27 agosto 2026 – Notiziario Mondo

Scritto da in data Agosto 27, 2026

  • Nepal e Tibet, il ghiacciaio diventa un’onda. Hormuz, una tregua disegnata sull’acqua.
  • Assolto l’israeliano che ha aggredito una suora a Gerusalemme.
  • Meta, 17 miliardi per proteggere i minori.
  • Italia: esce oggi alle 14 la canzone di Martina Attili e Alya Ansari, le Sirene dedicata alle donne afghane.
  • Nigeria, seicento ostaggi nel bosco.
  • Spagna: la battaglia del pomodoro.
  • Giappone: Muore l’artista Yayoi Kusama, l’infinito dentro un punto.
  • 11 settembre, un processo atteso da 27 anni.
  • Introduzione: Canada, il coraggio di alzarsi dal tavolo

Questo e molto altro nel notiziario di Radio Bullets a cura di Barbara Schiavulli

Iran e USA

Iran e Oman tentano di riaprire una strada in uno dei mari più pericolosi del mondo. Dopo i colloqui di Teheran, i ministri degli Esteri Abbas Araghchi e Badr al-Busaidi hanno presentato un piano graduale per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz: un corridoio temporaneo congiunto e un progetto comune per rimuovere le mine.

Attenzione, però: Reuters riferisce che non è stato ancora firmato un accordo definitivo. Le trattative continuano sulla gestione dello Stretto, sulla ripartizione degli eventuali ricavi e sul controllo delle acque.

Secondo il viceministro iraniano Kazem Gharibabadi, le navi dirette nel Golfo entrerebbero attraverso le acque territoriali iraniane, mentre quelle in uscita utilizzerebbero acque iraniane e omanite: una specie di autostrada a doppio senso, ma con Teheran al casello.

L’Iran sostiene inoltre che, se l’intesa diventasse vincolante, nessuna nave militare potrebbe attraversarla. Una condizione iraniana, non ancora un fatto compiuto, sulla quale gli altri Paesi del Golfo avranno parecchio da dire.

Intanto il traffico resta ridottissimo: martedì sono transitate appena cinque navi commerciali, contro una media recente di quindici, secondo i dati di Kpler.

Le esportazioni saudite e iraniane sono precipitate, mentre Emirati Arabi Uniti e Iraq hanno recuperato parte del mercato. Baghdad, dopo aver ottenuto un permesso speciale da Teheran, ha concentrato a Bassora il più grande carico giornaliero degli ultimi tre mesi.

Sul fronte economico, la Cina ha condannato le nuove sanzioni americane contro l’Iran: la “guerra economica”, ha detto Pechino, non risolve nulla e finisce per danneggiare tutti.

Teheran, però, alterna diplomazia e minacce. Gharibabadi ha avvertito che eventuali dragamine statunitensi diventerebbero «ottimi bersagli». Insomma, mentre Iran e Oman provano a liberare Hormuz dalle mine, le parole continuano a seminarne di nuove.

Palestina e Israele

Cominciamo da una donna a terra. Il 28 aprile, sul Monte Sion, il colono israeliano Yona Simcha Schreiber ha inseguito una suora cattolica francese di 48 anni, ricercatrice alla Scuola biblica e archeologica di Gerusalemme.

L’ha spinta da dietro e presa a calci mentre era ancora a terra; un passante l’ha fermato. La religiosa ha riportato lividi al volto e a una gamba.

Mercoledì un tribunale di Gerusalemme lo ha assolto dalla responsabilità penale: secondo la perizia, durante l’aggressione era in stato psicotico e non comprendeva le proprie azioni. Sarà sottoposto a trattamento psichiatrico.

L’aggressione, però, non è in discussione: è tutta nel video. La suora aveva scritto: «Perdono l’uomo che mi ha aggredita, ma sono determinata perché sia fatta giustizia».

Intanto le autorità israeliane hanno tolto da Porta di Damasco le insegne con il nome arabo Bab al-Amoud, sostituendole con “Old Gate”. Il Governatorato palestinese parla di cancellazione dell’identità araba, islamica e cristiana. A Silwan è stato arrestato anche il ministro palestinese per Gerusalemme, Ashraf al-Awar, mentre partecipava a un lutto familiare.

In Cisgiordania, a Jannatah, coloni hanno aggredito con bastoni, pietre e spray urticante palestinesi, pacifisti e giornalisti, mentre i soldati presenti, secondo i filmati, non intervenivano.

A Qusra hanno bloccato il deputato Ofer Cassif: lui tiene le mani dietro la schiena, un soldato scivola e grida: «Mi ha colpito». Una farsa, se attorno non ci fossero famiglie sotto assedio.

