20 luglio 2026 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Luglio 20, 2026

  • Tra le macerie e i bombardamenti di Gaza si festeggia la vittoria della Spagna ai Mondiali.
  • Stati Uniti al nono giorno di bombardamenti sull’Iran.
  • Israele, marcia per il ritorno dei coloni a Gaza.
  • Iran, un’altra esecuzione e 74 frustate a una cantante.
  • India, migliaia di studenti marciano verso il Parlamento.
  • Giappone, anche i pantaloncini diventano un caso nazionale.
  • Cina, il corriere-poeta vince uno dei più prestigiosi premi letterari.

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli 

Stati Uniti contro Iran

La guerra tra Stati Uniti e Iran continua ad allargarsi, mentre aumenta il rischio di un coinvolgimento dell’intera regione. Washington ha annunciato di aver completato la nona notte consecutiva di raid contro obiettivi militari iraniani, colpendo centri di comando, sistemi di difesa aerea, radar costieri, basi navali, depositi di missili e droni e infrastrutture dei Guardiani della Rivoluzione.

L’offensiva arriva dopo la morte di tre militari statunitensi. Due sono stati uccisi nell’attacco iraniano contro una base americana in Giordania del 17 luglio, mentre un terzo soldato è morto nel Kurdistan iracheno durante la distruzione controllata di esplosivi recuperati da un drone iraniano abbattuto.

Un quarto militare risulta ancora disperso e gli Stati Uniti stanno analizzando alcuni resti recuperati sul luogo dell’attacco in Giordania per verificarne l’identità.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli ultimi bombardamenti sono stati condotti “in onore dei tre patrioti americani” uccisi, promettendo di continuare a colpire duramente l’Iran.

Teheran ha risposto intensificando gli attacchi nella regione. I Guardiani della Rivoluzione hanno rivendicato un “attacco a sorpresa” contro un centro di comando nemico in Siria, mentre Kuwait e Bahrein hanno attivato le proprie difese aeree dopo il lancio di missili e droni iraniani diretti verso obiettivi militari. Il Kuwait ha confermato di aver intercettato gli ordigni in volo.

L’escalation militare sta avendo pesanti ripercussioni anche sull’economia mondiale. Il traffico nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio commerciato nel mondo, si è drasticamente ridotto, facendo salire il prezzo del Brent oltre i 90 dollari al barile.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha accusato Teheran di usare Hormuz come leva strategica contro la comunità internazionale e ha invitato gli alleati a contribuire maggiormente alla protezione delle rotte marittime.

Rubio ha ribadito che Washington resta disponibile a una soluzione diplomatica, ma solo se l’Iran sarà disposto a rispettare eventuali nuovi accordi.

Da Teheran, invece, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sostiene che i negoziati con gli Stati Uniti si siano svolti sotto la minaccia delle bombe e accusa Washington di aver svuotato ogni prospettiva diplomatica.

Anche la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha definito privo di valore il cessate il fuoco temporaneo firmato dagli Stati Uniti, avvertendo che nuovi attacchi avranno conseguenze che, ha detto, saranno “indimenticabili”.

Iran

Prosegue la repressione in Iran. Sabato è stata giustiziata nel carcere centrale di Yasuj Azam Gerami, 58 anni, madre di tre figli, condannata a morte per omicidio volontario.

La donna era detenuta da circa otto anni e la sua esecuzione non è stata annunciata ufficialmente dalle autorità iraniane. A denunciarlo è l’organizzazione per i diritti umani Hengaw.

Nello stesso fine settimana, il tribunale di Teheran ha condannato la cantante Anita Papist a 74 frustate per aver pubblicato sui social video in cui canta in persiano e in inglese senza indossare l’hijab. Le sono stati inoltre confiscati il passaporto e bloccato il telefono cellulare.

Secondo il gruppo legale Dadbaan, la sentenza viola gli obblighi internazionali dell’Iran in materia di libertà di espressione e rappresenta l’ultimo episodio della crescente repressione contro le artiste e le donne che scelgono di esprimersi pubblicamente attraverso la musica.

