20 febbraio 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Febbraio 20, 2026
- Il Board of Peace: potere, diplomazia e affari.
- Gaza: il cessate il fuoco che uccide. Corea del Sud: ergastolo per l’ex presidente.
- Sudan: Onu, segni distintivi di genocidio. Iran: calciatrici nel mirino.
- India: il mistero del villaggio dove i bambini muoiono per malattie al fegato.
- Usa: ultimatum all’Iran.
- Venezuela: approvata la legge di amnistia.
Introduzione: Board of Peace o cabaret geopolitico?
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Palestina e Israele
Nelle ultime 24 ore, due palestinesi sono stati uccisi e quattro feriti negli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza.
Il bilancio totale dal 7 ottobre 2023 sale a 72.069 morti e 171.728 feriti, secondo il Ministero della Salute palestinese.
Dal primo giorno pieno del cosiddetto cessate il fuoco, l’11 ottobre, Israele ha ucciso almeno 611 palestinesi e ne ha feriti 1.630. Nel frattempo, 726 corpi sono stati recuperati dalle macerie.
Il cessate il fuoco, a quanto pare, funziona come una pausa pubblicitaria dentro una guerra che non si interrompe mai.
Primo giorno di Ramadan.
A est di Khan Younis, tre palestinesi vengono uccisi dal fuoco israeliano. Uno nel quartiere Al-Tahlia, due a Bani Suheila. Artiglieria su Gaza City est. Case demolite a Beit Hanoun. Raid aerei su Khan Younis e Rafah.
Nord e sud colpiti. Il mese sacro comincia tra macerie e tank. Digiuno, sì. Pace, no.
Israele ha rilasciato 13 detenuti palestinesi verso Gaza tramite il Comitato Internazionale della Croce Rossa.
Tra loro una donna e un ragazzo di 15 anni, arrestati durante le incursioni di terra.
Sono arrivati all’ospedale Al-Aqsa di Deir al-Balah in cattive condizioni: malnutrizione, segni di abusi fisici secondo fonti mediche. Tornano vivi. Ma non tornano interi.
Secondo documenti esaminati da The Guardian, l’amministrazione di Donald Trump starebbe pianificando una base militare da 5.000 uomini nel sud di Gaza, su oltre 350 acri.
Dovrebbe essere il quartier generale della International Stabilization Force sotto il cosiddetto “Board of Peace”.
Il progetto prevede: 26 torri blindate, bunker, poligono per armi leggere, magazzini militari e filo spinato.
La pace, versione cemento armato.
“L’Idf resterà nella zona di sicurezza a Gaza per sempre”: lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz parlando alla cerimonia di fine corso ufficiali.
Secondo The Telegraph, la Casa Bianca starebbe valutando di integrare gang palestinesi anti-Hamas — armate da Israele dall’inizio della guerra — in una nuova forza di polizia a Gaza.
Alcuni di questi gruppi sono stati accusati di saccheggio degli aiuti durante la carestia, omicidi e rapimenti.
Almeno due avrebbero legami o giuramenti di fedeltà allo Stato Islamico.
Dalla guerra al crimine organizzato istituzionalizzato. La sicurezza come esperimento sociale.
Nasrallah Muhammad Jamal Abu Siyam, 19 anni, palestinese-americano, è stato ucciso da coloni israeliani nel villaggio di Mukhmas, a nord di Gerusalemme.
Secondo l’esercito israeliano, i soldati sarebbero intervenuti per disperdere uno scontro violento.
La madre ha confermato all’Associated Press che il figlio aveva cittadinanza americana.
A volte il passaporto non protegge. Dipende da dove nasci. E contro chi sei.
Gli Stati Uniti hanno approvato la creazione di un comitato di coordinamento tra Autorità Palestinese e Board of Peace per la ricostruzione postbellica di Gaza.
Nel panel ci saranno il primo ministro palestinese Mohammed Mustafa e l’ex diplomatico Nickolay Mladenov.
Il presidente palestinese Mahmoud Abbas non è stato invitato alla riunione.
La fotogiornalista palestinese Mariam Dagga è stata nominata vincitrice postuma del George Polk Award 2026 per il fotogiornalismo.
