21 agosto 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Barbara Schiavulli in data Agosto 21, 2026
- Palestina, la forca come propaganda e la terra che scompare. Italia: negli aeroporti, un muro di coscienza.
- India: Il partito delle blatte avverte: bisogna sistemare le scuole.
- Bangladesh, un nuovo presidente e un potere sempre più compatto.
- Afghanistan: esplosione in una scuola a Kabul.
- Space Force, giornalisti nel mirino, un errore molto terrestre.
- Nigeria: si capovolge imbarcazione, strage di bambini.
- Groenlandia, le balene seguono il clima che cambia.
- Bali: turista svizzero incarcerato per aver violato la sacra Giornata del Silenzio.
Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli
Palestina e Israele
Cominciamo da un cantiere. Non di una casa o di una scuola: di una forca. Il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir ne ha mostrato la costruzione in un video: servirà a impiccare palestinesi condannati dai tribunali militari e avrà cabine per assistere alle esecuzioni.
La legge approvata quest’anno si applica, nei fatti, ai palestinesi, non agli estremisti ebrei accusati di reati analoghi. Non è soltanto pena di morte: è la morte trasformata in spettacolo, il cappio esibito come promessa politica.
Quando un ministro mostra con orgoglio una forca, il messaggio è rivolto a un intero popolo. E anche a noi che stiamo a guardare credendo di non potere fare nulla.
A Gaza, intanto, anche quello che viene chiamato cessate il fuoco conserva un bollettino di guerra. Secondo il ministero della Salute, nelle ultime ventiquattr’ore gli attacchi israeliani hanno ucciso dieci palestinesi e ne hanno feriti venticinque.
A Gaza City la Protezione civile ha recuperato cinquanta corpi sotto cinque abitazioni. In altri otto edifici distrutti sarebbero ancora sepolte circa centosettanta persone. Senza macchinari adeguati, perfino restituire una tomba ai morti diventa un’impresa.
E per i vivi non c’è quasi più un luogo dove vivere. Il Shelter Cluster, coordinato dal Norwegian Refugee Council, stima che un milione e 980 mila persone — il 94 per cento della popolazione — abbiano bisogno di un riparo e di beni essenziali. Quasi due famiglie su tre vivono in tende o strutture improvvisate, spesso da oltre un anno. L’emergenza è diventata un indirizzo di residenza.
In Cisgiordania, Human Rights Watch conta centosette comunità palestinesi — circa 5.900 persone — allontanate dalla violenza dei coloni dal gennaio 2023. Altre 32 mila sono state espulse dall’esercito dai campi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams nel 2025.
Poi c’è E1: 1.234 nuove abitazioni israeliane a est di Gerusalemme, capaci di spezzare la continuità tra nord e sud della Cisgiordania. Francia, Germania, Italia e Regno Unito chiedono di fermare il progetto. Perché una Palestina può essere resa impossibile anche senza cancellarne il nome: basta svuotarla dei suoi abitanti, dividerne il territorio e trasformare ogni strada in un confine.
ITALIA: Da Cagliari a Fiumicino, gli aeroporti diventano luoghi di protesta per la Palestina. Ieri mattina, a Cagliari-Elmas, trenta attivisti hanno formato un “Muro di coscienza”, con bandiere e musica, chiedendo lo stop ai voli diretti e agli accordi con Israele.
Dalle 17 alle 19 il presidio è stato convocato al Terminal 3 di Fiumicino. L’azione, coordinata da Giovedì Bianco in cinque scali italiani, non prevede blocchi: il bersaglio, precisano gli organizzatori, non sono i viaggiatori, ma le scelte del governo.
Gli aeroporti collegano luoghi lontani; oggi ricordano che anche le responsabilità politiche viaggiano e non possono essere lasciate a terra quando fa comodo.
Libano
Nel sud del Libano, ieri l’esercito israeliano ha nuovamente bombardato villaggi e vallate tra Nabatieh, Marjayoun e Tiro: una grande esplosione è stata provocata nei pressi di Zawtar al-Sharqieh, mentre colpi d’artiglieria hanno raggiunto Houla, Markaba, Mansouri e le valli di Salouqi e Hujeir.