Palestina e Israele

Tra le macerie della Striscia di Gaza, centinaia di palestinesi sono scesi in strada per celebrare la vittoria della Spagna ai Mondiali di calcio 2026, conquistati con il successo in finale contro l’Argentina.

Le immagini mostrano bandiere spagnole e cori di festa in quartieri devastati dalla guerra, in un raro momento di sollievo dopo oltre due anni di conflitto. Anche in Spagna, durante i festeggiamenti per il titolo mondiale, numerosi tifosi hanno esposto bandiere palestinesi e manifestato solidarietà alla popolazione di Gaza.

Detto questo, continuano gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. A Gaza City almeno nove palestinesi, tra cui tre bambini, sono stati uccisi in due distinti bombardamenti che hanno colpito aree residenziali.

Secondo le autorità sanitarie locali, altre persone sono rimaste ferite, mentre l’esercito israeliano afferma di aver preso di mira infrastrutture e combattenti di Hamas.

In Cisgiordania occupata, nella notte, un gruppo di coloni israeliani ha incendiato la moschea Al-Taqwa nel villaggio di Al-Tuwani, a sud di Hebron.

 Secondo testimoni e autorità palestinesi, sono state date alle fiamme anche alcune abitazioni e un caseificio, mentre sui muri della moschea sono comparse scritte in ebraico. Quattro palestinesi sono rimasti feriti negli scontri successivi.

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente violenza dei coloni contro le comunità palestinesi, denunciata anche dalle Nazioni Unite.

ISRAELE: Centinaia di israeliani hanno partecipato a una marcia vicino al confine con Gaza per chiedere il ripristino degli insediamenti ebraici nella Striscia, smantellati con il ritiro unilaterale del 2005.

Secondo gli organizzatori, l’esercito israeliano ha inizialmente autorizzato la manifestazione, salvo poi revocare il permesso e bloccare l’accesso all’area. Alcuni manifestanti sono comunque riusciti ad avvicinarsi al confine, nonostante i posti di blocco della polizia.

Alla protesta, organizzata dal movimento Nachala, hanno preso parte anche esponenti del governo e della maggioranza. La leader del movimento, Daniella Weiss, è stata sanzionata da Regno Unito e Canada per il suo presunto sostegno alle violenze dei coloni contro i palestinesi.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto le dichiarazioni del sindaco di New York, Zohran Mamdani, che sta valutando la possibilità di far eseguire il mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale se il premier israeliano dovesse partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre.

L’ufficio di Netanyahu ha definito il mandato della Corte penale internazionale «illegittimo» e ha accusato il sindaco di seguire una strategia politica basata su un provvedimento che Israele non riconosce.

Mamdani ha dichiarato di stare esaminando quali margini legali abbia la città, pur riconoscendo che agirà solo nel rispetto della legge.

 Gli Stati Uniti non aderiscono allo Statuto di Roma e non riconoscono la giurisdizione della Corte penale internazionale.

Libano

Il presidente libanese Joseph Aoun è a Washington per una visita ufficiale che segna un momento importante nei rapporti tra Libano e Stati Uniti: è il primo capo di Stato libanese ricevuto nella capitale americana dal 2009. Dopo l’incontro con il segretario di Stato Marco Rubio, Aoun vedrà nei prossimi giorni anche il presidente Donald Trump.

Rubio ha elogiato gli sforzi del governo libanese per riaffermare la sovranità del Paese, disarmare Hezbollah e portare avanti il processo di pace con Israele.

I due Paesi, che non hanno relazioni diplomatiche, negoziano da aprile con la mediazione statunitense e a giugno hanno raggiunto un’intesa preliminare che prevede il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano e il dispiegamento dell’esercito libanese in alcune aree pilota.

L’accordo, però, resta subordinato al disarmo di Hezbollah, sostenuto dall’Iran, che continua a respingere sia l’intesa sia i negoziati.

