6 agosto 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Agosto 6, 2026
- Stati Uniti: Abdul El-Sayed batte Haley Stevens alle primarie del Michigan.
- Iran, spiraglio su Hormuz.
- Messico, influencer ucciso durante una diretta.
- Regno Unito: donna con coltello ferisce 4 uomini.
- Francia, stop alle telefonate commerciali senza consenso.
- Gerusalemme Est, 2.300 nuove case nell’insediamento di Gilo.
- Asia orientale, caldo estremo tra vittime e ricoveri.
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Stati Uniti contro Iran
Iran e Oman sembrano vicini a un’intesa sullo Stretto di Hormuz, ma la riapertura resta incerta. Teheran e Mascate hanno concordato le coordinate di una nuova rotta navale e stanno preparando un annuncio congiunto.
Il portavoce iraniano Esmail Baghaei ha però avvertito che l’accordo potrebbe saltare in caso di interferenze esterne, precisando che i negoziati non coinvolgono direttamente gli Stati Uniti.
Secondo una fonte governativa iraniana, lo Stretto resterà chiuso finché continueranno quelle che Teheran definisce “violazioni americane”.
Il nodo principale è il controllo della navigazione: l’Iran vuole autorizzare le navi dirette nel Golfo ed essere informato anche sui movimenti in uscita, riservandosi la possibilità di intervenire. L’Oman dovrebbe invece concedere il via libera finale alle partenze.
È un compromesso ancora fragile, mentre Qatar, Pakistan e Paesi del Golfo cercano di costruire una soluzione diplomatica più ampia. Intanto Hormuz rimane quasi paralizzato: appena otto navi al giorno, contro le 130 o 140 che transitavano quotidianamente prima della guerra.
Anche l’Iraq tratta con Teheran. Attraverso lo Stretto passa circa il 95 per cento delle sue esportazioni di greggio: ogni giorno di blocco significa meno entrate pubbliche, maggiore instabilità e conseguenze economiche che, inevitabilmente, ricadono sulla popolazione.
Sulle trattative pesa anche l’incertezza ai vertici della Repubblica islamica. Il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che comunicare con la Guida suprema Mojtaba Khamenei è attualmente “molto difficile”, senza fornire ulteriori spiegazioni.
Khamenei non appare in pubblico da quando è succeduto al padre Ali, ucciso negli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele. Secondo fonti iraniane citate dalla stampa internazionale, sarebbe rimasto gravemente ferito, ma non è possibile confermare in modo indipendente le sue condizioni attuali.
La sua prolungata assenza alimenta interrogativi su chi stia realmente guidando il Paese e prendendo le decisioni sul conflitto.
E mentre si negozia sul mare, all’interno dell’Iran aumenta la repressione. Secondo l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, dal 19 marzo sono state giustiziate almeno 56 persone per reati legati alla sicurezza nazionale.
Ventisette erano coinvolte nelle proteste di gennaio e più di cento rischiano la pena capitale. Per Türk, le esecuzioni vengono utilizzate per instillare paura nella popolazione e soffocare il dissenso.
Libano
Israele ha lanciato una serie di attacchi nel Libano meridionale dopo che un’esplosione, di origine ancora non accertata, ha ucciso due soldati israeliani e ne ha feriti sette a Majdal Zoun, località parzialmente occupata dall’esercito.
Accusando Hezbollah di avere violato la tregua, Israele ha ordinato agli abitanti di Al-Mansouri di lasciare il villaggio, provocando la fuga di decine di famiglie, e ha poi bombardato la zona.
A Tebnine, un attacco contro una sala di preghiera vicino al cimitero ha ucciso una persona e ne ha ferite dodici, secondo il ministero della Salute libanese. La tregua mediata dagli Stati Uniti continua così a esistere sulla carta, ma non protegge chi vive nel sud del Libano.
Yemen
Il movimento yemenita Ansarallah ha rivendicato un attacco con missili balistici contro la petroliera saudita Wafa, al largo di Yanbu, nel Mar Rosso settentrionale.
Il portavoce militare Yahya Saree ha parlato di un colpo diretto, ma al momento non risultano conferme dell’Arabia Saudita né riscontri indipendenti da parte delle principali società di sicurezza marittima.
Secondo Ansarallah, sarebbe l’ottava petroliera saudita attaccata dall’inizio del blocco navale proclamato il 22 luglio. Il gruppo sostiene inoltre di avere costretto altre 29 navi a interrompere il viaggio e tornare indietro.
Sono dati che non è possibile verificare autonomamente. L’escalation mette in pericolo gli equipaggi e aumenta la pressione su una rotta energetica già fortemente destabilizzata.
