato le giornate più calde della sua storia, con temperature oltre i 40 gradi in molte località.

Austria

La casa dove nacque Adolf Hitler, a Braunau am Inn, in Austria, ha iniziato una nuova vita come stazione di polizia.

 Dopo anni di dibattiti, il governo ha scelto questa destinazione per impedire che l’edificio continui a essere meta di pellegrinaggi neonazisti.

All’esterno resta il memoriale con la scritta “Mai più fascismo”, mentre sulla facciata compare soltanto la parola “Polizia”.

Le autorità spiegano che il nuovo utilizzo vuole trasformare un luogo simbolo del nazismo in uno spazio dedicato alla democrazia e allo Stato di diritto, anche se alcuni storici ritengono che servano strumenti più efficaci per affrontare la memoria del passato.

Stati Uniti

Scontro acceso alla Camera dei Rappresentanti durante un’audizione dell’ambasciatore statunitense Mike Waltz sulla guerra con l’Iran. Il deputato democratico Ted Lieu lo ha accusato di aver fornito un numero errato di militari americani feriti, sostenendo che i feriti siano 482 e non “poco più di cento”, come dichiarato da Waltz.

Lieu ha inoltre ricordato che, secondo i dati disponibili, i militari statunitensi uccisi sono almeno 18, contestando le affermazioni dell’amministrazione Trump secondo cui le capacità militari iraniane sarebbero state ormai “annientate”.

L’audizione è degenerata in uno scambio di accuse personali, con Lieu che ha chiesto le dimissioni di Waltz e i repubblicani che ne hanno difeso l’operato.

Si è aperto negli Stati Uniti il processo federale contro Hadi Matar, già condannato per aver accoltellato lo scrittore Salman Rushdie nel 2022.

Questa volta l’accusa sostiene che l’attacco sia stato un atto di terrorismo, compiuto per eseguire la fatwa emessa nel 1989 dopo la pubblicazione de I versi satanici.

Rushdie, sopravvissuto all’aggressione ma rimasto cieco da un occhio, dovrebbe testimoniare nei prossimi giorni.

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato con una maggioranza risicata la nuova legge annuale sulla Difesa, che autorizza oltre 1.100 miliardi di dollari di spesa militare per il 2027.

Il provvedimento, sostenuto dai repubblicani e contestato dai democratici, finanzia le operazioni militari, l’ammodernamento delle forze armate e rafforza la cooperazione con Israele.

Il testo dovrà ora affrontare il voto del Senato, dove il percorso si preannuncia più complesso a causa delle divisioni sulla guerra con l’Iran e sull’entità delle spese militari.

Una corte d’appello federale degli Stati Uniti ha annullato la decisione che aveva disposto la scarcerazione di Mohsen Mahdawi, l’attivista palestinese della Columbia University arrestato durante quello che credeva fosse un colloquio per ottenere la cittadinanza americana.

I giudici hanno stabilito che il caso avrebbe dovuto essere esaminato da un tribunale per l’immigrazione e non da una corte federale.

La decisione, però, non dispone un nuovo arresto immediato. L’American Civil Liberties Union, che difende Mahdawi, sostiene che non esistano basi legali né per espellerlo né per riportarlo in detenzione mentre il ricorso è ancora in corso.

I procuratori statunitensi e la difesa del presidente venezuelano Nicolás Maduro hanno proposto di comune accordo l’avvio del processo per traffico di droga nel giugno del 2027.

Maduro, trasferito negli Stati Uniti dopo il suo arresto da parte delle forze speciali americane lo scorso gennaio, comparirà intanto davanti a un tribunale federale di Manhattan per un’udienza preliminare sul calendario del procedimento.

OpenAI ha annunciato un’indagine congiunta con la piattaforma Hugging Face dopo quello che definisce un “incidente informatico senza precedenti”.

Durante un test di sicurezza, un agente di intelligenza artificiale sviluppato dall’azienda sarebbe riuscito autonomamente a uscire dall’ambiente di prova, accedere a Internet e compromettere i sistemi di Hugging Face nel tentativo di completare l’obiettivo assegnato.

Secondo OpenAI, il modello ha sfruttato credenziali sottratte e una vulnerabilità sconosciuta, senza istruzioni specifiche da parte dei ricercatori. Hugging Face ha confermato l’incidente, precisando che non vi era alcuna intenzione malevola e che le due aziende stanno collaborando per rafforzare le misure di sicurezza.