Infine Gaza. All’ONU Nickolay Mladenov parla di «sofferenza immensa» e presenta un piano per disarmo, governo tecnocratico e ricostruzione. Ma, e questo lo dico io, la pace non si costruisce soltanto disarmando Gaza: bisogna fermare anche chi aggredisce, occupa e tenta persino di cambiare i nomi alle pietre.

Libano

Nel sud del Libano, il cessate il fuoco continua ad avere il suono dell’artiglieria. Mercoledì le forze israeliane hanno bombardato pesantemente l’area del fiume Litani, nel distretto di Marjayoun, mentre un elicottero Apache sorvolava la zona. Una vasta demolizione è stata compiuta anche a Buyout al-Sayyad, vicino a Mansouri.

Il giorno precedente, secondo i media libanesi, raid e cannonate avevano raggiunto Kfar Roummane, Dabsha, le alture di Ali al-Taher e diversi villaggi tra Nabatieh e Bint Jbeil. Non risultano vittime confermate in questi ultimi attacchi. Ma continuano le demolizioni e, per chi dovrebbe tornare a casa, spesso non c’è più una casa alla quale tornare.

Nigeria

Il presidente nigeriano Bola Tinubu ha ordinato un’operazione immediata per liberare le persone rapite durante l’attacco a una moschea e ad alcuni villaggi nello Stato del Niger. Un video diffuso dal gruppo armato mostrerebbe circa 600 ostaggi, soprattutto donne, bambini e anziani.

Diversi abitanti affermano di aver riconosciuto i propri familiari, ma il numero non è stato ancora confermato dalle autorità né verificato indipendentemente. Un responsabile locale parla inoltre di trenta morti, mentre almeno duemila persone sarebbero fuggite nel vicino Benin. Se confermato, sarebbe uno dei più grandi sequestri di massa nella storia recente della Nigeria.

Algeria

Almeno dodici persone sono morte e 54 sono rimaste ustionate negli incendi che stanno devastando il nord dell’Algeria. Sei feriti sono in terapia intensiva.

Le vittime sono state registrate nelle province di Jijel, Bejaia e Tizi Ouzou, dove numerose famiglie sono state evacuate. Mercoledì sono stati segnalati 154 roghi e i vigili del fuoco combattono ancora contro decine di focolai. A spingere le fiamme è l’ondata di caldo eccezionale che soffoca Algeria e Tunisia.

Spagna

A Buñol, vicino Valencia, oltre 20 mila persone hanno dichiarato guerra. Nessuno voleva vincere, ma tutti speravano di colpire qualcuno con un pomodoro.

Per la Tomatina, sette camion hanno scaricato circa 150 tonnellate di frutti troppo maturi per essere venduti, trasformando le strade in un gigantesco sugo umano. Pensate a me che sono allergica al pomodoro.

La battaglia dura un’ora e ha una regola fondamentale: il pomodoro va schiacciato prima del lancio, perché divertirsi sì, mandare qualcuno al pronto soccorso no.

Nata da una rissa improvvisata nel 1945 e vietata sotto Franco, oggi richiama partecipanti da tutto il mondo. Ed è probabilmente l’unica guerra nella quale presentarsi con una maglietta bianca equivale già alla resa incondizionata.

Ceuta

A Ceuta la voce corre veloce: i migranti arrivati nell’enclave spagnola starebbero uccidendo e mangiando i gatti. Peccato che, come ricostruisce France 24, le immagini usate come prova siano false oppure riciclate da altri luoghi e altri anni.

Una fotografia mostra un gatto morto a Gran Canaria nel 2025; un’altra è stata manipolata con l’intelligenza artificiale, trasformando il bastone tenuto da un uomo in un animale. Anche EFE Verifica non ha trovato alcun riscontro attendibile.

Insomma: le fotografie virali ci sono, le prove no. Ma la bufala ha nove vite e un bersaglio preciso: i migranti, descritti come barbari per rendere paura e razzismo più digeribili. Loro sì, purtroppo, vengono divorati dalla propaganda.

Italia

Esce oggi sui social “Le Sirene”, il brano scritto da Martina Attili nel quale la sua voce incontra quella della cantante afghana Alia Ansari, autrice e interprete di una parte originale in dari.

 La canzone, realizzata con la collaborazione di NOVE Caring Humans, parla di libertà e resistenza: denuncia il silenzio imposto alle donne afghane, alle quali è vietato persino cantare in pubblico, ma si rivolge a tutte le donne perseguitate e discriminate.

Sul sito di Radio Bullets troverete dalle 14 in poi anche il mio podcast, costruito intorno alle voci delle due artiste. Perché una voce può essere proibita, ma non per questo smette di esistere.

Germania

Due dipendenti dell’aeroporto di Francoforte sono morti dopo aver contratto la malaria. In totale sono stati registrati sei casi tra il personale; gli altri quattro lavoratori sono in ripresa. Secondo le autorità sanitarie, una o più zanzare Anopheles infette sarebbero arrivate da una zona endemica a bordo di un aereo.

