9 giugno 2026 – Notiziario in genere

Scritto da in data Giugno 9, 2026

Perché così tante donne nere muoiono per mano dei loro partner?

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Femminicidi di donne nere

Cerina Fairfax

Solo nel mese di aprile, almeno una mezza dozzina di donne nere sarebbero state uccise dai loro partner.

Tra questi casi di Cerina Fairfax, ex moglie dell’ex vicegovernatore della Virginia Justin Fairfax, e Nancy Metayer Bowen, vicesindaca di Coral Springs, in Florida.

Shaneiqua Elkins è sopravvissuta a una sparatoria in cui è rimasta ferita dal marito, Shamar Elkins.

Una strage in cui sono morti sette dei suoi figli e un loro cugino a Shreveport, in Louisiana.

Queste tragedie stanno portando alla luce, di legge sul Guardian, i femminicidi di donne nere e i sistemi che permettono a questa violenza di persistere.

Numeri

I numeri sono sconvolgenti, scrive Tayo Bero, editorialista del Guardian US.

Secondo uno studio del 2025, le donne nere hanno una probabilità due volte e mezzo maggiore di essere uccise da uomini rispetto alle donne bianche.

La maggior parte di loro viene uccisa da uomini che conoscevano.

Un rapporto del CDC del 2024 ha inoltre rilevato che le donne nere rappresentavano circa il 13% della popolazione.

Costituivano però quasi il 30% delle vittime di femminicidio da parte del partner.

Le armi da fuoco, soprattutto le pistole, erano le armi più comunemente usate dagli uomini per uccidere le donne nere.

Disparità razziali

Nancy Metayer

Perché, dunque, queste spaventose disparità razziali?

Spesso, la morte delle donne nere per mano dei loro partner è il culmine di mesi e anni di violenza domestica, minacce o le conseguenze di una rottura burrascosa; il tutto senza alcun aiuto.

Un’inchiesta del Miami Herald ha rivelato che la polizia era stata chiamata cinque volte a casa di Nancy Metayer per una serie di problemi.

Prima che suo marito, Stephen Bowen, la uccidesse a colpi d’arma da fuoco nella sua casa di Coral Springs.

La violenza domestica prospera anche perché il resto della comunità nera, secondo il Guardian – e come tutte le comunità – si chiude a riccio.

Per proteggere e ripulire l’immagine degli uomini violenti.

E quando le vittime finalmente denunciano, trovare aiuto può essere un inferno.

Il processo per ottenere supporto in una situazione di violenza domestica spesso costringe le donne nere a districarsi in un sistema pieno di stereotipi, indifferenza e incredulità.

Molte sopravvissute riferiscono di aver subito razzismo da parte delle forze dell’ordine.

Il che le rende scettiche e timorose nei confronti della polizia e dei servizi sociali.

La ricerca ha inoltre dimostrato che gli stereotipi che dipingono le donne nere come “aggressive, stridule e castranti.

O intrinsecamente autosufficienti” possono impedire alle sopravvissute di ricevere l’aiuto di cui hanno bisogno dalle forze dell’ordine.

Stigma

Justin Fairfax

Oltre alla cultura del silenzio che circonda la violenza di genere nella comunità nera, esiste uno stigma legato al chiedere aiuto.

Le donne nere sono viste come protettrici.

In un mondo in cui il sistema giudiziario penale prende di mira gli uomini neri, è considerato un tradimento metterle volontariamente in contatto con quello stesso sistema quando sono loro le responsabili.

La violenza tra partner intimi prospera anche a causa del modo in cui il resto della comunità nera – in particolare gli uomini – si chiude a riccio per proteggere e ripulire l’immagine degli uomini violenti.

Subito dopo la sparatoria in cui è rimasta uccisa Cerina Fairfax, online si è assistito a un’ondata di tributi, ma non tutti erano dedicati a Cerina.

Molti, tra cui alcune figure di spicco della comunità afroamericana, hanno pubblicato post (alcuni ora cancellati).

Lì commentavano quanto fosse un uomo eccezionale Fairfax, che si ritiene si sia suicidato, e l’importanza dei suoi successi.

Di fatto separando l’uomo che conoscevano dall’uomo che aveva appena ucciso la moglie, e minimizzando l’orrore di questa tragedia.

Salute mentale

In molti casi, gli uomini coinvolti avevano una storia di problemi di salute mentale.

Gli uomini afroamericani sono molto meno propensi dei loro omologhi bianchi a cercare una terapia e spesso non possono permettersi le risorse per la salute mentale.

Un parente di Shamar Elkins ha dichiarato all’Associated Press che Elkins si era ricoverato volontariamente in un ospedale del Dipartimento per gli Affari dei Veterani per più di una settimana a gennaio.

Perché aveva bisogno di aiuto.

Shaneiqua Elkins stava anche chiedendo il divorzio da Shamar al momento degli omicidi.

Justin Fairfax era una figura di spicco della politica della Virginia fino a quando due donne non lo hanno accusato di violenza sessuale.

Secondo quanto riferito, ha avuto problemi di salute mentale ed emotiva dopo che le accuse sono diventate pubbliche nel 2019.

Fairfax era separato dalla moglie prima di ucciderla e poi suicidarsi, stando ai documenti del tribunale.

“È importante riconoscere il legame tra malattia mentale e violenza domestica”, scrive il Guardian.

Ma ciò non cancella la misoginia nei confronti delle donne nere, il senso di superiorità maschile, le leggi permissive sulle armi.

A uccidere è il patriarcato, aggiungiamo noi.

E la mancanza di accesso ai servizi sociali che consentono agli uomini di perpetrare violenza contro le proprie famiglie.

Il femminicidio tra le donne nere è una crisi di salute pubblica, la cui responsabilità ricade su molteplici sistemi.

E mentre le donne nere muoiono, lo Stato ignora le strutture che permettono agli uomini violenti di devastare le persone che li circondano.

Per molte donne nere, questa è una lotta per la sopravvivenza.

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