30 luglio 2026 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Luglio 30, 2026

  • Medio Oriente, l’escalation si allarga, tra i due contendenti l’Iraq viene bombardato.
  • Repubblica Democratica del Congo, proteste nelle città controllate dall’M23.
  • La Russia accusa il fondatore di Telegram, Durov, di aver favorito il terrorismo.
  • Cina, proposta una legge contro il cyberbullismo.
  • Addio a Ian McDonald, la voce dei Caraibi.
  • Il caldo estremo mette in dubbio la fattibilità di un progetto di piantumazione di alberi in Medio Oriente.
  • Myanmar, condanne fino a 37 anni per gli attivisti pro-democrazia.
  • Singapore: studente francese multato per aver leccato una cannuccia e averla mischiata con altre.

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli 

Stati Uniti e Iran

La tregua di fatto tra Iran e Stati Uniti sembra ormai definitivamente tramontata.

Dopo il lancio di missili balistici iraniani contro la base aerea di Muwaffaq Salti e il quartier generale del Comando Centrale americano in Giordania – attacchi che Washington e Amman affermano di aver completamente intercettato – gli Stati Uniti hanno risposto con una nuova e massiccia offensiva contro obiettivi iraniani.

Il Comando Centrale statunitense ha annunciato di aver completato una “pesante ondata di attacchi” durata circa due ore. Secondo Washington sono stati colpiti decine di obiettivi delle Guardie Rivoluzionarie, tra cui centri di comando, basi missilistiche e per droni, sistemi di sorveglianza costiera e installazioni militari marittime, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la capacità offensiva iraniana.

Teheran riferisce che i raid hanno colpito anche l’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, e la provincia del Khuzestan, provocando almeno due feriti.

Nelle stesse ore due navi per il trasporto di gas naturale sono state colpite da droni nel porto egiziano di Damietta.

Non è ancora chiaro chi sia il responsabile dell’attacco, ma l’episodio alimenta i timori di un ulteriore allargamento del conflitto.

L’escalation coinvolge anche l’Iraq. Nelle scorse ore raid congiunti di Stati Uniti e Arabia Saudita hanno colpito postazioni delle Forze di Mobilitazione Popolare, le PMF, uccidendo almeno venti combattenti e diversi consiglieri iraniani.

Washington e Riad sostengono di aver risposto agli attacchi contro le proprie truppe e contro le infrastrutture petrolifere saudite, mentre il governo iracheno ha definito l’operazione una violazione della sovranità nazionale.

Le milizie della Resistenza islamica in Iraq continuano a negare ogni coinvolgimento negli attacchi contro l’Arabia Saudita, rivendicati invece dagli Ansarallah yemeniti.

Sul fronte politico, Donald Trump ha promesso che gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “molto duramente”, pur lasciando formalmente aperta la porta ai negoziati. Ma gli sforzi diplomatici appaiono sempre più fragili.

I mediatori regionali confermano che i contatti tra le parti proseguono, anche se il memorandum d’intesa raggiunto a giugno è ormai di fatto saltato, soprattutto dopo il riaccendersi degli scontri nello Stretto di Hormuz, dove il traffico commerciale continua a rimanere fortemente ridotto.

Yemen

Gli Ansarallah yemeniti affermano di aver abbattuto un drone da ricognizione saudita Karayel-SU nella provincia settentrionale di Saada, al confine con l’Arabia Saudita. Secondo il portavoce militare Yahya Saree, il velivolo stava conducendo “operazioni ostili” nello spazio aereo yemenita.

Il Karayel-SU, di progettazione turca, è impiegato principalmente per missioni di sorveglianza e raccolta d’intelligence, ma può anche trasportare armamenti guidati. Saree ha ribadito che gli Ansarallah continueranno a rispondere a qualsiasi attacco contro il Paese.

Intanto, secondo Reuters, la Cina avrebbe avviato colloqui diretti con gli Ansarallah per garantire il passaggio sicuro delle petroliere cinesi attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb.

