Traffico di migranti: il nuovo report MMC

Scritto da in data Gennaio 13, 2026

Nuovi dati smentiscono i miti più diffusi: non sono gli smugglers, i trafficanti, a “convincere” le persone a migrare, ma l’assenza di vie legali. E le politiche di chiusura delle frontiere, invece di fermare il fenomeno, lo rendono più pericoloso e più redditizio.

Il traffico di migranti non è mai stato così redditizio né così letale. A dirlo non sono solo i governi europei, ma anche i dati.

Eppure, dopo oltre un decennio di politiche mirate a “spezzare il modello di business degli smugglers”, il fenomeno continua a prosperare. Perché?

A rispondere è un nuovo report del Mixed Migration Centre (MMC), uno dei più ampi studi empirici mai realizzati sul tema, basato su oltre 80.000 interviste a persone in movimento e 458 interviste dirette a smugglers in Africa occidentale e settentrionale.

Smontare il primo mito: gli smugglers non spingono a migrare

Woman’s hand trapped in an illegally smuggled container locked with chain and key. Efforts to escape from the confinement were tortured : Human Trafficking and Illegal Immigration. – i.stock photo

Uno dei risultati più netti del rapporto riguarda un mito molto diffuso nel dibattito pubblico: l’idea che siano gli smugglers a “istigare” la migrazione irregolare. I dati dicono il contrario.

Solo il 6% dei migranti che hanno usato uno smuggler indica quest’ultimo come una delle principali influenze nella decisione di partire. La scelta di migrare nasce altrove:

  • decisione personale (45%),

  • influenza di familiari e amici (23%),

  • fattori strutturali come conflitti, repressione, mancanza di diritti e opportunità.

Gli smugglers entrano in gioco dopo che la decisione è già stata presa, influenzando piuttosto la scelta delle rotte e fornendo informazioni pratiche sul viaggio — spesso incomplete o fuorvianti.

La vera causa: l’assenza di alternative legali

Perché allora così tante persone ricorrono agli smugglers? La risposta è brutale nella sua semplicità: non vedono alternative.

Secondo il MMC:

  • il 44% dei migranti usa uno smuggler perché pensa che sia l’opzione più facile,

  • il 39% perché non conosce nessuna alternativa legale,

  • la pressione diretta degli smugglers riguarda appena il 3% dei casi.

Il ricorso allo smuggling è quindi una strategia di sopravvivenza, non una scelta “criminale” o ingenua.

Infografica tratta dal Report How smuggling really works
https://mixedmigration.org/wp-content/uploads/2025/12/405_How-smuggling-really-works-Drivers-Operations-and-Impacts-Final-For-Web_9Dec2025.pdf

Un’economia che si adatta alle frontiere chiuse

Il report mostra come le politiche di chiusura delle frontiere non riducano il traffico, ma lo trasformino.

Tra gli smugglers intervistati:

  • il 61% afferma che la domanda di servizi di smuggling è aumentata nell’ultimo anno,

  • il 35% collega direttamente questo aumento a controlli di frontiera più rigidi,

  • il 57% ha aumentato le tariffe, soprattutto a causa dei rischi legati all’enforcement statale.

Le rotte cambiano, diventano più lunghe e pericolose, ma la domanda resta. E dove c’è domanda, il mercato si adatta.

Quanto costa attraversare una frontiera chiusa

I costi variano enormemente:

  • 60 dollari per spostamenti interni in Africa occidentale,

  • 400 dollari come costo mediano globale,

  • fino a 5.000 dollari per la rotta Afghanistan–Indonesia,

  • 4.500 dollari per il passaggio dalla Siria alla Turchia.

Pagamenti anticipati, rateizzati o basati sul lavoro sono comuni. In alcune regioni, fino al 17% dei migranti paga lo smuggler lavorando, con evidenti rischi di sfruttamento e servitù per debiti.

Smugglers: criminali o “protezione armata”?

Il rapporto restituisce un’immagine complessa e scomoda. Gli smugglers sono percepiti dai migranti allo stesso tempo come:

  • responsabili di abusi e violenze,

  • figure indispensabili di protezione in contesti estremamente pericolosi.

Chi usa uno smuggler ha una probabilità significativamente più alta di subire incidenti, violenze o detenzioni arbitrarie — non solo perché percorre rotte più rischiose, ma perché l’uso stesso dello smuggling è statisticamente associato a un aumento dei pericoli, indipendentemente dalla rotta.

La collusione dello Stato

Un altro dato chiave riguarda il ruolo delle autorità. In molti contesti:

  • funzionari pubblici facilitano il traffico in cambio di denaro,

  • arresti e detenzioni degli smugglers sono spesso evitati o abbreviati tramite corruzione,

  • quasi la metà degli smugglers intervistati lungo la rotta del Mediterraneo centrale dichiara di avere contatti con forze dell’ordine o personale dei centri di detenzione.

Una conclusione scomoda per l’Europa

Il report del MMC arriva a una conclusione chiara:
concentrarsi solo sulla repressione degli smugglers è inefficace.

Finché l’accesso alla migrazione regolare resterà limitato, i conflitti, le persecuzioni e le disuguaglianze continueranno a spingere le persone a partire, e le politiche di deterrenza aumenteranno rischi e profitti, il traffico di migranti non scomparirà. Cambierà forma.

E continuerà a uccidere.

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