16 settembre 2026 – Notiziario Mondo
Scritto da Raffaella Quadri in data Settembre 16, 2026
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- Europa e Russia: minacce e provocazioni ai confini orientali della Nato
- Palestina: proseguono gli attacchi israeliani mentre è crisi di gasolio, denuncia l’OMS
- Yemen: tensione ancora alta tra Huthi e Arabia Saudita
- Sudan: il WFP denuncia che le scorte di cibo potrebbero esaurirsi entro fine mese
- Stati Uniti: la guerra con l’Iran mina le scorte di armi strategiche
Questo – e non solo – nel notiziario di Radio Bullets, a cura di Raffaella Quadri
Europa
Cresce la tensione sul fianco orientale della NATO.
Alcuni caccia dell’Alleanza hanno abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lituania meridionale.
Secondo le autorità, il velivolo potrebbe provenire dalla Bielorussia; sono in corso accertamenti sulla sua origine e sull’eventuale presenza di armi.
Preoccupa anche quanto accaduto in acque internazionali al largo della Danimarca, dove una fregata russa ha lanciato due razzi verso un elicottero militare danese impegnato in una missione di ricognizione.
Uno dei razzi è passato vicino al velivolo.
Copenaghen ha definito l’episodio inaccettabile e convocato l’ambasciatore russo.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di un quadro più ampio di «provocazioni russe contro l’Europa», annunciando il rafforzamento della deterrenza e della difesa europea insieme alla NATO.
Russia
Il Cremlino intanto definisce positiva, ma non sufficiente, la proposta di Donald Trump per una tregua tra Russia e Ucraina sugli attacchi alle infrastrutture energetiche.
Mosca sostiene che restino da risolvere soprattutto le questioni legate alle esportazioni di prodotti petroliferi e chiede la revoca delle sanzioni.
Trump, invece, ha annunciato che Russia e Ucraina avrebbero concordato di non colpire le rispettive infrastrutture energetiche.
Ucraina
Nonostante l’annuncio di Trump, l’Ucraina ha colpito una raffineria nella regione russa di Samara.
Mosca ha lanciato nella stessa notte circa 200 droni contro il territorio ucraino, causando 2 vittime e danni a infrastrutture energetiche e portuali.
Il presidente Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche, chiedendo però garanzie credibili da parte russa.
Regno Unito
Consultazione simbolica a Piddington, nell’Oxfordshire, dove circa 370 residenti sono chiamati a esprimersi sulla proposta di una separazione dal Regno Unito.
L’iniziativa, priva di valore legale, nasce dalla protesta contro il progetto del governo laburista di trasformare un ex deposito militare del territorio in un centro destinato a ospitare fino a 1.250 richiedenti asilo.
La protesta ha ricevuto il sostegno di esponenti di Reform UK, il partito di destra, euroscettico e conservatore.
Palestina
Nelle ultime 24 ore ci sarebbero stati 3 palestinesi uccisi e 27 feriti a Gaza, secondo il Ministero della Salute palestinese, a seguito di attacchi israeliani nella Striscia.
In Cisgiordania, le forze israeliane hanno ucciso un uomo a Ramallah, portando a oltre 100 il numero dei palestinesi uccisi dall’inizio del 2026, secondo l’agenzia palestinese Wafa.
Ma gli attacchi hanno anche forme diverse.
A est della città, per esempio, alcuni coloni israeliani avrebbero sottratto circa 300 pecore e un cavallo da una fattoria palestinese.
Sono state segnalate anche demolizioni di strutture agricole e residenziali, danneggiamenti alle infrastrutture elettriche e aggressioni a residenti palestinesi nelle aree di Hebron, Betlemme e Gerusalemme Est.
Un attacco israeliano contro un veicolo a Gaza City ha ucciso 2 palestinesi e ferito altre 13 persone, danneggiando anche un mezzo di Medici Senza Frontiere (MSF) che trasportava 10 operatori umanitari.
Nell’attacco è rimasto ferito un membro dello staff dell’organizzazione, che denuncia il mancato rispetto della sicurezza del personale medico e umanitario.
Intanto l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – ha dichiarato che, dal 19 settembre, interromperà la fornitura di gasolio a oltre 20 ospedali e centri sanitari di Gaza per mancanza di fondi.
Sono così a rischio il funzionamento di sale operatorie, terapie intensive, ventilatori e sistemi di ossigeno, oltre alle ambulanze e alla conservazione di medicinali e vaccini.
Mentre, l’Alto commissario ONU per i diritti umani Volker Türk avverte che i corpi recuperati dalle macerie di Gaza potrebbero essere «solo la punta dell’iceberg».
Secondo le autorità palestinesi, oltre 8.000 persone sarebbero ancora sepolte sotto i detriti.
Türk, inoltre, chiede l’accesso degli investigatori internazionali a Gaza e denuncia il blocco dei macchinari pesanti necessari alla rimozione delle macerie.
