21 maggio 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Raffaella Quadri in data Maggio 21, 2026
Ascolta il podcast
- Global Sumud Flotilla: i soprusi dell’IDF e di Ben Gvir contro gli attivisti indignano il mondo
- Iran: non si allentano le tensioni anche se la diplomazia è al lavoro
- Libano: il cessate il fuoco non ferma gli attacchi israeliani
- Libia: il ricorso di Osama Almasri contro la Corte Penale Internazionale
- Cuba: un tribunale della Florida incrimina l’ex presidente Raúl Castro
- Cina: si rafforza l’asse strategico ed economico con la Russia
Questo – e non solo – nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Raffaella Quadri
Global Sumud Flotilla
Stanno facendo il giro del mondo le foto e i video girati dalle autorità israeliane che riprendono gli attivisti della Global Sumud Flotilla nel porto di Ashdod: faccia a terra, con le mani dietro la schiena e maltrattati.
“Immagini inaccettabili”, le ha definite il governo italiano.
Così come quelle del Ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir mentre irride e insulta le persone fermate.
Immagini che dimostrano il senso di totale impunità dalle autorità israeliane che hanno ripreso e diffuso le scene.
Azioni che hanno suscitato il biasimo anche all’interno del governo di Israele.
Ben Gvir è stato criticato sia dal Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar sia dallo stesso premier Benjamin Netanyahu.
In Europa intanto il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha parlato di “trattamento incivile, inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali”.
Mentre il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani – e come lui anche altri suoi omologhi europei – ha convocato l’ambasciatore israeliano.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato che chiederà all’Unione europea di sanzionare il ministro israeliano Ben Gvir.
Il team legale della Global Sumud Flotilla ha emesso una nota in cui dichiara il grande allarme per ciò che sta accadendo.
“Le immagini e i video che vengono diffusi” si legge nella nota “mostrano a tutto il mondo ciò che stanno subendo gli attivisti della Global Sumud Flotilla, sequestrati dalle autorità israeliane in acque internazionali”.
Nella nota si esprime la preoccupazione per le condizioni di trattenimento a cui gli attivisti sono sottoposti.
“Le violazioni dei diritti fondamentali sono state documentate e rivendicate dalle autorità israeliane, le quali dimostrano, ancora una volta, l’assoluta incuranza per il diritto internazionale e per le regole minime che fondano ogni Stato di diritto”.
L’intento del team legale è di chiedere che queste forme di tortura siano perseguite davanti a ogni giurisdizione nazionale e internazionale.
Intano gli attivisti della Flotilla saranno trasferiti come da prassi nella prigione di Ketziot nel deserto del Negev.
Vi si terranno le visite dei rappresentanti consolari dei paesi di provenienza degli attivisti e inizieranno le pratiche per l’espulsione da Israele.
Una prassi che il governo di Tel Aviv ha volutamente accelerato con una legge, riducendone le tempistiche a sole ventiquattro ore.

Iran
Non si allentano le tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, l’IRGC, ha dichiarato che un eventuale nuovo attacco contro Teheran porterebbe a una guerra estesa “ben oltre la regione”.
In un comunicato, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato di non aver ancora dispiegato tutta la propria capacità militare.
E hanno minacciato “colpi devastanti” in caso di una nuova offensiva.
Da Washington, Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero colpire nuovamente l’Iran entro pochi giorni se non verrà raggiunto un accordo.
Anche il vicepresidente J.D. Vance ha confermato che gli Stati Uniti sono pronti militarmente, pur sostenendo che la Casa Bianca preferirebbe evitare un’ulteriore escalation.
Nel frattempo emergono segnali diplomatici.
Secondo Axios, mediatori internazionali starebbero lavorando a una lettera di intenti tra Stati Uniti e Iran.
Lo scopo è mettere ufficialmente fine alla guerra e aprire trenta giorni di negoziati sul nucleare iraniano e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Sul piano economico e strategico, il traffico navale nello Stretto di Hormuz è più che raddoppiato nelle ultime settimane.
Intanto immagini satellitari mostrano numerose petroliere ferme vicino all’isola iraniana di Kharg, principale terminale petrolifero del paese.