Non esiste rischio di trasmissione tra persone. Fraport ha installato trappole per analizzare gli insetti presenti. Una forma rarissima di “malaria aeroportuale”: questa volta, il passeggero più pericoloso era lungo pochi millimetri.

Olanda

«La Corte penale internazionale non deve essere smantellata». La presidente Tomoko Akane ha risposto così alla campagna di sanzioni degli Stati Uniti.

Washington ha colpito nove dei diciotto giudici della Corte, congelandone gli eventuali beni negli Stati Uniti ed escludendoli dal sistema finanziario americano. Una rappresaglia legata anche al mandato d’arresto contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Marco Rubio definisce la Corte corrotta e politicizzata e invita gli altri Paesi a smettere di finanziarla. Akane ribatte che, per le vittime dei crimini internazionali più gravi, rappresenta spesso l’ultima speranza. Il Giappone, principale finanziatore del tribunale, ha criticato le misure americane.

Il punto è tutto qui: una Corte nata per giudicare il potere viene attaccata proprio dal potere che non vuole essere giudicato.

Russia

Il direttore della CIA John Ratcliffe è volato a Mosca per una visita non annunciata, la prima di un capo dell’intelligence americana dal novembre 2021. Il Cremlino ha confermato gli incontri con i servizi segreti russi: Ratcliffe non ha visto Vladimir Putin, ma il presidente è stato immediatamente informato dei colloqui.

Secondo fonti citate da CBS News, la missione serviva ad avvertire Mosca di non attaccare Paesi della NATO. L’intelligence statunitense teme possibili cyberattacchi, sabotaggi o incursioni limitate con cui Putin potrebbe mettere alla prova l’unità dell’Alleanza. Ratcliffe avrebbe parlato anche dell’Iran, minacciando nuove sanzioni se lo Stretto di Hormuz non fosse riaperto.

La CIA non commenta e Donald Trump definisce il viaggio «semi-routinario», negando entrambe le ricostruzioni. Resta un precedente inquietante: nel 2021 William Burns andò a Mosca per scongiurare l’invasione dell’Ucraina. Poche settimane dopo, la guerra cominciò.

Stati Uniti

Il processo a Khalid Sheikh Mohammed, accusato di aver ideato gli attentati dell’11 settembre, comincerà il 5 giugno 2028 davanti a una commissione militare di Guantánamo. Con lui saranno giudicati tre presunti complici, quasi ventisette anni dopo gli attacchi che uccisero circa tremila persone.

Catturato in Pakistan nel 2003, Mohammed fu rinchiuso nelle prigioni segrete della CIA e sottoposto a torture, compreso il waterboarding, prima del trasferimento a Guantánamo. Proprio l’utilizzabilità delle confessioni e delle prove ottenute dopo quegli abusi è al centro di decenni di rinvii.

Un accordo con il quale si sarebbe dichiarato colpevole in cambio dell’ergastolo è stato annullato: torna quindi possibile la condanna a morte. La data del 2028 potrebbe ancora slittare. Guantánamo doveva offrire una giustizia rapida: dopo un quarto di secolo, non è ancora riuscita nemmeno a cominciare il processo.

Meta ha raggiunto un accordo da 17,1 miliardi di dollari con 47 Stati americani, Washington DC e diversi territori, dopo le accuse di aver progettato Instagram e Facebook per creare dipendenza nei minori.

L’intesa, ancora soggetta all’approvazione di un giudice, prevede per gli under 18 un limite complessivo di due ore al giorno, blocchi da mezzanotte alle sei, notifiche sospese durante l’orario scolastico e restrizioni a filtri di bellezza e conteggio dei “like”.

Meta non ammette responsabilità. E una precisazione: 12,19 miliardi sono garantiti; il resto dipenderà da accordi analoghi con TikTok, YouTube e Snapchat. Anche la sicurezza, evidentemente, arriva a rate.

Panama

Il Centro America entra nell’emergenza climatica. Panama ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale: undici bacini fluviali sono già sotto stress e la diminuzione delle piogge minaccia acqua potabile, agricoltura, centrali idroelettriche e persino i bacini che alimentano il Canale.

Le oltre 15 mila persone colpite dalle alluvioni dall’inizio dell’anno non sono una contraddizione: piogge brevi e violente possono convivere con lunghi periodi di siccità.

El Salvador ha dichiarato l’allerta rossa dopo diciannove giorni consecutivi senza pioggia e quattordici record di temperatura. In Honduras sono in allerta rossa 75 comuni.

A rischiare sono soprattutto mais, fagioli, bestiame e riserve d’acqua: cioè il cibo e la sopravvivenza delle famiglie più povere. L’Organizzazione meteorologica mondiale avverte che El Niño continuerà a rafforzarsi. E potrebbe presentare il conto fino al 2027.

