Ue, nuovo regolamento rimpatri: “misure punitive e lesive dei diritti”
Scritto da Radio Bullets in data Settembre 16, 2025
La Commissione Europea ha presentato una nuova proposta di Regolamento sui Rimpatri, destinata a sostituire l’attuale Direttiva Rimpatri.
Dietro un testo tecnico, secondo la denuncia di più di 200 organizzazioni della società civile, si nasconde un approccio basato su detenzione, deportazioni e sorveglianza, a scapito di accoglienza, protezione e inclusione.
Oltre 200 associazioni e Ong italiane e di tutta Europa hanno firmato un documento congiunto che denuncia un “cambio di paradigma” nelle politiche migratorie europee.
I movimenti delle persone vengono trattati come una minaccia, con deroghe alle garanzie fondamentali.
La strategia prevalente, sostengono, è quella della criminalizzazione dei migranti, con l’uso crescente di misure punitive e strumenti di controllo.
I punti più contestati
Tra gli aspetti più criticati dalle organizzazioni figurano:
-
Deportazioni verso Paesi terzi senza legami personali, con l’introduzione di centri di rimpatrio offshore simili a strutture detentive.
-
Sorveglianza forzata e identificazioni obbligatorie, che potrebbero alimentare pratiche discriminatorie e profilazione razziale.
-
Estensione della detenzione fino a 24 mesi, con l’inclusione anche di minori e persone vulnerabili tra le categorie detenibili.
-
Sanzioni e restrizioni dei diritti per chi non riesce a collaborare al rimpatrio, anche in caso di apolidia.
-
Limitazione del diritto di ricorso, con la rimozione della sospensione automatica delle espulsioni durante gli appelli.
-
Sorveglianza digitale e raccolta di dati sensibili, fino all’uso di tecnologie invasive come il tracciamento GPS.
Secondo le Ong, queste misure rischiano di aumentare il numero di persone costrette a vivere nell’irregolarità e nella marginalità, senza accesso a diritti fondamentali come salute, casa e lavoro.
L’appello delle organizzazioni: “Invertire la rotta”
Le associazioni firmatarie chiedono all’UE di ritirare la proposta e di riorientare le politiche migratorie verso sicurezza, protezione e inclusione sociale.
“La sicurezza non può fondarsi sulla paura e sulla discriminazione, ma su dignità, pari opportunità e diritti per tutti, indipendentemente dallo status”, dice Giovanna Cavallo, coordinatrice del Forum e della Road Map per il Diritto d’Asilo e la Libertà di Movimento.
L’appello alle istituzioni europee e agli Stati membri è chiaro: smettere di alimentare sentimenti razzisti e interessi economici legati alla detenzione, per investire invece in comunità forti, solidarietà e giustizia sociale.
La Commissione Europea ha presentato una nuova proposta di Regolamento sui Rimpatri, destinata a sostituire l’attuale Direttiva Rimpatri.
Dietro un testo tecnico, secondo la denuncia di più di 200 organizzazioni della società civile, si nasconde un approccio basato su detenzione, deportazioni e sorveglianza, a scapito di accoglienza, protezione e inclusione.
Oltre 200 associazioni e Ong italiane e di tutta Europa hanno firmato un documento congiunto che denuncia un “cambio di paradigma” nelle politiche migratorie europee.
I movimenti delle persone vengono trattati come una minaccia, con deroghe alle garanzie fondamentali.
La strategia prevalente, sostengono, è quella della criminalizzazione dei migranti, con l’uso crescente di misure punitive e strumenti di controllo.
Immagine realizzata con ChatGPT
Potrebbe interessarti anche:
- GSF: appuntamento in acque territoriali
- Gaza: è “femmini-genocidio”
- Gaza: Israele bandisce le organizzazioni umanitarie
- GSF: Il conto alla rovescia è cominciato
- I preti e le suore si rifiutano di lasciare Gaza City
- Gaza: aumenta il numero di morti, anche per fame e malnutrizione
- Gaza: ultimatum di Trump a Hamas e proposta di accordo per le parti
- Tunisi: colpita una barca della Flotilla
- La GSF parte dall’Italia l’11 settembre
- Romania: drone russo nello spazio aereo UE sfida il diritto internazionale
E se credi in un giornalismo indipendente, serio e che racconta il mondo recandosi sul posto, puoi darci una mano cliccando su Sostienici