Nelle ore precedenti erano state demolite e incendiate altre abitazioni. Al momento non risultano informazioni confermate su eventuali vittime.
Il presidente del Parlamento, Nabih Berri, ha definito la situazione «insopportabile» e ha promesso il dispiegamento dell’esercito libanese a sud del Litani, ma soltanto dopo il ritiro israeliano.
Intanto UNIFIL ha consegnato una propria postazione di Khardali alla Settima Brigata libanese. Un passaggio che dovrebbe restituire sovranità a Beirut. Ma tra bombardamenti e case abbattute, nel sud la sovranità resta, per ora, una parola più che una realtà.
Nigeria
È salito ad almeno 47 morti, 40 i bambini, il bilancio del naufragio avvenuto nello Stato nigeriano di Sokoto. Sull’imbarcazione, sovraccarica, viaggiavano più di ottanta persone, soprattutto donne e bambini diretti ai campi per la raccolta del riso. Le ricerche continuano con l’aiuto dei sommozzatori della comunità.
In Nigeria queste tragedie si ripetono: barche malmesse, pochi giubbotti di salvataggio, controlli deboli e corsi d’acqua che sostituiscono strade spesso inesistenti.
Quei bambini non stavano andando in vacanza, ma a lavorare nei campi. E quando un viaggio quotidiano diventa una fossa comune, chiamarlo semplicemente “incidente” non basta. È anche il risultato della povertà, dell’assenza di infrastrutture e di una sicurezza rimasta soltanto sulla carta.
Repubblica Democratica del Congo
La Repubblica Democratica del Congo riceverà 70 mila dosi del vaccino Ervebo: cinquantamila saranno destinate agli operatori sanitari e in prima linea, altre ventimila a una sperimentazione clinica di fase tre.
Ma va detto chiaramente: Ervebo è approvato contro il virus Ebola Zaire, non contro la variante Bundibugyo responsabile dell’epidemia attuale. Non sappiamo ancora se protegga gli esseri umani; gli studi di laboratorio e sugli animali indicano soltanto una possibile efficacia.
Intanto i casi confermati hanno superato quota 5.200 e i morti sono 2.476. È l’epidemia più grave mai registrata nel Paese. Non è una soluzione già pronta, dunque, ma una scommessa scientifica mentre l’emergenza corre più velocemente della ricerca.
Finlandia e Italia
Finlandia e Svezia si aggiungono a Germania, Austria e Svizzera nei trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia.
Attenzione: non sono rimpatri nei Paesi d’origine. Sono persone arrivate o registrate inizialmente in Italia, ma che hanno chiesto protezione altrove. Il nuovo regolamento europeo, applicato dal 12 giugno, stabilisce quale Stato debba esaminare la domanda e conserva, con alcune eccezioni, il criterio del primo ingresso.
Ed ecco il paradosso politico: il governo Meloni invoca da tempo trasferimenti e controlli più rigidi, ma ora lo stesso meccanismo riporta persone in Italia. Schlein e Conte parlano di boomerang. Nel frattempo, dietro questo ping-pong di responsabilità, esseri umani vengono trattati come pratiche da rispedire al mittente.
Ucraina e Russia
Sedici persone uccise e più di quaranta ferite: è il bilancio del nuovo attacco russo contro Kyiv e la regione circostante. Mosca ha lanciato decine di missili, anche balistici e ipersonici, insieme a 168 droni.
Sono stati danneggiati trenta edifici residenziali, una scuola, un asilo e persino un ospedale pediatrico. Circa novantamila abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità.
Zelensky accusa gli alleati di non avere rifornito in tempo le batterie Patriot. E qui le scadenze militari smettono di essere semplici date su un’agenda: un missile intercettore che arriva tardi può diventare un appartamento sventrato, una classe distrutta, una famiglia che non torna più a casa.
