1 luglio 2026 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Luglio 1, 2026

  • Iran, la pace appesa ad un filo.
  • Netanyahu esclude il ritiro dal Libano mentre la tregua si sgretola.
  • Regno Unito: allarme per la libertà di stampa.
  • Stati Uniti: La Corte Suprema boccia Trump sulla cittadinanza per nascita.
  • Ghana e Costa d’avorio, alluvioni devastanti.
  • Pakistan: crolla il tetto di una scuola, è strage di bambini. La terra trema in Messico.
  • Venezuela: dopo il terremoto, è emergenza sanitaria

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli 

Stati Uniti contro Iran

I negoziati tra Stati Uniti e Iran continuano, ma senza un faccia a faccia.

L’inviato speciale americano Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati a Doha, dove incontreranno i mediatori qatarioti, mentre Teheran ha escluso qualsiasi incontro diretto con funzionari statunitensi nei prossimi giorni.

Per l’Iran, il confronto riguarda ora soprattutto l’attuazione del memorandum d’intesa e, in particolare, lo sblocco dei sei miliardi di dollari di fondi congelati in Qatar, che Doha conferma essere ancora bloccati e legati ai progressi dei negoziati.

Sul fronte marittimo, resta delicata la situazione nello Stretto di Hormuz. L’Oman ha espresso sostegno alla proposta iraniana di introdurre contributi volontari per i servizi di sicurezza della navigazione e di bonifica delle mine, distinguendoli da eventuali pedaggi sul transito, contrari al diritto internazionale.

Teheran, intanto, ha respinto l’offerta della Francia di partecipare allo sminamento dello Stretto, sostenendo che, secondo gli accordi raggiunti, questo compito spetta esclusivamente all’Iran.

Il Qatar, dopo la morte di un proprio cittadino colpito da schegge nei giorni scorsi, ha sospeso fino a nuovo ordine gran parte delle attività marittime ricreative, mantenendo operative solo le rotte commerciali internazionali.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha difeso l’intesa con Washington, affermando che è stata approvata dalla Guida Suprema e sostenuta dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, respingendo le accuse delle frange più conservatrici del Paese.

Nel frattempo, resta alta anche la tensione interna: due membri delle Guardie Rivoluzionarie sono stati uccisi e altri due feriti in un attacco armato vicino al confine con l’Iraq. Le autorità iraniane parlano di un attentato terroristico e hanno aperto un’indagine.

Libano

In Libano il cessate il fuoco appare sempre più fragile. Durante una visita alle aree del sud del Paese occupate dall’esercito israeliano, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele non ritirerà le proprie truppe finché Hezbollah rappresenterà una minaccia.

La visita arriva pochi giorni dopo l’accordo mediato dagli Stati Uniti che prevede il trasferimento di due aree pilota sotto il controllo dell’esercito libanese.

Netanyahu, però, ha ribadito che Israele resterà nel sud del Libano finché Hezbollah manterrà armi e capacità militari, sostenendo che il gruppo dispone ancora di circa dodicimila razzi e missili.

Sul piano politico, il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha respinto il cosiddetto “quadro trilaterale” sostenuto da Washington per regolare i rapporti con Israele, definendolo un insieme di imposizioni che subordinerebbe il ritiro israeliano a una lunga serie di condizioni imposte al Libano, senza prevedere obblighi equivalenti per Israele. “Questo accordo non passerà”, ha dichiarato.

Intanto, sul terreno, continuano le violazioni del cessate il fuoco. Droni israeliani hanno lanciato granate stordenti contro agricoltori e abitazioni nelle zone di Hadatha e Braachit, mentre un raid aereo ha colpito Deir Siryan.

L’esercito israeliano ha inoltre confermato che un proprio riservista è rimasto gravemente ferito in un’esplosione nei pressi del castello di Beaufort.