È stata uccisa in un attacco “double tap” sull’ospedale Nasser di Khan Younis, che ha provocato almeno 21 morti, tra cui cinque giornalisti.
Il secondo raid ha colpito direttamente giornalisti e soccorritori su una scala.
La scena è stata ripresa.
Premiata. Dopo. Come spesso accade ai reporter di guerra.
Uno studio pubblicato su The Lancet stima che nei primi 16 mesi di guerra siano morte oltre 75.000 persone, almeno 25.000 in più rispetto ai dati ufficiali dell’epoca.
Il 56% delle morti violente tra ottobre 2023 e gennaio 2025 riguarda donne, bambini e anziani.
Lo studio contesta l’affermazione israeliana secondo cui combattenti e civili sarebbero morti in numeri simili.
E aggiunge che migliaia potrebbero essere morti per cause indirette: malattie, fame, collasso sanitario.
La guerra non finisce quando smettono le bombe. Finisce quando smette di uccidere anche il silenzio.
Il board of Peace
Argentina, Armenia, Bielorussia, Egitto, Indonesia, Giordania, Pakistan, Paraguay, Vietnam.
Non è il tabellone di uno sport olimpico minore. È parte della lista dei membri del nuovo Board of Peace voluto da Donald Trump, riunitosi per la prima volta a Washington.
Nato come “amministrazione transitoria” per la ricostruzione di Gaza, il Board ha già ampliato le sue ambizioni. Trump lo presenta come organismo capace di mantenere la pace internazionale — potenzialmente in competizione con le Nazioni Unite. Un mandato enorme per un gruppo eterogeneo, unito più dal pragmatismo che dall’ideologia.
Secondo Elliott Abrams del Council on Foreign Relations, molti Paesi partecipano per non scontentare Trump — e forse ottenere qualcosa in cambio.
Il presidente americano si è nominato presidente a vita del Board, con potere di veto e scelta del successore. Ma il suo mandato alla Casa Bianca scade tra tre anni. È una pace a tempo determinato.
Alcuni alleati europei storici — Regno Unito, Francia, Germania — hanno rifiutato di aderire, anche per l’invito rivolto a Vladimir Putin. Il Vaticano ha declinato. Intanto Emirati Arabi Uniti hanno promesso un miliardo di dollari per assicurarsi un seggio permanente; l’Indonesia valuta l’invio di migliaia di soldati per la futura International Stabilization Force.
Sul terreno, Gaza è un’impresa titanica: oltre 60 milioni di tonnellate di macerie da rimuovere, infrastrutture distrutte, economia collassata.
Ma la questione centrale resta la sicurezza. Senza disarmo di Hamas — finora rifiutato — nessuna forza internazionale potrà garantire stabilità. “La sicurezza non la fanno i vigili scolastici”, osserva Abrams.
La storia è cauta con le amministrazioni transitorie: dalla Nuova Guinea occidentale negli anni ’60 all’Iraq post-2003, i vuoti di potere hanno spesso prodotto nuove instabilità.
Il Board ha tre anni per dimostrare di essere più di una piattaforma politica legata a un solo leader. Può vincere l’oro prima del 20 gennaio 2029? O svanirà con il cambio di amministrazione?
Usa e Iran
Il presidente Donald Trump torna a parlare dell’Iran e avverte: se non ci sarà un accordo “significativo”, accadranno “cose brutte”. E concede 10-15 giorni. L’Iran ha ovviamente detto che reagirà contro le basi americane se attaccati.
Washington e Teheran hanno partecipato a colloqui indiretti in Oman, mediati dal ministro degli Esteri Badr al-Busaidi. Trump li ha definiti “molto buoni” e sostiene che l’Iran voglia “fortemente” un’intesa, consapevole delle “conseguenze molto dure” in caso contrario.
Anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha parlato di “buon inizio”, sottolineando che dopo un lungo silenzio le parti hanno espresso posizioni e preoccupazioni in un clima positivo.
Intanto però, Il primo ministro polacco Donald Tusk ha invitato i cittadini a lasciare immediatamente l’Iran, avvertendo che “la possibilità di un conflitto è molto reale”.