Libano
Gli attacchi israeliani continuano anche in territorio libanese.
Mentre gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington, Nada Mouawad e Yechiel Leiter, si sono incontrati per discutere degli sviluppi della situazione in Libano e dell’attuazione dell’accordo quadro raggiunto a giugno.
Beirut chiede:
- il ritiro israeliano
- il ritorno dei prigionieri e degli sfollati
- il sostegno alla ricostruzione.
Secondo le autorità libanesi, i danni causati dagli attacchi da parte di Israele arriverebbero a 4 miliardi di dollari.
Yemen
Lo Yemen è un’altra terra senza pace.
Proseguono i combattimenti intorno alla città di Taiz.
Secondo il Ministero della Salute di Ansarallah, il movimento del gruppo armato degli Huthi, i raid aerei della coalizione a guida saudita avrebbero colpito obiettivi civili, uccidendo 3 persone, tra cui 2 bambini.
Mentre Riyadh afferma di aver colpito una piattaforma di lancio di missili balistici e alcune postazione del gruppo.
E nel frattempo aveva emesso anche avvisi di potenziale pericolo in diverse aree, tra cui La Mecca, invitando i residenti a cercare riparo.
Gli avvisi sono stati successivamente revocati, ma l’allerta resta alta.
Gli Huthi, dal canto loro, affermano di essere pronti a interrompere gli attacchi contro il territorio e le navi saudite, solo in caso però di:
- cessazione dei bombardamenti
- revoca del blocco sullo Yemen
- fine del sostegno alle milizie locali.
Il gruppo dichiara, inoltre, che il traffico nello Stretto di Bab al-Mandab resta aperto alle navi, ad eccezione però di quelle saudite.
La situazione nello stretto, una rotta strategica per il commercio marittimo mondiale, è all’esame anche del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Iran
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver abbattuto un quarto drone statunitense MQ-1 Predator a ovest dello Stretto di Hormuz.
Mentre, secondo l’agenzia iraniana Mehr, la superpetroliera indiana El Gaia sarebbe esplosa dopo aver urtato alcune mine mentre attraversava una zona a traffico limitato a sud dello stretto.
Le autorità iraniane riferiscono che i tentativi di spegnere l’incendio sono falliti.
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha dichiarato che Teheran non avvierà colloqui con gli Stati Uniti finché non saranno soddisfatte le condizioni iraniane, respingendo i segnali in tal senso provenienti da Donald Trump.
Mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sarà in Cina oggi per colloqui con il ministro degli Esteri Wang Yi.
I due discuteranno di relazioni bilaterali e delle principali questioni regionali e internazionali.
Sudan
Il World Food Programme (WFP) – Programma Alimentare Mondiale – denuncia una grave carenza di fondi per gli aiuti in Sudan, mentre peggiora la crisi alimentare.
I finanziamenti sono scesi da 645 milioni di dollari nel 2025 a 206 milioni nei primi nove mesi del 2026, con un deficit di quasi 300 milioni.
Quasi 20 milioni di persone soffrono la fame, ma il WFP riesce attualmente a raggiungerne circa 4 milioni.
In particolare, nel Darfur settentrionale circa un milione di sfollati riceve razioni dimezzate, che coprono il fabbisogno di appena due settimane al mese.
Il WFP denuncia che, senza nuovi finanziamenti, le scorte potrebbero esaurirsi entro fine settembre e il sistema di aiuti rischierebbe il collasso entro fine anno.
Sudafrica
Cinque donne sono state trovate morte nell’area a est di Johannesburg, in Sudafrica.
L’ultima, in ordine di tempo, una runner di 38 anni scomparsa il 10 settembre.
La polizia sta verificando possibili collegamenti tra i casi, ma sottolinea che è ancora presto per parlare di un unico responsabile.
Gli investigatori hanno però riscontrato alcune similitudini tra i diversi omicidi. Ed è stata istituita una task force per accertare eventuali collegamenti tra i cinque casi.
Stati Uniti
Il presidente degli Stati Uniti deve fare i conti con i problemi legati al proseguimento della guerra in Iran.
Un rapporto di un organismo di controllo del governo statunitense avrebbe segnalato alcune carenze nelle scorte di armi strategiche e difficoltà di approvvigionamento dopo i lunghi mesi di guerra con Teheran.
Secondo le stime, potrebbero servire fino a 3 anni per riportare le scorte di missili e intercettori avanzati ai livelli precedenti al conflitto.
Una situazione che complica la posizione di Trump anche in vista delle elezioni di medio termine che si terranno a novembre.
Gli Stati Uniti, intanto, chiedono anche la confisca di 61 milioni di dollari in criptovalute.
Il denaro apparterrebbe ad alcuni fondi ritenuti collegati a vendite di petrolio iraniano sul mercato nero.
