19 agosto 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Agosto 19, 2026
- Le Forze di Difesa Israeliane contrassegnano i detenuti palestinesi con dei numeri.
- Ceuta: Le donne migranti affrontano la costante minaccia di violenza sessuale.
- Nigeria, il lusso sui social e l’ombra della cocaina.
- Stati Uniti: Trump attacca un’altra giornalista donna.
- Cina: presentato un Superman umanoide.
- La Colombia ha bisogno di almeno 9,5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo il terremoto.
- Asilo, ripartono i trasferimenti dalla Svizzera all’Italia.
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Palestina e Israele
A Gaza si continua a morire dentro un cessate il fuoco che esiste soprattutto sulla carta. Martedì due missili israeliani hanno colpito un caffè affollato nel porto di Gaza City, un’area diventata anche un grande accampamento per sfollati. Almeno sei palestinesi sono stati uccisi, tra loro un bambino, e quattordici sono rimasti feriti.
Israele afferma che l’obiettivo fossero comandanti di Hamas impegnati a preparare attacchi. Hamas non ha commentato e non posso confermare in modo indipendente lo status delle persone colpite.
L’ultimo bilancio del Ministero della Salute di Gaza indicava 73.400 morti e 174.312 feriti dal 7 ottobre 2023. Dall’inizio della tregua, gli attacchi israeliani avrebbero ucciso almeno 1.266 palestinesi e ne avrebbero feriti 4.200. Non è chiaro se le vittime del caffè siano già comprese.
La guerra prosegue anche senza esplosioni. Secondo l’Ufficio stampa governativo di Gaza, oltre due milioni e 150 mila palestinesi sono sfollati e circa 867 mila vivono in tende deteriorate. Negli ospedali funzionano soltanto dodici delle trentaquattro stazioni per la produzione di ossigeno. Senza ricambi, neonati prematuri, feriti e pazienti in terapia intensiva rischiano di morire perché non possono respirare.
Sul piano diplomatico, Jared Kushner ha lasciato Gerusalemme senza ottenere una svolta. Netanyahu rifiuta il ritiro delle truppe e la ricostruzione prima del disarmo completo di Hamas; Hamas chiede invece la fine degli attacchi e il ritiro israeliano. Intanto, acqua, cure e abitazioni restano ostaggio della trattativa.
In Cisgiordania, tre famiglie di Qusra sono assediate da oltre una settimana, dopo il danneggiamento delle forniture di acqua ed elettricità. Il capo del consiglio del villaggio avverte che l’acqua potrebbe terminare nelle prossime ore. Rappresentanti delle Nazioni Unite hanno consegnato alcuni aiuti, ma secondo i proprietari le forze israeliane non hanno permesso che una grande cisterna rimanesse sul posto.
A Hebron, un video della Mezzaluna Rossa mostra coloni che colpiscono e bloccano un’ambulanza impegnata nel trasporto di un paziente. A Beit Sahour, un dentista palestinese e suo figlio sarebbero stati picchiati e colpiti con spray urticante mentre controllavano i danni provocati alla loro terra.
A Qabatiyah, infine, alcuni palestinesi fermati durante un’operazione israeliana sono stati rilasciati con numeri scritti sul volto e sul corpo. Un metodo già segnalato in precedenza e definito dallo stesso esercito israeliano un errore di giudizio. Ma quando un essere umano viene trasformato in un numero, l’errore non è soltanto operativo: è la disumanizzazione diventata procedura.
«Netanyahu si è svegliato con un sorriso», ha scritto il giornalista di Channel 12 Amit Segal. Le primarie del Likud hanno premiato i fedelissimi del premier e i protagonisti della contestata riforma giudiziaria.
Con un’affluenza ferma al 53 per cento, l’apparato territoriale ha prevalso sulle figure più indipendenti. Netanyahu aveva già ottenuto un controllo senza precedenti su oltre un terzo della parte eleggibile della lista.