Il blocco navale statunitense continua a rallentare pesantemente le esportazioni di greggio iraniano.
Washington, inoltre, ha annunciato nuove sanzioni contro oltre cinquanta società accusate di sostenere le reti finanziarie e petrolifere iraniane nell’ambito dell’operazione denominata “Furia Economica” (Operation Economic Fury).
Intanto il New York Times rivela che Stati Uniti e Israele avrebbero pianificato di riportare Mahmoud Ahmadinejad alla guida dell’Iran, dopo l’eventuale fine del conflitto.
Secondo il quotidiano americano, il piano sarebbe fallito già nel primo giorno di guerra dopo un raid israeliano che avrebbe ferito l’ex presidente iraniano.
Libano
Proseguono gli attacchi israeliani in Libano nonostante il cessate il fuoco.
Per la prima volta è stato bombardato il villaggio di Kfour, nel sud del paese, una località in parte cristiana che non era stata evacuata.
Aerei israeliani hanno sganciato otto bombe lungo il lato orientale del villaggio.
Secondo Al Jazeera, le forze israeliane avrebbero utilizzato anche fosforo incendiario contro alcuni agricoltori impegnati nella raccolta di angurie nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale..
Il Ministero della Salute libanese aggiorna intanto il bilancio complessivo degli attacchi israeliani dal 2 marzo: oltre tremila morti e più di novemila feriti.
Nel frattempo, secondo l’emittente israeliana KAN, i droni esplosivi di Hezbollah starebbero limitando in modo significativo le operazioni israeliane nel sud del Libano.
Un contrattacco che ha costretto Israele a optare per missioni notturne.
Palestina
Continua a peggiorare il bilancio umanitario nella Striscia di Gaza.
Nelle ultime ore un palestinese è stato ucciso e sedici persone sono rimaste ferite.
Il numero complessivo delle vittime dal 7 ottobre 2023 è salito ora a 72.773 morti e 172.723 feriti.
Un raid israeliano ha colpito un’auto civile vicino a un ospedale di Gaza City, provocando un morto e quattro feriti.
Un altro attacco ha invece danneggiato una linea idrica utilizzata dagli sfollati palestinesi nella parte orientale di Khan Younis.
Secondo il Financial Times, dall’ottobre del 2023 Israele avrebbe occupato circa mille chilometri quadrati di territorio tra Gaza, Libano e Siria.
Libia
Prosegue il confronto tra la Libia e la Corte Penale Internazionale sul caso Osama Almasri.
Il generale libico, accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, ha presentato ricorso contro la competenza della CPI, sostenendo che il processo dovrebbe svolgersi in Libia e non all’Aja.
Parallelamente continua all’Aja il procedimento contro Ali El Hishri, noto come Al Buti, accusato di torture sistematiche e violenze all’interno del sistema carcerario libico tra il 2015 e il 2020.
Le giudici della Corte dovranno decidere entro sessanta giorni se aprire il primo grande processo internazionale dedicato ai crimini commessi nella Libia post Gheddafi.
Russia
Dal vertice di Pechino arriva una nuova dichiarazione del Cremlino sulla guerra in Ucraina.
Il portavoce Dmitry Peskov ha affermato che la Russia continuerà “l’operazione militare speciale fino alla vittoria”.
E ha accusando Volodymyr Zelensky di mantenere una linea definita “bellicosa”.
Regno Unito
Il governo britannico ha deciso di allentare alcune sanzioni sul petrolio russo raffinato e sul gas naturale liquefatto.
La decisione, riportata dalla BBC, è legata all’aumento dei prezzi energetici e alle difficoltà di approvvigionamento causate dalla crisi nello Stretto di Hormuz.
La deroga riguarda carburanti raffinati in paesi terzi e alcuni trasporti di gas naturale liquefatto russo.
Unione Europea
L’Unione Europea ha raggiunto un accordo preliminare sull’attuazione del patto commerciale con gli Stati Uniti concluso nell’estate del 2025.
L’intesa prevede tariffe al 15% su acciaio e alluminio, ma Bruxelles avverte che potrebbe sospendere le preferenze commerciali se Washington continuerà ad applicare dazi superiori entro la fine del 2026.
