Traffico di migranti: il nuovo report MMC
Scritto da Stefania Cingia in data Gennaio 13, 2026
Nuovi dati smentiscono i miti più diffusi: non sono gli smugglers, i trafficanti, a “convincere” le persone a migrare, ma l’assenza di vie legali. E le politiche di chiusura delle frontiere, invece di fermare il fenomeno, lo rendono più pericoloso e più redditizio.
Il traffico di migranti non è mai stato così redditizio né così letale. A dirlo non sono solo i governi europei, ma anche i dati.
Eppure, dopo oltre un decennio di politiche mirate a “spezzare il modello di business degli smugglers”, il fenomeno continua a prosperare. Perché?
A rispondere è un nuovo report del Mixed Migration Centre (MMC), uno dei più ampi studi empirici mai realizzati sul tema, basato su oltre 80.000 interviste a persone in movimento e 458 interviste dirette a smugglers in Africa occidentale e settentrionale.
Smontare il primo mito: gli smugglers non spingono a migrare

Woman’s hand trapped in an illegally smuggled container locked with chain and key. Efforts to escape from the confinement were tortured : Human Trafficking and Illegal Immigration. – i.stock photo
Uno dei risultati più netti del rapporto riguarda un mito molto diffuso nel dibattito pubblico: l’idea che siano gli smugglers a “istigare” la migrazione irregolare. I dati dicono il contrario.
Solo il 6% dei migranti che hanno usato uno smuggler indica quest’ultimo come una delle principali influenze nella decisione di partire. La scelta di migrare nasce altrove:
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decisione personale (45%),
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influenza di familiari e amici (23%),
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fattori strutturali come conflitti, repressione, mancanza di diritti e opportunità.
Gli smugglers entrano in gioco dopo che la decisione è già stata presa, influenzando piuttosto la scelta delle rotte e fornendo informazioni pratiche sul viaggio — spesso incomplete o fuorvianti.
La vera causa: l’assenza di alternative legali
Perché allora così tante persone ricorrono agli smugglers? La risposta è brutale nella sua semplicità: non vedono alternative.
Secondo il MMC:
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il 44% dei migranti usa uno smuggler perché pensa che sia l’opzione più facile,
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il 39% perché non conosce nessuna alternativa legale,
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la pressione diretta degli smugglers riguarda appena il 3% dei casi.
Il ricorso allo smuggling è quindi una strategia di sopravvivenza, non una scelta “criminale” o ingenua.

Infografica tratta dal Report How smuggling really works
https://mixedmigration.org/wp-content/uploads/2025/12/405_How-smuggling-really-works-Drivers-Operations-and-Impacts-Final-For-Web_9Dec2025.pdf
Un’economia che si adatta alle frontiere chiuse
Il report mostra come le politiche di chiusura delle frontiere non riducano il traffico, ma lo trasformino.
Tra gli smugglers intervistati:
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il 61% afferma che la domanda di servizi di smuggling è aumentata nell’ultimo anno,
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il 35% collega direttamente questo aumento a controlli di frontiera più rigidi,
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il 57% ha aumentato le tariffe, soprattutto a causa dei rischi legati all’enforcement statale.
Le rotte cambiano, diventano più lunghe e pericolose, ma la domanda resta. E dove c’è domanda, il mercato si adatta.
Quanto costa attraversare una frontiera chiusa
I costi variano enormemente:
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60 dollari per spostamenti interni in Africa occidentale,
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400 dollari come costo mediano globale,
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fino a 5.000 dollari per la rotta Afghanistan–Indonesia,
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4.500 dollari per il passaggio dalla Siria alla Turchia.
Pagamenti anticipati, rateizzati o basati sul lavoro sono comuni. In alcune regioni, fino al 17% dei migranti paga lo smuggler lavorando, con evidenti rischi di sfruttamento e servitù per debiti.
Smugglers: criminali o “protezione armata”?
Il rapporto restituisce un’immagine complessa e scomoda. Gli smugglers sono percepiti dai migranti allo stesso tempo come:
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responsabili di abusi e violenze,
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figure indispensabili di protezione in contesti estremamente pericolosi.
Chi usa uno smuggler ha una probabilità significativamente più alta di subire incidenti, violenze o detenzioni arbitrarie — non solo perché percorre rotte più rischiose, ma perché l’uso stesso dello smuggling è statisticamente associato a un aumento dei pericoli, indipendentemente dalla rotta.
La collusione dello Stato
Un altro dato chiave riguarda il ruolo delle autorità. In molti contesti:
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funzionari pubblici facilitano il traffico in cambio di denaro,
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arresti e detenzioni degli smugglers sono spesso evitati o abbreviati tramite corruzione,
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quasi la metà degli smugglers intervistati lungo la rotta del Mediterraneo centrale dichiara di avere contatti con forze dell’ordine o personale dei centri di detenzione.
Una conclusione scomoda per l’Europa
Il report del MMC arriva a una conclusione chiara:
concentrarsi solo sulla repressione degli smugglers è inefficace.
Finché l’accesso alla migrazione regolare resterà limitato, i conflitti, le persecuzioni e le disuguaglianze continueranno a spingere le persone a partire, e le politiche di deterrenza aumenteranno rischi e profitti, il traffico di migranti non scomparirà. Cambierà forma.
E continuerà a uccidere.
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