ARCS: non spegnete la luce su Cuba
Scritto da Radio Bullets in data Agosto 5, 2026
La popolazione cubana fa i conti con blackout quotidiani, carenza di carburante e servizi essenziali sempre più in difficoltà. Secondo ARCS, anche gli aiuti umanitari rischiano di fermarsi a causa delle crescenti difficoltà nei trasporti marittimi verso l’isola.
La crisi umanitaria a Cuba continua ad aggravarsi. Ai frequenti blackout elettrici, alla cronica mancanza di carburante e alle difficoltà che da tempo interessano l’approvvigionamento di beni essenziali si aggiungono ora nuovi ostacoli all’arrivo degli aiuti internazionali.
A lanciare l’allarme è ARCS – Arci Culture Solidali, organizzazione attiva da oltre vent’anni nel Paese con progetti di cooperazione internazionale. Secondo l’associazione, le più recenti restrizioni che interessano il trasporto marittimo verso Cuba stanno rallentando l’arrivo di materiali destinati sia alla popolazione sia ai programmi umanitari.
Blackout sempre più lunghi e vita quotidiana paralizzata
A descrivere la situazione è Federico Mei, coordinatore di ARCS a Cuba, appena rientrato all’Avana.
“Negli ultimi giorni il Sistema Elettrico Nazionale è già collassato tre volte. La situazione è peggiorata in maniera evidente nel giro di poche settimane. Anche quando la rete riesce a funzionare, nella capitale l’elettricità è disponibile appena una o due ore al giorno, mentre in molte province arriva solo ogni 48 ore.”
Secondo ARCS, la mancanza di elettricità rende sempre più difficile conservare gli alimenti, garantire il funzionamento degli ospedali, pompare l’acqua potabile e mantenere operative molte attività economiche.
Alla crisi energetica si somma la scarsità di carburante, che rallenta il trasporto pubblico, la distribuzione delle merci e perfino la raccolta dei rifiuti, con conseguenze sempre più pesanti sulle condizioni igienico-sanitarie.
Container fermi e aiuti che non arrivano
Uno degli aspetti più preoccupanti segnalati dall’organizzazione riguarda il blocco delle spedizioni dirette a Cuba.
Secondo ARCS, migliaia di container destinati all’isola sono attualmente fermi in diversi porti della regione. Molti trasportano beni di prima necessità e materiali destinati ai programmi di cooperazione internazionale.
Anche l’organizzazione italiana sta subendo direttamente queste difficoltà: cinque container risultano bloccati lungo la rotta verso Cuba — due in Giamaica, due a Cancún e uno a Panama — mentre altri non hanno ancora potuto lasciare i porti di partenza in Italia e in Cina.
Si tratta di attrezzature e materiali destinati ai progetti che ARCS realizza da oltre due decenni insieme alle istituzioni e alle organizzazioni della società civile cubana.
Cibo sempre più raro e acqua distribuita a intermittenza
Le conseguenze, racconta Mei, ricadono direttamente sulla popolazione.
“Nei negozi iniziano a mancare i prodotti di prima necessità e quelli che si trovano hanno prezzi ormai insostenibili. Le famiglie vivono giorno per giorno perché, senza corrente e senza frigoriferi, è impossibile conservare il cibo. In diversi quartieri dell’Avana l’acqua arriva in modo discontinuo e ci sono zone che non la ricevono da settimane.”
Secondo ARCS, il peggioramento delle condizioni igieniche sta inoltre favorendo la diffusione di malattie, mentre il sistema sanitario e i servizi pubblici faticano sempre più a rispondere ai bisogni della popolazione.
Vent’anni di cooperazione sull’isola
Nonostante le difficoltà logistiche, ARCS continua a operare a Cuba con programmi dedicati alla sicurezza alimentare, alla salute, alla transizione energetica, alla mobilità sostenibile e al rafforzamento delle comunità locali.
Negli ultimi anni l’organizzazione ha sostenuto la distribuzione di alimenti e medicinali, la realizzazione di impianti fotovoltaici e il potenziamento dei servizi sanitari e sociali, lavorando insieme ai partner locali.
L’appello: «Non spegnete le luci su Cuba»
Per il coordinatore di ARCS il peggioramento della situazione è rapido e rischia di trasformarsi in un’emergenza ancora più grave.
“Quello che vediamo oggi è un rapido deterioramento delle condizioni di vita. Ogni giorno di ritardo nell’arrivo dei beni essenziali rende la situazione più grave.”
Per questo l’organizzazione chiede al Governo italiano, alle istituzioni europee e alla comunità internazionale di garantire che gli aiuti umanitari possano raggiungere l’isola senza ulteriori ostacoli.
“Non spegnete le luci su Cuba”, conclude Mei.
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