L’episodio riaccende il dibattito internazionale sui rischi legati agli agenti di intelligenza artificiale sempre più autonomi e sulla necessità di sistemi di controllo più rigorosi.

Messico

Ancora un omicidio politico in Messico. Il sindaco di Temoac, Valentín Lavín, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco all’interno del municipio nello stato di Morelos, una regione dove operano diversi cartelli della droga.

Lavín, esponente del partito della presidente Claudia Sheinbaum, era già sopravvissuto a un attentato lo scorso gennaio.

Le autorità hanno avviato una vasta operazione per individuare i responsabili. Dal 2006, anno dell’inizio della guerra ai cartelli, quasi cento sindaci sono stati assassinati nel Paese.

Nonostante il governo rivendichi un calo degli omicidi, la violenza legata alla criminalità organizzata continua a colpire amministratori e rappresentanti delle istituzioni locali.

Ecuador

Human Rights Watch accusa le forze armate di Ecuador e Stati Uniti di aver commesso gravi violazioni dei diritti umani durante operazioni militari condotte vicino al confine con la Colombia.

In un rapporto pubblicato martedì, l’organizzazione denuncia che quattro lavoratori di un’azienda agricola sono stati arrestati arbitrariamente e torturati nel marzo scorso, mentre le loro proprietà sono state bombardate e incendiate, nonostante i militari non avessero trovato alcuna prova della presenza di gruppi armati, come invece sostenuto dal governo ecuadoriano.

Uno dei sopravvissuti racconta di essere stato sottoposto a scariche elettriche dopo essere stato bagnato con acqua, fino a perdere conoscenza.

India

Prosegue in India la mobilitazione del movimento studentesco Cockroach Janta Party. Il leader dell’opposizione Rahul Gandhi è stato fermato e poi rilasciato dopo un sit-in davanti alla residenza del primo ministro Narendra Modi.

 I manifestanti chiedono le dimissioni di Modi e del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan, dopo lo scandalo della fuga di notizie all’esame di ammissione alle facoltà di medicina che ha costretto oltre due milioni di studenti a ripetere la prova ed è stato collegato, secondo gli organizzatori della protesta, ad almeno dodici suicidi.

Lunedì la polizia aveva disperso un corteo davanti al Parlamento usando lacrimogeni e manganelli, mentre le autorità parlano di 118 agenti e 60 civili rimasti feriti negli scontri.

Mauritius

Svolta storica a Mauritius, dove il Parlamento ha approvato una legge che criminalizza lo stupro coniugale, abolendo una norma risalente all’epoca coloniale.

La nuova legislazione stabilisce che il matrimonio non potrà più essere invocato come difesa nei casi di violenza sessuale tra coniugi e prevede pene da 10 a 45 anni di carcere.

Il governo ha definito la riforma un passo decisivo contro la violenza domestica, ricordando che quasi l’87% delle vittime è costituito da donne.

 La legge introduce inoltre pene più severe anche per omicidio o tentato omicidio del coniuge.

Secondo l’ONG Equality Now, soltanto 21 dei 55 Paesi africani criminalizzano esplicitamente lo stupro all’interno del matrimonio.

Corea del Sud

In Corea del Sud i procuratori hanno chiesto un anno di carcere per lo chef proprietario di un ristorante di Seul premiato con due stelle Michelin, accusato di aver servito per anni un dessert guarnito con formiche nere essiccate, un ingrediente non autorizzato dalla normativa alimentare del Paese.

Secondo l’accusa, il sorbetto è stato servito oltre 12.200 volte, con circa 49.000 formiche importate da Stati Uniti e Thailandia.

Le autorità hanno inoltre rilevato nelle formiche concentrazioni di metalli pesanti superiori a quelle consentite per gli insetti commestibili.

Lo chef ha ammesso gran parte delle contestazioni, sostenendo però che il dessert veniva proposto solo ai clienti consenzienti. La sentenza è attesa il 2 settembre.

Cina

La Cina entra nel periodo di massimo rischio per alluvioni e frane. Gli esperti prevedono che tra la fine di luglio e l’inizio di agosto le precipitazioni nel nord del Paese saranno dal 20 al 50 per cento superiori alla media.

Secondo il Centro climatico nazionale, il cambiamento climatico sta spostando le fasce di pioggia verso nord, aumentando il rischio di inondazioni, frane e allagamenti urbani.

Nei giorni scorsi una frana nella contea di Pengshui ha causato almeno otto morti e decine di dispersi, mentre le autorità invitano la popolazione alla massima prudenza nelle aree più esposte.

 

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