Groenlandia
Non è un’invasione: le balene stanno seguendo il cibo. Uno studio pubblicato su Frontiers in Marine Science stima che nell’estate del 2024 circa sedicimila tra megattere, balenottere comuni e balenottere minori abbiano raggiunto le coste orientali della Groenlandia.
Il mare più caldo e la riduzione dei ghiacci hanno spostato verso nord il capelin, un piccolo pesce di cui questi giganti si nutrono. E loro lo hanno seguito in acque un tempo quasi inaccessibili.
Lo spettacolo è magnifico, ma non è necessariamente una buona notizia. Questo cambiamento potrebbe sottrarre spazio a narvali e altre specie legate al ghiaccio. Il riscaldamento globale non svuota gli ecosistemi in una volta sola: prima li ridisegna, creando nuovi vincitori mentre altri, più silenziosamente, scompaiono.
Stati Uniti
L’FBI ha arrestato Jessica Bowie, 35 anni, accusata di progettare un attentato ispirato all’ISIS contro il Campidoglio dello Stato di New York.
Secondo la denuncia federale, avrebbe giurato fedeltà al gruppo, sorvegliato l’edificio e pianificato di uccidere i senatori con una bomba.
È stata fermata dopo aver ricevuto un ordigno inerte da una fonte sotto copertura, credendolo autentico. Rischia fino a vent’anni per tentato sostegno materiale all’ISIS.
Le autorità escludono minacce immediate. Si tratta di un’accusa: Bowie non è stata condannata e resta presunta innocente.
CASE UPDATE from @FBIAlbany: Albany, New York Woman Charged with ISIS-Inspired Terror Plot Targeting New York State Capitol
Jessica Bowie of Albany, New York, made her initial appearance in federal court on charges of attempting to provide material support to a designated… pic.twitter.com/VN2rAK52iA
— FBI (@FBI) August 20, 2026
Angie Nixon, vincitrice delle primarie democratiche per il Senato in Florida, ha definito Benjamin Netanyahu «un criminale di guerra che deve rispondere dei propri crimini» e si è opposta all’invio di altro denaro o armi statunitensi a Israele. Per Nixon, quelle risorse servono a un paese nel quale i veterani dormono per strada e gli insegnanti non riescono più a permettersi una casa.
La sua vittoria racconta anche qualcosa al Partito democratico: secondo il Washington Post, Nixon ha conquistato soprattutto le contee più giovani, povere, nere e meno istruite. Proprio quell’elettorato che la politica spesso ricorda soltanto quando deve chiedergli un voto.
È morta a 92 anni Nancy Kissinger, nella sua casa in Connecticut. Prima di sposare Henry era già una studiosa di politica estera e lavorava con Nelson Rockefeller. Henry Kissinger fu consigliere per la sicurezza nazionale e segretario di Stato con Nixon e Ford: protagonista dell’apertura alla Cina e della distensione con Mosca, ma anche artefice di politiche duramente contestate, dai bombardamenti in Cambogia al sostegno a regimi autoritari in America Latina.
Dopo il matrimonio, nel 1974, Nancy lo accompagnò nelle missioni diplomatiche e divenne una delle sue consigliere più ascoltate, senza incarichi ufficiali. Lui la definiva la propria coscienza: parole significative, accanto a un potere enorme e controverso.
Cinque giornalisti e due militari, invitati alla base della Space Force di Vandenberg, in California, sono stati bloccati e tenuti sotto tiro per oltre mezz’ora. Seguivano un mezzo militare di scorta per raggiungere una cerimonia, ma qualcuno li ha scambiati per intrusi: sirene, barriere, mani alzate e due militari persino ammanettati.
La base ha parlato di un problema di comunicazione e ha promesso una revisione delle procedure. La sicurezza viene prima di tutto, certo. Ma se invito, documenti e scorta ufficiale non bastano a evitare che qualcuno ti punti un’arma, il problema non è chi entra: è chi non si è parlato. Alla Space Force studiano lo spazio; sulle comunicazioni terrestri c’è ancora da lavorare.