Palestina e Israele
A Gaza, nelle ultime 24 ore, due palestinesi sono morti per le ferite riportate in precedenti attacchi israeliani, mentre altri due corpi sono stati recuperati dalle macerie. Secondo il ministero della Salute palestinese, dal 7 ottobre 2023 le vittime sono almeno 73.381 e i feriti più di 174.200.
Dall’11 ottobre 2025, primo giorno completo della cosiddetta tregua, sarebbero stati uccisi almeno 1.254 palestinesi. Sono dati delle autorità di Gaza che non possono <essere verificati indipendentemente in ogni dettaglio, ma vengono generalmente considerati attendibili dalle agenzie internazionali.
Gli attacchi, intanto, continuano. Un bambino palestinese è stato ferito a ovest di Khan Younis, mentre l’artiglieria israeliana ha colpito aree vicine ai campi profughi di Nuseirat e Al-Bureij.
La pressione cresce anche in Cisgiordania. Un vasto contingente israeliano ha fatto irruzione nel campo profughi di Qalandia, annunciando una “operazione su larga scala”. La Mezzaluna Rossa palestinese riferisce di avere soccorso almeno otto persone aggredite durante l’incursione.
A Jenin, quattro palestinesi sono stati arrestati e un’abitazione è stata requisita e trasformata in postazione militare. Vicino a Tubas, i coloni hanno danneggiato per l’ottava volta dall’inizio di luglio una conduttura idrica.
Colpire l’acqua significa rendere ancora più difficile la vita quotidiana e costringere le persone ad abbandonare la propria terra.
Un’inchiesta dell’esercito israeliano ha inoltre stabilito che Benayahu Mellet, uno dei due israeliani morti durante l’assalto dei coloni al villaggio palestinese di Tal, potrebbe essere stato colpito dal fuoco dei soldati.
Non è stato possibile stabilirlo con certezza perché il corpo è stato sepolto senza autopsia. Nell’attacco morirono anche quattro palestinesi.
Sul piano politico, Benjamin Netanyahu ha ammesso l’esistenza di divergenze con Donald Trump sul piano per Gaza. Il primo ministro israeliano pretende che Hamas venga disarmato e la Striscia demilitarizzata prima dell’avvio della ricostruzione.
L’inviato del Board of Peace, Nickolay Mladenov, gli avrebbe invece chiesto di fermare gli attacchi israeliani per consentire l’attuazione dell’accordo.
E mentre la tregua resta sospesa, la commissione Finanze della Knesset ha approvato nuovi fondi per il ministero degli Insediamenti: risorse destinate a consolidare una realtà che restringe ogni giorno lo spazio fisico e politico dei palestinesi.
Le autorità israeliane progettano inoltre 2.300 nuove abitazioni per ampliare Gilo, insediamento costruito nella parte occupata di Gerusalemme Est.
Secondo l’organizzazione israeliana Ir Amim, il piano coinvolge anche terreni palestinesi confiscati attraverso la Legge sulla proprietà degli assenti: almeno 28 dunam, ma la superficie potrebbe aumentare.
Nell’area sorgono oliveti privati, destinati a essere sradicati con l’avvio dei lavori. La nuova espansione contribuirebbe inoltre a separare ulteriormente Gerusalemme Est da Betlemme.
Israele considera Gilo un quartiere della propria capitale. Le Nazioni Unite e gran parte della comunità internazionale lo ritengono invece un insediamento illegale costruito nel territorio occupato.
Nigeria
Nello Stato nigeriano di Kwara, 176 persone avrebbero riacquistato la libertà dopo circa sei mesi di prigionia. Lo ha annunciato il governo locale, anche se in precedenza la polizia aveva dichiarato di non poter confermare il numero degli ostaggi.
Le vittime, in gran parte donne e bambini, erano state rapite il 3 febbraio durante l’attacco alle comunità di Woro e Nuku, nel quale furono uccise almeno 162 persone.
Non è stato spiegato come siano state liberate: fonti locali parlano di negoziati, ma non è noto se sia stato pagato un riscatto. Per le famiglie finisce un’attesa durata quasi centottanta giorni
Libia
Tre civili sono stati uccisi e diverse persone ferite negli scontri tra gruppi armati scoppiati a Zawiya e Surman, a ovest di Tripoli. Non è ancora chiaro chi abbia iniziato i combattimenti né per quale ragione.
Approfittando del caos, un numero imprecisato di detenuti è fuggito dal carcere di Surman. A Zawiya, sede della maggiore raffineria libica ancora operativa, i lavoratori sono stati invitati a evitare le zone degli scontri.