È una vittoria interna, non ancora nazionale: in vista del voto del 27 ottobre, i sondaggi non assicurano al suo blocco i 61 seggi necessari. Bibi ha modellato il partito a propria immagine; resta da capire se Israele vorrà riconoscersi in quello specchio.
Libano
Nel Libano meridionale, il cessate il fuoco continua a esistere più nei comunicati diplomatici che nella vita delle persone.
Secondo l’Agenzia nazionale di stampa libanese, Israele ha bombardato Houla, Majdal Zoun e Mansouri, colpendo anche le aree di Nabatieh. Le forze israeliane hanno inoltre demolito o incendiato abitazioni a Baraashit, Bani Hayyan e Talloussa e spianato terreni intorno a Mais al-Jabal.
È una distruzione che rende sempre più difficile il ritorno degli sfollati.
Dall’altro lato del confine, sei braccianti thailandesi sono rimasti feriti, due gravemente, nell’esplosione di un vecchio ordigno rimasto inesploso in un frutteto vicino a Metula. Non si è trattato, dunque, di un nuovo attacco: è stata la guerra passata a esplodere nel presente.
Siria
Otto raid israeliani hanno colpito la pista e i depositi della base aerea di Abu Duhur, nella provincia siriana di Idlib. Secondo la televisione di Stato siriana, gli attacchi hanno provocato danni materiali, ma non vittime. L’esercito israeliano non ha rilasciato dichiarazioni.
L’Osservatorio siriano per i diritti umani sostiene che la Turchia stesse contribuendo alla riabilitazione della struttura, dopo l’allontanamento di combattenti stranieri.
Il raid apre così un nuovo punto di frizione tra Israele e Ankara, principale sostenitrice del governo di Damasco. Persino l’inviato statunitense Tom Barrack ha definito gli attacchi un’escalation inutile, incapace di favorire la stabilità regionale.
Un richiamo insolito da Washington, mentre la sovranità siriana continua a essere trattata come un confine negoziabile.
Ma restiamo in Siria, dove riemerge un capitolo ancora oscuro del regime di Bashar al-Assad. Il direttore dell’AIEA Rafael Grossi ha annunciato che gli ispettori hanno raggiunto un sito mai dichiarato, contenente alcune tonnellate di materiale nucleare. Damasco ne aveva comunicato l’esistenza il 17 luglio e ha ora consentito prelievi e verifiche.
La composizione esatta non è stata resa pubblica. Il materiale verrà inventariato e sottoposto alla sorveglianza internazionale, mentre il governo siriano sostiene che non sia pericoloso e che resterà nel paese per usi pacifici.
Il ritrovamento non dimostra l’esistenza di un arsenale atomico, ma il passato nucleare siriano resta ancora tutto da chiarire.
Usa contro Iran
Donald Trump proclama che lo Stretto di Hormuz è «aperto e operativo» e che tutte le mine sono state eliminate. Quest’ultima affermazione, però, non è stata verificata indipendentemente. E mentre rivendica il controllo della rotta, il presidente americano ha persino minacciato di bombardare l’Oman, partner strategico di Washington e storico mediatore regionale.
La minaccia sarebbe legata a una bozza d’intesa, non ancora annunciata, che affiderebbe a Iran e Oman la gestione congiunta del corridoio d’uscita da Hormuz, prevedendo contributi volontari delle compagnie navali per la sicurezza.
Washington considera l’accordo troppo favorevole a Teheran. Trump ha anche pubblicato una mappa che raffigura lo Stretto come territorio statunitense, senza spiegare quale fondamento giuridico possa sostenere una simile pretesa.
In mare, intanto, la realtà è molto meno trionfale. Una nave non identificata ufficialmente è stata colpita da un proiettile di provenienza sconosciuta mentre usciva dallo Stretto.
