31 marzo 2026 – Notiziario in genere

Scritto da in data Marzo 31, 2026

Turchia, le donne uzbeke migranti sono a rischio.

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Turchia

I tre orribili femminicidi di donne uzbeke in Turchia gettano una luce cruda sui rischi che le lavoratrici migranti affrontano, spesso per mano di chi è loro più vicino.

La notizia è su The Diplomat.

I casi

Nel gennaio 2026, in un solo giorno, due donne migranti uzbeke sono state assassinate, i loro corpi smembrati e abbandonati nei cassonetti della spazzatura a Istanbul, in Turchia.

Poche settimane dopo, il corpo di un’altra donna uzbeka è stato ritrovato nella Turchia occidentale.

In tutti questi casi, i sospettati sono uomini uzbeki, il che rivela la vulnerabilità sistemica e multiforme delle lavoratrici migranti dell’Asia centrale all’estero.

Il 24 gennaio, un addetto alla raccolta rifiuti ha ritrovato in un cassonetto nel quartiere di Duatepe alcuni resti del corpo di Durdona Khakimova, cittadina uzbeka di 37 anni.

Mancava la testa.

Khakimova lavorava in un negozio di articoli sportivi e da caccia e le sue due figlie frequentavano un liceo in Turchia.

Dilshod Akhrol Ugli Turdimurotov, 31 anni, e Gofurjon Akmalkhonoviych Kamalkhodaev, 29 anni, entrambi cittadini uzbeki, sono stati arrestati come sospetti mentre si imbarcavano per la Georgia, transitando per l’aeroporto di Istanbul.

I dettagli del femminicidio di Khakimova sono confusi e presentano notevoli discrepanze tra le dichiarazioni dei sospettati e quelle di amici e familiari.

Secondo quanto riportato, Turdimurotov avrebbe confessato agli inquirenti di aver avuto una relazione sentimentale con Khakimova e di averla uccisa durante una lite, pugnalandola quattro volte alla schiena.

«L’ho accoltellata. Poi io e il mio amico abbiamo fatto a pezzi il corpo, abbiamo messo i resti in sacchi e li abbiamo infilati in una valigia. Abbiamo preso un taxi per Şişli e abbiamo gettato i resti in diversi cassonetti», avrebbe dichiarato.

Anche un tassista turco di 58 anni, Ekrem K., è stato arrestato, ma rilasciato sotto sorveglianza giudiziaria poiché la polizia deve ancora accertare se fosse a conoscenza del contenuto dei pacchi.

Quello che non quadra

La relazione sentimentale e la lite culminata in un femminicidio non sembrano molto credibili agli amici e alla famiglia di Khakimova, per non parlare degli altri dettagli del caso.

I pubblici ministeri turchi affermano che i sospettati hanno rubato dei gioielli a Khakimova.

Un caro amico di Khakimova, Murat Baskan, ha dichiarato sui social media che Khakimova stava aiutando i due sospettati a trovare lavoro in Turchia su richiesta della madre di uno di loro.

Le reti di supporto informali sono comuni tra i lavoratori e le lavoratrici migranti, che spesso si affidano l’uno all’altro per trovare lavoro, trasferirsi e orientarsi nella vita all’estero.

Il marito di Khakimova, Erhan Dursun, non crede che sua moglie lo abbia tradito.

Dursun ha affermato che il giorno dell’omicidio, sua moglie si è recata nell’appartamento dei sospettati con il figliastro.

Il bambino ha aspettato fuori mentre lei entrava; non è più uscita.

“Mia moglie non mi tradisce affatto, ne sono sicuro al 100%. Se avesse avuto intenzione di tradirmi, non sarebbe andata lì con mio figlio”, ha dichiarato Dursun in un’intervista ai media turchi locali.

Durante le indagini, è stato scoperto che anche l’amica di Khakimova, Sayyora Ergasheva, una donna uzbeka migrante di 32 anni, era stata uccisa dagli stessi sospettati nello stesso luogo, a quanto pare mezza giornata prima di Khakimova.

Il 28 febbraio è stato ritrovato il corpo di un’altra donna uzbeka migrante, Dilafruz Cholliyeva, nel quartiere rurale di Çamdibi, a Balıkesir.

La donna, 46 anni, originaria di Samarcanda, era scomparsa da oltre un mese ed era stata vista l’ultima volta in compagnia di un cittadino uzbeko di nome Ilyaz, di 44 anni.

Poiché il corpo era irriconoscibile, è stato effettuato un test del DNA con campioni prelevati dal figlio.

Oltre a Ilyaz, sono stati arrestati altri tre uomini, tutti presumibilmente cittadini uzbeki.

I rischi per le donne migranti

Questi casi evidenziano i rischi che le donne migranti uzbeke (e, per estensione, provenienti da altri paesi dell’Asia centrale) affrontano all’estero.

È difficile ottenere statistiche precise a causa della stagionalità del lavoro migrante e delle forme di impiego informali.

Nel 2025, si stimava che 1,3 milioni di uzbeki e di uzbeke lavorassero all’estero, di cui il 20% donne.

È probabile che il numero reale sia superiore.

La maggior parte delle persone migranti uzbeke lavora in Russia, Kazakistan, Corea del Sud e Turchia.

Le donne migranti lavoratrici in Turchia spesso si dedicano alla cura della persona e ai lavori domestici.

Nel 2025, oltre 58mila cittadine uzbeke vivevano in Turchia, sebbene non si sappia quante di loro lavorassero.

“Molte donne uzbeke vengono in Turchia per lavorare e, prima di tutto, vengono riconosciute come lavoratrici domestiche”, dice Feruza Shokirova, attivista e docente presso l’Università Bilim di Antalya, originaria dell’Uzbekistan, in un’intervista a The Diplomat.

“E molti [turchi] dicono: ‘A casa mia lavora un’uzbeka’. Questo non perché le disprezzino, ma per via del gran numero di donne uzbeke che lavorano qui. E naturalmente, [ci sono molte] spose uzbeke. Da molti anni le spose uzbeke competono con le siriane per il primato”.

L’Uzbekistan dipende fortemente dalle rimesse dei lavoratori e delle lavormigranti: senza queste rimesse, il tasso di povertà aumenterebbe.

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