Sul fronte umanitario, circa quattrocentomila sfollati libanesi sono riusciti a rientrare nelle loro case, ma centinaia di migliaia di persone restano ancora lontane dai propri villaggi perché una fascia di territorio nel sud del Libano continua a essere occupata dall’esercito israeliano.

Palestina e Israele

Proseguono gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza, nonostante il cessate il fuoco. Nelle ultime ore almeno tre palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi e diciannove feriti in diversi raid con droni israeliani.

L’attacco più grave ha colpito una bicicletta elettrica nell’area di Al-Mawasi, a ovest di Khan Younis, una zona che, secondo gli accordi di tregua, non dovrebbe essere interessata da operazioni militari. Altri due attacchi hanno colpito abitazioni a Jabalia e nel quartiere Sheikh Radwan di Gaza City, provocando altri feriti gravi.

Secondo il ministero della Salute di Gaza, dall’inizio del cessate il fuoco dell’11 ottobre scorso almeno 1.053 palestinesi sono stati uccisi e oltre 3.400 feriti. Dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, il bilancio è salito a più di 73 mila morti e oltre 173 mila feriti.

Sul piano politico, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che Israele è pronto a costruire tre nuovi insediamenti ebraici nel nord della Striscia non appena arriverà il via libera del primo ministro Benjamin Netanyahu.

Secondo Smotrich, che sostiene che l’esercito controlli ormai circa il settanta per cento di Gaza, la sicurezza di Israele passa attraverso la creazione di una fascia permanente di colonie lungo il confine.

Intanto la Knesset ha respinto un disegno di legge che avrebbe impedito alla Croce Rossa internazionale di visitare i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, dopo uno scontro interno alla maggioranza.

In Cisgiordania, un ragazzo palestinese di quindici anni è stato ucciso durante un raid a El-Bireh, vicino Ramallah. L’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem denuncia che dal 7 ottobre 2023 sono almeno 241 i minori palestinesi uccisi dalle forze israeliane nei Territori occupati.

Sul fronte diplomatico, una delegazione di Hamas è arrivata al Cairo per discutere con i mediatori egiziani la seconda fase del cessate il fuoco, chiedendo la fine degli attacchi, il pieno ingresso degli aiuti umanitari e il ritiro completo delle truppe israeliane dalla Striscia.

Infine, cresce la polemica sul fronte della libertà di stampa. Il Committee to Protect Journalists sta riesaminando i criteri con cui classifica i giornalisti uccisi nel conflitto, una revisione che ha suscitato forti critiche perché potrebbe escludere numerosi reporter palestinesi e libanesi dalle tutele riconosciute alla categoria.

Iraq

Il governo iracheno ha dato tempo fino al 30 settembre alle milizie filoiraniane per consegnare le armi e sciogliere le proprie strutture militari.

La scadenza arriva alla vigilia della visita negli Stati Uniti del nuovo primo ministro Ali al-Zaidi e coincide con la conclusione della missione della coalizione internazionale contro l’ISIS nel Paese.

Baghdad ha avvertito che, dopo quella data, i gruppi armati che non si saranno adeguati saranno perseguiti legalmente.

Due delle principali milizie hanno già accettato di trasferire il controllo delle proprie brigate allo Stato, mentre altre formazioni, alcune delle quali avevano attaccato basi americane durante il conflitto tra Iran e Stati Uniti, non hanno ancora aderito all’accordo.

Ghana e Costa d’Avorio

È di almeno ventiquattro morti il bilancio delle alluvioni che hanno colpito Ghana e Costa d’Avorio dopo giorni di piogge torrenziali.

Dodici persone sono morte ad Accra, dove interi quartieri sono finiti sott’acqua e i soccorritori, con il supporto dell’esercito, continuano a evacuare centinaia di residenti rimasti intrappolati nelle abitazioni.

Altre dodici vittime si registrano ad Abidjan, in Costa d’Avorio, dove le piogge hanno provocato anche frane che hanno travolto diverse case.

