Tunisi, le donne della pesca del Mediterraneo
Scritto da Angela Gennaro in data Ottobre 6, 2026
Tunisi, le donne della pesca che uniscono il Mediterraneo.
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Donne insieme nella pesca.
È il grande incontro in corso in queste ore a Tunisi, in Tunisia.
Donne impegnate nel settore della pesca che vengono da tutte le coste del Mediterraneo e che sono qui insieme per incontrarsi, parlare, condividere esperienze, conoscenze e vite.
E costruire legami più forti in tutta la regione.
Tunisia

Sono tantissime, e vengono da 9 paesi diversi affacciati sul Mediterraneo.
Sono le partecipanti a “Women Together in Fisheries 2026”, un’iniziativa organizzata dal WWF North Africa insieme alla Mediterranean Marine Initiative del WWF, in programma dal 5 al 7 ottobre a Tunisi.
Un incontro, come già in passato a Spalato, in Croazia, per discutere del futuro della pesca e del ruolo femminile nelle comunità costiere.
Le donne nella pesca
Le donne sono presenti lungo tutta la filiera della pesca.
Dalla trasformazione e commercializzazione del pesce alla gestione delle risorse, fino alle cooperative e alle attività economiche delle comunità costiere.
E allora a Tunisi si parla di pesca sostenibile, cambiamenti climatici, autonomia economica e soprattutto della partecipazione delle donne alle decisioni che riguardano il settore.
Già perché il contributo femminile, raccontano le donne che qui si incontrano da coste diverse del Mediterraneo, è tanto fondamentale quanto poco visibile.
E continua a scontrarsi con difficoltà nell’accesso ai finanziamenti, ai servizi e ai processi decisionali.
Ghar El Melh
Oggi l’evento si sposta sul campo, fuori da Tunisi, a Ghar El Melh, nel governatorato di Biserta.
Qui le partecipanti incontreranno donne impegnate nelle attività successive alla pesca e nelle cooperative locali.
Per confrontare esperienze e individuare soluzioni che possano essere applicate anche in altre aree del Mediterraneo.
L’ultima giornata sarà invece dedicata all’inquinamento da plastica e all’economia circolare.
L’obiettivo è capire come trasformare i rifiuti in nuove opportunità economiche e fonti di reddito.
Un percorso che parte dalle esperienze delle donne per guardare a una pesca mediterranea più sostenibile, inclusiva e capace di affrontare gli effetti della crisi climatica.
Le donne nella pesca
Si stima che le donne rappresentino circa il 28% della forza lavoro nel settore ittico mediterraneo, spiega WWF Med.
Sono pescatrici, leader, imprenditrici, innovatrici e custodi di saperi tradizionali.
Svolgono un ruolo fondamentale, sebbene spesso sottovalutato, nella pesca mediterranea.
La loro competenza e la loro leadership sono cruciali per l’adattamento ai cambiamenti climatici.
Nelle comunità costiere, le donne attingono alla propria esperienza e creatività per trovare nuove modalità di risposta ai cambiamenti ambientali e socio-economici.
L’emancipazione economica è parte della soluzione.
Le donne creano già valore lungo tutta la filiera ittica, dalla trasformazione alla commercializzazione, fino al turismo costiero.
Ciò che le ostacola raramente è la mancanza di competenze, bensì l’accesso a finanziamenti, mercati e risorse.
La parità di genere significa molto più del semplice riconoscimento.
Implica avere voce in capitolo nella governance della pesca e nelle decisioni che plasmano il futuro delle loro comunità.
Ponendo l’accento sulle giovani donne e sulla trasmissione intergenerazionale delle conoscenze, questo evento mira a creare spazi per nuove forme di leadership, innovazione e collaborazione.
Non può esserci giustizia ambientale senza parità di genere.
In copertina Women in Fisheries Tunisi WWF 2026, 5 ottobre 2026, Tunisi, Tunisia. Angela Gennaro
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