Il presidente americano Donald Trump aveva minacciato nuove tariffe contro l’Unione Europea se l’accordo non fosse stato ratificato entro il 4 luglio.
Stati Uniti
Negli Stati Uniti il Senato sta portando avanti una proposta di legge che obbligherebbe il presidente a ottenere l’autorizzazione del Congresso prima di avviare una guerra contro l’Iran.
Intanto, sempre in tema di politica internazionale, Donald Trump ha annunciato che parlerà con il presidente di Taiwan, William Lai.
In particolare lo farà prima di decidere sulla maxi vendita di armi americane all’isola, del valore di quattordici miliardi di dollari.
Una mossa che rischia di aumentare ulteriormente le tensioni con la Cina.
Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha ufficialmente revocato le sanzioni contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.
La revoca arriva dopo una decisione del tribunale federale di Washington.
Cuba
Si intensifica lo scontro tra Stati Uniti e Cuba.
Un gran giurì della Florida ha incriminato l’ex presidente cubano Raúl Castro e altre cinque persone per l’abbattimento di due aerei civili nel 1996 vicino alle coste cubane.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha definito le accuse “prive di fondamento giuridico” sostenendo che Cuba agì per legittima difesa nelle proprie acque territoriali.
Parallelamente proseguono i colloqui tra Stati Uniti e Nazioni Unite sugli aiuti umanitari diretti alla popolazione cubana.
Washington ha già stanziato tre milioni di dollari e valuta un ulteriore pacchetto da cento milioni tra alimenti e medicinali.
Bolivia
Resta altissima la tensione politica in Bolivia.
Le proteste contro il governo del presidente Rodrigo Paz hanno provocato almeno centoventisette arresti dopo scontri, incendi e attacchi a edifici pubblici nella capitale La Paz.
L’Unione Europea ha invitato al dialogo e alla moderazione, mentre gli Stati Uniti parlano apertamente di un tentativo di golpe finanziato dalla criminalità organizzata.
Il presidente Paz ha però anche annunciato un imminente rimpasto di governo e ha aperto alla “riconciliazione nazionale”, chiedendo ai manifestanti di creare corridoi umanitari per consentire l’ingresso di alimenti e medicinali nella capitale.
La crisi si è aggravata anche sul piano diplomatico: la Bolivia ha espulso l’ambasciatrice colombiana dopo le dichiarazioni del presidente Gustavo Petro sulle proteste boliviane.
Panama, invece, ha espresso sostegno al governo boliviano, definendo la crisi “un attacco della sinistra radicale e del narcotraffico”.
Cina
Da Pechino arrivano segnali di ulteriore rafforzamento dell’asse tra Cina e Russia, durante la visita ufficiale del presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente Xi Jinping ha dichiarato che l’ordine internazionale è “vicino a un ritorno alla legge della giungla” e ha chiesto un coordinamento più stretto con Mosca.
Durante la visita sono stati stretti accordi importanti, coma ha riportato l’agenzia di stampa russa Tass.
Putin e Xi hanno confermato, per esempio, il prolungamento del regime di esenzione dal visto tra Russia e Cina.
Inoltre, hanno discusso dei principali progetti energetici comuni, incluso il gasdotto “Power of Siberia 2”.
Nella dichiarazione congiunta finale del vertice, Cina e Russia hanno condannato gli attacchi contro l’Iran e quello che definiscono il “rapimento” del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Un’esplicito attacco all’Occidente, accusato di destabilizzare governi sovrani.
Anche se intanto, sul piano economico, Pechino ha annunciato l’avvio di negoziati con Washington per ridurre reciprocamente i dazi commerciali per oltre trenta miliardi di dollari.
Ti potrebbe interessare anche:
- Global Sumud Flotilla intercettata in Grecia
- Israele: torture in carcere
- Iran, Mohammadi in terapia intensiva
- Gaza Genocidio: 38mila donne uccise
E se credi in un giornalismo indipendente, serio e che racconta il mondo recandosi sul posto, puoi darci una mano cliccando su Sostienici