Le autorità avvertono che le precipitazioni continueranno nei prossimi giorni, mentre gli esperti ricordano che l’Africa è tra le regioni più vulnerabili agli eventi climatici estremi, pur contribuendo in minima parte alle emissioni globali di gas serra.

Sudafrica

Alta tensione in Sudafrica, dove la polizia è stata dispiegata in diverse città mentre continuano le proteste contro gli immigrati. Molte attività commerciali hanno chiuso per timore di violenze, dopo che gruppi xenofobi hanno imposto un ultimatum agli stranieri senza documenti perché lascino il Paese.

Il presidente Cyril Ramaphosa ha ricordato che il diritto a manifestare non giustifica intimidazioni o violenze. Nelle ultime settimane gli attacchi xenofobi hanno provocato morti e costretto migliaia di persone a cercare rifugio o a rientrare nei Paesi d’origine.

Albania

Proseguono ogni giorno a Tirana le proteste della cosiddetta “rivoluzione dei fenicotteri”, contro il progetto di un resort di lusso collegato a Jared Kushner, genero di Donald Trump, e a Ivanka Trump.

I manifestanti accusano il governo del premier Edi Rama di mettere a rischio un’area naturale protetta della laguna di Narta, fondamentale per gli uccelli migratori, in nome di un investimento da quattro miliardi di euro destinato al turismo di lusso.

Rama difende il progetto come strategico per l’economia e il percorso europeo dell’Albania, mentre la procura anticorruzione ha aperto un’indagine e l’Unione Europea segue con attenzione gli sviluppi.

Germania

Prosegue tra Monaco e la Francia la caccia all’uomo dopo l’attentato con un ordigno esplosivo che ha colpito l’imprenditore di origine ucraina Vadym Yermolaiev e la sua famiglia.

Secondo le autorità monegasche, si è trattato di un attacco mirato. La procura ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio e uso di esplosivi, escludendo al momento la pista terroristica. Le immagini delle telecamere mostrano il sospetto mentre deposita l’ordigno e fugge verso la Francia, dove le ricerche sono ancora in corso.

La compagna di Yermolaiev è ricoverata in condizioni gravissime: i medici hanno dovuto amputarle entrambe le gambe. L’imprenditore ha riportato ustioni e ferite da schegge, mentre il figlio tredicenne è rimasto ferito in modo meno grave.

Il ministero degli Esteri ucraino ha confermato di essere in contatto con le autorità del Principato e che i diplomatici dell’ambasciata a Parigi stanno seguendo il caso e fornendo assistenza consolare. Yermolaiev, nato a Dnipro e cittadino cipriota dal 2019, è stato sanzionato da Kyiv nel 2023 per presunti rapporti economici con i territori ucraini occupati dalla Russia

L’estrema destra resta la principale minaccia per la democrazia tedesca. Lo afferma il rapporto annuale dell’intelligence interna, secondo cui nel 2025 gli estremisti di destra sono saliti a quasi 59 mila, oltre ottomila in più rispetto all’anno precedente.

Secondo i servizi di sicurezza, l’aumento è legato anche alla crescita del partito AfD, che continua a essere considerato un’organizzazione sospettata di estremismo.

Il rapporto segnala inoltre un aumento delle violenze dell’estrema sinistra e avverte che le principali attività di spionaggio contro la Germania provengono da Russia, Cina e Iran.

Regno Unito

Nel Regno Unito cresce la preoccupazione per una nuova legge sulla sicurezza nazionale che, secondo esperti di diritto e organizzazioni per la libertà di stampa, potrebbe mettere a rischio il lavoro dei giornalisti.

Il provvedimento, ormai alle fasi finali dell’iter parlamentare, potrebbe infatti consentire di perseguire per terrorismo anche i reporter che, lavorando in Paesi come l’Iran, raccolgono informazioni da fonti appartenenti a gruppi classificati come organizzazioni terroristiche.