Aoun punta anche a ottenere il ritiro delle forze israeliane dalle aree ancora occupate del Libano, mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran rischia di rendere ancora più fragile il percorso diplomatico nella regione.

Tunisia

Il presidente tunisino Kaïs Saied è riapparso in pubblico con una visita a un impianto strategico per la distribuzione dell’acqua alla periferia di Tunisi, dove ha chiesto chiarimenti sui ripetuti disservizi che stanno colpendo la capitale e altre aree del Paese.

Le autorità attribuiscono la crisi all’ondata di caldo, all’aumento record dei consumi, a guasti tecnici e alle interruzioni di corrente che bloccano le stazioni di pompaggio.

La visita assume anche un significato politico: è la prima apparizione pubblica del presidente dopo oltre una settimana di assenza, che aveva alimentato speculazioni sul suo stato di salute, mai confermate dalla presidenza.

Grecia

La Grecia affronta il picco della prima grande ondata di calore dell’anno, con temperature che tra oggi e domani potrebbero raggiungere i 41 gradi in diverse aree della terraferma e dell’isola di Creta.

Intanto i vigili del fuoco sono riusciti a contenere un incendio scoppiato sull’isola di Salamina, vicino ad Atene, dove sono state evacuate in via precauzionale alcune abitazioni e località turistiche, senza feriti.

 Un secondo rogo è divampato nella regione settentrionale di Serres. Le autorità mantengono il massimo livello di allerta, mentre il caldo estremo aumenta il rischio di nuovi incendi in tutto il Paese.

Regno Unito

È iniziato ieri il mandato del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, che si prepara a varare un ampio rimpasto di governo per imprimere la sua linea all’esecutivo dopo la vittoria alla guida del Partito Laburista.

Secondo la stampa britannica, l’attuale ministro dell’Energia Ed Miliband è tra i principali candidati a diventare ministro degli Esteri, mentre sono attesi cambiamenti anche in altri dicasteri chiave, tra cui Difesa e Sanità.

Resta incerto il futuro di diversi ministri dell’esecutivo uscente, compresa l’attuale responsabile degli Esteri Yvette Cooper.

Il nuovo governo punta a presentarsi con una squadra rinnovata per affrontare le sfide economiche e internazionali che attendono il Regno Unito nei prossimi mesi.

Ungheria

Il primo ministro ungherese Peter Magyar ha annunciato che proporrà a Judit Polgár, considerata la più grande scacchista di tutti i tempi, di diventare la prossima presidente della Repubblica.

Quarantanove anni, unica donna nella storia ad aver superato la soglia dei 2.700 punti Elo e protagonista di una carriera ai massimi livelli anche nei tornei maschili, Polgár potrebbe assumere l’incarico fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione.

Secondo Magyar, la campionessa rappresenta una figura capace di unire il Paese in una fase di profondo cambiamento politico dopo la fine dell’era di Viktor Orbán.

Ucraina e Russia

Continua l’escalation della guerra in Ucraina. Un missile russo ha colpito una nave cargo battente bandiera della Guinea-Bissau e di proprietà turca che trasportava grano al largo di Odessa. Secondo Kiev, nell’attacco sono morti sei membri dell’equipaggio, mentre altre quattro persone risultano disperse.

Nella notte, la Russia ha lanciato anche una delle più pesanti ondate di missili balistici contro Kiev degli ultimi mesi, causando almeno un morto e numerosi feriti.

 Mosca sostiene di aver colpito infrastrutture militari e portuali, mentre il presidente Volodymyr Zelensky torna a chiedere con urgenza nuovi missili intercettori Patriot agli alleati occidentali per rafforzare la difesa aerea del Paese.

Stati Uniti

Nuovi guai giudiziari per gli influencer Andrew e Tristan Tate. I due fratelli, cittadini britannici e statunitensi, sono stati arrestati a Miami su richiesta delle autorità del Regno Unito, che chiedono la loro estradizione dopo aver formulato 38 nuove accuse.

Tra queste figurano stupro, tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale, lesioni personali e reati legati a immagini pedopornografiche.