La sala macchine è stata danneggiata e una persona dell’equipaggio è rimasta coinvolta: il bollettino disponibile non chiarisce se sia morta o ferita. Gli altri marittimi sono stati assistiti dalla Guardia costiera omanita. La responsabilità dell’attacco resta ignota.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno poi accusato l’Iran di avere lanciato due missili balistici contro il traffico marittimo. Entrambi sarebbero caduti in mare senza provocare vittime o danni, ma non è stato chiarito quale fosse l’obiettivo preciso.
Teheran respinge l’accusa come infondata. Abu Dhabi ha comunque sospeso gli scambi commerciali e le transazioni finanziarie con l’Iran: una frattura che restringe ulteriormente lo spazio della diplomazia.
Trump sostiene inoltre che non siano in corso né programmati colloqui con Teheran. L’Iran risponde che Hormuz resterà chiuso finché Washington non eliminerà il blocco dei porti, le sanzioni petrolifere e le operazioni militari.
Una versione che contraddice Jared Kushner, secondo il quale i contatti erano più intensi che mai. I sessanta giorni previsti dall’intesa di giugno sono ormai scaduti.
Anche i numeri smentiscono l’immagine della normalità: lunedì sono transitate appena sei navi commerciali. Hormuz non è completamente sigillato, ma è una porta quasi immobile, sorvegliata dalle armi.
Il Brent resta intorno ai 91 dollari, mentre i carburanti continuano a costare molto perché la capacità di raffinazione mediorientale non si è ripresa. Gli Emirati sperimentano perfino trasferimenti di gas liquefatto da una nave all’altra al largo dell’Oman.
Espedienti per mantenere in movimento l’energia del mondo. Ma il rischio viene scaricato sui marittimi, mentre il costo arriva nelle case, nei trasporti e nel prezzo del cibo.
A Hormuz le potenze discutono di confini e controllo; a pagare, come sempre, sono persone che quella guerra non l’hanno scelta.
Yemen
Lo Yemen torna pericolosamente vicino alla guerra aperta. Gli Houti hanno rivendicato un nuovo attacco con droni contro la raffineria Aramco di Jizan, il quarto denunciato contro l’impianto saudita.
Il gruppo sostiene di avere risposto alle violazioni dello spazio aereo yemenita nelle province di Saada e Hajjah, ma dall’Arabia Saudita non sono arrivate conferme sui danni. Una precedente incursione era stata documentata da Reuters.
Gli houti affermano inoltre di aver colpito un deposito di armi a Marib e navi militari davanti a Mokha. Dall’altra parte, le forze yemenite sostenute da Arabia Saudita ed Emirati dichiarano di avere intensificato gli attacchi contro le postazioni del gruppo.
Molte immagini e rivendicazioni diffuse dai due schieramenti non possono però essere verificate indipendentemente.
Quello che può essere misurato è il costo umano: secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, dal 6 agosto sono state segnalate almeno 17 vittime civili, tra morti e feriti, nelle aree governative.
La guerra minaccia anche le rotte energetiche: con il Mar Rosso sempre più insicuro, Reuters riferisce che Riad sta tornando a spedire petrolio attraverso Hormuz. Due strettoie, due fronti di guerra e, in mezzo, milioni di yemeniti che già convivono con fame e sfollamento.
Nigeria
Afolabi Kazeem Michael, influencer nigeriano conosciuto come “KC Luxury”, è stato arrestato all’aeroporto di Lagos mentre stava per imbarcarsi su un volo per Parigi.
Secondo l’agenzia antidroga nigeriana, sarebbe il referente nazionale di una rete che trasportava cocaina dal Sudamerica verso Regno Unito, Europa e Asia.
L’indagine è partita dal sequestro di 184 chili e mezzo di cocaina, nascosti in una spedizione presso un corriere di Lagos: valore stimato, quasi 28 milioni di dollari.
Michael si presentava online come commerciante di oro e beni di lusso. È stato arrestato anche un dipendente della società logistica.
I due, però, non sono ancora stati formalmente incriminati e non hanno commentato le accuse. Dietro la vetrina del lusso, gli investigatori cercano ora l’intera filiera internazionale.