Cuba
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro tre dirigenti dell’Istituto cubano di amicizia con i popoli e nove enti statali dei settori minerario, metallurgico e delle costruzioni. Marco Rubio li accusa di finanziare la repressione e attività sovversive antiamericane.
L’Avana replica che la stretta danneggerà ancora l’economia e i servizi essenziali. Washington dice di voler colpire il governo; ma in un’isola già soffocata dalla penuria di carburante e dai blackout, il conto raramente rimane nei palazzi del potere.
Perù
Un terremoto ha colpito Ayacucho, nel sud del Perù. L’US Geological Survey stima una magnitudo di 6,7, con epicentro vicino a Coracora e ipocentro a 108 chilometri. Il sisma è stato avvertito come moderato o forte in diversi dipartimenti. La Marina peruviana ha escluso il rischio di tsunami. Le verifiche continuano.
Bangladesh
Il Bangladesh ha un nuovo presidente, ma la notizia interessante non è soltanto il nome. Il Parlamento ha eletto Mirza Fakhrul Islam Alamgir, veterano del Partito nazionalista bengalese, con 255 voti contro gli 88 di Oli Ahmed.
Per la prima volta dal 1991 c’erano due candidati. Può sembrare un dettaglio, ma in un paese uscito da quindici anni di governo di Sheikh Hasina non lo è affatto.
Alamgir è stato uno degli uomini che hanno guidato l’opposizione contro Hasina, fuggita in India dopo la rivolta del 2024. Ora il suo partito controlla il governo, domina il Parlamento e conquista anche la presidenza.
Certo, quella del capo dello Stato è una carica soprattutto cerimoniale. Ma nelle crisi politiche e nei rapporti con le forze armate può pesare molto. Insomma, il vecchio sistema è caduto. Resta da vedere se quello nuovo saprà essere davvero più democratico oppure soltanto più nuovo.
Afghanistan
Almeno 42 bambini, tra i nove e i quattordici anni, sono rimasti feriti nell’esplosione avvenuta vicino a un centro educativo di Dasht-e-Barchi, il quartiere hazara di Kabul già colpito più volte dalla violenza settaria.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato l’accaduto come un atto terroristico. Ma attenzione: UNAMA non ha ancora stabilito se si sia trattato di un attacco deliberato o dell’esplosione di un ordigno residuato di guerra. Le autorità afghane parlano di una granata e stanno indagando.
In un Paese dove alle ragazze è già vietato studiare oltre la prima media, anche i bambini che possono ancora entrare in classe devono temere ciò che li aspetta fuori. La scuola dovrebbe aprire il futuro; in Afghanistan, troppo spesso, bisogna prima riuscire a sopravviverle.
I talebani hanno liberato due dipendenti afghani dell’UNAMA, arrestati il 9 agosto dai servizi d’intelligence a Herat. Secondo l’ONU stanno bene e ogni accusa è stata ritirata, ma nessuno ha spiegato perché siano stati detenuti.
È una buona notizia, ma sei operatori di un’organizzazione che difende donne e bambini restano in custodia, senza contatti con familiari o avvocati.
In un Paese dipendente dagli aiuti, arrestare chi tutela i diritti non porta stabilità: rende soltanto il lavoro umanitario più fragile e pericoloso.
India
A Khedi Kalan, vicino a Delhi, una scuola elementare femminile sembra appena ristrutturata. Dentro cade l’intonaco, metà dei bagni è inutilizzabile, quattro aule sono pericolose e con la pioggia tutto si allaga. Una facciata dignitosa sopra problemi lasciati marcire.
L’India investe nell’istruzione il 4,1 per cento del Pil, contro il 6 indicato dalla sua politica nazionale. In dieci anni le scuole statali sono diminuite di 94 mila — molte sono state accorpate — mentre quelle private sono aumentate di 51 mila.
Il satirico Cockroach Janta Party ha quindi lanciato “School Thik Karo”, aggiustate le scuole. Studenti e attivisti pubblicano video di tetti che perdono, bagni sporchi, aule senza banchi né acqua, ottenendo in alcuni casi interventi immediati.