Secondo la Crown Prosecution Service britannica, le nuove imputazioni riguardano quattro presunte vittime aggiuntive e fatti che sarebbero avvenuti tra il 2010 e il 2017. Con queste, il totale delle accuse a carico dei due fratelli sale a 59.

 Andrew Tate dovrà inoltre affrontare nel Regno Unito un processo civile intentato da quattro donne che lo accusano di violenze fisiche e sessuali.

 I fratelli Tate respingono tutte le accuse e sostengono di non aver commesso alcun reato. Parallelamente, restano aperti anche i procedimenti penali nei loro confronti in Romania, dove sono sotto indagine dal 2022.

Per la prima volta dalla sua istituzione nel 1996, l’amministrazione Trump ha attivato il cosiddetto Alien Terrorist Removal Court, il tribunale speciale incaricato di valutare le richieste di espulsione di cittadini stranieri accusati di terrorismo.

 La prima udienza si è svolta nei giorni scorsi, ma la giudice Joan Ericksen ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di fornire ulteriori elementi prima di decidere sul caso.

L’identità della persona coinvolta non è stata resa pubblica. La decisione segna un nuovo passo nella stretta sull’immigrazione voluta dalla Casa Bianca e potrebbe aprire la strada a un utilizzo più frequente di questo tribunale, rimasto inattivo per trent’anni.

Guyana

È in corso una vasta operazione di soccorso al largo della Guyana dopo il naufragio del traghetto governativo MV Barima, che trasportava 133 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio.

Finora sono state salvate 67 persone, mentre decine risultano ancora disperse. Il traghetto, diretto dalla capitale Georgetown a Port Kaituma, si è capovolto vicino alla foce del fiume Pomeroon.

Alle ricerche partecipano elicotteri, aerei, imbarcazioni della guardia costiera e pescherecci.

Secondo le prime testimonianze dei sopravvissuti, il ribaltamento sarebbe stato causato dalle forti correnti e dalla marea, mentre le autorità escludono che il mezzo fosse sovraccarico.

Perù

Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso nelle Ande centrali del Perù dopo il terremoto di magnitudo 5.1 che sabato ha colpito la regione di Junín.

Il bilancio provvisorio è di almeno cinque morti, 21 feriti e oltre 300 persone colpite dal sisma.

Più di 250 soccorritori, tra polizia, vigili del fuoco, unità cinofile e personale sanitario, sono impegnati nelle ricerche dei dispersi, nell’evacuazione delle aree più colpite e nella rimozione delle macerie.

Il Ministero della Salute ha inviato squadre mediche specializzate per assistere la popolazione, mentre le autorità continuano a monitorare la situazione e a valutare l’entità dei danni nelle zone montane interessate dal terremoto.

India

È una delle più grandi mobilitazioni giovanili degli ultimi anni in India. Decine di migliaia di studenti e attivisti sono attesi oggi a Nuova Delhi per una marcia verso il Parlamento, nel giorno di apertura della sessione dei monsoni, per chiedere le dimissioni del primo ministro Narendra Modi e del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan.

La protesta nasce dopo una serie di scandali legati ai concorsi pubblici e agli esami nazionali: fughe di notizie, test annullati e malfunzionamenti tecnici che, secondo i manifestanti, hanno compromesso il futuro di milioni di giovani.

Il movimento, guidato soprattutto dalla Generazione Z, si definisce provocatoriamente Cockroach Movement, il “movimento degli scarafaggi”, trasformando in simbolo un insulto usato nei confronti dei giovani disoccupati.

A far crescere ulteriormente la tensione è stato il trasferimento forzato in ospedale dell’attivista Sonam Wangchuk, in sciopero della fame da venti giorni in solidarietà con i manifestanti.

La polizia sostiene di aver agito per motivi sanitari, mentre la famiglia e gli organizzatori parlano di detenzione illegale e repressione del dissenso.

Le autorità hanno schierato un imponente dispositivo di sicurezza intorno al Parlamento, mentre il governo non ha ancora risposto alle richieste dei manifestanti.