Le dichiarazioni arrivano mentre gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare in Medio Oriente sul dossier nucleare iraniano.
Tusk ha avvertito: tra poche ore o pochi giorni l’evacuazione potrebbe non essere più possibile.
Quando un alleato NATO parla così, significa che il termometro regionale sta salendo.
Iran
La pressione delle autorità iraniane sulle calciatrici si è intensificata dopo le dimissioni dalla nazionale di Zahra Alizadeh e Kosar Kamali, che avevano protestato contro la repressione delle manifestazioni di gennaio, costate — secondo fonti citate da Iran International — almeno 36.500 morti.
Secondo fonti vicine alle atlete, le forze di sicurezza avrebbero minacciato le famiglie, imposto tagli contrattuali ed esclusioni dagli allenamenti. Alcune giocatrici sarebbero state spinte a sorvegliare le compagne, mentre la federazione avrebbe avvertito: chi parla rischia squalifiche pluriennali o procedimenti giudiziari.
Anche l’arbitra di futsal Niloufar Mirkarimi si è dimessa. I post di protesta sono stati rimossi nel giro di ore.
In Iran, perfino un campo da calcio può diventare terreno politico. E il silenzio, una forma di sopravvivenza.
Sudan
Una “campagna di distruzione” condotta dalle Rapid Support Forces a El-Fasher presenta i “segni distintivi del genocidio”.
È la conclusione della Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite sul Sudan.
Il rapporto documenta uccisioni di massa, fame usata come arma, stupri, torture e attacchi etnicamente mirati contro le comunità Zaghawa e Fur dopo 18 mesi di assedio e la presa della città.
Secondo la Convenzione sul genocidio basta uno dei cinque criteri per configurarlo. La missione ne individua almeno tre:
uccisione di membri di un gruppo protetto, gravi danni fisici e mentali, e condizioni di vita imposte per distruggerlo in tutto o in parte.
Gli investigatori parlano di crimini pianificati, coordinati e sostenuti pubblicamente dalla leadership RSF.
E avvertono: senza responsabilità, il rischio di nuovi atti genocidari resta altissimo.
Africa
Sedici Paesi africani hanno arrestato 651 persone e recuperato oltre 4,3 milioni di dollari in una maxi-operazione internazionale contro le truffe online.
L’operazione “Red Card 2.0”, coordinata da INTERPOL, ha preso di mira investimenti ad alto rendimento fasulli, frodi su mobile money e false app di prestiti. In otto settimane sono emerse perdite per oltre 45 milioni di dollari e 1.247 vittime, soprattutto in Africa.
Sequestrati più di 2.300 dispositivi e disattivati oltre 1.400 server e domini malevoli.
Dalla Nigeria al Kenya fino alla Costa d’Avorio, le inchieste mostrano un’industria della truffa sempre più sofisticata.
La promessa era arricchirsi in fretta. Il risultato: conti svuotati e fiducia distrutta.
Sudafrica
Bellarmine Chatunga Mugabe, figlio dell’ex presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, è stato fermato dalla polizia sudafricana insieme a un altro uomo dopo una sparatoria avvenuta in una casa a Johannesburg.
Secondo l’emittente pubblica sudafricana SABC, l’incidente sarebbe avvenuto nell’abitazione del giovane Mugabe. Un dipendente della casa, in un quartiere residenziale di lusso, è stato colpito ed è in condizioni critiche.
La polizia indaga per tentato omicidio. Il movente resta sconosciuto.
Robert Mugabe ha governato lo Zimbabwe per 37 anni prima di essere deposto nel 2017.
L’ombra del potere, a volte, sopravvive alle dinastie.
Francia
Oltre 150 tra ex ministri, ambasciatori e alti funzionari francesi accusano il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot di aver diffuso disinformazione contro la relatrice speciale ONU Francesca Albanese.
Barrot aveva chiesto le sue dimissioni citando un video poi rivelatosi manipolato: verificatori indipendenti hanno stabilito che Albanese non ha mai definito Israele “nemico dell’umanità”.
La coalizione chiede al governo francese di ritirare le accuse e di difendere l’indipendenza delle Nazioni Unite su Gaza.