Togo
Due cineasti francesi sono detenuti in Togo dal 27 luglio, secondo quanto confermato dal ministero degli Esteri di Parigi.
Non sono state diffuse informazioni sufficienti sulle circostanze dell’arresto e non posso confermare le accuse contestate ai due uomini.
Il caso arriva in un Paese dove si moltiplicano le denunce contro la repressione del dissenso: organizzazioni per i diritti umani hanno recentemente chiesto la liberazione del poeta e attivista Honoré Sitsopé Sokpor, incarcerato dopo aver fotografato un cantiere pubblico. In Togo, oggi, persino una telecamera può diventare motivo di sospetto.
Tunisia
Nel carcere di Mornaguia, alle porte di Tunisi, l’attivista pro-Palestina Wael Naouar ha iniziato uno sciopero della fame chiamato “Sumud”, fermezza. Chiede la propria liberazione, quella degli altri militanti della Flotilla ancora detenuti e la fine dei procedimenti contro l’organizzazione.
Naouar è in custodia cautelare da marzo. L’inchiesta riguarda finanziamenti ritenuti sospetti e ipotesi di falsificazione, truffa e riciclaggio: accuse non ancora giudicate. Quattro attivisti risultano tuttora detenuti.
Il Comitato collega l’indagine alle iniziative organizzate in sostegno di Gaza; le autorità la presentano invece come un procedimento finanziario.
Dopo quasi cinque mesi senza processo, il nodo diventa il diritto a una giustizia rapida e trasparente, perché la solidarietà politica non può trasformarsi automaticamente in una presunzione di colpevolezza.
Ceuta
A Ceuta, superare la frontiera non ha significato raggiungere un luogo sicuro. Più di una dozzina di donne dorme all’aperto, lungo una strada vicina al centro governativo, ormai sovraffollato. Wafae Atid, 28 anni, ha raccontato a Reuters di non dormire di notte: alcuni uomini seguono le donne persino quando cercano un bagno. Per proteggersi, hanno sistemato cartoni e materassi accanto a un furgone della polizia.
Il sindacato SUP riferisce quindici presunte aggressioni sessuali dal 30 luglio, soprattutto contro minorenni; il ministero dell’Interno non ha confermato il dato. Le autorità giudiziarie hanno però trattato tre casi, due riguardanti minori, e cinque donne hanno ricevuto assistenza medica.
Tra cinquemila e ottomila migranti restano nell’enclave, compresi oltre duemila minori registrati. Save the Children chiede alloggi sicuri e assistenza specializzata. La violenza non può criminalizzare tutti i migranti, ma il sovraffollamento non può diventare l’alibi per abbandonare donne e bambine alla paura.
Svizzera e Italia
Dalla fine di agosto la Svizzera tornerà a trasferire in Italia alcuni richiedenti asilo considerati di competenza italiana secondo le regole di Dublino. I primi voli sono già prenotati, ma inizialmente riguarderanno soltanto casi individuali, dopo quasi quattro anni di blocco deciso da Roma.
Le prime persone trasferite saranno arrivate in Svizzera dopo il 12 giugno, data di applicazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione. Dal 2022 l’Italia avrebbe dovuto accogliere 3.784 richiedenti; la Svizzera ne ha invece esaminato le domande, riconoscendo protezione a quasi il 40 per cento.
Per chi viene trasferito, Dublino non è contabilità diplomatica: significa cambiare nuovamente paese, procedura e sistema di accoglienza, dopo un viaggio già segnato dall’incertezza.
Olanda
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla presidente della Corte penale internazionale, la giapponese Tomoko Akane, e al legale Abdoulaye Seye. Marco Rubio li accusa di aver contribuito a perseguire funzionari di Paesi che non riconoscono la Corte.
Seye faceva parte della squadra che ha chiesto il mandato d’arresto per Benjamin Netanyahu.