La protesta, partita dalle irregolarità nel sistema degli esami, è diventata ormai un simbolo del malcontento di una generazione che denuncia disoccupazione, disuguaglianze e una crescente limitazione degli spazi democratici nel Paese.

Casini Climatici Asia

È di almeno 19 morti il bilancio delle alluvioni e delle frane provocate dalle piogge monsoniche che stanno colpendo l’India. Undici vittime si registrano nel territorio di Jammu e Kashmir, mentre altre otto sono morte nello Stato nord-orientale del Nagaland.

La situazione più grave riguarda i distretti di Poonch e Rajouri, dove inondazioni improvvise e smottamenti hanno distrutto abitazioni, travolto veicoli e isolato interi villaggi. Strade e ponti sono stati interrotti, rendendo difficili i soccorsi.

Il governo ha mobilitato esercito, polizia e squadre della National Disaster Response Force per cercare i dispersi, evacuare i residenti e riaprire le vie di comunicazione.

Intanto il Dipartimento meteorologico indiano avverte che nei prossimi giorni sono previste precipitazioni ancora più intense in Jammu e Kashmir. Per motivi di sicurezza è stato sospeso anche il pellegrinaggio annuale di Amarnath, che ogni anno richiama centinaia di migliaia di fedeli.

Indonesia

Proseguono le ricerche in Indonesia dopo il naufragio del traghetto KM Nurul Salsa, affondato mercoledì al largo delle isole Selayar, nella provincia di Sulawesi Meridionale.

Nelle ultime ore sono stati salvati una donna di 46 anni e il figlio di 24, trovati da alcuni pescatori su una piccola isola. Restano però ancora 18 dispersi. Finora è stata confermata una vittima.

Alle operazioni partecipano oltre 200 soccorritori, militari, polizia e volontari, che stanno lavorando in condizioni rese difficili da vento forte e onde alte fino a tre metri. Il traghetto trasportava 78 persone quando è affondato dopo un guasto al motore.

Cina

Per anni ha consegnato cibo in bicicletta e scritto poesie nei ritagli di tempo, spesso su piccoli fogli di carta tra una consegna e l’altra. Wang Jibing, 56 anni, ha vinto il Premio Lu Xun, uno dei più importanti riconoscimenti letterari della Cina.

La raccolta premiata, Low Flight, racconta la vita quotidiana dei rider, il lavoro precario e le difficoltà della gig economy attraverso storie raccolte intervistando circa duecento colleghi.

Wang, che ha lasciato la scuola da adolescente per aiutare la famiglia, ha svolto molti lavori prima di diventare fattorino. Nonostante il premio, ha annunciato che continuerà a fare le consegne: «Non ho bisogno di questo lavoro per vivere», ha detto, «ma amo il contatto con le persone e voglio restare con i piedi per terra».

La sua storia è diventata il simbolo di una nuova generazione di lavoratori cinesi che trova nella letteratura uno spazio per raccontare la propria realtà.

Giappone

In Giappone persino i pantaloncini possono trasformarsi in un dibattito nazionale. Le estati sempre più torride stanno mettendo in discussione il tradizionale abbigliamento dei salaryman, da decenni simbolo della cultura del lavoro fatta di giacca, cravatta e pantaloni lunghi, anche con temperature superiori ai 35 gradi.

La spinta arriva dalla campagna governativa Cool Biz, nata nel 2005 per ridurre i consumi energetici incoraggiando un abbigliamento più leggero negli uffici.

Ma la possibilità per gli uomini di indossare bermuda ha aperto una discussione anche sulla disparità di genere: molte donne continuano infatti a essere soggette a codici di abbigliamento più rigidi, tra gonne, calze e standard estetici.

In una società dove etichetta e gerarchia restano elementi fondamentali, il cambiamento procede lentamente.

Per molti dirigenti mostrarsi in pantaloncini davanti ai colleghi o ai clienti è ancora impensabile, ma il caldo record e il risparmio energetico stanno lentamente cambiando anche le regole non scritte degli uffici giapponesi.

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