4 agosto 2026 – Notiziario in genere
Scritto da Angela Gennaro in data Agosto 4, 2026
Un controllo dell’hijab, uno schiaffo, una lettera di avvertimento: ecco cosa fa il governo talebano alle donne in Afghanistan.
Ascolta il podcast
Afghanistan

© UNICEF/Osman Khayyam An Afghan mother shares a meal with her two young daughters at their home in Herat in western Afghanistan.
Non si tratta di episodi isolati.
Rappresentano la routine quotidiana per gli afghani e le afghane sotto il regime talebano in questa primavera.
Lo dice un nuovo rapporto della missione ONU nel paese, UNAMA.
Il rapporto cataloga con dettagli minuziosi e spesso agghiaccianti come lo spazio per donne, minoranze e dissenso si stia riducendo progressivamente.
Tra aprile e giugno 2026, gli osservatori e le osservatrici ONU per i diritti umani hanno registrato una serie di elementi cruciali.
Arresti per acconciature, fustigazioni pubbliche per aver interrotto il digiuno e il 296° giorno consecutivo in cui alle donne afghane è stato impedito l’accesso alle sedi ONU semplicemente perché donne.
Hijab corretto e tutori maschili
Tra il 6 e l’8 giugno, almeno 30 donne sono state arrestate a Herat.
La loro colpa? Aver indossato un “hijab improprio”.
Pochi giorni dopo, il ministero de facto dell’Hajj e degli Affari Religiosi ha annunciato che “l’osservanza dell’hijab” sarebbe stato il tema del sermone del 19 giugno.
Gli imam hanno ricevuto un documento di 10 pagine che spiegava che l’hijab deve coprire tutto il corpo tranne gli occhi, essere ampio e spesso e non contenere ornamenti o profumi.
Durante il periodo in esame, negozi e cliniche sanitarie hanno ricevuto l’ordine di non permettere alle donne di entrare senza un tutore maschile, o mahram.
Questa disposizione è stata applicata anche nei negozi di Kandahar che vendono cosmetici e altri prodotti destinati alle donne.
In un altro episodio, nella provincia di Logar, una donna ha ricevuto un avvertimento verbale per aver acquistato generi alimentari senza un mahram.
Il negoziante è stato schiaffeggiato e portato all’ufficio locale per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio.
È stato rilasciato poche ore dopo, in seguito all’intervento degli anziani della comunità e dopo aver firmato una lettera in cui si impegnava a non vendere più articoli a donne non accompagnate.
Matrimonio, istruzione e lavoro
Ad aprile, le autorità hanno emanato un nuovo Codice sulla separazione giudiziale dei coniugi, che subordina il matrimonio di una donna al permesso del suo tutore.
Il decreto “sancisce implicitamente i matrimoni precoci” e “impone ostacoli estremi” alle donne che cercano divorzio o separazione, afferma il rapporto.
Gli autori e le autrici ricordano inoltre che dal 7 settembre 2025 alle donne afghane è vietato l’accesso alle sedi delle Nazioni Unite in tutto il paese, sia come personale, appaltatrici o visitatrici, per un totale di 296 giorni al 30 giugno.
Donne e ragazze rimangono escluse anche dall’istruzione superiore a seguito del divieto entrato in vigore nel dicembre 2022.
In Afghanistan, donne e ragazze possono uscire di casa solo accompagnate da un uomo, secondo i decreti emanati dalle autorità di fatto che hanno preso il controllo di Kabul nel 2021.
Escluse dall’università

© WFP/Isheeta Sumra Women and girls in Afghanistan can only leave their homes with a male escort, according to decrees issued by the de-facto authorities who overran Kabul in 2021.
Sebbene gli esami di ammissione all’università si siano svolti a livello nazionale a maggio e giugno, vi hanno partecipato solo 120mila aspiranti studenti maschi.
Nessuna donna o ragazza ha preso parte alle prove.
Altri sviluppi relativi all’istruzione includono ispezioni scolastiche da parte di funzionari talebani dell’Ufficio per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizio.
In un episodio a Herat, ad alcune insegnanti che non indossavano il chador, il velo integrale, è stato impedito l’ingresso in una scuola femminile.
E sono state avvertite che avrebbero potuto perdere il lavoro.
Arresti arbitrari e pena capitale
Oltre alle restrizioni imposte a donne e ragazze, l’UNAMA ha documentato almeno 389 arresti e detenzioni arbitrarie.
E 65 episodi di maltrattamenti perpetrati di fatto dal personale addetto alla promozione della virtù e alla prevenzione del vizio.
I casi erano principalmente legati a presunte violazioni delle norme sull’hijab per le donne, alla barba curata o ai tagli di capelli “occidentali” per gli uomini e all’ascolto o alla riproduzione di musica.
Almeno 137 punizioni corporali giudiziarie (112 per uomini e 25 per donne) sono state inflitte durante il periodo di riferimento.
Comprese fustigazioni pubbliche per reati quali la violazione del digiuno del Ramadan e le relazioni illecite.
Ex funzionari a rischio
Anche gli ex funzionari governativi e gli ex componenti delle Forze di Difesa e Sicurezza Nazionali afghane rimangono a rischio.
Il rapporto ha documentato almeno 29 casi di arresto e detenzione arbitrari, cinque casi di tortura e maltrattamenti e otto omicidi di ex componenti delle forze di sicurezza tra il 1° aprile e il 30 giugno.
Inoltre gli ex funzionari ed ex componenti delle forze di sicurezza rimpatriati forzatamente in Afghanistan continuano a essere a rischio di violazioni dei diritti umani.
In un caso, a Herat, un ex ufficiale dell’Esercito Nazionale Afghano sarebbe scomparso lo stesso giorno in cui è stato rimpatriato con la forza dall’Iran.
Sicurezza e libertà religiosa
Per quanto riguarda la sicurezza, il rapporto ha rilevato che un attacco mortale contro civili che facevano un picnic davanti a un santuario sciita a Herat, il 10 aprile, ha causato 12 morti e 14 feriti.
Nessun gruppo ha rivendicato l’attentato.
Da gennaio, le autorità hanno chiuso numerosi luoghi di culto ismailiti (jamaat khana) nella provincia di Badakhshan e hanno intimato ai fedeli di non frequentarli.
Sono state imposte restrizioni anche alle commemorazioni della comunità sciita di Ashura, un’importante festività religiosa, comprese le detenzioni legate alla disobbedienza religiosa.
Ti potrebbe interessare anche:
- Israele e Palestina: La guerra delle parole
- Trump: l’Iran non avrà mai armi nucleari
- Iran, la guerra entra nella terza settimana
- Libano, ONU: indagine su uccisione giornalisti da parte di Israele
E se credi in un giornalismo indipendente, serio e che racconta il mondo recandosi sul posto, è proprio quello in cui crediamo anche noi.
Siete voi a supportarci e finanziarci per le nostre rassegne, i nostri podcast, il nostro lavoro sul campo.
Aiutaci a dare voce a chi non ha voce.
Puoi darci una mano passando parola e cliccando su Sostienici