Le misure congelano eventuali beni negli Stati Uniti e possono escludere i due magistrati dal sistema finanziario americano. La Corte denuncia un attacco allo stato di diritto. Perché colpire chi indaga sui crimini significa rendere la giustizia ancora più lontana dalle vittime.
Regno Unito
Un focolaio nazionale di Salmonella Enteritidis ha causato un morto e 207 contagi nel Regno Unito, quasi tutti registrati nel 2026. Secondo il rapporto dell’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria, il 38 per cento dei pazienti di cui si conosce il decorso è stato ricoverato; due hanno sviluppato un’infezione del sangue. Le persone colpite vanno dai neonati ai novantenni.
Il sequenziamento genetico indica un’unica probabile fonte. L’indizio principale riguarda pietanze preparate con uova importate, spesso consumate fuori casa, ma il collegamento non è ancora definitivo.
Non risultano coinvolti uova o pollame britannici. La maggioranza guarisce senza cure; bambini, anziani e immunodepressi rischiano però complicazioni gravi. Individuare rapidamente la filiera contaminata può evitare nuovi casi.
Ucraina e Russia
L’Ucraina intensifica la campagna di attacchi in profondità contro la Russia. L’Associated Press ha assistito al lancio di una ventina di droni esplosivi da un campo di girasoli nell’Ucraina meridionale.
Il reparto coinvolto avrebbe partecipato anche all’attacco contro un enorme deposito Wildberries, 45 chilometri a sud di Mosca, rimasto in fiamme per ore. Kyiv vuole colpire logistica ed economia, disperdere le difese russe e fare percepire alla popolazione il costo dell’invasione.
Ma nella regione di Mosca è morto anche un uomo di 83 anni. Più la guerra entra nelle città, più il confine tra pressione militare e vita quotidiana diventa pericolosamente sottile.
Canada
Donald Trump ha rinviato di tre giorni l’entrata in vigore dei dazi del 50 per cento su alcune merci canadesi, dopo una telefonata con il premier Mark Carney. Trump sostiene che un accordo sia stato raggiunto; Carney è più prudente e parla di progressi sostanziali, ma di questioni ancora aperte.
Il presidente americano ha anche evocato il ritorno dell’oleodotto Keystone XL, senza fornire dettagli. Per imprese e lavoratori, non è ancora una soluzione: è una tregua di settantadue ore.
Stati Uniti
Negli Stati Uniti si vota in tre consultazioni che anticipano alcuni dei temi decisivi di novembre. In Florida, come riassume l’Associated Press, la progressista Angie Nixon sfida Alex Vindman, testimone chiave nel primo impeachment di Donald Trump, per la candidatura democratica al Senato.
Nixon ha chiesto un cessate il fuoco in Palestina; Vindman, favorito nei sondaggi e nella raccolta fondi, non definisce genocidio la condotta israeliana a Gaza.
Si vota anche per diversi seggi alla Camera, con esponenti sostenuti dall’AIPAC sfidati da candidati progressisti.
In Alaska, la primaria aperta mette già a confronto il senatore repubblicano Dan Sullivan e la democratica Mary Peltola.
In California, Aisha Wahab e Melissa Hernandez si contendono il seggio lasciato da Eric Swalwell. Il super PAC dell’AIPAC ha investito quasi due milioni e mezzo di dollari per sostenere Hernandez: un’enorme quantità di denaro per orientare una sola elezione.
Negli Stati Uniti, le esenzioni dagli obblighi vaccinali per i bambini della scuola dell’infanzia hanno raggiunto il record del 4,2 per cento, contro il 3,6 dell’anno precedente. I dati dei CDC indicano circa 155 mila bambini esentati da almeno un vaccino e 280 mila senza la documentazione di avere completato il ciclo contro morbillo, parotite e rosolia.
Intanto, i casi confermati di morbillo sono saliti a 2.566, più dell’intero 2025; il 93 per cento riguarda persone non vaccinate o con stato vaccinale sconosciuto.