Il sindaco di Surman ha descritto la situazione umanitaria come “molto grave”; una forza neutrale ha poi riportato una calma ancora precaria.
Francia
Dall’11 agosto la Francia vieta le telefonate commerciali non richieste. Le aziende potranno contattare una persona soltanto dopo averne ottenuto il consenso esplicito, che potrà essere ritirato in qualsiasi momento. Restano consentite le offerte legate a un contratto già esistente.
Per le società che violano la legge sono previste multe fino a 375 mila euro per ogni chiamata. La misura risponde alle proteste dei consumatori: tre francesi su quattro ricevono almeno una telefonata commerciale indesiderata alla settimana.
Ma avrà conseguenze anche fuori dall’Europa: secondo il governo marocchino, nei call center che lavorano soprattutto per il mercato francese potrebbero essere a rischio tra 40 e 50 mila posti di lavoro. Associated Press
Regno Unito
Quattro uomini tra i 34 e i 52 anni sono stati feriti in un’aggressione avvenuta all’ora di pranzo a Covent Garden, una delle zone turistiche più frequentate di Londra. Due sono già stati dimessi; gli altri restano ricoverati, ma non sarebbero in pericolo di vita.
La polizia ha arrestato una donna di 47 anni per aggressione e possesso di un’arma. Sul posto è stato recuperato un paio di forbici.
Secondo le prime valutazioni della Metropolitan Police, si sarebbe trattato di un episodio isolato collegato a una possibile crisi di salute mentale. L’indagine, tuttavia, è ancora nelle fasi iniziali.
Ucraina e Russia
Vladimir Tkachuk, direttore dell’azienda russa Uraldronzavod, è rimasto gravemente ferito nell’esplosione della sua automobile vicino a Ekaterinburg. L’autista, che potrebbe essere stato anche la sua guardia del corpo, è morto. L’azienda produce i droni Upyr utilizzati dall’esercito russo. La responsabilità dell’attentato non è stata accertata e Kyiv non ha commentato. Reuters
Intanto, un massiccio attacco russo con missili e droni ha ucciso almeno 17 persone a Kyiv e nella regione, ferendone 44. Le difese ucraine non hanno intercettato nessuno dei 24 missili balistici: una vulnerabilità che, ancora una volta, viene pagata dai civili.
Stati Uniti
Negli Stati Uniti, l’ICE ha arrestato 51 mila persone nel solo mese di luglio: il dato mensile più alto nella storia del Dipartimento per la Sicurezza interna. Lo riferisce ABC News, citando fonti che conoscono le statistiche dell’agenzia.
La stretta ha raggiunto anche gli aeroporti, dove sono state fermate più di trenta persone.
Dietro il record ci sono famiglie separate, viaggi interrotti e comunità nelle quali anche prendere un aereo può trasformarsi nel rischio concreto di finire in detenzione.
Il progressista Abdul El-Sayed ha vinto per meno di un punto percentuale le primarie democratiche per il Senato in Michigan. Ex responsabile della sanità pubblica, ha sconfitto la deputata Haley Stevens, sostenuta dall’apparato del partito, e a novembre affronterà il repubblicano Mike Rogers.
La sfida potrebbe contribuire a decidere il controllo del Senato negli ultimi due anni della presidenza Trump.
El-Sayed ha fatto campagna per l’assistenza sanitaria universale, la riforma del finanziamento politico e la fine degli aiuti militari statunitensi a Israele.
Ha resistito a oltre 60 milioni di dollari di spese esterne a sostegno della sua avversaria, più di 30 milioni provenienti da AIPAC.
L’organizzazione filoisraeliana ha già annunciato che continuerà a contrastarlo.
Donald Trump ha reagito cercando di screditare il risultato. Senza presentare prove, ha definito la contea di Wayne, che comprende Detroit, una delle aree elettorali “più corrotte” del mondo, parlando di elettori inesistenti e false schede postali. Non risultano elementi a sostegno di queste accuse.
Il presidente ha poi definito El-Sayed un “comunista” e un “uomo pieno di odio”, accusandolo di odiare gli ebrei e Israele. Anche per questa affermazione non ha fornito prove: l’opposizione di El-Sayed agli aiuti militari a Israele è una posizione politica e non dimostra ostilità verso gli ebrei.
Il candidato democratico dovrà ora ricomporre le divisioni interne al partito. Se eletto, diventerebbe il primo musulmano nella storia del Senato degli Stati Uniti.