Pechino starebbe concordando ogni transito singolarmente con il movimento yemenita, mentre almeno quattro petroliere dirette in Cina hanno già attraversato lo stretto dopo l’annuncio del blocco.

Palestina e Israele

Nelle ultime 24 ore il Ministero della Sanità di Gaza riferisce che due palestinesi sono morti – uno in un nuovo attacco e uno per le ferite riportate nei giorni scorsi – mentre altre 29 persone sono rimaste ferite nei bombardamenti israeliani.

Il bilancio complessivo nella Striscia sale così a 73.335 morti e oltre 174 mila feriti dal 7 ottobre 2023. Dall’inizio del cessate il fuoco dell’11 ottobre, le vittime sono almeno 1.209.

Tra gli attacchi più gravi, un bombardamento sul mercato di Al-Balata, nel campo profughi di Nuseirat, ha ucciso un uomo e ferito una ventina di persone.

Colpite anche Gaza City, Deir al-Balah e Khan Younis, dove è stata distrutta la moschea Dar Al-Muttaqin e sono stati emessi nuovi ordini di evacuazione.

In Cisgiordania proseguono raid militari, demolizioni e violenze dei coloni. Durante un’incursione a Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah, l’esercito israeliano ha colpito il principale trasformatore elettrico, lasciando senza corrente tre comunità palestinesi.

 Scontri si sono registrati anche nel villaggio di Burin, vicino a Nablus, dove i soldati hanno sparato lacrimogeni e granate stordenti mentre alcuni coloni tentavano di assaltare una fabbrica.

 L’Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani denuncia che gli attacchi dei coloni hanno raggiunto “livelli senza precedenti”, mentre un’inchiesta di +972 Magazine e Local Call sostiene che il palestinese Farouk Ramadan sia stato ucciso quando era ormai disarmato, contraddicendo la versione fornita da Israele.

ISRAELE: Due soldatesse dell’esercito israeliano sono morte per suicidio negli ultimi due giorni, portando a sedici il numero dei militari in servizio attivo che si sono tolti la vita dall’inizio del 2026. A questi si aggiungono altri nove riservisti o reduci della guerra non più in servizio.

Secondo i dati dell’IDF, nel 2025 i suicidi tra i militari sono stati 22, il numero più alto degli ultimi quindici anni. L’esercito attribuisce l’aumento al prolungamento del servizio, soprattutto tra i riservisti, mentre sono in corso indagini sulle circostanze delle ultime due morti.

Sudan

Un’epidemia di colera in Sudan ha causato almeno 170 morti e oltre 2.000 contagi da maggio, con la regione del Kordofan tra le più colpite, secondo l’Ufficio ONU per gli Affari Umanitari.

Nonostante la guerra civile, le agenzie umanitarie hanno attivato decine di centri di monitoraggio e cura, raggiungendo oltre 270 mila persone con campagne di prevenzione.

Ma l’ONU avverte che la risposta è gravemente compromessa dalla mancanza di fondi: finora è stato raccolto poco più di un terzo delle risorse necessarie per il piano umanitario del 2026.

Kenya

In Kenya cresce la preoccupazione per la morte di quindici elefanti nell’area del Parco Nazionale di Amboseli. Secondo i primi esami di laboratorio, gli animali potrebbero essere stati avvelenati da pomodori contaminati con cianuro provenienti da terreni agricoli vicini.

Le autorità non hanno indicato responsabili, ma in passato alcuni agricoltori sono stati sospettati di usare veleni per tenere lontani gli elefanti dai raccolti.

Il Kenya Wildlife Service teme che la contaminazione possa colpire anche bovini, capre e altra fauna selvatica. Se confermato, sarebbe il più grave episodio di avvelenamento di elefanti registrato nella regione da decenni.

Repubblica democratica del Congo

Migliaia di persone hanno manifestato a Goma e Bukavu, città dell’est della Repubblica Democratica del Congo controllate dal gruppo ribelle M23, contro la proposta di riforma costituzionale che potrebbe consentire al presidente Félix Tshisekedi di candidarsi per un terzo mandato.

