15 settembre 2025 – Notiziario Mondo
Scritto da Raffaella Quadri in data Settembre 15, 2025
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- Romania: drone russo nello spazio aereo UE sfida il diritto internazionale
- Global Sumud Flotilla: in viaggio le barche da Italia, Grecia e Tunisia per riunirsi nel Mediterraneo
- Colombia e narcotraffico: incertezza su aiuti USA, che rafforzano invece la presenza militare nei Caraibi
- Australia: investimento per sottomarini nucleari
- Giappone: raggiunto record di longevità
Questo – e non solo – nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Raffaella Quadri.
Romania e Ucraina
Un drone russo è entrato nello spazio aereo della Romania.
Dieci chilometri all’interno del confine rumeno e un sorvolo di circa cinquanta minuti.
Sarebbe questo l’incidente aereo sul confine tra Romania e Ucraina che ha messo in allarme il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e l’intera Europa.
Secondo le informazioni diffuse da Kiev, il velivolo avrebbe attraversato anche lo spazio aereo bielorusso prima di dirigersi verso la regione ucraina della Volinia, nella parte occidentale del paese.
Zelensky sostiene non essersi trattato di un errore di navigazione e che le rotte dei droni russi siano attentamente pianificate, richiamando l’attenzione, ancora una volta, sul rischio di un allargamento del conflitto.
La risposta della Romania
Ferma la risposta della Romania.
Bucarest ha confermato di aver fatto decollare aerei da combattimento in seguito alla segnalazione e ha condannato l’accaduto.
In un comunicato ufficiale, il governo rumeno ha parlato di una “nuova sfida” per la sicurezza della regione del Mar Nero.
Secondo il ministero della Difesa rumeno, con questo gesto la Russia ha dimostrato una chiara mancanza di rispetto per il diritto internazionale.
L’evoluzione della situazione sarà ora seguita con attenzione dalla Romania in coordinamento con i partner della NATO.
Le reazioni dell’Unione Europea
Da Bruxelles è arrivata una presa di posizione attraverso Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.
Kallas ha definito la violazione dello spazio aereo rumeno un atto inaccettabile nei confronti della sovranità di uno Stato membro dell’Unione Europea.
Ha avvertito, inoltre, che l’intensificarsi di episodi simili rappresenta una minaccia per la stabilità regionale e ha espresso solidarietà alla Romania, sottolineando il continuo contatto con le autorità di Bucarest.
Russia
Nelle stesse ore, i servizi di intelligence ucraini hanno reso noto di aver condotto operazioni contro infrastrutture ferroviarie in Russia.
Le azioni hanno interessato la linea Orël-Kursk, dove durante un intervento di sminamento due uomini della Guardia nazionale russa sono rimasti uccisi.
E la tratta San Pietroburgo-Pskov, dove un’esplosione ha provocato il deragliamento di una locomotiva e la distruzione di quindici serbatoi di carburante.
Secondo fonti ucraine, queste ferrovie sono utilizzate per il rifornimento delle truppe impegnate nelle regioni di Kharkiv e Sumy.
Terremoto nelle regioni orientali
Il sisma, di magnitudo 7.4, è stato registrato in mare, al largo della costa della penisola Kamchatka, una regione posta all’estremo oriente del paese.
Il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC), che inizialmente aveva segnalato il rischio che si generassero onde pericolose entro 300 chilometri dall’epicentro del sisma, ha poi fatto rientrare l’allerta.
Nella zona lo scorso luglio, un terremoto più intenso aveva generato onde alte quattro metri e l’evacuazione di diverse zone, dal Giappone alle isole Hawaii.
Le notizie sulla Striscia di Gaza sono di Barbara Schiavulli che ci aggiorna direttamente da una delle barche della Global Sumud Flotilla in viaggio verso Gaza.
Global Sumud Flotilla e Palestina
Il nostro viaggio con la Global Sumud Flotilla riprende oggi, dopo l’attesa a Portopalo di una delle nostre barche rimasta indietro e della partenza delle altre da Tunisi dove dovremmo incontrarci, nel Mediterraneo, con anche sei barche della Grecia.
Si punta verso Gaza, ci vogliono almeno 12 giorni e domani potrebbe anche esserci un cambio repentino del tempo che finora è stato clemente.
Ma l’obiettivo non cambia, centinaia di persone in barca a vela che affrontano il mare per portare aiuti e rompere pacificamente l’assedio a Gaza.