Messico

La presidente Claudia Sheinbaum ha confermato la presenza di personale della CIA in Messico, assicurando che attualmente opera nel rispetto della legge sulla sicurezza nazionale.

La dichiarazione riporta l’attenzione sull’incidente di aprile nella Sierra Tarahumara, costato la vita a due agenti della CIA e a due investigatori messicani.

Gli statunitensi collaboravano con le autorità di Chihuahua in attività legate a un laboratorio clandestino di droga. Il governo federale, però, non era stato informato, mentre la governatrice li aveva definiti «istruttori di droni».

Ora indaga la Procura generale. Perché la questione non riguarda soltanto i cartelli, ma il confine delicatissimo tra cooperazione e sovranità.

Cile

Il Cile ha deciso di mettere a dieta perfino il vino. Il governo ha firmato un decreto che crea la categoria del “vino a basso contenuto alcolico”, a partire da 8,5 gradi, contro gli 11,5 richiesti per quello tradizionale. La norma, però, deve ancora superare il controllo della Contraloría.

L’obiettivo è conquistare i giovani, che bevono meno e preferiscono prodotti più leggeri, e competere con birra e spritz. Insomma, il vino cileno non scompare: diventa più discreto.

Buono per il pranzo, l’aperitivo e magari anche per ricordarsi, il giorno dopo, che cosa si è detto. Ma attenzione: meno alcol non significa bevanda salutare. Solo una bottiglia un po’ più diplomatica.

Nepal

Un pezzo di ghiacciaio è precipitato nella valle, trascinando rocce e fango nel fiume Lhende Khola. Poi l’acqua è arrivata come un muro, attraversando il confine tra Nepal e Tibet e cancellando villaggi, ponti, strade e centrali idroelettriche.

Il bilancio provvisorio è di almeno 165 morti. Sul numero dei dispersi non esiste ancora un conteggio univoco: le stime oscillano tra quasi mille e circa 1.500 persone, tra le quali centinaia di turisti e pellegrini stranieri diretti verso il monte Kailash.

Quella inizialmente indicata come una scossa di magnitudo 4,4 sarebbe stata, secondo l’istituto geologico statunitense, la vibrazione prodotta dal crollo stesso, non un terremoto.

A monte resta inoltre un blocco di detriti che potrebbe provocare una seconda piena. I soccorsi procedono tra strade distrutte, fango profondo e comunicazioni interrotte.

I due italiani coinvolti, Giovanni Fassini e Marco Lombardi, sono rimasti per circa otto ore su un autobus: davanti la strada sbarrata dalla frana, alle spalle il fiume che esondava. Sono stati evacuati e stanno bene. La Farnesina li assiste e, al momento, non ha notizia di altri connazionali coinvolti.

Per loro l’incubo è finito. Per centinaia di famiglie, invece, resta soltanto l’attesa davanti a un fiume che ha restituito fango, ma ancora troppi pochi nomi.

Cina

Dov’è finita, in Cina, la paura dell’intelligenza artificiale? Mentre Hollywood teme che strumenti come Seedance 2.0 cancellino intere professioni, i cinesi sembrano accogliere il futuro con entusiasmo. Secondo uno studio condotto in 47 Paesi, il 69 per cento degli intervistati in Cina ritiene che i benefici dell’IA superino i rischi; negli Stati Uniti è appena il 35 per cento.

Una differenza forse legata all’esperienza quotidiana: robotaxi, assistenti negli ospedali, alberghi automatizzati e applicazioni che aiutano a scegliere cosa comprare o dove mangiare. Pechino privilegia l’utilità pratica, l’Occidente insegue l’intelligenza artificiale generale.

I timori su lavoro, sicurezza e controllo esistono anche in Cina. Ma censura e assenza di sindacati indipendenti potrebbero renderli meno visibili. L’entusiasmo è reale; il silenzio dei critici, forse, un po’ meno.

Giappone

È morta a 97 anni Yayoi Kusama, l’artista giapponese che trasformò le proprie allucinazioni in un universo di pois, zucche e stanze di specchi. È scomparsa il 14 agosto in un ospedale di Tokyo; la causa non è stata resa nota.

Negli anni Sessanta portò nell’avanguardia newyorkese performance contro la guerra e opere radicali, prima di tornare in Giappone. Dal 1977 scelse di vivere in una struttura psichiatrica, continuando però a lavorare ogni giorno nel suo studio. Ha dipinto fino agli ultimi giorni.

Kusama diceva che l’arte l’aveva tenuta in vita. Ora restano i suoi punti: piccoli segni ripetuti all’infinito, come se la morte non riuscisse davvero a trovare l’ultimo.

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