Durante le proteste è stata chiesta anche la revoca delle sanzioni ONU contro il leader dell’AFC/M23, Corneille Nangaa.

Il governo di Kinshasa accusa però i ribelli di aver costretto la popolazione a partecipare alle manifestazioni, svoltesi nonostante il divieto di assembramenti imposto per l’epidemia di Ebola.

Caldo

Piantare 35 miliardi di alberi in Medio Oriente è l’ambizioso obiettivo della Saudi Green Initiative.

Ma basterà contro la crisi climatica? Secondo un’analisi della ricercatrice Haya Alhusainan della London School of Economics, molte strategie di adattamento rischiano di diventare insufficienti perché progettate per affrontare ondate di calore eccezionali, non un caldo estremo ormai permanente.

Nei Paesi del Golfo persino le notti estive si stanno riscaldando più rapidamente dei giorni, riducendo il tempo necessario a persone e infrastrutture per raffreddarsi.

 E senza acqua a sufficienza, avverte la ricercatrice, anche miliardi di nuovi alberi potrebbero non essere abbastanza per fermare gli effetti della crisi climatica.

Libia

In Libia l’ondata di caldo estremo sta aggravando una crisi energetica che si è trasformata in protesta politica.

Le temperature, vicine ai 50 gradi, hanno fatto impennare il consumo di elettricità, mentre una rete elettrica fragile e anni di scarsi investimenti hanno provocato blackout prolungati.

In diverse città i manifestanti hanno bloccato strade, occupato edifici pubblici e preso d’assalto anche un importante complesso energetico, chiedendo non solo il ripristino dei servizi essenziali, ma anche le dimissioni delle autorità che governano il Paese, sia a est sia a ovest.

Grecia

L’emergenza incendi continua a colpire l’Europa. In Grecia è salito a tre il bilancio dei vigili del fuoco morti durante le operazioni di spegnimento: due hanno perso la vita a Creta e un terzo nel Peloponneso.

In Francia resta fuori controllo il gigantesco incendio nella Gironda, ormai esteso su un’area quattro volte più grande di Parigi.

Oltre 2.200 pompieri e più di venti velivoli sono ancora impegnati nelle operazioni, mentre gli investigatori ritengono che il rogo possa essere stato innescato accidentalmente durante lavori di manutenzione vicino a una linea elettrica ad alta tensione.

Dopo l’evacuazione di oltre 300 mila persone tra Francia e Spagna, il rischio resta elevatissimo a causa di caldo estremo, siccità e venti forti che continuano ad alimentare le fiamme.

Italia

Roma ha ospitato la riunione della Global Alliance for a Two-State Solution, con la partecipazione di rappresentanti di decine di Paesi e organizzazioni internazionali, nel tentativo di rilanciare il processo di pace in Medio Oriente.

I partecipanti hanno discusso come trasformare gli impegni politici in azioni concrete, rafforzare il sostegno all’Autorità Palestinese e creare le condizioni per la ripresa dei negoziati tra israeliani e palestinesi.

L’incontro prepara il vertice ministeriale previsto a margine dell’Assemblea generale dell’ONU, con l’obiettivo di consolidare il sostegno internazionale alla soluzione dei due Stati, indicata come la strada più realistica per una pace duratura.

Russia e Ucraina

Almeno sette persone, tra cui due bambine di 5 e 12 anni, sono morte in un massiccio attacco russo con missili e droni contro diverse città ucraine.

Le vittime si registrano soprattutto nella regione di Kryvyi Rih, mentre Kiev e Leopoli sono state colpite da esplosioni e incendi.

Il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito dell’imminenza dell’offensiva dopo l’incontro con Donald Trump a Washington, dove ha chiesto agli Stati Uniti di rafforzare le difese aeree ucraine, in particolare con i sistemi Patriot, fondamentali per intercettare i missili balistici russi.