Le associazioni di categoria chiedono modifiche alla legge per garantire una tutela esplicita del giornalismo e del diritto di cronaca.

Ucraina e Russia

Da oggi la Russia sospende il traffico ferroviario attraverso diversi valichi di frontiera con Finlandia, Estonia e Lettonia.

Mosca non ha fornito spiegazioni né indicato una data per la riapertura. Negli ultimi due anni erano rimasti operativi solo i collegamenti con Estonia e Lettonia, mentre il confine ferroviario con la Finlandia era già stato chiuso dalle autorità finlandesi.

Stati Uniti

Nuova battuta d’arresto per Donald Trump. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il suo tentativo di limitare la cittadinanza automatica ai bambini nati sul suolo americano da genitori privi della cittadinanza o della residenza permanente.

Con una maggioranza di sei giudici contro tre, la Corte ha confermato che l’ordine esecutivo firmato da Trump viola il Quattordicesimo Emendamento della Costituzione, che dal 1868 garantisce la cittadinanza a chi nasce negli Stati Uniti, salvo rare eccezioni.

La decisione blocca una delle principali misure dell’agenda anti-immigrazione del presidente. Trump ha reagito sostenendo che il Congresso dovrebbe ora approvare una legge per superare quella che definisce una norma «costosa e ingiusta» per il Paese.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha autorizzato gli Stati a vietare alle studentesse transgender di gareggiare nelle squadre sportive femminili.

La decisione riguarda le leggi approvate in Idaho e West Virginia, ma potrebbe rafforzare provvedimenti simili già in vigore in altri venticinque Stati.

Secondo le amministrazioni locali, le norme servono a garantire competizioni eque e sicure per le atlete. Le associazioni per i diritti civili, invece, le considerano una discriminazione nei confronti delle persone transgender.

È un’altra vittoria per l’agenda dell’amministrazione Trump sul fronte dei diritti delle persone transgender.

Messico

Una scossa di terremoto di magnitudo 6 è stata registrata al largo della costa occidentale del Messico, con epicentro a circa 75 chilometri dalla località di El Progreso.

Secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti, il sisma è avvenuto a una profondità di dieci chilometri. Al momento non risultano vittime né danni significativi. Le autorità continuano a monitorare l’area per eventuali scosse di assestamento.

Venezuela

In Venezuela, a quasi una settimana dal terremoto che ha devastato il Paese, all’emergenza dei soccorsi si aggiunge quella sanitaria.

Il bilancio ufficiale è salito a 1.943 morti e oltre 10.500 feriti, ma le organizzazioni umanitarie ritengono che le vittime possano essere molte di più.

A La Guaira, uno degli epicentri della tragedia, un ex deposito di grano è stato trasformato in un enorme obitorio, dove centinaia di bare e sacchi mortuari attendono di essere identificati dai familiari.

Le speranze di trovare superstiti si riducono di ora in ora, ma oggi un bambino di tre anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo quasi sei giorni, grazie a una squadra di soccorso giordana. È l’unico salvataggio registrato nelle ultime ventiquattr’ore.

Secondo le Nazioni Unite, quasi sessantamila edifici sono stati danneggiati o distrutti e oltre seicentottantamila bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria.

Gli ospedali, già indeboliti da anni di crisi economica, sono al collasso: trentotto strutture hanno subito danni e migliaia di sfollati vivono senza acqua potabile, servizi igienici o assistenza sanitaria, aumentando il rischio di epidemie di morbillo, dengue, malaria e altre malattie infettive.

Intanto migliaia di famiglie continuano a cercare i propri cari, affidandosi anche a database creati dalla società civile, mentre le organizzazioni umanitarie chiedono un massiccio rafforzamento degli aiuti internazionali.

Nicaragua

La polizia del Nicaragua ha fermato per alcune ore monsignor Juan Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, per poi riaccompagnarlo nella sua abitazione, dove resta sotto sorveglianza.