Chi può permetterselo manda i figli nelle scuole private; agli altri restano edifici che cadono a pezzi. Quando l’istruzione dipende dal portafoglio, la scuola non corregge le disuguaglianze: comincia a insegnarle.
Bali
Un turista svizzero di 26 anni è stato condannato a un anno di carcere a Bali per aver insultato il Nyepi, il sacro Giorno del silenzio.
Nonostante gli avvertimenti del personale della struttura in cui alloggiava, uscì e pubblicò un video da una spiaggia vuota, uscì e pubblicò un video da una spiaggia vuota, definendo “folle” la ricorrenza.
Durante il Nyepi, celebrato quest’anno il 19 marzo, tutti devono restare in casa: chiudono perfino aeroporto e internet. L’uomo si è scusato, dicendo di non aver compreso le regole.
Un anno di prigione è una pena severa, vero anche che pagare una vacanza non dà il diritto di deridere la cultura di chi ci ospita.
Corea del Nord
La Corea del Nord ha lanciato oltre dieci missili balistici a corto raggio dall’area di Pyongyang. Hanno percorso circa trecento chilometri prima di cadere nel mare a est della penisola. Seul ha convocato una riunione d’emergenza, denunciando una nuova violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite.
Il lancio arriva mentre terminano le esercitazioni militari di Stati Uniti e Corea del Sud, già ridimensionate da Trump nel tentativo di riaprire il dialogo con Kim Jong-un.
Ma il copione resta sempre lo stesso: una parte si esercita per scoraggiare l’altra, l’altra lancia missili per dimostrare di non essere intimidita. Tutti parlano di difesa, intanto aumentano le armi. I missili finiscono in mare; la paura, come sempre, ricade sulle persone.
Hong Kong
A Hong Kong, Lee Cheuk-yan e Chow Hang-tung, organizzatori delle storiche veglie per le vittime di piazza Tiananmen, sono stati dichiarati colpevoli di incitamento alla sovversione. Il tribunale ha interpretato lo slogan “fine della dittatura del partito unico” non come una richiesta di democrazia, ma come un invito a rovesciare il Partito comunista.
Rischiano fino a dieci anni di carcere; la pena sarà stabilita più avanti. Per trent’anni quelle veglie sono state l’unica grande commemorazione pubblica di Tiananmen sul suolo cinese.
Oggi una candela e una richiesta di cambiamento diventano prove d’accusa: non si cancella soltanto la memoria, si punisce chi insiste a conservarla.
Cina
Hui Ka Yan, fondatore di Evergrande e un tempo uomo più ricco dell’Asia, è stato condannato all’ergastolo da un tribunale di Shenzhen. Si era dichiarato colpevole di otto reati, tra cui frode finanziaria, appropriazione di fondi e corruzione. I suoi beni saranno confiscati.
Evergrande è crollata sotto oltre trecento miliardi di dollari di passività, trascinando con sé cantieri, risparmi e fiducia nel mercato immobiliare cinese.
La condanna chiude la parabola di un miliardario, non quella del sistema che lo ha prodotto: per anni il debito è sembrato ricchezza. Poi la macchina si è fermata. Hui andrà in carcere; molte famiglie stanno ancora aspettando le case per cui hanno pagato.
Giappone
Quattro addetti alla manutenzione sono stati travolti e uccisi da un treno espresso nella stazione di Shin-Kanuma, a nord di Tokyo.
Tre operai e un responsabile stavano spruzzando diserbante sui binari quando è arrivato lo Spacia X diretto nella capitale. Nessuno dei cinquanta passeggeri è rimasto ferito.
La domanda è semplice: perché quei lavoratori non sono stati avvertiti? Sul posto c’erano tre addetti incaricati proprio di segnalare l’arrivo dei treni. Le prime testimonianze indicano un possibile errore di comunicazione, ma l’inchiesta è ancora in corso.
Il Giappone è famoso per puntualità e sicurezza. Ma la sicurezza non è una reputazione: è una procedura che deve funzionare ogni volta. Perché basta un solo avviso mancato per non tornare più a casa.
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