Russia

La Russia ha incriminato il fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di favoreggiamento del terrorismo e lo ha inserito nella lista dei ricercati internazionali.

 Secondo i servizi di sicurezza russi, l’intelligence ucraina avrebbe utilizzato chatbot presenti sulla piattaforma per reclutare giovani russi da coinvolgere in attacchi contro infrastrutture e personale della sicurezza.

L’FSB afferma di aver arrestato 46 persone, tra i 12 e i 22 anni, nell’ultimo anno.

Telegram, molto utilizzato in Russia anche da istituzioni e forze armate, non ha commentato le accuse, mentre Mosca continua a limitarne l’accesso sostenendo che la piattaforma rappresenti un rischio per la sicurezza nazionale.

Stati Uniti

Un documento dell’ICE, visionato dal Guardian, conferma che l’amministrazione Trump ha sottoposto almeno un migrante in sciopero della fame a trattamenti sanitari forzati durante la detenzione tra ottobre e dicembre dello scorso anno.

Le procedure possono includere alimentazione forzata, idratazione obbligata, cateterizzazione o prelievi di sangue senza consenso.

La rivelazione arriva mentre centinaia di migranti hanno avviato scioperi della fame in diversi centri di detenzione, tra cui Delaney Hall, nel New Jersey, e Adelanto, in California, per protestare contro le condizioni di detenzione.

Organizzazioni internazionali per i diritti umani e associazioni mediche continuano a considerare l’alimentazione forzata una pratica incompatibile con l’etica medica e, in alcuni casi, assimilabile a una forma di tortura.

Audizione adrenalinica al Senato degli Stati Uniti per Anthony Fauci. L’ex consigliere sanitario della Casa Bianca si è ripetutamente appellato al Quinto Emendamento della Costituzione, rifiutandosi di rispondere alle domande sui finanziamenti americani alla ricerca sui coronavirus in Cina e sulle accuse di aver fuorviato il Congresso riguardo alle origini del Covid-19.

L’audizione riapre uno dei dibattiti più controversi degli ultimi anni: se la pandemia sia nata da un salto di specie o da un incidente di laboratorio a Wuhan, una questione ancora senza una conclusione definitiva condivisa.

Hadi Matar, già condannato a 25 anni di carcere per il tentato omicidio dello scrittore Salman Rushdie, è stato riconosciuto colpevole anche di terrorismo e di aver fornito supporto materiale a Hezbollah.

 Secondo l’accusa, l’attacco fu motivato dalla fatwa emessa nel 1989 contro Rushdie dopo la pubblicazione de I versi satanici. La nuova condanna federale potrebbe costargli l’ergastolo.

Messico

Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro oltre 50 persone e società legate al Cartello Jalisco Nuova Generazione, una delle organizzazioni criminali più potenti del Messico, accusata di traffico di fentanyl, riciclaggio e altri reati.

Tra i colpiti c’è anche Juan Carlos González, detto “Pelón”, indicato da Washington come il nuovo leader del cartello dopo la morte di Nemesio Oseguera Cervantes, “El Mencho”.

Il Dipartimento del Tesoro afferma che l’obiettivo è colpire le risorse economiche delle organizzazioni criminali e limitarne la capacità operativa.

Guyana

Si è spento a 93 anni Ian McDonald, poeta, romanziere e una delle voci più autorevoli della letteratura caraibica.

Nato a Trinidad e con lo stesso cognome di mio nonno, nato anche lui a Trinidad, magari siamo parenti, adottato dalla Guyana e, come amava definirsi, “caraibico per convinzione”, ha raccontato per decenni identità, memoria e convivenza in una regione segnata da confini, migrazioni e colonialismo.

Con il romanzo The Hummingbird Tree e undici raccolte di poesie, McDonald ha dato dignità alle storie delle persone comuni, mostrando come la letteratura possa custodire un popolo e il suo futuro. In uno dei suoi versi più celebri scriveva: “Non c’è limite al nostro amore, nemmeno la morte potrà imporgliene uno.” È forse questa l’eredità più preziosa che lascia ai Caraibi e al mondo.