Nonostante le contestazioni e le denunce legali, Barrot ha ribadito in Parlamento che la Francia chiederà formalmente la rimozione di Albanese al Consiglio ONU per i Diritti Umani il 23 febbraio 2026, citando vecchi post social come prova.
Diplomazia o pressione politica? La partita ora si gioca a Ginevra.
Restiamo in Francia, Scontro diplomatico tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni dopo che la premier italiana ha espresso solidarietà per l’uccisione del 23enne attivista di destra Quentin Deranque, morto a Lione dopo un’aggressione attribuita a militanti dell’estrema sinistra.
Da New Delhi, Macron ha invitato i leader stranieri a non interferire nella politica interna francese: “I nazionalisti che non vogliono intrusioni a casa loro sono i primi a commentare altrove”, ha detto, ribadendo che “nessuna ideologia giustifica la violenza”.
Meloni aveva parlato di morte “scioccante e dolorosa”, condannando ogni violenza politica.
Undici arresti, indagine per omicidio aperta.
Regno Unito
L’ex principe Prince Andrew, fratello di King Charles III, è stato arrestato e poi rilasciato sotto indagine con l’accusa di misconduct in public office: avrebbe inviato documenti governativi riservati a Jeffrey Epstein.
La polizia della Thames Valley conferma l’arresto di “un uomo sui sessant’anni” dal Norfolk, senza incriminazione formale per ora.
L’indagine nasce da email diffuse dal Dipartimento di Giustizia USA: Epstein avrebbe offerto di organizzare incontri per Andrew e ricevuto report di viaggi ufficiali.
Andrew nega ogni illecito.
Re Carlo ha dichiarato: “La legge deve fare il suo corso”.
Per la monarchia britannica, è la caduta più spettacolare in epoca moderna. E potrebbe non essere finita.
Russia e Ucraina
Gli ultimi colloqui organizzati dagli Stati Uniti a Ginevra tra emissari russi e ucraini si sono chiusi con una parola condivisa: “difficili”.
Nessun progresso sostanziale.
Il presidente Volodymyr Zelenskyy accusa Mosca di trascinare i negoziati mentre continua l’offensiva militare, ma ammette qualche spiraglio tecnico su questioni militari, come un possibile monitoraggio del cessate il fuoco con coinvolgimento statunitense.
Il nodo resta l’est occupato dalla Russia. Entrambe le delegazioni parlano di un nuovo round. La diplomazia continua. La guerra anche.
E ancora, un rapporto dell’intelligence keniana rivela che circa 1.000 cittadini sarebbero stati reclutati per combattere con la Russia in Ucraina dopo essere stati ingannati con false promesse di lavoro qualificato.
Il documento, presentato in Parlamento da Kimani Ichung’wah, accusa agenzie di reclutamento in collusione con funzionari dell’ambasciata russa di aver rilasciato visti turistici. L’ambasciata russa a Nairobi nega, ma afferma che Mosca non esclude l’arruolamento volontario di stranieri.
Secondo il rapporto: 89 keniani al fronte, 39 ricoverati, 28 dispersi, almeno un morto.
Molti raccontano di contratti in russo, zero addestramento, e promesse da elettricisti finite in trincea.
Dal sogno di un salario, all’incubo della guerra.
Stati Uniti
Due deputati agli antipodi politici, il democratico Ro Khanna e il repubblicano Thomas Massie, stanno forzando un voto alla Camera per limitare la guerra di Trump contro l’Iran, usando la procedura privilegiata del War Powers Act.
La risoluzione potrebbe arrivare in aula la prossima settimana. I media mainstream quasi non ne parlano.
Ma il precedente pesa: nel 2002 un voto simile aprì la strada alla guerra in Iraq.
A volte la storia bussa piano. E poi travolge tutto.
Documenti del Dipartimento di Giustizia, visionati da Drop Site News, rivelano che dal 2016 il governo israeliano installò e mantenne sistemi di sicurezza in un palazzo di Manhattan controllato dal condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein.
L’impianto copriva anche un appartamento dove soggiornava per lunghi periodi l’ex premier israeliano Ehud Barak.
