10 marzo 2026 – Notiziario in genere
Scritto da Angela Gennaro in data Marzo 10, 2026
Le donne? “Ubbidienti”: nella Generazione Z le vuole così un uomo su tre.
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A volte ritornano

I ruoli di genere tradizionali stanno vivendo una sorta di rinascita sui social media.
Grazie alle creatrici di TikTok, le “tradwife” (abbreviazione di traditional wife), influencer e creator che promuovono uno stile di vita basato sui ruoli di genere degli anni ’50: donna dedita esclusivamente alla cura della casa, dei figli e delle figlie e del marito, presentandosi sempre impeccabile.
E grazie a influencer di destra come Andrew Tate e altri elementi.
Tate è sotto inchiesta per abusi e stupri su diverse donne.
Un nuovo studio globale conferma che i valori tradizionali stanno tornando in auge, rivelando anche un dato sorprendente: quasi un terzo degli uomini della Generazione Z, ovvero i nati tra il 1997 e il 2012, ritiene che le mogli debbano “obbedire sempre” ai mariti.
Il sondaggio

Il sondaggio, pubblicato in vista della Giornata internazionale della donna e condotto da Ipsos e dal Global Institute for Women’s Leadership del King’s College di Londra, ha analizzato le opinioni di 23mila persone in 29 paesi diversi, tra cui Gran Bretagna, Stati Uniti, Brasile, Australia e India.
Lo studio rileva che gli uomini della Generazione Z hanno le opinioni di genere più tradizionali di qualsiasi altra fascia d’età.
Mentre il 31% di loro si aspetta che le donne siano obbedienti, solo il 13% degli uomini Baby Boomer (nati tra il 1946 e il 1964) condivide tale opinione.
Un quadro simile emerge per quanto riguarda il processo decisionale nelle relazioni.
Un terzo dei giovani uomini ritiene che l’ultima parola debba essere data agli uomini.
Questa convinzione è molto meno comune tra le generazioni più anziane.
Gli algoritmi

“Gli ecosistemi digitali accentuano la polarizzazione perché gli algoritmi dei social media premiano i messaggi estremi”, spiega Robert Grimm, responsabile della ricerca politica per Ipsos Germania.
Le opinioni più radicali sulla mascolinità, gli e le influencer e i contromovimenti femministi tendono a essere amplificate sui social media, secondo Grimm.
E i giovani uomini, aggiunge, hanno maggiori probabilità di avere problemi con l’elevata indipendenza delle donne o con il fatto che guadagnino più di loro.
Conflitto intergenerazionale

Mentre il 18% delle donne della Generazione Z concorda con l’idea che una moglie debba obbedire al marito, solo il 6% delle donne Baby Boomer condivide questa opinione.
L’indagine rileva grandi discrepanze tra il modo in cui le diverse fasce d’età percepiscono i ruoli di genere, ma rivela anche opinioni divergenti all’interno della Gen Z tra uomini e donne.
“In particolare tra la Gen Z, i nostri dati mostrano un’interessante dualità: sono entrambi il gruppo più propenso a concordare sul fatto che le donne con una carriera di successo siano più attraenti per gli uomini, ma allo stesso tempo sono più propensi a concordare sul fatto che una moglie debba sempre obbedire al marito e che una donna non debba mai apparire troppo autosufficiente o indipendente”, dice Kelly Beaver, amministratrice delegata di Ipsos nel Regno Unito e in Irlanda.
Una divisione simile esiste anche sulle questioni relative alla sessualità: il 21% degli uomini della Gen Z pensa che una “vera donna” non dovrebbe mai fare la prima mossa, mentre solo il 7% degli uomini Baby Boomer condivide questa opinione, insieme al 12% delle donne della Gen Z.
Esiste anche una pressione palpabile sulle nozioni di mascolinità.
Tre giovani uomini su dieci, per esempio, credono che non si debba dire “ti voglio bene” alle persone amiche, mentre il 43% pensa che un uomo debba apparire fisicamente forte.
E il 21% considera gli uomini che svolgono un ruolo nella cura dei figli e delle figlie “meno maschili”, rispetto all’8% degli uomini della generazione dei baby boomer.
Opinione personale vs. percezione

“È profondamente preoccupante vedere che le tradizionali norme di genere persistono ancora oggi, e ancora più preoccupante è che molte persone sembrano essere sottoposte a pressioni da aspettative sociali che non riflettono effettivamente ciò che la maggior parte di noi crede”, afferma Heejung Chung, direttrice del Global Institute for Women’s Leadership alla King’s Business School di Londra.
Aggiunge che molti giovani uomini oggi sopravvalutano quanto sia tradizionale la loro società.
Il sondaggio rivela anche un divario di percezione.
Solo il 17% degli uomini ritiene che le donne debbano essere responsabili del lavoro di cura, ma il 35% pensa che la società se lo aspetti da loro.
Un andamento simile emerge anche per quanto riguarda il denaro.
“Non solo molti uomini della Generazione Z pongono aspettative limitanti sulle donne, ma si intrappolano anche in norme di genere restrittive”, afferma Julia Gillard, presidente del Global Institute for Women’s Leadership.
Forse non sorprende che il 61% dei giovani uomini ritenga che sia già stato fatto abbastanza per la parità di genere, mentre il 57% afferma di ritenere che gli uomini siano ora discriminati.
“Dobbiamo continuare a fare di più per dissipare l’idea di un gioco a somma zero in cui le donne sono le uniche beneficiarie di un mondo con parità di genere”, afferma Gillard.
“Dobbiamo garantire che tutti e tutte siano coinvolti nel percorso verso la parità di genere, con una chiara comprensione del perché ciò sia vantaggioso per l’intera società”.
Lo studio evidenzia chiaramente che la Generazione Z sta riflettendo, ma anche mettendo in discussione alcuni ruoli di genere.
Mentre i giovani esprimono un desiderio di libertà, diversità e uguaglianza, si aggrappano allo stesso tempo a credenze sorprendentemente tradizionali.
“Come società, dobbiamo resistere alla pressione di tornare indietro e accelerare il ritmo del cambiamento”, insiste Gillard.
Tutte le immagini di questo articolo sono create con ChatGPT
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