Donald Trump propone di dividere il vaccino MPR in tre iniezioni separate. L’American Academy of Pediatrics ricorda però che il vaccino combinato è sicuro ed efficace. La disinformazione, questa volta, si misura in bambini esposti a una malattia prevenibile.
Donald Trump ha trasformato ancora una volta una domanda giornalistica in un attacco personale. La corrispondente della CNN Kristen Holmes gli ha chiesto di rispondere alle critiche del senatore democratico Jon Ossoff. Il presidente ha evitato il merito: ha deriso Ossoff, poi ha intimato alla reporter di tacere, definendola «rumorosa» e «fake news».
Lo scontro è proseguito sull’account ufficiale della Casa Bianca, che ha chiamato Holmes «un’umiliante disgrazia» e ha coinvolto perfino i suoi figli, sostenendo che un giorno si vergogneranno di lei.
La CNN ha difeso la giornalista: fare domande difficili è il suo lavoro. Gli insulti del potere non sono risposte, ma tentativi d’intimidire chi le pretende.
Colombia
Il terremoto di magnitudo 7,4 che il 10 agosto ha colpito la Colombia presenta un conto ancora provvisorio: secondo l’ultimo bilancio della protezione civile, 304 persone sono morte, 4.548 sono rimaste ferite e 426 risultano disperse.
Trentamila abitazioni sono state distrutte e 134mila danneggiate; colpiti anche ospedali, scuole, strade, ponti e acquedotti.
Il governo stima danni diretti per circa 30mila miliardi di pesos, quasi 9,6 miliardi di dollari. Il presidente Abelardo de la Espriella promette case, infrastrutture e un “Piano Marshall” per il Chocó, regione poverissima e duramente colpita.
La Banca Mondiale ha sbloccato 200 milioni: una frazione del necessario. La ricostruzione dirà se le promesse raggiungeranno davvero le comunità più remote.
Mi primera alocución como Presidente de la República llega en uno de los momentos más dolorosos y desafiantes para nuestra Nación.
Hoy le hablé a Colombia con el corazón apretado por quienes perdieron la vida, por sus familias, por nuestros heridos, por quienes siguen buscando a… pic.twitter.com/9979VWJMw7
— Abelardo De La Espriella (@ABDELAESPRIELLA) August 18, 2026
Pakistan
La Corte Suprema del Pakistan ha ordinato il trasferimento dell’ex primo ministro Imran Khan dal carcere di Adiala allo Shifa International Hospital di Islamabad. Khan dovrà rimanere ricoverato fino alla prossima udienza, fissata per il 16 settembre.
La decisione arriva dopo le richieste della sorella Uzma Khan, chirurga, e dei dirigenti del suo partito, secondo i quali le condizioni del settantatreenne stanno peggiorando. Una commissione medica dovrà accertarne lo stato di salute; alle visite potranno assistere la sorella e il suo medico personale. La Corte ha inoltre disposto incontri regolari con la famiglia.
Khan è detenuto dall’agosto 2023 per diverse condanne, alcune poi sospese o annullate. Estromesso dal potere nel 2022, resta uno degli uomini politicamente più influenti del Pakistan, anche dietro le sbarre.
Cina
La cinese Unitree ha presentato Superman, un prototipo umanoide che, secondo l’azienda, raggiunge i 45,6 chilometri orari e salta due metri da fermo. Sarebbe più veloce del picco raggiunto da Usain Bolt, ma le prestazioni mostrate nel video non sono state verificate in modo indipendente.
Il robot è stato sviluppato in poco più di tre mesi. La dimostrazione arriva alla vigilia del debutto di Unitree alla Borsa di Shanghai, dopo un’offerta pubblica da circa 905 milioni di dollari. Il tempismo conta: dietro lo spettacolo tecnologico c’è anche una corsa finanziaria. La vera prova sarà rendere queste macchine utili, sicure e accessibili nella vita reale.
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