Cuba, crisi energetica sempre più grave: “Rischio emergenza umanitaria”

Scritto da in data Maggio 27, 2026

A Cuba la crisi energetica e umanitaria continua ad aggravarsi, mentre milioni di persone fanno i conti ogni giorno con blackout prolungati, carenza d’acqua, difficoltà nell’accesso al cibo e servizi essenziali sempre più fragili.

A lanciare l’allarme sono ARCI e ARCS, che denunciano “la responsabilità diretta delle politiche portate avanti dagli Stati Uniti”, accusati di continuare a esercitare una forte pressione economica sull’isola attraverso sanzioni e restrizioni commerciali che limitano l’accesso a carburante, medicinali e beni di prima necessità.

Crisi energetica

Secondo le due organizzazioni, il sistema energetico cubano sarebbe ormai vicino al collasso strutturale. La scarsità di carburante ha reso i blackout frequenti e prolungati, colpendo anche infrastrutture considerate prioritarie come ospedali e scuole, spesso incapaci di garantire continuità ai servizi.

Le difficoltà riguardano anche la distribuzione degli aiuti umanitari. Le Nazioni Unite hanno più volte segnalato come la mancanza di combustibile renda complicato il trasporto di beni essenziali e materiali di supporto alla popolazione.

La crisi energetica ha inoltre conseguenze dirette sull’accesso all’acqua: in molte aree del Paese l’assenza di elettricità impedisce il funzionamento dei sistemi di pompaggio, lasciando intere comunità con forniture irregolari o insufficienti. Una situazione che sta contribuendo all’aumento di malattie legate al consumo di acqua non sicura e alimenti deteriorati, con effetti particolarmente pesanti sulle fasce più vulnerabili della popolazione.

La denuncia di ARCI e ARCS

“Ancora una volta ci troviamo a denunciare la violazione del diritto internazionale e il mancato rispetto dei principi fondamentali che tutelano la popolazione civile nei contesti di crisi”, dichiarano ARCI e ARCS, secondo cui “la privazione dei beni essenziali si traduce in una forma di pressione e ricatto che colpisce direttamente la vita delle persone”.

Le due organizzazioni chiedono un intervento immediato della comunità internazionale e “un cambio urgente di approccio politico e diplomatico”, affinché la popolazione cubana “non continui a pagare il prezzo di questa crisi”.

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