Secondo le email, funzionari della missione permanente di Israele all’ONU coordinavano accessi e logistica con lo staff di Epstein.
In quello stabile Epstein ospitava contatti influenti e, secondo le accuse, anche modelle minorenni.
Una rete di potere, sicurezza e silenzi che continua a sollevare domande.
Cuba
Il 21 marzo è atteso all’Avana un convoglio internazionale di aiuti umanitari destinati a Cuba, promosso da una coalizione globale coordinata dall’Internazionale Progressista.
La missione, ribattezzata “Nuestra América Convoy To Cuba”, si è trasformata da flottiglia in un’operazione via terra, mare e aria per consegnare alimenti, medicinali e beni essenziali, mentre l’isola affronta una grave crisi energetica.
Tra i sostenitori anche l’attivista svedese Greta Thunberg.
A sollevare polemiche è però la presenza nel consiglio consultivo di Mariela Castro Espín, figlia di Raúl Castro.
Dall’esilio cubano arrivano critiche e un appello virale: “Se entrano loro, entriamo anche noi”. Aiuti umanitari, sì. Ma anche una battaglia simbolica su chi ha diritto di tornare.
Venezuela
Il Parlamento venezuelano ha approvato all’unanimità, in seconda e definitiva lettura, la legge di amnistia per la “convivenza democratica”, dopo una mediazione tra maggioranza chavista e opposizione.
Il testo, presentato a fine gennaio dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, riguarda persone processate o condannate per reati politici dal tentato golpe dell’aprile 2002 fino alla fine del 2025.
Obiettivo dichiarato: riconciliazione nazionale.
Resta da capire chi verrà realmente liberato — e se l’amnistia chiuderà ferite o riscriverà responsabilità.
India
Huzzaifa aveva 11 anni. Un giorno rideva e giocava nel villaggio di Chhainsa, nello stato indiano dell’Haryana. Il giorno dopo aveva la febbre. In 48 ore era morto. I medici hanno parlato di “kalapeeliya”, un termine generico che indica epatite o ittero grave.
Non è un caso isolato. Almeno 12 persone — tra bambini e giovani adulti — sarebbero morte con lo stesso schema: febbre, dolori addominali, vomito, poi insufficienza epatica fulminante nel giro di due giorni. Le autorità confermano sette decessi per malattie epatiche, quattro con test positivi per epatite B.
Secondo The Independent, gli abitanti parlano di acqua contaminata e di siringhe riutilizzate da medici locali. I funzionari sanitari stanno testando le fonti idriche e distribuendo compresse di cloro, mentre decine di famiglie si sottopongono a screening.
Ma resta il mistero: l’epatite B e C raramente uccidono in così poche ore.
In un villaggio di 80 case, la paura corre più veloce della diagnosi.
Thailandia
Il primo ministro cambogiano Hun Manet afferma che truppe thailandesi restano in territorio cambogiano, mesi dopo il cessate il fuoco mediato da Donald Trump.
Da Washington, durante il Board of Peace, Manet ha definito la situazione “fragile” e ha chiesto a Bangkok di permettere alla commissione congiunta di confine di avviare la demarcazione ufficiale.
La Thailandia nega qualsiasi occupazione, sostenendo di mantenere solo dispiegamenti già esistenti come misura di de-escalation.
Per Phnom Penh è una violazione della sovranità. E quando le mappe restano ambigue, i confini tornano a essere micce.
Corea del Sud
Un tribunale di Seul ha condannato l’ex presidente Yoon Suk Yeol all’ergastolo con lavori forzati per aver tentato un’insurrezione con la dichiarazione di legge marziale del dicembre 2024.
Secondo i giudici, Yoon cercò di bloccare l’accesso al Parlamento con le truppe e di far arrestare leader politici per alterare l’ordine costituzionale.
La corte ha citato l’assenza di rimorso e il grave danno sociale e politico, escludendo però la pena di morte perché il piano fu mal eseguito e in gran parte fallì.
È la condanna più dura inflitta a un leader eletto nell’era democratica sudcoreana.
Yoon farà appello intanto però nella migliore delle tradizioni asiatiche ha chiesto scusa per aver causato dolore e sofferenza al popolo.
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