L’amministrazione Trump ha già restituito circa cento miliardi di dollari dei dazi cancellati dalla Corte Suprema: oltre la metà dei 166 miliardi riscossi. A febbraio, i giudici avevano stabilito che Trump non poteva utilizzare una legge sui poteri economici d’emergenza per imporre unilateralmente tariffe così estese.
I rimborsi, con gli interessi, vengono però versati agli importatori e alle aziende che pagarono formalmente i dazi, non direttamente ai consumatori sui quali una parte dei costi era ricaduta attraverso prezzi più alti.
È questo il nuovo fronte politico, mentre Trump tenta di reintrodurre altre tariffe attraverso strumenti legislativi differenti, già contestati in tribunale
Messico
L’influencer messicano César Gastélum è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre trasmetteva in diretta da Culiacán, nello Stato di Sinaloa. Il giovane, seguito da quasi 600 mila persone su TikTok per i suoi video comici, si trovava con due amici nel parcheggio di un ristorante quando due uomini in motocicletta si sono avvicinati e uno di loro gli ha sparato.
Il movente non è ancora stato accertato. Le autorità stanno verificando eventuali legami con la criminalità organizzata. Culiacán è attraversata dalla guerra tra fazioni del cartello di Sinaloa: dal 2024 almeno dodici influencer sarebbero stati assassinati nella città
Pakistan
Più di cento sostenitori dell’ex primo ministro pakistano Imran Khan sono stati arrestati durante manifestazioni organizzate in diverse città per chiedere la sua liberazione, nel terzo anniversario dell’inizio della sua detenzione.
A Rawalpindi, dove Khan è rinchiuso nel carcere di Adiala, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Proteste si sono svolte anche a Lahore, Karachi e Peshawar.
Il suo partito, Pakistan Tehreek-e-Insaf, sostiene che i procedimenti contro di lui siano politicamente motivati. Khan, deposto nel 2022, è stato condannato in diversi processi e respinge tutte le accuse, mentre il confronto tra opposizione, governo ed esercito continua a restringere lo spazio politico del Paese.
India
Scontro tra il governo indiano e Meta per la temporanea rimozione da Facebook di un video del primo ministro Narendra Modi sulle proteste studentesche. Una commissione parlamentare aveva dato tre giorni a Mark Zuckerberg per scusarsi, minacciando di revocare a Facebook la protezione legale sui contenuti pubblicati dagli utenti.
Meta ha poi presentato le proprie scuse attraverso il responsabile degli affari globali Joel Kaplan, attribuendo l’episodio a un errore operativo.
Non risulta però confermato che Zuckerberg si sia scusato personalmente per il video di Modi. La vicenda mostra quanto il controllo delle piattaforme digitali stia diventando terreno di scontro politico e di pressione sulla libertà d’informazione.
Il Bangladesh ha protestato contro l’India dopo la prima conferenza stampa dell’ex premier Sheikh Hasina dal suo esilio a New Delhi.
Collegata soltanto in audio, Hasina ha annunciato di voler tornare a dicembre e ha definito la rivolta del 2024 un’operazione organizzata per rovesciarla.
Dhaka considera l’evento un affronto alla propria sovranità e accusa l’India di ignorare la richiesta di estradizione.
New Delhi sostiene invece che l’incontro sia stato organizzato privatamente. Hasina è stata condannata a morte in contumacia per la repressione delle proteste: secondo le Nazioni Unite, in quelle settimane potrebbero essere state uccise fino a 1.400 persone.
Indonesia
Un terremoto di magnitudo 5,5 ha colpito l’isola indonesiana di Halmahera, nell’arcipelago delle Molucche. Secondo il Centro tedesco di ricerca per le geoscienze, l’ipocentro era a 127 chilometri di profondità. Al momento non risultano segnalazioni di vittime o danni.
Caldo orientale
Un’ondata di caldo senza precedenti sta colpendo Corea del Sud, Corea del Nord e Giappone. A Yangsan sono stati registrati 42,5 gradi, la temperatura più alta mai rilevata nella penisola coreana. In Corea del Sud almeno 19 persone sono morte e più di 2.200 hanno sviluppato patologie legate al caldo. Il presidente Lee Jae Myung ha definito la situazione una “catastrofe nazionale”.
In Giappone, oltre 18 mila persone sono state portate in ospedale in una sola settimana. A Kumamoto, una donna sfollata dal terremoto è morta mentre cercava riparo in un’automobile senza carburante per l’aria condizionata. Al parco zoologico di Tokyo, tre leonesse sono morte per sospetta disidratazione e collasso degli organi.
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