Ma i problemi di Trump non finiscono neanche tra le mura domestiche.
In Texas, due adolescenti, cittadini statunitensi, sono stati aggrediti con spray al peperoncino e trattenuti per quasi 8 ore dagli agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia per l’immigrazione.
I due giovani si stavano recando a presentare i documenti per l’arruolamento nei Marines, quando sono stati fermati dagli agenti.
I due erano stati accusati di aver filmato gli arresti di alcuni genitori fuori da una scuola elementare in Texas.
Dopo l’accaduto le famiglie stanno riconsiderando l’arruolamento.
Mentre Mahmoud Khalil, attivista palestinese ed ex studente siriano della Columbia University, ha annunciato di aver fatto causa all’ateneo newyorkese.
Khalil era stato promotore nel marzo 2025 delle manifestazioni pro-palestinesi nel campus e per questo arrestato dall’ICE e trattenuto in un centro di detenzione in Louisiana.
Brasile
Mancano pochi giorni alle elezioni presidenziali in Brasile, che si terranno il 4 ottobre prossimo, e i risultati non sono mai stati così incerti.
I sondaggi indicano un rallentamento di Luiz Inácio Lula da Silva e una crescita di Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro.
Lula da Silva resta avanti con il 47,3% contro il 40% dell’avversario, ma il margine si è ridotto rispetto ad agosto.
Lula da Silva sarà negli Stati Uniti la prossima settimana per partecipare all’Assemblea generale dell’ONU a New York, in programma dal 20 al 22 settembre.
La visita cade nella fase finale della campagna elettorale. Una scelta, secondo alcuni, tutt’altro che casuale. L’obiettivo sarebbe anche mediatico, nel tentativo di recuperare il terreno perso nei sondaggi interni.
Sul fronte giudiziario, invece, la Corte Suprema brasiliana esaminerà l’eventuale apertura di un’inchiesta sul giudice Alexandre de Moraes.
Il giudice era stato relatore del processo contro l’ex presidente Bolsonaro per tentato colpo di Stato. Processo che aveva poi portato alla sua condanna.
De Moraes è accusato di aver avuto rapporti con l’ex banchiere Daniel Vorcaro, al centro dell’indagine sulla maxi-frode finanziaria del Banco Master, l’istituto bancario poi fallito a fine 2025.
Bolivia
Tensione in Bolivia, dove il governo ha prorogato di 90 giorni lo stato di emergenza, in vigore dal 20 giugno, a causa del rischio di nuovi disordini.
Il provvedimento dovrà ora essere approvato dal Parlamento.
Tra maggio e giugno, blocchi stradali promossi da organizzazioni contadine e sindacali, con il sostegno di gruppi vicini all’ex presidente Evo Morales, hanno provocato carenze di alimenti, carburante e ossigeno terapeutico.
Secondo le autorità, i disordini sarebbero stati la causa di almeno 16 morti – proprio per la mancanza di alcuni beni essenziali – e perdite economiche superiori ai 3 miliardi di dollari.
Panama
Lotta a narcotraffico e criminalità organizzata a Panama.
A ribadirlo è stato il presidente José Raúl Mulino, difendendo dalle critiche le recenti operazioni di sicurezza e il trasferimento di detenuti considerati altamente pericolosi nel carcere duro dell’isola di Coiba.
Il presidente è certo che la linea dura contro criminali di tale livello sia l’unico modo di avere la meglio su di loro.
Intanto, il paese centroamericano deve fare i conti anche con il clima.
La siccità è tornata a condizionare il Canale di Panama: da oggi i transiti giornalieri scendono da 34 a 32 a causa delle piogge inferiori alle attese.
Ed è già stato ridotto anche il limite di pescaggio delle navi.
Il Canale gestisce da solo circa il 6% del commercio marittimo mondiale.
Cuba
Cresce ancora la tensione ancora tra Washington e L’Avana.
Il Comando Sud degli Stati Uniti ha affermato che le proprie forze stanno monitorando la regione caraibica.
Sarebbero pronte, inoltre, ad adottare «azioni decisive» contro eventuali minacce.
Cina
La Cina critica gli appelli a rallentare lo sviluppo dell’AI per rafforzare i sistemi di sicurezza.
A proporre questo nuovo approccio, nei giorni scorsi, erano stati alcuni leader statunitensi dell’intelligenza artificiale, tra cui Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic ed Elon Musk di SpaceX.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, si tratterebbe di semplice allarmismo che rischia di ostacolare la governance globale dell’intelligenza artificiale.
Anche Pechino, però, sostiene la necessità di accelerare le misure per prevenire e controllare i rischi legati all’AI.
Il ministro della Sicurezza di Stato Chen Yixin ha chiesto di rafforzare prevenzione e gestione dei rischi per la sicurezza.
Foto in copertina: generata dall’AI.
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