Il presule era stato bloccato dopo aver celebrato una messa durante la quale aveva invitato i fedeli a pregare per la Chiesa perseguitata, per i sacerdoti in esilio e per il vescovo Rolando Álvarez, espulso dal Paese nel 2024.

L’episodio si inserisce nella lunga repressione del governo di Daniel Ortega contro la Chiesa cattolica, che negli ultimi anni ha visto arresti, espulsioni, confische e revoche della cittadinanza ai religiosi considerati critici del regime.

Afghanistan e Pakistan

Lo scontro tra Afghanistan e Pakistan continua ad aggravarsi. Il Ministero della Difesa afghano, guidato dai talebani, ha annunciato di aver colpito con raid aerei presunte basi dell’ISIS nelle province pakistane del Belucistan e del Khyber Pakhtunkhwa, sostenendo che da lì venissero pianificati attentati contro civili afghani.

Le autorità di Kabul affermano che gli attacchi abbiano provocato pesanti perdite tra i miliziani, ma questa versione non è stata verificata in modo indipendente.

Islamabad ha risposto dichiarando di aver abbattuto nella notte almeno quattro droni provenienti dall’Afghanistan e ha accusato i talebani di continue provocazioni, avvertendo che qualsiasi nuova escalation riceverà una risposta “adeguata”.

Da mesi i due Paesi si accusano reciprocamente di ospitare e sostenere gruppi armati responsabili di attacchi oltreconfine, alimentando una crisi che rischia di trasformarsi in un conflitto sempre più aperto.

Tragedia a Lahore, nell’est del Pakistan, dove il crollo del tetto di un centro di doposcuola ha ucciso quattordici bambini e ferito almeno altre venti persone, tra cui un’insegnante.

Le vittime avevano tra i cinque e i sedici anni, ma la maggior parte non aveva ancora compiuto nove anni. I bambini stavano seguendo le lezioni quando il tetto dell’edificio è improvvisamente crollato, intrappolandoli sotto le macerie.

Le autorità hanno arrestato l’appaltatore incaricato dei lavori e aperto un’indagine per accertare eventuali responsabilità. Secondo le prime verifiche, il centro non era registrato e operava all’interno di un’abitazione privata con una copertura già in pessime condizioni.

Il governo della provincia del Punjab ha ordinato controlli sugli edifici a rischio in vista della stagione dei monsoni e annunciato regole più severe per i centri educativi privati non autorizzati.

Il presidente Asif Ali Zardari ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e chiesto misure di sicurezza più efficaci per evitare nuove tragedie.

Bangladesh

Un tribunale speciale del Bangladesh ha condannato a dieci anni di carcere Hasanul Haque Inu, storico alleato dell’ex premier Sheikh Hasina, riconoscendolo colpevole di crimini contro l’umanità per la repressione delle proteste antigovernative del 2024.

Secondo l’accusa, avrebbe ordinato alla polizia di usare forza letale contro i manifestanti e partecipato alle decisioni che portarono alla violenta repressione delle rivolte.

La procura ha definito la pena troppo lieve e ha annunciato ricorso chiedendo la condanna a morte, mentre la difesa sostiene che il processo sia stato motivato da ragioni politiche.

Cina

Mentre punta a diventare una superpotenza dell’intelligenza artificiale, la Cina cerca di evitare che l’automazione provochi disoccupazione di massa e tensioni sociali.

Pechino sta introducendo programmi di riqualificazione professionale, valuta forme di sostegno per chi perde il lavoro e ha persino ottenuto sentenze che hanno dichiarato illegittimi alcuni licenziamenti dovuti alla sostituzione dei lavoratori con l’intelligenza artificiale.

L’obiettivo dichiarato è usare l’IA per aumentare la produttività senza espellere le persone dal mercato del lavoro, in un approccio molto diverso da quello statunitense, dove l’innovazione è guidata soprattutto dalle grandi aziende tecnologiche.

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