Gaza
E a proposito della Striscia, secondo il Ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, negli ultimi bombardamenti israeliani sono stati uccisi 68 palestinesi, tra cui 10 persone in cerca di aiuti, e ferite 346.
Ostaggi e cessate il fuoco
Il premier del Qatar, Mohammed Al Thani, ha affermato che l’attacco israeliano a Doha della scorsa settimana non fermerà gli sforzi di mediazione, portati avanti con Egitto e Stati Uniti, per porre fine alla guerra a Gaza.
Lior Chorev, consigliere strategico del Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi, ha chiesto la rimozione del vicecapo dello Shin Bet dalla squadra negoziale sugli ostaggi per il suo “cieco e irresponsabile sostegno all’azione fallimentare di Netanyahu a Doha”, accusandolo di “voler sacrificare gli ostaggi e sabotare attivamente l’accordo”.
Attacco a Doha
Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, è atterrato domenica in Israele dopo l’incontro a Doha con il premier del Qatar.
Rubio ha affermato che il presidente Donald Trump “non è felice” dell’attacco israeliano in Qatar, ma che “questo non cambierà la natura della loro relazione con Israele, che resterà forte”.
Il premier Benjamin Netanyahu ha definito la visita di Rubio “una testimonianza della forza dell’alleanza israelo-americana, solida come le pietre del Muro del pianto”, dopo che entrambi hanno visitato il luogo sacro a Gerusalemme.
Intanto, leader di paesi arabi e musulmani – tra cui Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Autorità Palestinese – si sono riuniti a Doha per discutere possibili risposte legali e diplomatiche all’attacco israeliano.
Tra i temi, anche come fare pressione sull’amministrazione Trump per evitare futuri raid simili e spingerla a impegnarsi direttamente nella fine della guerra.
Cisgiordania
Il Ministero della Sanità palestinese ha annunciato la morte di Mohammad Issa Ahmad Alawi, 21 anni, ferito due giorni prima durante scontri vicino al villaggio di Deir Jarir.
Secondo il consiglio del villaggio è stato colpito da proiettili dell’IDF, ma altre fonti palestinesi sostengono che a sparare siano stati i coloni.
Soldati israeliani hanno fatto irruzione nella casa del regista palestinese Basel Adra, co-direttore del documentario premiato agli Oscar No Other Land.
L’operazione è avvenuta dopo attacchi di coloni contro palestinesi nel villaggio di al-Tuwani, a Masafer Yatta.
«Temo che Basel venga arrestato, e le carceri israeliane negli ultimi anni sono diventate luoghi di tortura – è davvero orribile» ha dichiarato il co-regista e giornalista Yuval Abraham a Haaretz.
Israele
Secondo il Ministero della Difesa, circa 20.000 soldati israeliani feriti nella guerra a Gaza sono in cura nel dipartimento di riabilitazione: il 55% – 10.700 soldati – soffre di lesioni psicologiche.
Un anno fa lo stesso ministero stimava di raggiungere questa cifra solo entro il 2030.
A Haifa, quattro manifestanti anti-guerra sono stati trattenuti in carcere per una notte e, secondo i loro avvocati, sottoposti ad abusi verbali da parte della polizia.
Gli arrestati hanno riferito che alcuni agenti avrebbero ammesso di voler reprimere la libertà di espressione e il diritto di protesta.
Venezuela
Tensioni tra Venezuela e Stati Uniti dopo che il ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil ha accusato la Marina degli Stati Uniti di aver fermato in modo “ostile e illegittimo” un peschereccio venezuelano.
Il fatto sarebbe accaduto nelle acque della zona economica esclusiva del paese.
Secondo la ricostruzione di Caracas, l’episodio risale a venerdì quando il peschereccio Carmen Rosa, con nove pescatori a bordo, si trovava al largo dell’isola di La Blanquilla.
Gil ha spiegato che diciotto uomini armati, provenienti dal cacciatorpediniere statunitense Jason Dunham, sarebbero saliti a bordo del peschereccio, violando così il diritto marittimo internazionale.
Vere e proprie “vessazioni militari” nei confronti dei pescatori locali, secondo Caracas, che ha chiesto a Washington di porre fine a questi episodi.
Brasile
L’ex presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha lasciato per la prima volta la sua residenza, dove si trova agli arresti domiciliari dallo scorso 4 agosto.
L’autorizzazione è stata concessa dal giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes per consentirgli di recarsi all’ospedale Star di Brasilia per curare alcune lesioni cutanee.