Bolivia

L’ex presidente boliviano Evo Morales è stato formalmente indagato con l’accusa di aver incitato le proteste che negli ultimi mesi hanno paralizzato il Paese.

Secondo il procuratore generale Roger Mariaca, l’inchiesta riguarda soprattutto i numerosi blocchi stradali organizzati durante le manifestazioni.

L’attuale presidente Roberto Paz accusa Morales di essere il regista delle proteste e di voler destabilizzare il governo.

Argentina

Oltre cento turisti sono stati soccorsi in Argentina dopo essere rimasti bloccati da un’improvvisa tempesta di neve nei pressi del belvedere di Balcón del Pissis, sulle Ande.

Le squadre di emergenza hanno utilizzato mezzi pesanti per liberare le strade sommerse dalla neve. Due persone sono state ricoverate in ospedale per ipotermia, mentre tutti gli altri sono stati messi in salvo.

Le autorità invitano alla massima prudenza nelle aree montane, dove le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente.

Myanmar

In Myanmar nove attivisti sono stati condannati a pene fino a 37 anni di carcere per aver organizzato una protesta lampo che invitava a boicottare le elezioni dello scorso dicembre. Tra loro c’è anche il noto attivista Htet Myat Aung.

Le accuse, formulate in base alla legge elettorale e alla normativa antiterrorismo della giunta militare, riguardano anche la richiesta di abolire la leva obbligatoria e liberare i prigionieri politici.

Secondo i gruppi per i diritti umani, gli imputati non presenteranno appello perché ritengono impossibile ottenere giustizia davanti ai tribunali controllati dai militari.

Dal colpo di Stato del 2021, oltre 31 mila persone sono state arrestate per motivi politici e più di 14 mila restano tuttora in carcere

Singapore

A Singapore uno studente francese di 19 anni è stato condannato a pagare una multa di 600 dollari di Singapore, circa 465 dollari americani, per aver leccato una cannuccia da un distributore automatico di succo d’arancia e averla rimessa al suo posto.

Il giovane aveva pubblicato il video su Instagram, suscitando indignazione e costringendo l’azienda proprietaria del distributore a sostituire tutte le 500 cannucce della macchina.

Il ragazzo si è dichiarato colpevole di disturbo alla quiete pubblica e, attraverso il suo avvocato, ha espresso rammarico, affermando di aver compreso che quello che considerava uno scherzo ha avuto conseguenze ben più gravi del previsto.

Cina

La Cina ha presentato una bozza di legge per contrastare il cyberbullismo e rafforzare la tutela delle vittime degli abusi online. Il testo, composto da 60 articoli, resterà in consultazione pubblica fino al 28 agosto.

La proposta definisce come cyberbullismo le campagne coordinate o ripetute che ledono reputazione, privacy e dati personali, includendo insulti, diffusione di false notizie, discorsi d’odio, minacce e molestie online.

Le piattaforme digitali saranno obbligate a rafforzare i sistemi di controllo, gestione dei reclami e protezione degli utenti, mentre sarà vietato fornire servizi o supporto tecnico a chi è consapevolmente coinvolto in attività di cyberbullismo.

Giappone

Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nella prefettura giapponese di Kumamoto, colpita da un terremoto di magnitudo 6,8. Il bilancio provvisorio è salito ad almeno 28 morti e 62 feriti, mentre diverse persone risultano ancora disperse.

Oltre 170 scosse di assestamento hanno interessato l’isola di Kyushu e quasi 10 mila persone sono state evacuate.

Le ricerche si concentrano soprattutto in un grande centro commerciale Aeon, dove un’esplosione avvenuta poco dopo il sisma ha provocato vittime e dispersi.

Le autorità stanno indagando sull’ipotesi di una fuga di gas, mentre migliaia di abitazioni sono ancora senza elettricità e acqua e gli ospedali lavorano in condizioni di emergenza.

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