Bolsonaro, recentemente condannato a 27 anni e tre mesi di reclusione per aver tentato di impedire l’insediamento del presidente Luiz Inacio Lula da Silva dopo le elezioni del 2022, è stato scortato dalla polizia.
Il pericolo di fuga era concreto.
L’ex presidente di trova agli arresti domiciliari proprio per aver violato alcune misure cautelari.
Bolsonaro è rimasto in ospedale solo per il tempo necessario alle cure.
Ma all’uscita è stato accolto da un gruppo di suoi sostenitori.
Colombia
Si deciderà oggi a Washington la possibile riduzione degli aiuti americani alla Colombia per la lotta al narcotraffico.
Da oltre quarant’anni Bogotà è un partner centrale nelle strategie antidroga degli Stati Uniti, ricevendo finanziamenti e fornendo informazioni cruciali.
L’amministrazione statunitense sta però valutando se il governo colombiano, presieduto da Gustavo Petro, abbia ottenuto risultati sufficienti.
Un eventuale taglio metterebbe in discussione una collaborazione ormai storica, che ha comportato però negli anni miliardi di dollari di sostegno economico e operativo da parte degli Stati Uniti.
Porto Rico
Sempre restando nel quadro delle operazioni contro il narcotraffico, alcuni caccia F-35 statunitensi sarebbero atterrati a Porto Rico, nella base navale di Roosevelt Roads.
Il dispiegamento di forze militari a stelle e strisce nei Caraibi prevede l’arrivo di dieci aerei da combattimento.
Questi si affiancheranno ad almeno sette navi da guerra, un sottomarino nucleare e oltre quattromila militari.
Secondo le fonti americane, l’operazione mira a contrastare i cartelli della droga, in particolare il gruppo “Los Soles”, che Washington ritiene legato al presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Cile
In Cile sono giunti 68 palestinesi evacuati dalla Striscia di Gaza, tra cui 36 minori.
Il ministero degli Esteri cileno ha spiegato che si tratta di persone con legami familiari nel paese e che l’operazione è stata organizzata in coordinamento con diverse organizzazioni internazionali.
Il presidente Gabriel Boric ha accolto la notizia sottolineando l’impegno del Cile a favore del diritto internazionale umanitario.
Il presidente ha definito l’arrivo dei rifugiati palestinesi un modo per “onorare l’inno nazionale”, che descrive il paese come “un rifugio contro l’oppressione”.
Australia
Il governo australiano ha annunciato un piano decennale da 12 miliardi di dollari australiani – circa 6,8 miliardi di euro – per trasformare i cantieri navali di Henderson, vicino alla città di Perth, in un polo capace di costruire e mantenere sottomarini a propulsione nucleare.
Il progetto è ambizioso e comprende la realizzazione di diverse infrastrutture strategiche.
Tanto che il costo complessivo per il loro sviluppo potrebbe arrivare a 25 miliardi di dollari australiani.
L’iniziativa rientra in un accordo, firmato nel 2021, con Regno Unito e Stati Uniti.
Lo scopo è contrastare l’influenza cinese nella regione Asia-Pacifico.
L’intesa prevede che l’Australia riceva entro quindici anni dai tre a i cinque sottomarini d’attacco di produzione statunitense, per poi passare alla costruzione di unità nazionali in collaborazione con Londra.
Washington, tuttavia, ha avviato una revisione dell’accordo che sia più in linea con la visione strategica dell’amministrazione Trump.
Anche in considerazione che i cantieri americani stanno incontrando difficoltà a rifornire la propria marina.
Giappone
Quasi 100.000 centenari in Giappone.
Secondo i dati del ministero della Salute, i residenti con 100 anni o più sono 99.763, di cui l’88% donne.
La donna più anziana è Shigeko Kagawa, 114 anni, della prefettura di Nara; tra gli uomini il primato spetta a Kiyotaka Mizuno, 111 anni, di Shizuoka.
Il numero dei centenari giapponesi è andato sempre in crescendo dagli anni Sessanta e ad oggi l’aspettativa di vita media è di 87 anni per le donne e 81 per gli uomini.
Gli esperti attribuiscono il risultato a una combinazione di fattori: bassi tassi di obesità, una dieta ricca di pesce e verdure, e la riduzione dei decessi per malattie cardiache e forme tumorali comuni.
Foto di copertina: Lincoln Holley – Unsplash
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